{"id":29644,"date":"2017-04-03T11:54:26","date_gmt":"2017-04-03T09:54:26","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29644"},"modified":"2017-04-01T23:48:20","modified_gmt":"2017-04-01T21:48:20","slug":"europa-unita-europa-sottomessa-2a-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29644","title":{"rendered":"Europa unita = Europa sottomessa (2a parte)"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>GIANFRANCO LA GRASSA<\/strong><\/p>\n<p><em>Seconda parte<\/em><\/p>\n<p>Come gi\u00e0 detto, dopo la seconda guerra mondiale, i veri vincitori sono gli Usa. Ad essi si contrappone per un certo periodo l\u2019altra vincitrice della guerra, l\u2019Unione Sovietica, che per\u00f2 sar\u00e0 sempre in tono minore malgrado varie apparenze. Gli altri pretesi vincitori tipo Inghilterra e Francia (sull\u2019Italia stendiamo il classico pietoso velo) sono in realt\u00e0 perdenti e lo dimostreranno diminuendo via via d\u2019importanza e confondendosi con le altre nazioni nella sedicente \u201ccomunit\u00e0 europea\u201d: prima quella occidentale e, dopo il crollo sovietico, tutto l\u2019insieme. Nell\u2019aprile 1949 nasce il patto militare, la Nato, che gi\u00e0 sancisce la subordinazione europea agli Stati Uniti, pur se vanno concessi indubbi meriti al governo francese durante il periodo gollista, che tuttavia non \u00e8 servito ad impedire il definitivo servaggio anche di questo \u201cillustre\u201d paese. Iniziano subito dopo la guerra le mene per l\u2019unit\u00e0 d\u2019Europa che arrivano infine alla creazione della UE (Unione Europea) nel 1993. Si potrebbero spendere molte parole umoristiche su questa unione; mi baster\u00e0 ricordare che essa nel 2012 (l\u2019anno dopo la \u201cprimavera araba\u201d, l\u2019aggressione alla Libia con barbara uccisione di Gheddafi, ecc.) riceve il premio Nobel per la pace, da unire, nel ridicolo, a quello assegnato ad Obama nel 2009. Con la differenza che Obama \u00e8 il presidente dei \u201cpadroni\u201d, la UE \u00e8 l\u2019unione dei \u201cservi\u201d.<br \/>\nHo sopra ricordato che negli anni \u201930, all\u2019avvicinarsi della guerra, gli Usa di Roosevelt gi\u00e0 compresero di poter essere i dominatori della nostra area cos\u00ec come di quella asiatica. E nel dopoguerra, si servirono dei cosiddetti \u201cpadri dell\u2019Europa\u201d, uno pi\u00f9 vergognoso dell\u2019altro (e non star\u00f2 a ricordarli per nome, perch\u00e9 sono accomunati nella stessa miseria). Nel 2000 (e di anni ne sono passati da allora) un meritevole ricercatore, evidentemente diverso dagli usuali \u201cstorici dei vincitori\u201d, Joshua Paul della Georgetown University, ha portato alla luce molteplici documenti che dimostrano come tutti questi \u201cPadri\u201d emeriti, e i pi\u00f9 importanti uomini di governo europei del dopoguerra, siano stati ampiamente finanziati appunto per giungere intanto all\u2019unione di quei paesi europei non conquistati dai sovietici, sotto il predominio statunitense. E pi\u00f9 tardi, altri servitorelli, ancora pi\u00f9 scadenti e meschini, hanno continuato la loro opera; la creazione della UE \u00e8 solo il perfezionamento della servit\u00f9, cui si sono prestati questi ignobili europeisti ben finanziati per divenire sempre pi\u00f9 proni agli Usa. Lasciamoli festeggiare; la loro turpitudine verr\u00e0 sempre pi\u00f9 alla luce con il passare del tempo poich\u00e9 la nostra decadenza sar\u00e0 sempre pi\u00f9 evidente. E l\u2019ultima farsa (tragica), l\u2019accoglimento di masse di migranti \u2013 che escono dai loro paesi grazie alle malefatte americane \u2013 sar\u00e0 la tomba di questi asserviti. Purtroppo, per\u00f2, solo storicamente parlando; ancora per un bel po\u2019 di tempo, questa inesistente unione europea \u2013 poich\u00e9 la UE \u00e8 semplice organismo collaterale alla Nato e comunque nettamente influenzata dall\u2019esterno \u2013 continuer\u00e0 ad indirizzarci verso il disfacimento della nostra civilt\u00e0 e costumi.