{"id":29649,"date":"2017-04-02T12:20:53","date_gmt":"2017-04-02T10:20:53","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29649"},"modified":"2017-04-02T12:20:53","modified_gmt":"2017-04-02T10:20:53","slug":"che-cosa-cela-la-mossa-di-trump-su-dazi-e-commercio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29649","title":{"rendered":"Che cosa cela la mossa di Trump su dazi e commercio"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>GIORGIO LA MALFA<\/strong><\/p>\n<p>Un mondo pieno di dazi doganali sarebbe senz\u2019altro\u00a0pi\u00f9 povero.<\/p>\n<p>Difficile che non lo sappia lo stesso <strong>Trump<\/strong>. Sarebbero certamente\u00a0pi\u00f9 poveri i Paesi che vedrebbero ridursi le esportazioni perch\u00e9 i loro prezzi, al lordo dei dazi, non sarebbero pi\u00f9 competitivi. Ma anche i consumatori dei Paesi protetti dai dazi doganali pagherebbero di pi\u00f9 di quello che pagavano e che potrebbero pagare per gli stessi beni\u00a0e dunque sarebbero pi\u00f9 poveri.\u00a0\u00a0Per questo in generale \u00e8 meglio il commercio internazionale libero e senza ostacoli.<\/p>\n<p>E tuttavia questo \u00e8 vero ad alcune condizioni. La principale \u00e8 che perch\u00e9 vi sia un vantaggio per tutti nel commercio internazionale libero, bisogna che non vi sia nessun Paese che esporta stabilmente\u00a0pi\u00f9 di quello che importa ed\u00a0accumula anno dopo anno dei saldi commerciali attivi.<\/p>\n<p>Se questo avviene, i vantaggi e gli svantaggi non si distribuiscono equamente. Nel paese che\u00a0ha sempre saldi commerciali positivi, alla fine lavoreranno tutti, mentre nei Paesi verso i quali esso esporta vi saranno sempre pi\u00f9 interi settori industriali in crisi.<\/p>\n<p>E verr\u00e0 inevitabilmente una pressione forte dai settori dove si crea disoccupazione a limitare fortemente le esportazioni dal Paese in surplus. Uno dei fattori dell\u2019elezione di Trump \u00e8 stato il voto degli stati industriali del nord-est degli Stati Uniti, travolti dalle importazioni di beni dall\u2019Asia (spesso prodotti da multinazionali americane).<\/p>\n<p>Quindi la saggezza vorrebbe che i Paesi che hanno un deficit commerciale lo curassero non con i dazi, ma con delle misure di contenimento del proprio potere di acquisto, ma i Paesi in surplus dovrebbero a loro volta agevolare, con una manovra opposta, il riequilibrio delle bilance dei pagamenti: dovrebbero comprare di pi\u00f9 dall\u2019estero, alzare il tenore di vita interno e quindi esportare meno. In questo modo contribuirebbero a sostenere l\u2019occupazione altrui e non solo la propria.<\/p>\n<p>Sfortunatamente, mentre un Paese in deficit \u00e8 costretto prima o poi a correggere la propria domanda, i Paesi in surplus \u2013 questo vale per la Cina a livello mondiale e per la Germania in seno all\u2019Unione monetaria europea, come valeva per gli Stati Uniti all\u2019indomani della Seconda guerra mondiale \u2013\u00a0non hanno mai voglia di ridurre il loro attivo commerciale: finch\u00e9 le loro popolazioni accettano di limitare i consumi, all\u2019attivo commerciale corrisponde un aumento della ricchezza finanziaria e quindi del potere nel mondo.<\/p>\n<p>E quindi, se manca questa saggezza da parte dei Paesi in surplus, la pressione a introdurre i limiti al commercio si fa sempre pi\u00f9 forte.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il quadro nel quale vanno considerate le dichiarazioni e le mosse di Trump. Se Trump decidesse di scatenare una vera guerra commerciale mettendo dazi e erigendo barriere doganali, finiremmo tutti nei guai, compresi gli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Per cui o non lo far\u00e0 o sar\u00e0 indotto dagli stessi ambienti economici che lo hanno sostenuto a darsi una calmata. Se invece Trump sta dando dei segnali verso la Cina e verso l\u2019Europa (del resto lo stesso Obama aveva minacciato l\u2019Unione Europea di mettere dei dazi se l\u2019Europa non prendeva un atteggiamento meno protezionistico sulle importazioni di carne bovina che la Francia, l\u2019Olanda, la Germania cercano di scoraggiare in tutti i modi) per indurre tutti a un negoziato ed a tenere comportamenti pi\u00f9 compatibili con un equilibrio di lungo periodo nel mondo, non ha tutti i torti e le sue mosse possono avere un senso.<\/p>\n<p>Difficile indurre chi ha una posizione forte a rinunziarvi senza una trattativa dura (vale anche in seno all\u2019euro-area a proposito delle regole finanziarie: chi si \u00e8 illuso in questi anni di ottenere una riscrittura delle regole dell\u2019euro, non ha combinato nulla) e una trattativa dura vuol dire dichiararsi pronti a affrontare dei costi per s\u00e9, ma di infliggerli anche ad altri.<\/p>\n<p>Chi \u00e8 Trump? Un ideologo che ci porter\u00e0 tutti nei guai, o un negoziatore che dietro la rozzezza delle sue dichiarazioni ha un obiettivo relativamente ragionevole? \u00c8 troppo presto per dirlo. La prima sarebbe una situazione pericolosa, con la seconda si potrebbe convivere e forse ne potrebbe anche venire qualche conseguenza ragionevole.<\/p>\n<p>Troppo presto per dirlo. Aspettiamo con calma.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>: <a href=\"http:\/\/formiche.net\/2017\/04\/02\/cosa-cela-mossa-trump-dazi-commercio\/\">http:\/\/formiche.net\/2017\/04\/02\/cosa-cela-mossa-trump-dazi-commercio\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIORGIO LA MALFA Un mondo pieno di dazi doganali sarebbe senz\u2019altro\u00a0pi\u00f9 povero. Difficile che non lo sappia lo stesso Trump. Sarebbero certamente\u00a0pi\u00f9 poveri i Paesi che vedrebbero ridursi le esportazioni perch\u00e9 i loro prezzi, al lordo dei dazi, non sarebbero pi\u00f9 competitivi. 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