{"id":29596,"date":"2017-04-01T10:56:04","date_gmt":"2017-04-01T08:56:04","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29596"},"modified":"2017-03-30T23:59:05","modified_gmt":"2017-03-30T21:59:05","slug":"ci-si-rivede-george-soros","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29596","title":{"rendered":"Ci si rivede, George Soros!"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Riccardo Antonucci)<\/strong><\/p>\n<p><em>Fra proteste dai dubbi finanziatori e richieste di indagini da parte dei senatori repubblicani, si consuma una nuova pagina di scandali che vedono al centro della propria trama il finanziere ungherese. Ecco cosa dobbiamo sapere.<\/em><\/p>\n<p>Per chi ha seguito il resoconto dell\u2019andamento della campagna elettorale statunitense del 2016 curato da <em>L\u2019Intellettuale<\/em> non dovrebbe risultare una sorpresa scoprire che fra <strong>George Soros<\/strong>, noto finanziere ungherese, e l\u2019entourage di Donald Trump non corra buon sangue. Fra gli altri, ricordiamo l\u2019articolo del 16 novembre da me firmato in cui veniva ricostruita la <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/la-democrazia-del-denaro-le-manovre-di-george-soros\/\" target=\"_blank\">fitta rete di sostegno<\/a> che l\u2019imprenditore aveva realizzato per mobilitare i primi <strong>movimenti di protesta contro il presidente eletto Trump<\/strong>.\u00a0Il <em>casus belli<\/em> dell\u2019epoca fu l\u2019annuncio di lavoro rivolto a chi volesse divenire \u201cattivista a tempo pieno\u201d per <em>Washington CAN! <\/em>\u2013 organizzazione lobbistica che, ricordiamolo, vanta 50 000 membri \u2013 tramite la piattaforma <em>Craiglist<\/em>.\u00a0All\u2019epoca non era una novit\u00e0 il fatto che George Soros fosse il sostenitore economico di iniziative politiche legate all\u2019ambiente <em>liberal<\/em> americano. La grande novit\u00e0 di queste ultime settimane, invece, \u00e8 quanto \u00e8 stato riportato da <em>Fox News<\/em> il 15 marzo: a quanto pare il Segretario di Stato Rex Tillerson avrebbe ricevuto la richiesta, da parte di senatori repubblicani, di compiere indagini per verificare se<strong> soldi dei contribuenti<\/strong> siano stati adoperati per <strong>finanziare campagne politiche di Soros oltreoceano<\/strong>.<\/p>\n<p>La lettera firmata dai senatori \u00e8 stata recapitata marted\u00ec 14 e punta il dito contro la <strong>United States Agency for International Development<\/strong> (<em>USAID<\/em>): secondo quanto \u00e8 riportato <a href=\"https:\/\/www.usaid.gov\/who-we-are\" target=\"_blank\">sul suo stesso sito<\/a>, <em>l\u2019USAID<\/em> \u00e8 la principale agenzia governativa incaricata di \u201c<em>combattere la povert\u00e0 globale e consentire alle societ\u00e0 democratiche di realizzare il loro potenziale<\/em>\u201d. Fra i progetti promossi e riportati sulla piattaforma, vi \u00e8 la protezione dei diritti umani, il rafforzamento della democrazia, la promozione della prosperit\u00e0 economica, il miglioramento della sostenibilit\u00e0 ambientale e dell\u2019educazione, incidendo assieme al Dipartimento di Stato per un totale di <strong>50.1 miliardi di dollari<\/strong> <strong>per l\u2019anno 2017<\/strong>. A detta del senatore Mike Lee (Utah), fra i firmatari della lettera, l\u2019agenzia avrebbe operato in maniera illegittima, parlando di<\/p>\n<blockquote><p>\u201c[\u2026] <em>report di diplomatici coinvolti in favoreggiamenti politici, fondi dell\u2019USAID che supportano attivisti politici estremisti e talvolta violenti e il Governo degli Stati Uniti impegnato nel marginalizzare i moderati e i conservatori all\u2019interno dei ruoli di leadership<\/em>\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Il documento, che ha visto fra i suoi firmatari anche il senatore texano <strong>Ted Cruz<\/strong>, \u00e8 stato preceduto da un\u2019altra lettera recapitata a febbraio, in cui si chiedevano<strong> informazioni su possibili finanziamenti federali alle attivit\u00e0 di George Soros in Macedonia<\/strong>. Quest\u2019ultimo caso \u00e8 particolarmente interessante, dal momento che ha portato alla nascita del movimento \u201c<a href=\"https:\/\/stopsoros.mk\/\">Stop Operation Soros<\/a>\u201d o SOS: in base a quanto \u00e8 reperibile sul sito del movimento, l\u2019obiettivo \u00e8 fermare l\u2019influenza che il miliardario sta esercitando nel Paese attraverso il consolidato sistema di finanziamento di movimenti di protesta, come nel caso dei 50 gruppi coinvolti nella manifestazione delle donne contro Trump.