<br \/>\nE\u2019 vero che adesso si sono verificati alcuni eventi nuovi e persino imprevisti \u2013 tipo la brexit, l\u2019elezione di Trump, ecc. \u2013 che sembrano indicare una notevole stanchezza e irritazione delle stesse popolazioni, non proprio consapevoli di quanto accade, nei confronti della politica svolta dagli Stati Uniti e dai loro scherani europei in questi ultimi decenni, soprattutto dopo la fine dell\u2019Urss e del \u201ccampo socialista\u201d. Tuttavia, \u00e8 ancora troppo presto per comprendere se e quando il percorso storico fin qui seguito dall\u2019\u201coccidente\u201d muter\u00e0 direzione. Per il momento, UE e governi europei continuano a svolgere la stessa politica e ad essere legati al vecchio establishment Usa, ancora ben vivo e in continuo attacco alla nuova presidenza. E\u2019 del tutto evidente, intanto, che i dirigenti europei non sono in grado di decidere politiche diverse da quelle eterodirette. Inoltre, appare poco chiara anche la politica trumpiana; da una parte, viene contrastata in modo aperto come non mai negli stessi Usa (e con lo strumento di Cia e Fbi, i fondamentali apparati dei Servizi) perch\u00e9 sarebbe troppo amichevole verso la Russia; dall\u2019altra, Trump aumenta a dismisura la spesa militare, rafforza il settore nucleare, si permette adesso di criticare, in nome della falsa \u201cdemocrazia\u201d, la politica interna russa, tesa a disarmare i gruppi che vorrebbero rovesciare l\u2019attuale dirigenza. E in questo comportamento ostile sembra dunque in linea con il gi\u00e0 citato vecchio establishment.<br \/>\nE allora? Cerchiamo anche qui di andare un po\u2019 oltre le apparenze che ci ammanniscono questi falsificatori dell\u2019informazione in campo \u201coccidentale\u201d. Come al solito, partiamo da lontano ma per veloci cenni. Dopo il crollo dell\u2019Urss, con la fine del bipolarismo, per qualche anno sembr\u00f2 in atto una tendenza al monocentrismo americano, solo contrastato \u2013 ma molto pi\u00f9 nella propaganda avversaria, in questo unita alla stupidit\u00e0 degli \u201corfani del socialismo\u201d \u2013 dallo sviluppo cinese. In realt\u00e0, soprattutto con l\u2019avvento del nuovo secolo, si chiar\u00ec una precisa tendenza al multipolarismo con rinascita pi\u00f9 che discreta della Russia (anche se ridotta di dimensioni e potenza bellica rispetto all\u2019Urss) e della suddetta Cina; alcuni troppo ottimisti vi hanno aggiunto l\u2019India (abbastanza legata agli Usa, pur se si vi sono stati alcuni accordi con la Russia), il Brasile (oggi in notevole crisi) e perfino il Sud Africa (qui siamo ben lontani dalla realt\u00e0). Semmai, ma nel medio periodo, farei attenzione al Giappone, per il momento comunque in qualche difficolt\u00e0 e che gioca un ruolo ancora assai subordinato agli Stati Uniti.<br \/>\nQuando infine si compiler\u00e0 un serio bilancio della storia del bipolarismo, e della conseguente \u201cguerra fredda\u201d, si constater\u00e0 che quella situazione mondiale assicur\u00f2 al campo occidentale un periodo di notevole tranquillit\u00e0 e di ottimo sviluppo; e con la completa centralit\u00e0 statunitense, che indubbiamente riorganizz\u00f2 quest\u2019area tuttora decisiva negli affari mondiali malgrado le tante chiacchiere fatte in contrario. Se vogliamo fare un paragone storico, dobbiamo rifarci alla centralit\u00e0 dell\u2019Inghilterra tra il Congresso di Vienna (1814-15) e la nascita delle grandi potenze: Usa (dopo la guerra civile nel 1861-65), Germania (dopo la vittoria della Prussia sulla Francia nel 1970-71), mentre il Giappone seguir\u00e0 a fine secolo e inizio del XX (quando vincer\u00e0 la Russia nel 1904-5). E anche allora quella centralit\u00e0 fu caratterizzata dal completamento della prima rivoluzione industriale in Inghilterra e dalla sua impetuosa continuazione in Continente, con per\u00f2 il seguito della \u201cgrande depressione\u201d (1873-95) quando inizi\u00f2 ad affermarsi il multipolarismo.