{"id":29577,"date":"2017-03-30T10:16:53","date_gmt":"2017-03-30T08:16:53","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29577"},"modified":"2017-03-29T23:35:49","modified_gmt":"2017-03-29T21:35:49","slug":"libia-corsa-alle-basi-militari-russia-in-vantaggio-sugli-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29577","title":{"rendered":"Libia, corsa alle basi militari: Russia in vantaggio sugli USA"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LOOKOUT NEWS (Rocco Bellantone)<\/strong><\/p>\n<p><em>Il Pentagono manterr\u00e0 truppe di terra a sud di Sirte per stanare le ultime sacche di resistenza di ISIS. Forte dell\u2019appoggio al generale Haftar, Mosca potrebbe invece ottenere in tempi brevi un presidio militare sul Mediterraneo<\/em><\/p>\n<p>L\u2019aumento della presenza militare in Libia rappresenta una priorit\u00e0 sia per gli Stati Uniti che per la Russia. Per conto degli USA, l\u2019ultima conferma ufficiale \u00e8 arrivata dal generale Thomas Waldhauser, a capo dello <em>US Africa Command<\/em>(AFRICOM).\u00a0In una conferenza stampa tenuta lo scorso 24 marzo, il generale ha dichiarato che gli USA manterranno truppe di terra in Libia per eliminare le ultime sacche di resistenza dello Stato Islamico annidate a sud di Sirte, roccaforte jihadista liberata dal Califfato a dicembre dopo lunghi combattimenti. Secondo il Pentagono, i miliziani affiliati a ISIS in quest\u2019area sarebbero non pi\u00f9 200. Un anno fa, prima del <em>forcing <\/em>delle forze libiche fedeli al GNA (Governo di Accordo Nazionale) del premier Fayez Al Serraj, e dei bombardamenti effettuati da caccia e droni americani (700 raid tra agosto e dicembre, ndr), erano oltre 6mila.<\/p>\n<p>La notizia data dal generale Waldhauser \u00e8 stata confermata da Mohammed Gunono, portavoce della Sala operativa del GNA, il quale ha specificato che jihadisti sarebbero concentrati in un\u2019area situata tra Sirte, Khums e Jufra, dunque a sud rispetto al bacino della Sirte. La loro individuazione \u00e8 stata possibile grazie a dei voli di ricognizione che droni e caccia USA hanno effettuato negli ultimi mesi utilizzando le informazioni ottenute sul terreno da miliziani dell\u2019operazione \u201cAl Bunian al Marsus\u201d, lanciata da Al Serraj per riprendere Sirte.<\/p>\n<p>Stanare gli irriducibili dell\u2019ISIS non \u00e8 per\u00f2 l\u2019unico obiettivo degli USA. Dispiegando un numero sempre maggiore di uomini e mezzi in quest\u2019area, il Pentagono punta infatti a creare una base operativa attraverso cui monitorare i movimenti dei gruppi affiliati ad Al Qaeda attivi tra il Sahel e l\u2019Africa sub-sahariana. Nel mirino ci sono non solo i somali di Al Shabaab, ma anche Jamaat Nasr Al islam wa Al mouminin (\u201cGruppo per la vittoria dell\u2019Islam e dei suoi fedeli\u201d), nuova sigla coniata da AQIM (Al Qaeda nel Maghreb Islamico) in cui sono confluite Ansar Eddine, il gruppo salafita Fronte di Liberazione di Macina e soprattutto Al-Mourabitoune (\u201cLe sentinelle\u201d), formazione guidata dal signore della guerra Mokhtar Belmokhtar.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/LIBIA-CONFLITTO-2017.gif\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-67179 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/LIBIA-CONFLITTO-2017.gif\" alt=\"LIBIA CONFLITTO 2017\" \/><\/a><\/p>\n<p>30<\/p>\n<p>Ma non solo. Posizionandosi in pianta stabile in Libia gli USA provano anche a rispondere alla progressiva estensione della sfera d\u2019influenza della Russia nell\u2019area. Nel briefing del 24 marzo, alla domanda riguardo il coinvolgimento politico e soprattutto militare di Mosca in Libia, Waldhauser ha detto poche ma esplicative parole: \u00ab<em>Sappiamo che agenti russi sono sul terreno in Libia<\/em>\u00bb, \u00ab<em>osserviamo cosa fanno con grande preoccupazione<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Seppur indirettamente, Waldhauser ha dunque confermato la notizia battuta poche settimane fa dall\u2019agenzia <em>Reuters<\/em> secondo cui un contingente di agenti delle forze speciali russe avrebbe oltrepassato il confine libico dalla base egiziana di Sidi Barrani, situata a circa 100 km dalla Libia, dove Mosca avrebbe anche fatto decollare dei droni per operazioni di ricognizione. Prima della diffusione di questa informazione, ne era circolata un\u2019altra per la quale contingenti militari russi sarebbero stanziati gi\u00e0 dai primi di febbraio in un\u2019altra base egiziana situata pi\u00f9 a est, ossia quella di Marsa Matrouh.