{"id":29604,"date":"2017-03-31T12:37:51","date_gmt":"2017-03-31T10:37:51","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29604"},"modified":"2017-04-04T18:22:00","modified_gmt":"2017-04-04T16:22:00","slug":"il-ritorno-al-sistema-proporzionale-e-davvero-la-fine-di-un-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29604","title":{"rendered":"Il ritorno al sistema proporzionale \u00e8 davvero la fine di un mondo?"},"content":{"rendered":"<p><strong>di FORMICHE.NET (Francesco Damato)<\/strong><\/p>\n<p>Si moltiplicano le preoccupazioni per la prospettiva del ritorno al sistema elettorale proporzionale della tanto odiata prima Repubblica perch\u00e9 gli elettori \u2013 si dice \u2013 perderebbero la possibilit\u00e0 di andare alle urne col diritto di scegliere non solo il partito ma anche la coalizione o la formula di governo. Non \u00e8 per\u00f2 per niente vero che questo diritto fosse stato loro negato prima dell\u2019avvento del sistema maggioritario, introdotto nel 1993 e sperimentato gi\u00e0 l\u2019anno dopo con la nascita, o l\u2019illusione della nascita della cosiddetta seconda Repubblica.<\/p>\n<p>Dal 1947 in poi, finita la fase emergenziale e post-bellica dei governi di unit\u00e0 nazionale, quando si ruppe il rapporto fra la Dc e il Pci dopo il famoso viaggio del presidente del Consiglio <strong>Alcide De Gasperi<\/strong> negli Stati Uniti d\u2019America, gli elettori italiani sono sempre, o quasi sempre andati alle urne sapendo con chi avrebbero poi cercato di accordarsi, per governare, i partiti ai quali avevano deciso di dare il loto voto.<\/p>\n<p>Nel 1948, pur col sistema proporzionale, gli italiani andarono a votare scegliendo tra il \u201cfonte popolare\u201d di sinistra, composto da comunisti e socialisti, e la Dc che aveva gi\u00e0 prenotato la prosecuzione della collaborazione con i socialdemocratici, i repubblicani e i liberali. Dalle urne usc\u00ec chiaramente una maggioranza di centro.<br \/>\nNelle elezioni successive, del 1953, il centrismo degasperiano tent\u00f2 addirittura di conquistare un premio di maggioranza, scambiato per \u201ctruffa\u201d dalla sinistra, che dopo una quarantina d\u2019anni vi fece per\u00f2 ricorso apprezzandone lo spirito democratico.<\/p>\n<p>Si and\u00f2 avanti con il centrismo per parecchio, sino a quando i socialisti e i democristiani non cominciarono, diciamo cos\u00ec, ad annusarsi: i primi rompendo con i comunisti e gli altri soffrendo la collaborazione con i liberali. Prima di passare tuttavia dal centrismo al centrosinistra la Dc tenne nel 1962, con <strong>Aldo Moro<\/strong> segretario, un congresso a Napoli assai impegnativo per segnare la svolta. Pertanto alle elezioni del 1963 tanto gli elettori democristiani quanto gli elettori socialisti sapevano benissimo che i loro rispettivi i partiti avrebbero poi governato insieme.<\/p>\n<p>Interrotto alla fine del 1975 il centrosinistra con l\u2019annuncio del segretario del Psi <strong>Francesco De Martino<\/strong> di non volere pi\u00f9 fare accordi con la Dc senza l\u2019appoggio o il concorso del Pci, gli elettori nel 1976 votarono praticamente per la prima volta senza una prospettiva politica precisa. E il risultato fu neutro. Non uscirono vincitori. O ne uscirono due, come disse Moro parlando della sua Dc e del Pci berlingueriano. Non due vincitori diversi fra Camera e Senato, come si teme ora, ma due vincitori diversi su tutto il campo, che non potendo prevalere l\u2019uno sull\u2019altro in Parlamento per mancanza di alleati e di numeri, furono costretti alla cosiddetta solidariet\u00e0 nazionale, con due governi monocolori del democristiano <strong>Giulio Andreotti<\/strong> appoggiati esternamente, e in modo determinante, dai comunisti.<\/p>\n<p>Finita questa maggioranza per iniziativa del Pci, che prefer\u00ec tornare all\u2019opposizione nelle prime settimane del 1979, e cambiata la linea del Psi con il rafforzamento dell\u2019autonomista <strong>Bettino Craxi<\/strong> alla segreteria, dopo le elezioni politiche anticipate di quell\u2019anno si pass\u00f2 per varie fasi al cosiddetto pentapartito, che era poi la somma del centrismo col centrosinistra, comprensivo anche dei liberali. E cos\u00ec, sempre nella preventiva consapevolezza degli elettori, si prosegu\u00ec sino alle elezioni ordinarie del 1992: le ultime svoltesi col sistema proporzionale, prima del referendum elettorale del 1993 che segn\u00f2 il passaggio al metodo prevalentemente maggioritario.