<\/p>\n<p>Del resto, l\u2019impegno di Soros nell\u2019Europa orientale \u00e8 documentato <strong>sin dagli anni del blocco sovietico<\/strong>, contro cui oper\u00f2 tanto in Ungheria quanto nelle nazioni limitrofe. L\u2019influenza del finanziere, per\u00f2, non si \u00e8 fermata con il crollo dell\u2019URSS nel 1991: <em>RT<\/em> ci ricorda le <strong>proteste in Serbia del 2000<\/strong>, a seguito delle quali\u00a0avvenne il rovesciamento di Slobodan Milosevic, che videro la partecipazione del network <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Otpor!\" target=\"_blank\">OTPOR!<\/a>(Resistenza) \u2013 attivo dal 1998 al 2004 e dichiaratamente antagonista nei confronti delle autorit\u00e0 governative serbe \u2013 finanziato da Soros; <strong>la Rivoluzione delle Rose del 2003 in Georgia guidata dal network Kmara<\/strong> \u2013 finanziato da Soros e <em>dall\u2019USAID<\/em> \u2013, che vide la destituzione del Presidente Eduard Shevardnadze \u2013 ossia la fine del regime comunista \u2013 e l\u2019adozione di un\u2019agenda politica decisamente pro-occidentale e filo atlantista \u2013 andando a compromettere i rapporti con la Russia \u2013; <strong>la Rivoluzione Arancione del 2004 in Ucraina<\/strong>, che vide la partecipazione di manifestanti preparati dall\u2019International Renaissance Foundation \u2013 ONG ucraina fondata da George Soros e parte integrante della Open Society Foundations \u2013; <strong>la Rivoluzione dei tulipani del 2005 in Kirghizistan<\/strong>, sollevata dalla Coalizione per la democrazia e la societ\u00e0 civile, anch\u2019essa sostenuta da Soros e <em>dall\u2019USAID<\/em>.<\/p>\n<div id=\"video\"><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/spiVRC7PO1I?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><\/div>\n<p><span class=\"captiontext\">\u201cFermate l\u2019operazione Soros\u201d<\/span><\/p>\n<p>La questione della Macedonia \u00e8 ben lungi dall\u2019essere di dominio pubblico da poche settimane: <a href=\"https:\/\/www.rt.com\/news\/374241-stop-operation-soros-movement-macedonia\/\" target=\"_blank\">su RT \u00e8 disponibile un articolo datato il 19 gennaio<\/a> in cui si riporta che, stando a quanto viene affermato da uno dei cofondatori di <em>Stop Operation Soros<\/em>, Cvetin Cilimanov, <strong>la <em>Open Society Foundation<\/em> minerebbe la sovranit\u00e0 macedone lavorando in parallelo con l\u2019opposizione di centrosinistra<\/strong> <strong>dell\u2019Unione Socialdemocratica di Macedonia<\/strong> e con gruppi d\u2019interesse stranieri.\u00a0Ulteriori conferme dell\u2019impegno <em>dell\u2019USAID<\/em> nel contesto macedone sono fornite dal suo sito internet, dove si afferma che fra il 2012 e il 2016 l\u2019agenzia abbia offerto quasi 5 milioni di fondi per il <em>\u201cThe Civil Society Project\u201d<\/em>, con l\u2019obiettivo di migliorare il controllo dei cittadini sull\u2019operato del Governo, anche attraverso la formazione di giovani attivisti. Inoltre, <em>l\u2019USAID<\/em> ha recentemente avviato un nuovo <em>Civic Engagement Projet<\/em> in collaborazione con 4 organizzazioni, fra cui <em>FOSM<\/em>, per un costo approssimativo di circa <strong>9 milioni e 500 000 dollari<\/strong>.