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-67492 size-full\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Thomas-Waldhauser.jpg\" alt=\"Thomas Waldhauser\" width=\"608\" height=\"400\" \/><em>(Il generale Thomas Waldhauser, capo dello\u00a0US Africa Command)<\/em><\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>La strategia della Russia<\/h3>\n<p>Finora dalla Russia sono arrivate solo smentite, mentre dalla Cirenaica le dichiarazioni sono state contraddittorie. Recentemente Aguila Saleh Issa, presidente della Camera dei rappresentanti di Tobruk (il parlamento rivale di quello che risponde al GNA di Al Serraj, <em>ndr<\/em>), ha confermato che il suo esecutivo ha chiesto aiuto al governo russo per l\u2019addestramento dei soldati del <em>Libyan National Army<\/em> e per la riparazione dei mezzi militari in dotazione dell\u2019esercito agli ordini del generale Hafar. Mohamed Manfour, comandante della base aerea di Benina nei pressi di Bengasi, ha invece negato sia che le forze ai suoi ordini abbiano ricevuto assistenza militare dalla Russia, sia l\u2019esistenza di forze militari o di basi russe nella Libia orientale.<\/p>\n<p>Al netto di queste affermazioni, non \u00e8 un mistero che l\u2019obiettivo di ottenere un affaccio militare sul Mediterraneo sia da tempo un pallino della Russia, gi\u00e0 in parte raggiunto dal Cremlino con il controllo delle basi di Tartus e Latakia in Siria. Mosca aveva avviato contatti in tal senso con il dittatore Muammar Gheddafi. Questi nel 2008 era nella capitale russa per incontrare l\u2019allora presidente russo Dmitry Medvedev, al quale in cambio di una base situata nell\u2019area di Bengasi aveva chiesto forniture di armi e cooperazione per sviluppare i propri programmi nucleari.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5><a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Medvedev_Gheddafi.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-67493 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Medvedev_Gheddafi.jpg\" alt=\"Medvedev_Gheddafi\" \/><\/a><em>(Mosca, 1 novembre 2008: l\u2019incontro tra\u00a0Medvedev e Gheddafi)<\/em><\/h5>\n<p>Caduto Gheddafi, adesso \u00e8 ad Haftar che il presidente russo Vladimir Putin guarda come all\u2019uomo giusto per centrare questo obiettivo, oltre che per garantirsi un accesso diretto ai terminal della Mezzaluna Petrolifera, tornati poche settimane fa sotto il controllo del generale della Cirenaica. Durante la sua visita sulla portaerei russa <em>Kuznetsov <\/em>a met\u00e0 gennaio, Haftar avrebbe trovato un accordo di massima per consentire alla Russia di costruire due basi militari nei pressi di Tobruk e a Bengasi.<\/p>\n<p>In attesa di sviluppi, nella \u201ccorsa alle basi\u201d in Libia gli USA non possono far altro che rincorrere. Mosca al momento gode infatti di un vantaggio enorme: ha da tempo puntato sulla pedina vincente, vale a dire Khalifa Haftar, il quale non solo comanda la principale forza militare del Paese ma anche il controllo di un\u2019ampia fetta della sua unica ricchezza, ossia il petrolio.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/libia-basi-militari-russia-usa\/\">http:\/\/www.lookoutnews.it\/libia-basi-militari-russia-usa\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LOOKOUT NEWS (Rocco Bellantone) Il Pentagono manterr\u00e0 truppe di terra a sud di Sirte per stanare le ultime sacche di resistenza di ISIS. Forte dell\u2019appoggio al generale Haftar, Mosca potrebbe invece ottenere in tempi brevi un presidio militare sul Mediterraneo L\u2019aumento della presenza militare in Libia rappresenta una priorit\u00e0 sia per gli Stati Uniti che per la Russia. 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