<\/p>\n<p>#########<\/p>\n<p>Il passaggio dal sistema proporzionale al maggioritario avvenne nella beata illusione che gli elettori avessero conquistato finalmente il diritto sino ad allora negato \u2013 ma abbiamo gi\u00e0 visto che non era vero \u2013 di scegliere non solo il partito ma anche la coalizione o formula di governo, mettendola al sicuro da tradimenti e altre sorprese. Beata illusione, appunto.<\/p>\n<p>Nel 1994 la combinazione di centrodestra improvvisata da <strong>Silvio Berlusconi<\/strong> con la curiosa alleanza al Nord con la Lega di <strong>Umberto Bossi<\/strong> e al Centro-Sud con l\u2019ancora Movimento Sociale di <strong>Gianfranco Fini<\/strong>, per quanto tradottasi in un governo che si riteneva destinato a cementare col potere partiti territorialmente scontratisi fra di loro, dur\u00f2 poco pi\u00f9 di sei mesi. A fine anno era gi\u00e0 sfasciata. E fu sostituita con sollievo in quattro e quattr\u2019otto dal capo dello Stato<strong> Oscar Luigi Scalfaro<\/strong> con un governo tecnico del ministro del Tesoro uscente <strong>Lamberto Dini<\/strong>.<\/p>\n<p>Le elezioni anticipate del 1996 furono vinte da una coalizione di centrosinistra capeggiata da <strong>Romano Prodi<\/strong> ma caduta dopo due anni e mezzo per mano della Rifondazione comunista di <strong>Fausto Bertinotti<\/strong>. Che <strong>Massimo D\u2019Alema<\/strong> sostitu\u00ec nella maggioranza, pure lui in quattro e quattr\u2019otto, alle spalle degli elettori, con un partitino di centro improvvisatogli apposta dall\u2019immaginifico <strong>Francesco Cossiga<\/strong>. Ma dopo meno di due anni anche quel governo cadde, sostituito nuovamente in quattro e quattr\u2019otto con <strong>Giuliano Amato<\/strong> solo per portare il paese l\u2019anno dopo alle elezioni miracolosamente ordinarie.<\/p>\n<p>Nel 2001 torn\u00f2 a vincere Berlusconi con una rinnovata coalizione di centrodestra, grazie al recupero dell\u2019alleanza con Bossi. Ma, per quanto durata un\u2019intera legislatura fra liti e sgambetti dei centristi, riusciti persino a dividersi, come l\u2019atomo, fra <strong>Pier Ferdinando Casini<\/strong> e <strong>Marco Follini<\/strong>, la maggioranza non riusc\u00ec neppure ad approvare unita l\u2019ambiziosa riforma federalista della Costituzione. Che non a caso fu bocciata dagli elettori dopo un turno elettorale che aveva riportato al governo Prodi con una coalizione tanto eterogenea da cadere in meno di due anni, trascinandosi appresso la legislatura.<\/p>\n<p>#######<\/p>\n<p>Torn\u00f2 quindi il Rieccolo Berlusconi con un centrodestra che il Cavaliere riteneva di avere cementato ben bene unificando in un solo partito \u2013 il PdL \u2013 la sua Forza Italia e la destra di un Fini promosso persino alla Presidenza della Camera. Ma costui, facendo incrociare le sue ambizioni personali, i guai giudiziari e di letto dell\u2019alleato e una crisi economica che ancora ci trasciniamo appresso, sfasci\u00f2 tutto, anche se stesso.<\/p>\n<p>Abbiamo cos\u00ec dovuto sorbirci un anno e mezzo di duro governo tecnico di <strong>Mario Monti<\/strong> e persino la fine del tanto vantato \u201cbipolarismo\u201d prodotto \u2013 si era detto \u2013 dal sistema maggioritario. Sono subentrate le cosiddette larghe intese, dalle quali sar\u00e0 ben difficile liberarsi, anche se non potranno certo essere gli elettori a stabilirne i confini. Berlusconi vi si \u00e8 appena prenotato incontrando a Malta i suoi amici del partito popolare europeo.<\/p>\n<p>Ora si pretende che, nel caos politico e istituzionale creatosi con la bocciatura quasi a furor di popolo di una pasticciata ma pur sempre riforma costituzionale e con ben due leggi elettorali affidate alla sartoria della Corte Costituzionale, per non parlare dei vaffa grillini, scambiassimo il ritorno al sistema proporzionale per la fine del mondo. Via, non esageriamo.<\/p>\n<p><strong>fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/formiche.net\/2017\/03\/31\/sistema-proporzionale\/\" target=\"_blank\"><em>http:\/\/formiche.net\/2017\/03\/31\/sistema-proporzionale\/<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE.NET (Francesco Damato) Si moltiplicano le preoccupazioni per la prospettiva del ritorno al sistema elettorale proporzionale della tanto odiata prima Repubblica perch\u00e9 gli elettori \u2013 si dice \u2013 perderebbero la possibilit\u00e0 di andare alle urne col diritto di scegliere non solo il partito ma anche la coalizione o la formula di governo. 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