<br \/>\nIl bipolarismo \u2013 decisamente imperfetto grazie al lento declino dell\u2019Urss dopo la seconda guerra mondiale, declino in crescita negli anni \u201850 e precipitato con Gorbaciov \u2013 \u00e8 stato un periodo di rafforzamento continuo degli Stati Uniti; e che sarebbe stato ancora pi\u00f9 veloce se la dirigenza americana non avesse manifestato notevoli divergenze negli intenti strategici (salvo il comune perseguimento del predominio mondiale), come si mise in evidenza sia nei contrasti seguiti a certi accordi (ancor oggi rimasti nascosti) tra Kennedy e Krusciov sia nell\u2019aver contrastato l\u2019intelligente mossa di Kissinger-Nixon con \u201capertura\u201d alla Cina (non caratterizzata da spirito veramente amichevole come solitamente raccontato). In ogni caso, il bipolarismo \u00e8 stato un periodo florido per il \u201ccampo occidentale\u201d centrato sugli Usa. In seguito al crollo e fine di tale \u201cstato del mondo\u201d, si \u00e8 creduto da parte statunitense \u2013 e questa \u00e8 ancora l\u2019opinione prevalente, che guida la forte malevolenza di democratici e forti settori repubblicani nei confronti della neopresidenza \u2013 di poter passare finalmente al predominio aperto e dichiarato del proprio paese.<br \/>\nIl caos creato non ha prodotto i risultati sperati. Allora, si pu\u00f2 leggere l\u2019apparente inversione di tendenza come un tentativo di ripristinare un nuovo bipolarismo, addirittura migliore del precedente poich\u00e9 adesso tutta l\u2019Europa \u00e8 sotto il tallone statunitense e la sua parte orientale \u00e8 perfino pi\u00f9 accanita in senso antirusso. Si \u00e8 inoltre riusciti a creare forti tensioni contro il paese eurasiatico in Ucraina; e anche in Georgia, ecc. Si \u00e8 tentato pure con le Repubbliche centrasiatiche, ma l\u00ec al momento le mosse compiute non sembrano molto riuscite. La parte \u201ctrumpiana\u201d (con il solito suggeritore Kissinger) cerca di creare qualche maggiore ostilit\u00e0 nei confronti della Cina; e probabilmente tale politica vuole anche giocare sulla notoria scarsa simpatia tra questa e la Russia, che fu in piena evidenza nel passato maoista. Un periodo di nuovo bipolarismo \u2013 con la Russia decisamente meno potente dell\u2019Urss, non per\u00f2 in declino e anzi, almeno a mio avviso, in rafforzamento graduale \u2013 consentirebbe, secondo l\u2019opinione dei centri rappresentati da Trump, di meglio studiare una nuova strategia \u201cnon caotica\u201d pur sempre tesa al conseguimento dell\u2019agognato predominio mondiale centrato sul proprio paese.<\/p>\n<p>*****************<\/p>\n<p>Se quanto ipotizzato dovesse rivelarsi anche parzialmente esatto, ne risulter\u00e0 abbastanza complicata la strategia che dovranno approntare le forze oggi in contrasto netto con questa Europa comunque in difficolt\u00e0 e fortemente degradata. Non ci si deve fidare troppo di un Trump, poich\u00e9 persegue, come finalit\u00e0 di fondo, la solita supremazia americana agognata da sempre, direi fin dalla guerra civile di un secolo e mezzo fa; e comunque affermata con particolare brutalit\u00e0 a partire dalla seconda guerra mondiale. Nello stesso tempo, per\u00f2, la politica del nuovo presidente ha la possibilit\u00e0 di scompaginare e mettere in crisi l\u2019establishment della UE, che \u00e8 al servizio di tale supremazia, ma si \u00e8 strutturato secondo gli intendimenti dei centri strategici in auge con le ultime presidenze statunitensi seguite al crollo del mondo bipolare (i due Bush, Bill Clinton, Obama) e che la Clinton intendeva ulteriormente rafforzare.