{"id":29575,"date":"2017-03-30T11:26:10","date_gmt":"2017-03-30T09:26:10","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29575"},"modified":"2017-03-29T23:28:59","modified_gmt":"2017-03-29T21:28:59","slug":"casino-globale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29575","title":{"rendered":"Casin\u00f2 globale"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Fabio Fiorucci)<\/strong><\/p>\n<p><em>La finanza, sempre pi\u00f9 distante dall\u2019economia reale, \u00e8 un Moloch gigantesco che determina i nostri destini. Quasi niente \u00e8 cambiato, dopo l\u2019inizio della Grande Recessione, in quei meccanismi finanziari che ci condussero al tracollo. La libert\u00e0 del capitale di macinare profitti resta l\u2019unico diritto universale globalmente riconosciuto.<\/em><\/p>\n<p><strong>mercati finanziari<\/strong> sono una componente indispensabile in un\u2019economia capitalista. Semplificando all\u2019estremo, potremmo definire la finanza come il <strong>mercato dei soldi<\/strong>. Chi ha bisogno di denaro incontra altri disposti a prestarlo, in cambio di un interesse. Tramite questo denaro si sviluppano le attivit\u00e0 economiche, dall\u2019avvio di un\u2019impresa alla costruzione di una casa. Allo stesso mercato si rivolge chi ha bisogno di gestire un rischio. La finanza \u00e8 il sistema linfatico dal quale l\u2019economia di mercato attinge risorse per sostenersi. Il problema pi\u00f9 evidente del capitalismo contemporaneo \u00e8 che questo sistema \u00e8 cresciuto in maniera abnorme, scriteriata ed ipertrofica, come un <strong>gigantesco tumore<\/strong> che pregiudica il funzionamento dell\u2019intera economia. Da strumento al servizio delle attivit\u00e0 economiche, il sistema finanziario si \u00e8 trasformato in un\u2019immensa sovrastruttura che condiziona l\u2019economia in maniera egemone. Fra gli addetti ai lavori si parla di una \u201ccoda che scodinzola il cane\u201d, riferendosi al rapporto surreale instauratosi fra la finanza e l\u2019economia reale.<\/p>\n<p>Per fare un esempio concreto, le oscillazioni del prezzo del grano possono dipendere oggi non soltanto da fattori reali relativi al mercato del grano \u2013 un calo nella domanda, una carestia \u2013 ma anche, in modo pi\u00f9 pesante e repentino, dall\u2019andamento del mercato dei derivati sul grano. Ossia, in buona parte, da <strong>scommesse degli speculatori<\/strong> che utilizzano il grano per le stesse finalit\u00e0 per cui uno scommettitore, in un ippodromo, utilizzerebbe i cavalli. La differenza \u00e8 che, dagli esiti del mercato del grano, dipendono le vite di milioni di agricoltori, il potere d\u2019acquisto dei cittadini, spesso anche le sorti di interi Paesi. La maggior parte della ricchezza in circolazione oggi \u00e8 formata da <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/la-scomparsa-delluomo-dai-mercati-finanziari\/\" target=\"_blank\"><strong>dati informatici<\/strong> che si muovono a velocit\u00e0 folle<\/a> da una parte all\u2019altra del globo. Nel 2007, appena prima del collasso, il valore dei contratti derivati in circolazione era pari a circa dodici volte quello del pil mondiale. Le cinque maggiori banche americane, ancora oggi, detengono derivati per circa 200mila miliardi di dollari, una cifra di 100 volte superiore a quella del debito pubblico italiano. Quest\u2019immensa <strong>ricchezza fittizia<\/strong>, e rigorosamente privata, \u00e8 frutto dello scollamento fra la finanza e le attivit\u00e0 reali. In un\u2019economia che non pu\u00f2 pi\u00f9 crescere \u2013 poich\u00e9 crescere indefinitamente non \u00e8 il destino della produzione \u2013 si sono creati strumenti finanziari sempre pi\u00f9 complessi per permettere al capitale di continuare a far profitti a prescindere da quest\u2019ultima. Non solo le banche d\u2019affari, ma anche tutte le grandi imprese, che dovrebbero in teoria avere un risparmio negativo (farsi prestare i soldi per investirli nella produzione), hanno messo in piedi attivit\u00e0 finanziarie parallele per dirottarvi una buona parte degli utili, ottenendo rendite altrimenti impossibili nell\u2019economia reale. Grazie alla <strong>cartolarizzazione<\/strong>, le attivit\u00e0 rischiose vengono poi distribuite fra i pi\u00f9 vari operatori, con meccanismi che di fatto, invece di ridurre il rischio, lo nascondono e lo moltiplicano.<\/p>\n<div id=\"attachment_84479\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-84479 size-full\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/foto-13.jpg\" alt=\"foto 1(3)\" width=\"1280\" height=\"720\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Christian Bale nel film \u201cLa Grande Scommessa\u201d, di Adam McKay. Una narrazione illuminante dei meccanismi finanziari.