{"id":29547,"date":"2017-03-28T11:09:10","date_gmt":"2017-03-28T09:09:10","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29547"},"modified":"2017-03-28T11:09:10","modified_gmt":"2017-03-28T09:09:10","slug":"il-problema-del-calcetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29547","title":{"rendered":"Il problema del calcetto"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ALESSANDRO GILIOLI<\/strong><\/p>\n<p>Ovviamente, Poletti ha ragione. In termini di lettura del reale, dico: cio\u00e8 del Paese di cui \u00e8 ministro. Le amicizie e le relazioni, nell&#8217;Italia del 2017, sono molto pi\u00f9 utili a trovare un lavoro rispetto a un buon curriculum, agli studi, all&#8217;impegno, allo sforzo, agli skill acquisiti. E &#8220;giocare a calcetto&#8221; pu\u00f2 consentirti di allargare la tua rete di relazioni.<\/p>\n<p>Se quindi ci si limita alla constatazione dello stato delle cose, c&#8217;\u00e8 poco da arrabbiarsi con Poletti: ha detto la verit\u00e0.<\/p>\n<p>Peccato che ci siano due o tre questioni grandi come montagne, dietro. Che cagionano ragionevolmente furia nei confronti del Poletti medesimo, o quanto meno delle sue frasi.<\/p>\n<p>Primo, se la dinamica purtroppo \u00e8 questa &#8211; cio\u00e8 che per trovare un lavoro le relazioni sono purtroppo pi\u00f9 importanti degli skill &#8211; un politico decente non se ne compiace per nulla.<\/p>\n<p>Anzi la denuncia.<\/p>\n<p>La indica con ogni forza come un modello sbagliato, da lasciarsi alle spalle. Invoca quindi una rivoluzione del modo di pensare di tutti. Chiede agli imprenditori privati di assumere per capacit\u00e0 e non per conoscenze. Agisce fattivamente perch\u00e9 lo stesso avvenga nelle universit\u00e0 e nel pubblico in generale. Chiede a tutta la societ\u00e0 di valorizzare le capacit\u00e0, gli sforzi, gli studi, le esperienze: non le relazioni amicali o familiste. Anzi accusa il familismo e il clanismo come un male sociale, come un cancro subculturale da estirpare: non come una cornice a cui adeguarsi.<\/p>\n<p>Poletti \u00e8 un ministro: non un sociologo, n\u00e9 un giornalista. Il suo compito quindi dovrebbe andare un po&#8217; <em>oltre<\/em> la presa d&#8217;atto compiaciuta di una dinamica distorta e (incredibile) l&#8217;invito ad adeguarvisi. Dovrebbe essere quello di provare a modificare le cose, a migliorarle. Altrimenti che cosa sta l\u00ec a fare?<\/p>\n<p>E poi: quello che Poletti non sa o non aggiunge \u00e8 che non conta tanto giocare a calcetto in s\u00e9, ma soprattutto <em>con chi <\/em>giochi a calcetto.<\/p>\n<p>Gi\u00e0: le relazioni contano &#8211; purtroppo &#8211; e contano cos\u00ec tanto che poi a decidere il tuo destino \u00e8 spesso la qualit\u00e0 delle relazioni che hai, fin da ragazzo. \u00c8 improbabile che le rete di rapporti allacciata in un cortile di periferia &#8211; figli di sottoproletari, di immigrati e magari perfino di zingari &#8211; sia pari a quella di chi a calcetto gioca con figli di imprenditori, professionisti, politici, alti boiardi pubblici o privati.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio questo il punto: il famoso ascensore sociale bloccato.<em> Bloccato proprio dal tipo di relazioni che hai<\/em>. E se conosci quelli giusti &#8211; per origine familiare, per quartiere in cui abiti, per contesto economico &#8211; il tuo punto di caduta nella societ\u00e0 sar\u00e0 comunque pi\u00f9 elevato. E le tue difficolt\u00e0 nella vita saranno comunque minori. Molto minori. Proprio per via di quelle relazioni.<\/p>\n<p>Il che \u00e8 tanto pi\u00f9 vero in un quadro in cui &#8211; per la crisi economica, per la sparizione dei corpi intermedi, per la desertificazione del welfare &#8211; le relazioni contano sempre di pi\u00f9, quasi restano solo quelle. A ogni livello: per trovare un posto di lavoro cos\u00ec come per ottenere una Tac. E ci si divide, con vari gradi, tra chi conosce e chi no. Con grande &#8211; e non ingiustificato &#8211; livore di questi ultimi verso i primi. Che poi sono i famosi dimenticati, i &#8220;forgotten&#8221; che si vendicano scegliendo ogni <em>contro<\/em> nelle urne.<\/p>\n<p>Non so se Poletti aveva presente tutto questo, nell&#8217;invitare i ragazzi a <em>concorrere nella gara di relazioni,<\/em> anzich\u00e9 a <em>sovvertire la piramide sociale basata sulle relazioni<\/em>.<\/p>\n<p>Non credo che se ne sia reso conto, no. E forse questa stolida incoscienza \u00e8 perfino peggiore &#8211; e pi\u00f9 pericolosa- della cattiveria.<\/p>\n<p><strong>fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it\/2017\/03\/28\/il-problema-del-calcetto\/\" target=\"_blank\"><em>http:\/\/gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it\/2017\/03\/28\/il-problema-del-calcetto\/<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ALESSANDRO GILIOLI Ovviamente, Poletti ha ragione. In termini di lettura del reale, dico: cio\u00e8 del Paese di cui \u00e8 ministro. 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