{"id":29557,"date":"2017-03-29T11:43:50","date_gmt":"2017-03-29T09:43:50","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29557"},"modified":"2017-03-28T23:11:31","modified_gmt":"2017-03-28T21:11:31","slug":"navalny-la-sfida-del-disordine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29557","title":{"rendered":"Navalny, la sfida del disordine"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>FULVIO SCAGLIONE<\/strong><\/p>\n<p>La grande manifestazione a Mosca, i giovani mobilitati in decine di citt\u00e0, le <a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/mondo\/Pagine\/russia-arrestati-manifestanti-navalny-usa-condanna\">centinaia di arresti<\/a>, i richiami dall\u2019Occidente e, per finire, il processo semi-serio con sentenze pesanti che si risolvono in niente o quasi. <strong>Alekseij Navalny ha rimesso in scena lo spettacolo del 2011<\/strong> (elezioni politiche), del 2012 (elezioni presidenziali) e di altre successive occasioni, con inalterato successo. Cos\u00ec oggi, appurato che l\u2019uomo \u00e8 abile e calcolatore, dobbiamo porci sul suo conto la domanda giusta. Sappiamo benissimo chi \u00e8 Navalny: passato dagli stivali dei movimenti nazionalisti alle grisaglie di Yabloko, il pi\u00f9 occidentale dei partiti russi, per approdare all\u2019attivismo Web, incarna un prototipo di politico post-moderno (compreso quel Donald Trump che vive di Twitter) con cui l\u2019Europa e l\u2019Occidente tutto hanno faticosamente imparato a fare i conti.<\/p>\n<p>Per quanto ci piaccia dipingerla come uno sprofondo di arretratezza, con i media servilmente appesi ai voleri di un potere oscurantista, <strong>la Russia offre dati internettiani che andrebbero meglio meditati. L\u201982% della popolazione (ovvero, 117 milioni di persone) hanno l\u2019account di un qualche social media,<\/strong> che nella stragrande maggioranza dei casi \u00e8 autoctono. Non uno dei soliti planetari You Tube o Facebook ma <em>V Kontakte<\/em>, <em>Ok.ru<\/em>, <em>Moi Mir<\/em>, immaginati e sviluppati in Russia per i russi. D\u2019altra parte, non sono russi gli hacker pi\u00f9 temuti al mondo? Non \u00e8 del Governo russo, almeno stando ai sussurri e alle grida dei servizi di sicurezza occidentali, il programma pi\u00f9 avanzato per trasformare i nerd smanettoni in moderni agenti segreti della Rete?\u00a0E poich\u00e9 proprio questo \u00e8 il mondo di riferimento del politico diventato blogger per diventare ancor pi\u00f9 politico, la domanda giusta da farsi diventa: <strong>chi e che cosa rappresenta Aleksej Navalny?<\/strong><\/p>\n<p>Per quanto si voglia rappresentarlo come l\u2019incubo del Cremlino e come un possibile candidato per le elezioni presidenziali del 2018, <strong>Navalny non \u00e8 un avversario per Vladimir Putin. Non nel senso tradizionale, almeno.<\/strong> Non nella conta dei voti. Lo si \u00e8 visto bene nel 2013, all\u2019elezione del sindaco di Mosca. Oltre il 70% degli elettori della capitale disertarono le urne, disgustati dal grigiore di Sergej Sobyanin, il candidato del potere. Ma Navalny rimase a distanza siderale dall\u2019avversario, mettendosi poi ovviamente a cianciare di brogli e frodi. E questo avveniva nella capitale, nel luogo principe dei giovani che sentono il suo fascino. Pensiamo quali possono essere le proporzioni, al voto, nell\u2019immensa provincia russa.<\/p>\n<p>Navalny, per\u00f2, rappresenta per il Cremlino una sfida diversa e pi\u00f9 insidiosa. E, a dispetto di tutte le apparenze, profondamente politica. <strong>Proprio rivolgendosi ai giovani che sono nati dopo il crollo dell\u2019Urss<\/strong> o appena prima, cio\u00e8 a coloro che non hanno memoria di quella lunga agonia n\u00e9 l\u2019inclinazione a fare confronti con quel passato, il blogger offre oggi, ai dirigenti di domani, una diversa visione del mondo.<\/p>\n<p><strong>Putin \u00e8 stato il leader dell\u2019ordine e della sicurezza.<\/strong> Il Presidente che ha riorganizzato lo Stato, pagato puntualmente le pensioni, ridato forza all\u2019esercito, rilanciato il sentimento nazionale di appartenenza. Interpretando, sia chiaro, non solo una smania di potere ma anche un\u2019esigenza del suo popolo. Non a caso tutti i sondaggi pi\u00f9 credibili degli ultimi due decenni hanno mostrato che i russi, dopo il crollo dell\u2019Urss, la perestrojka e lo eltsinismo, non hanno fatto che chiedere stabilit\u00e0, sicurezza, prevedibilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Navalny, con le sue campagna contro la corruzione del potere, offre ai giovani, movimentisti per definizione, una prospettiva diversa.<\/strong> Quella del disordine, degli equilibrii da rovesciare, del nuovo da prendere al volo e senza farsi troppe domande. Un messaggio che non prevarr\u00e0 mai nelle urne, ma che pare fatto apposta per mobilitare la parte pi\u00f9 attiva e speranzosa della popolazione, ovvero proprio quei giovani che per troppo ordine, stabilit\u00e0 e prevedibilit\u00e0 si sentono soffocare. Anche per questo il Cremlino fa ogni sforzo per non creare intorno a Navalny l\u2019aureola del martire. Arrivando da Putin, \u00e8 un segno di grande rispetto per il blogger.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.fulvioscaglione.com\/2017\/03\/28\/navalny-la-sfida-del-disordine\/\">http:\/\/www.fulvioscaglione.com\/2017\/03\/28\/navalny-la-sfida-del-disordine\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FULVIO SCAGLIONE La grande manifestazione a Mosca, i giovani mobilitati in decine di citt\u00e0, le centinaia di arresti, i richiami dall\u2019Occidente e, per finire, il processo semi-serio con sentenze pesanti che si risolvono in niente o quasi. Alekseij Navalny ha rimesso in scena lo spettacolo del 2011 (elezioni politiche), del 2012 (elezioni presidenziali) e di altre successive occasioni, con inalterato successo. 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