{"id":29735,"date":"2017-04-03T12:15:39","date_gmt":"2017-04-03T10:15:39","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29735"},"modified":"2017-04-02T23:28:44","modified_gmt":"2017-04-02T21:28:44","slug":"hier-tragst-du-mit","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29735","title":{"rendered":"Hier tr\u00e4gst du mit"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>IL PEDANTE<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/ilpedante.org\/files\/post_images\/trmb_1490712288.jpg\" \/><\/p>\n<p>Su questo blog si \u00e8 spesso documentato come la comunicazione politica dei nostri tempi radichi le sue retoriche nell&#8217;<b>odio sociale<\/b>. <a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/chistameglio-l-invidia-sociale-come-instrumentum-regni\" target=\"_blank\">Chi sta (ancora) un po&#8217; meglio<\/a> vive sulle spalle di chi sta peggio. In una \u00abeconomia sociale di mercato <b>fortemente competitiva<\/b>\u00bb il vantaggio dell&#8217;uno \u00e8 la rovina dell&#8217;altro. E anche <b>il debole \u00e8 un nemico<\/b>: nell&#8217;eterna rincorsa di un equilibrio economico che non torna mai, i suoi bisogni non sono sostenibili n\u00e9 giustificati dal contributo produttivo che apporta. Sicch\u00e9 \u00e8 colpevole: sia perch\u00e9 non coglie le opportunit\u00e0 di un sistema che <a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/appunti-di-meritocrazia\" target=\"_blank\">premia chi si impegna<\/a>, sia perch\u00e9 intralcia quel sistema rivendicando diritti che <a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/per-una-teologia-del-castigo\" target=\"_blank\">non merita<\/a>.<\/p>\n<p>Un sistema radicato nell&#8217;odio produce odio. Molti amici si sono indignati nel leggere i contenuti della pagina Facebook \u00ab<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/vecchidim\" target=\"_blank\">Vecchi di merda<\/a>\u00bb dove si insultano gli anziani che percepiscono una pensione maturata con il metodo retributivo. Alla notizia (vera) di un centro anziani il cui personale percuoteva i degenti, gli amministratori della pagina commentavano che \u00abpicchiare un retributivo non \u00e8 reato\u00bb.<\/p>\n<p>Non sappiamo quanto siano veri o <i>fake <\/i>gli autori di questa iniziativa, ma il punto \u00e8 un altro: che <b>ci\u00f2 che scrivono \u00e8 perfettamente in linea con il sentire politico dominante<\/b> e con chi se ne fa latore nell&#8217;accademia e sui giornali. Ingiurie a parte, le rivendicazioni di VdM sviluppano il senso economico di tanti titoli degli ultimi anni:<\/p>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"40%\"><a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2016\/10\/28\/i-vecchi-stanno-vincendo-la-lotta-di-classe\/3128949\/\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/ilpedante.org\/files\/post_images\/trmb_1490720687.png\" alt=\"\" width=\"100%\" \/><\/a><\/td>\n<td><a href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/archives\/27219\/la-generazione-che-paga-per-tutti\/\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/ilpedante.org\/files\/post_images\/trmb_1490720724.png\" width=\"100%\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><a href=\"http:\/\/www.linkiesta.it\/it\/article\/2015\/05\/21\/pensioni-parla-elsa-fornero-ora-basta-far-pagare-il-conto-ai-giovani\/25994\/\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/ilpedante.org\/files\/post_images\/trmb_1490720861.png\" alt=\"\" width=\"100%\" \/><\/a><\/td>\n<td><a href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/inchieste\/2015\/06\/09\/news\/generazione-locuste-gli-anziani-sono-piu-ricchi-e-i-giovani-devono-spartirsi-solo-le-briciole-1.216098\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/ilpedante.org\/files\/post_images\/trmb_1490720875.png\" width=\"100%\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Da tempo ci ripetono che i vecchi rubano il futuro ai giovani. Che \u00abhanno fatto il debito pubblico\u00bb. E che se i figli vogliono stare meglio i padri devono stare peggio. Senza scomodare la psicopatologia edipica, sono tutti corollari del teorema della scarsit\u00e0: \u00ab<b>Scannatevi, perch\u00e9 non ce n&#8217;\u00e8 per tutti<\/b>\u00bb. O di quello del potere: <b>se i poveri si accapigliano nelle fogne, \u00e8 meno probabile che azzannino le caviglie