<br \/>\nLe cosiddette sinistre europee \u2013 inutile ricordare che ormai la distinzione storica destra\/sinistra ha poco a che vedere con quanto oggi esistente in un mondo politico in totale disfacimento; e non parliamo dei partiti detti di \u201ccentro\u201d (tipo quello \u201cdicc\u00ec\u201d della Germania oggi guidato dalla Merkel), ben poco distinguibili dalle \u201csinistre\u201d \u2013 si sono dimostrate le pi\u00f9 adatte a servire gli interessi statunitensi negli ultimi decenni. Mi sembra comunque ancora carente la conoscenza dei percorsi tramite cui si sono formate queste fantomatiche forze politiche dette di sinistra. Quanto alle destre, vi sono quelle che si distinguono appena, quanto a politica perseguita, rispetto ai loro avversari, da cui differiscono solo in merito a certe questioni di costume e di tradizione: sulla famiglia, sui gay, sul femminismo e via dicendo. Quanto alla politica (interna ed estera), a corruzione massima, a occupazione con metodi subdoli o corruschi delle varie posizioni di privilegio negli organismi politici, economici, nell\u2019informazione e presunta cultura (che pi\u00f9 degenerata di cos\u00ec non si \u00e8 mai riscontrata in nessun\u2019altra epoca), non ci sono grandi differenze tra presunte sinistre e altrettanto presunte destre.<br \/>\nVi sono per\u00f2 oggi, e sembrano in crescita (ma difficoltosa), alcune forze, per la maggior parte assegnate alla destra, che vanno considerate parzialmente positive per il loro atteggiamento fortemente critico nei confronti della UE. Alcune manifestano anche attenzione ai rapporti amichevoli con la Russia che, lo ripeto, bench\u00e9 decisamente meno potente della defunta Urss \u00e8 in crescita e non in declino com\u2019era la (multi)nazione sovietica. Occorrer\u00e0 tuttavia una lucidit\u00e0 d\u2019analisi che ancora ci manca (e manca secondo me a tutti) per non cadere dalla padella nella brace, favorendo il progetto degli attualmente instabili nuovi centri strategici Usa con la loro probabile tendenza a creare un secondo mondo bipolare, nuovamente cristallizzato in senso tutto sommato favorevole agli americani. Anche perch\u00e9, se poi questa instabilit\u00e0 della neopresidenza Usa dovesse favorire il ritorno dei vecchi \u201cmarpioni\u201d, ci troveremmo nuovamente rafforzata questa ignobile organizzazione europea, il nostro autentico nemico, con le \u201csinistre\u201d da tenere quale obiettivo principale della lotta anti-UE.<br \/>\nAbbiamo per fortuna, come gi\u00e0 rilevato, la Russia in crescita di forza e d\u2019influenza e non in declino come l\u2019Urss. Lasciamo stare la crisi economica che l\u2019attanaglia, problema principe per tutti i limitati economisti che non vedono al di l\u00e0 di tale orizzonte. Gli Stati Uniti della \u201cgrande crisi\u201d (per nulla vinta e superata con il New Deal come si narra da sempre) si dimostrarono il capitalismo vincente e, con la seconda guerra mondiale, si lanciarono verso la supremazia mondiale. La Russia odierna pu\u00f2 farcela a crescere progressivamente; non \u00e8 cosa sicura e definitiva, ma piuttosto probabile. Quanto alla Cina, ben venga il suo rafforzamento se ci\u00f2 implicasse una tensione futura con gli Usa nell\u2019area del Pacifico; questo non potrebbe che indebolire tale paese prepotente. A noi interessa per\u00f2 l\u2019area europea ed \u00e8 qui che non mi sembrano ancora adeguate le forze anti-UE. Bisogna far perdere di popolarit\u00e0 \u2013 il che implica la capacit\u00e0, al momento minima, di avere in mano importanti strumenti di informazione e di creazione di consenso presso le \u201cimbambolate\u201d popolazioni europee \u2013 a tutti i manipolatori di tale consenso per conto dell\u2019UE e dei governi dei paesi ad essa aderenti.