<\/p>\n<\/div>\n<p>La <strong>finanziarizzazione dell\u2019economia<\/strong>, lungi dall\u2019essere uno sviluppo naturale del capitalismo, \u00e8 il frutto di un chiaro <strong>progetto politico<\/strong> teso a garantire l\u2019unico diritto universale globalmente riconosciuto: la libert\u00e0 del capitale di realizzare profitti, a qualsiasi costo. Questo progetto, iniziato negli anni Ottanta, ha trovato una giustificazione sociale nel <strong>pensiero neoliberale<\/strong>, che descrive il mercato come capace di autoregolarsi portando al bene collettivo. Solo con la crisi dei subprime, che ha trascinato il mondo nella Grande Recessione, siamo stati costretti a puntare i riflettori sui problemi della finanza. Una raffinatissima operazione di <em>maquillage<\/em> \u00e8 per\u00f2 riuscita a far passare una crisi dovuta all\u2019ipertrofia del debito privato come un problema di finanze pubbliche. Il debito pubblico \u00e8 diventato insostenibile non per l\u2019aumento improvviso della spesa sociale \u2013 come se scuole ed ospedali fossero spuntati a iosa negli anni pre-crisi \u2013 bens\u00ec per gli sconquassi creati dall\u2019ipertrofia della finanza privata. Sconquassi e fallimenti privati appianati poi, sistematicamente, ricorrendo alle finanze pubbliche degli Stati, nell\u2019ormai classico gioco del socializzare le perdite privatizzando i profitti. Lo <strong>smantellamento dello Stato sociale<\/strong> in Europa ha permesso inoltre alla finanza privata di asservire ai suoi scopi un insieme crescente risorse \u2013 dai fondi pensione alle assicurazioni sanitarie \u2013 tradizionalmente gestite in modo pubblico. Dopo il crollo del 2008, che avrebbe dovuto provocare una riscrittura completa delle regole finanziarie, i mercati hanno ripreso la loro crescita con le stesse perverse modalit\u00e0 e le stesse, criminogene, (de)regolamentazioni. Il grafico seguente, relativo agli Stati Uniti, mostra chiaramente come lo scollamento fra economia e finanza sia continuato a crescere indisturbato dal 2008 ad oggi.<\/p>\n<div id=\"attachment_84480\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-84480 size-full\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/foto-22.jpg\" alt=\"foto 2(2)\" width=\"2680\" height=\"1780\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Il confronto fra prodotto interno lordo e valore della attivit\u00e0 finanziarie in USA<\/p>\n<\/div>\n<p>Le politiche monetarie espansive attuate da Fed e Bce dopo la crisi sono servite esattamente a questo scopo. Mentre l\u2019economia reale prosegue nella sua stagnazione, lasciando sul campo sempre pi\u00f9 macerie sociali, i miliardi di dollari pompati regolarmente nei <strong>caveau informatici<\/strong> delle banche finiscono tutti per alimentare la sala giochi della speculazione. I soldi fanno soldi dai soldi, senza che l\u2019uomo della strada, in nessun modo, possa trarne beneficio. Eppure anche l\u2019uomo della strada, depositando i suoi pochi risparmi nelle mani dei giocatori di roulette, contribuisce col sudore della fronte ad alimentare questo sistema. Se \u00e8 vero che il gioco della speculazione \u00e8 a somma zero, perch\u00e9 se qualcuno vince c\u2019\u00e8 qualcun altro, dall\u2019altra parte del contratto, che per forza ci sta rimettendo, a rimetterci sempre e comunque \u00e8 la collettivit\u00e0. Dagli umori del <strong>casin\u00f2 globale<\/strong> dipendono infatti i fondamentali dell\u2019economia, i salari dei lavoratori, i programmi politici e persino, come visto pi\u00f9 volte, il destino dei governi. L\u2019immensa sperequazione economica determinata da questo sistema genera una disparit\u00e0 insostenibile fra potere pubblico ed interessi privati. Inoltre, le gigantesche bolle finanziare create dalla speculazione potrebbero, come dieci anni fa, scoppiare da un momento all\u2019altro facendo precipitare nel baratro un sistema gi\u00e0 immerso in una lenta agonia.<\/p>\n<div id=\"attachment_84481\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-84481 size-full\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/tradingFloorTab.jpg\" alt=\"tradingFloorTab\" width=\"1200\" height=\"759\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Il trading floor del Chicago Board of Trade, uno dei pi\u00f9 antichi scambi di futures e options del mondo.<\/p>\n<\/div>\n<p>Nello scontro politico sui problemi economici contemporanei ci si focalizza sempre sulla dialettica fra keynesismo e rigore, trascurando quasi completamente il punto critico fondamentale: <strong>la regolamentazione della finanza privata<\/strong>. Soltanto ridisegnando le regole, mettendo un forte freno ai movimenti di capitale, agli strumenti speculativi e al fenomeno connesso dei paradisi fiscali (27 miliardi di dollari rubati alla collettivit\u00e0 ogni anno dalle banche europee), si potr\u00e0 tornare a parlare di democrazia e di bene collettivo. Per farlo, occorre tanto la <strong>sovranit\u00e0 nazionale<\/strong> quanto un sistema di Paesi che, coordinando le regole comuni, escluda dai suoi scambi chi non si uniforma a quest\u2019ultime. A questo scopo, ad esempio, dovrebbe servire quell\u2019Europa dei Popoli di cui si parla tanto, e sempre, con finalit\u00e0 tutte retoriche.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/casino-globale\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/casino-globale\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Fabio Fiorucci) La finanza, sempre pi\u00f9 distante dall\u2019economia reale, \u00e8 un Moloch gigantesco che determina i nostri destini. Quasi niente \u00e8 cambiato, dopo l\u2019inizio della Grande Recessione, in quei meccanismi finanziari che ci condussero al tracollo. La libert\u00e0 del capitale di macinare profitti resta l\u2019unico diritto universale globalmente riconosciuto. mercati finanziari sono una componente indispensabile in un\u2019economia capitalista. Semplificando all\u2019estremo, potremmo definire la finanza come il mercato dei soldi. 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