dei ricchi<\/b>. Se l&#8217;invidia sociale \u00e8 vecchia quanto la societ\u00e0, la prevalenza del giovane sul vecchio, cio\u00e8 del forte sul debole, va ancora pi\u00f9 indietro: al <b>mondo delle bestie<\/b> da cui ci siamo evoluti. Sicch\u00e9 sarebbe uno spreco non fare di questo patrimonio ancestrale uno strumento di dominio politico e di controllo del malcontento popolare:<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/ilpedante.org\/files\/post_images\/trmb_1490792907.png\" width=\"50%\" \/><\/p>\n<p>In queste retoriche cova spesso <b>la fregola di mandare al macero la democrazia<\/b>e di sopprimere i diritti degli avversari e dei diversi (<i>pardon<\/i>, dei <i>competitors<\/i>) escludendoli dalle decisioni comuni. Cos\u00ec accadeva all&#8217;indomani del voto inglese sull&#8217;uscita dall&#8217;Unione, con un rito rabbioso e \u00abpaidocratico\u00bb celebrato a stampa unita. In un <a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/la-dittatura-degli-intelligenti-quelli-della-paidocrazia\" target=\"_blank\">precedente articolo<\/a> dedicato a quella vicenda osservammo che:<\/p>\n<blockquote><p>In questa dialettica, anziani e giovani non sono altro che <i>dramatis personae<\/i> per indicare il vecchio e il nuovo, e quest&#8217;ultimo non \u00e8 altro che l&#8217;agenda governativa in corso. Agli anziani tutti metaforici di questa mitografia si attribuisce la \u00abpaura del cambiamento\u00bb e l&#8217;attaccamento \u00abantistorico\u00bb alle certezze del passato, \u00abdall&#8217;alto delle loro pensioni, dei loro ricordi di giovent\u00f9 e dai cuscini di un divano al di fuori del mondo e del futuro\u00bb (Federica Bianchi, <a href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/internazionale\/2016\/06\/24\/news\/brexit-voluta-dagli-anziani-i-giovani-hanno-votato-remain-1.274463\" target=\"_blank\">L&#8217;Espresso<\/a>). [&#8230;] il vecchiume a cui si allude \u00e8 [&#8230;] il retaggio di sicurezze lavorative, sociali e patrimoniali che hanno effettivamente caratterizzato le giovent\u00f9 degli elettori pi\u00f9 stagionati e il periodo economicamente pi\u00f9 florido del nostro continente. Non contenti di averle ampiamente smantellate nei fatti, i governi [&#8230;] puntano oggi a squalificarle anche nell&#8217;immaginario associandole ai volti bavosi e sdentati degli orchi e delle streghe che, come nelle fiabe, divorano i bimbi rubando loro il futuro.<\/p><\/blockquote>\n<p>Con l&#8217;ovvio epilogo:<\/p>\n<blockquote><p>La vicenda, gi\u00e0 in s\u00e9 squallida, potrebbe chiudersi qui [&#8230;] Se non fosse che la fantasiosa crociata contro il voto degli anziani si \u00e8 subito trasformata in un attacco reale al diritto di voto degli anziani, e quindi al suffragio universale, aprendo scorci inquietanti sugli umori antidemocratici che covano tra chi nell&#8217;establishment.<\/p><\/blockquote>\n<p>La gerontofobia \u00e8 sdoganata, \u00e8 normale come il caff\u00e8 dopo i pasti. Ecco la risposta di Facebook a un lettore che segnalava la pagina VdM come contenuto che incita all&#8217;odio:<\/p>\n<div align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/ilpedante.org\/files\/post_images\/trmb_1490802382.jpeg\" \/><\/p>\n<p align=\"left\">E in effetti gli <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/communitystandards#hate-speech\" target=\"_blank\">standard della comunit\u00e0<\/a> Facebook non includono la discriminante dell&#8217;et\u00e0. Che sar\u00e0 mai, in fondo. Non sono mica donne, ebrei, migranti, maomettani o transomosessuali. <b>Sono solo vecchi<\/b>. E quella \u00e8 solo un&#8217;opinione, anzi un&#8217;opinione in voga. A conferma che la lotta all&#8217;<i>hate speech<\/i> non serve a proteggere le persone ma le idee di chi lo condanna.<\/p>\n<p align=\"left\">Personalmente amo intrattenermi con gli anziani e amo anche le loro debolezze (<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=r91DFHuCCnk\" target=\"_blank\">qui<\/a> una bella poesia di Claudio Baglioni), sicch\u00e9 non mi costa fatica considerarli una ricchezza. Ma se mi turo il naso potrei persino ringraziare i ragazzi (?) di VdM, perch\u00e9 in poche battute hanno denudato la ferocia di chi pensa e scrive le stesse cose ammantandole di sproloqui contabili e appiccicandosi l&#8217;etichetta di <a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/i-moderati-sive-de-grege\" target=\"_blank\">moderato<\/a>. Di chi semina odio in giacca e cravatta nella certezza che saranno altri a raccoglierlo, ma soprattutto a <b>subirlo<\/b>.