<br \/>\nLa strategia del caos, messa in atto dall\u2019ultima Amministrazione americana (quella di Obama), ha provocato la massiccia migrazione dall\u2019Africa e dal Medioriente verso l\u2019Europa. Probabilmente, si \u00e8 trattato, ma solo in parte, di un processo sfuggito di mano; oggi non \u00e8 solo ampiamente sfruttato da autentici banditi (tipo le ONG e l\u2019Associazione che si fa risalire a Soros) per lucro economico (e che po\u2019 po\u2019 di lucro). Indubbiamente le \u201csinistre\u201d al governo in Europa cercano di utilizzarlo pure per mantenere il loro potere che sembra in crisi. Come detto in altra occasione, non escluderei nemmeno la segreta intenzione di formare in futuro delle bande criminali in grado di intimorire popolazioni sempre pi\u00f9 scontente della crisi, che si va accentuando con simile afflusso a volte somigliante ad un\u2019invasione. Tuttavia, la \u201cmistica\u201d dell\u2019accoglimento, cui si sta prestando anche la nuova dirigenza ecclesiastica cattolica, \u00e8 causa di divisioni fra i vari governi europei e va corrodendo il consenso un tempo goduto da certe \u201csinistre\u201d.<br \/>\nVedremo se nasceranno forze in grado di approfittare del momento per certi versi favorevole. Alle \u201csinistre\u201d si dovrebbero riservare trattamenti \u201cspeciali\u201d, per il momento loro risparmiati da organizzazioni politiche di debole opposizione, ancora rimbecillite dalla lunga stagione in cui si \u00e8 inseguito semplicemente il favore elettorale, essendo incapaci di comprendere che oggi sarebbero indispensabili ben altri metodi di ottenimento del consenso; non della maggioranza delle popolazioni scisse al loro interno dall\u2019attuale crisi e in cui esiste sempre una grossa quota di indecisi e di inconsapevoli, bens\u00ec della parte pi\u00f9 incattivita delle stesse, quella in grado di giungere a sufficiente grado di consapevolezza del degrado in atto. La migrazione odierna pu\u00f2 ben essere un detonatore di una qualche forza e tuttavia non \u00e8 sufficiente. Inoltre, non ci si deve fissare sul problema dei migranti in se stesso considerato, ma farne solo motivo di accentuata ostilit\u00e0 contro i \u201cbuonisti\u201d di ogni ordine e orientamento.<br \/>\nPer rientrare nell\u2019alveo di una nuova \u201cnormalit\u00e0\u201d finalmente favorevole allo sviluppo (e all\u2019autonomia) dei nostri paesi \u2013 ma andando per gradi, conquistando posizioni di potere in alcuni di essi e da l\u00ec facendo leva per aggredire le attuali organizzazioni \u201cservili\u201d dell\u2019intera UE \u2013 \u00e8 necessario attraversare un\u2019epoca di violento e distruttivo attacco a queste ultime e a chi le supporta. Non si chiedano voti per traccheggiare con meschino opportunismo; si disgreghino invece le forze politiche (e quelle di manipolazione ideologica) degli avversari (anzi nemici) con il supporto deciso e privo di mediazioni di coloro che non le sopportano pi\u00f9. E\u2019 indispensabile che si entri, come in altre epoche, nello stato d\u2019animo del \u201co noi o loro\u201d. E deve cadere ogni pietismo pi\u00f9 o meno falso, devono rinascere caratteri forgiati all\u2019uso di metodi e strumenti \u201cnon gentili\u201d e non adusi a compromessi. Gli attuali establishment dei governi europei, asserviti alla politica americana degli ultimi 70 anni, sono pronti ad impiegare simili metodi, magari con la loro solita ipocrisia e facendo strame della nostra antica civilt\u00e0 e costumi. La risposta deve essere meno ipocrita e pi\u00f9 netta poich\u00e9 deve ripulire appunto tutta la me\u2026lma accumulata in cos\u00ec tanti anni e decenni. Non si appoggi comunque alcuna lotta \u201cclandestina\u201d, sempre utilizzata dal nemico come gli anni \u201970 e \u201980 hanno dimostrato. Occorre una furia aperta, un autentico ciclone che tutto spazzi via. Come al solito bisogna concludere: staremo a vedere. Molti sono i dubbi in proposito.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.conflittiestrategie.it\/europa-unita-europa-sottomessa\">http:\/\/www.conflittiestrategie.it\/europa-unita-europa-sottomessa<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIANFRANCO LA GRASSA Seconda parte Come gi\u00e0 detto, dopo la seconda guerra mondiale, i veri vincitori sono gli Usa. Ad essi si contrappone per un certo periodo l\u2019altra vincitrice della guerra, l\u2019Unione Sovietica, che per\u00f2 sar\u00e0 sempre in tono minore malgrado varie apparenze. 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