<\/p>\n<p>Mentre le manovre politiche della finanza si dispiegano, occorre ricordare che attualmente in Macedonia <strong>non vi sia alcuna maggioranza di Governo<\/strong> uscita dalle elezioni del dicembre 2016, mentre il Primo Ministro Nikola Gruevski accusa gli Stati Uniti di promuovere un\u2019alleanza fra l\u2019Unione Socialdemocratica di Macedonia di Zoran Azev e l\u2019Unione Democratica per l\u2019Integrazione, di etnia albanese. In precedenza, il presidente Gjorge Ivanov ha posto il veto sulla coalizione fra socialdemocratici ed i partiti etnici albanesi, temendo che potessero \u201cdistruggere\u201d il Paese, in quanto fra le condizioni poste dal movimento per partecipare al governo vi \u00e8 l\u2019inclusione dell\u2019albanese come lingua ufficiale della Macedonia, richiesta redatta insieme ai Governi di Albania e Kosovo.\u00a0<strong>L\u2019interesse dei legislatori repubblicani non si ferma agli affari di Skopje<\/strong>: nella lettera indirizzata a Tillerson viene riportata la preoccupazione per l\u2019Albania, all\u2019interno di cui si osservano dinamiche simili a quelle macedoni legate soprattutto alla riforma della Giustizia in corso \u2013 oltre alle elezioni che si terranno nel 2017 \u2013 e che rappresenterebbe un potenziale rischio di destabilizzazione regionale a causa del suo ruolo nella NATO, come riporta la lettera stessa.<\/p>\n<blockquote><p><a href=\"https:\/\/www.lee.senate.gov\/public\/index.cfm\/press-releases?ID=B5BD5596-25C8-495F-A8B1-A4D248649C04\" target=\"_blank\">Qui trovate la lettera rivolta al Segretario di Stato Tillerson<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>Il 18 giugno, data delle elezioni generali, preoccupa dunque i senatori anche per via dei nuovi scandali di corruzione in Albania e per l\u2019influenza esercitata dal crimine organizzato. Lo stesso Soros, nel 2011, scrisse all\u2019allora Segretario di Stato Clinton <strong>offrendo il sostegno della propria fondazione per fornire un\u2019analisi \u201cindipendente\u201d della situazione<\/strong>.\u00a0Se per\u00f2 nel 2011 il magnate non correva alcun possibile rischio dall\u2019amministrazione statunitense, l\u2019attuale richiesta dei senatori repubblicani potrebbe risultare insidiosa qualora Rex Tillerson decida di compiere indagini in proposito, il tutto mentre la <em>longa manus<\/em> di Soros si estende su un ulteriore scandalo che ha colpito la squadra di Governo di Donald Trump: in base a quanto pubblicato dal <em>Washington Post<\/em> mercoled\u00ec 1 marzo, il Segretario alla Giustizia Session avrebbe mentito al Senato in occasione della sua conferma, non menzionando il fatto di aver avuto contatti con l\u2019ambasciatore russo negli USA Sergey Kislyak l\u2019anno scorso e contraddicendo quanto affermato durante l\u2019occasione. Di fronte alla sede del Dipartimento di Giustizia USA ha manifestato un gruppo di attivisti di <em>MoveOn.org<\/em>, organizzazione supportata dallo stesso Soros.<\/p>\n<p><strong>Qualcosa, dunque, si sta muovendo nuovamente nel contesto americano<\/strong>: ancora una volta i capitali di un singolo finanziere sono in grado di condizionare in maniera determinante gli equilibri politici di una nazione che vede proprio nel forte legame fra denaro e politica un freno ingombrante per la propria democrazia. A cambiare, tuttavia, \u00e8 l\u2019attenzione rivolta nei confronti dell\u2019immenso centro di potere costruito da George Soros: <strong>stavolta pi\u00f9 occhi punteranno verso la sua direzione<\/strong> e tenteranno di sbirciare all\u2019interno delle sue trame.\u00a0L\u2019occasione \u00e8 importante e star\u00e0 a Trump, a Tillerson e ai senatori repubblicani cogliere l\u2019opportunit\u00e0 di fare finalmente chiarezza sulla vicenda, importante primo passo per scoprire la verit\u00e0<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/ci-si-rivede-george-soros\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/ci-si-rivede-george-soros\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Riccardo Antonucci) Fra proteste dai dubbi finanziatori e richieste di indagini da parte dei senatori repubblicani, si consuma una nuova pagina di scandali che vedono al centro della propria trama il finanziere ungherese. 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