<\/p>\n<p align=\"center\">***<\/p>\n<p align=\"left\">Ma fingiamo che ci si creda davvero.<\/p>\n<p align=\"left\">Incominciano col dire che il <i>match<\/i> contributivo-retributivo \u00e8 una <b>dialettica per criceti<\/b>. Un sistema di assistenza pubblica deve assistere i cittadini secondo i bisogni di ognuno. Una volta fissato lo standard, gli strumenti sottostanti sono dettati dal fine. Se si accettano le premesse tecniche come finali ci si lascia condurre come le cavie nel labirinto di un laboratorio, fino all&#8217;esito stabilito da chi ha imposto quelle premesse. I cervelli adulti ragionano <i>sul <\/i>sistema, non <i>nel <\/i>sistema.<\/p>\n<p align=\"left\">\u00c8 vero che le pensioni di anzianit\u00e0 assorbono una buona parte della spesa dello Stato (circa un quarto). Ma prima di chiederci che cosa si potrebbe fare con quei soldi dovremmo chiederci <i>che cosa ci si stia facendo<\/i>. I pensionati sono la categoria con pi\u00f9 bisogni e pi\u00f9 tempo libero. Le loro pensioni le spendono in farmaci e cure mediche, case di riposo (che di solito costano pi\u00f9 della pensione, quindi devono dare fondo anche ai risparmi), circoli ricreativi, ristoranti e balere, teatri e alberghi (anche in inverno, anche quando non si va in ferie e i gestori dovrebbero altrimenti chiudere), viaggi, capricci e regali ai nipoti, oltre il resto. A chi danno questi soldi? Ad altri vecchi bavosi? No. A chi lavora, cio\u00e8 <b>ai giovani<\/b>: animatori, infermieri, medici, psicologi, fisioterapisti, farmaceutici, camerieri, ristoratori, accompagnatori, commercianti, imprenditori ecc. La spesa pensionistica \u00e8, se non l&#8217;unico, il principale pilastro su cui ancora insiste lo stimolo pubblico della domanda privata.<\/p>\n<p align=\"left\">Ora facciamo contenti i paidocrati: riduciamo tutte le pensioni. S\u00ec, certo, tra i suddetti lavoratori molti finirebbero licenziati o in rovina per mancanza di clienti, per\u00f2 vuoi mettere? Si liberebbero \u00abrisorse\u00bb per i giovani. Come? Ad esempio con la riduzione dei contributi assistenziali versati da chi avr\u00e0 ancora un lavoro. Ma sar\u00e0 vero? <b>Non ne ha mai parlato nessuno e non \u00e8 mai successo<\/b>. Tanto che la riforma Fornero, quella fatta per salvare i conti pubblici e rendere sostenibile il sistema, prevedeva di <i>aumentare <\/i>l&#8217;aliquota delle partite IVA fino al 33%. Senza dire che con l&#8217;ulteriore aumento della disoccupazione calerebbe il gettito rendendo ancora pi\u00f9 remota l&#8217;eventualit\u00e0 di una riduzione fiscale.<\/p>\n<p align=\"left\">\u00c8 tutta da piangere, insomma. Comunque la si metta, un sistema pensionistico e una spesa pubblica che non possono &#8211; cio\u00e8 <i>non vogliono<\/i> &#8211; fare deficit quando occorre sono un carnaio dove<i> <\/i><b>tanti polli si contendono poco becchime<\/b> e dove, non potendo vincere, ci si impegna affinch\u00e9 perda anche il vicino. \u00c8 la pena di un&#8217;economia ridotta al soldo e non alle cose e ai bisogni, dove per non infliggere qualche zerovirgola di inflazione ai patrimoni di chi non ha proprio bisogno di pensione, \u00e8 lecita la miseria e la sofferenza di chi ci vive, <b>fossero anche i propri genitori<\/b>. \u00c8 la subcivilt\u00e0 del \u00abquanto ci costa\u00bb, la stessa ritratta nell&#8217;immagine che apre la nostra pedanteria: \u00abAnche tu porti il fardello! Un malato alla nascita costa in media 50.000 marchi fino ai 60 anni di et\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p align=\"left\">Era la Germania del 1940.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/hier-traegst-du-mit\">http:\/\/ilpedante.org\/post\/hier-traegst-du-mit<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL PEDANTE Su questo blog si \u00e8 spesso documentato come la comunicazione politica dei nostri tempi radichi le sue retoriche nell&#8217;odio sociale. Chi sta (ancora) un po&#8217; meglio vive sulle spalle di chi sta peggio. In una \u00abeconomia sociale di mercato fortemente competitiva\u00bb il vantaggio dell&#8217;uno \u00e8 la rovina dell&#8217;altro. 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