{"id":29751,"date":"2017-04-04T10:45:31","date_gmt":"2017-04-04T08:45:31","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29751"},"modified":"2017-04-03T23:18:01","modified_gmt":"2017-04-03T21:18:01","slug":"polanyi-hayek-e-le-aporie-del-reddito-di-cittadinanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29751","title":{"rendered":"Polanyi, Hayek e le aporie del reddito di cittadinanza"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>SINISTRAINRETE (Riccardo Evangelista)<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>1. Introduzione<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Mentre in Italia la discussione \u00e8 ancora in divenire, dal gennaio 2017 la Finlandia ha iniziato la sperimentazione del <a href=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/?s=reddito+di+cittadinanza\">reddito di cittadinanza<\/a>, fissato per l\u2019occasione a 560 euro mensili. Da un primo sguardo emergono modalit\u00e0 di attuazione piuttosto singolari, se non stravaganti: sono stati infatti sorteggiati 2000 cittadini tra i 25 e i 63 anni, che riceveranno l\u2019assegno indipendentemente dal salario ma in alternativa al sussidio di disoccupazione. Lo scopo, a detta del governo presieduto dal centrista Juha Sipil\u00e4, \u00e8 di valutare le conseguenze dell\u2019erogazione monetaria, percepita dai riceventi come sicura, sulla propensione ad accettare un lavoro. I risultati saranno resi noti solo nel 2019, momento in cui verr\u00e0 deciso se continuare, modificare o interrompere l\u2019esperimento.<\/p>\n<p>Nel frattempo che il caso finlandese dispieghi i suoi effetti, emerge l\u2019opportunit\u00e0 di alcune considerazioni il pi\u00f9 possibile generali, troppo spesso trascurate in favore di analisi empiriche talvolta col fiato corto. Nonostante le modalit\u00e0 specifiche di attuazione siano ovviamente rilevanti per un giudizio non parziale, cos\u00ec come le questioni finanziarie sulla sostenibilit\u00e0 delle erogazioni, lo scopo del presente contributo \u00e8 diverso: verr\u00e0 proposta una breve riflessione teorica che provi ad indagare i presupposti fondamentali del reddito di cittadinanza nell\u2019ambito delle scelte complessive di politica economica. Per farlo si prover\u00e0 a interrogare due autori che la questione del reddito di cittadinanza se la sono gi\u00e0 posta, arrivando a giudizi molto diversi ma comunque estremamente interessanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>2.\u00a0<\/strong><em>Premesse di due diversi punti di vista<\/em><\/p>\n<p>Nel 1944 vennero pubblicati due grandi classici del pensiero economico e politico del secolo scorso, <em>La grande trasformazione<\/em> e <em>La via della schiavit\u00f9<\/em>. Sono le opere pi\u00f9 note rispettivamente di Karl Polanyi e Friedrich A. Hayek, esempi di opposti che, di tanto in tanto, si attraggono e convergono sulle stesse tematiche.<\/p>\n<p>Se secondo Polanyi il libero mercato \u00e8 un artificioso sistema di regolazione economica alla lunga non sostenibile, per Hayek rappresenta l\u2019insostituibile esito di un\u2019evoluzione spontanea, a sua volta risultato inintenzionale di azioni intenzionali. Le conseguenze sulla politica economica sono presto dette: per Polanyi il mercato necessita di mirati e vasti interventi pubblici, che simultaneamente proteggano le cosiddette merci fittizie (lavoro, terra e moneta) da un\u2019inclusione disgregativa nell\u2019anonimo meccanismo della domanda e dell\u2019offerta; ad avviso di Hayek ogni interferenza esogena nell\u2019ordine del mercato genera inefficienze allocative e dinamiche, distorcendo i segnali che giungono dai prezzi e minacciando la libert\u00e0 individuale con degenerazioni totalitarie.<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito delle loro analisi non mancano puntuali riflessioni sul reddito di cittadinanza molto stimolanti per i dibattiti odierni. Non tanto, probabilmente, per una diretta spendibilit\u00e0 in eventuali studi di caso, quanto per un invito a guardare la questione da una prospettiva troppo trascurata (il rapporto di fondo tra il reddito di cittadinanza e il libero mercato) e per andare in direzione contraria rispetto al senso comune odierno (secondo cui il sostegno al reddito di cittadinanza \u00e8 per forza di cose espressione di una posizione progressista, o di sinistra, che dir si voglia).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>3. La critica di Polanyi<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Polanyi parla esplicitamente del reddito di cittadinanza con riferimento a un contesto storico specifico, il disastro sociale di Speenhamland iniziato nel 1795. In questo remoto villaggio inglese del Berkshire venne infatti decisa l\u2019istituzione di una sorta di sussidio integrativo del salario nelle fasi in cui questo fosse sceso al di sotto di una certa soglia, fissata con riferimento al prezzo del pane. Fu un provvedimento effettivamente rivoluzionario per l\u2019epoca e da un severo critico del mercato come Polanyi si sarebbe attesa un\u2019approvazione della legge, soprattutto nella sua funzione di temperamento degli effetti perniciosi dei bassi salari o della disoccupazione. E invece la censura \u00e8 senza appello:<\/p>\n<p><em>Con la Speenhamland Law un individuo veniva aiutato anche se aveva un lavoro fintantoch\u00e9 il suo salario ammontava a meno del reddito familiare che gli era assegnato dalla scala [\u2026]. Alla lunga il risultato fu agghiacciante. Per quanto occorresse del tempo affinch\u00e9 il rispetto dell\u2019uomo comune cadesse cos\u00ec in basso da preferire il sussidio per i poveri al salario, i salari che venivano integrati per mezzo di fondi pubblici erano in numero illimitato tanto da spingerlo a sostenersi ad essi. Poco a poco la gente della campagna fu immiserita, l\u2019adagio \u00abuna volta il sussidio, sempre il sussidio\u00bb era una verit\u00e0<a href=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/diritti\/pensioni-e-welfare\/polanyi-hayek-e-le-aporie-del-reddito-di-cittadinanza\/#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>.<\/em><\/p>\n<p>Anche se la critica di Polanyi sembra riferirsi pi\u00f9 alle modalit\u00e0 specifiche di erogazione del sussidio (la stretta dipendenza dal salario) che ai suoi principi di fondo, al termine de <em>La grande trasformazione<\/em> l\u2019analisi travalica gli orizzonti di un caso circoscritto per affrontare la questione in chiave comparata. Il confronto \u00e8 con un contesto molto caro allo studioso ungherese, vale a dire l\u2019eccezionale, nel senso di irripetuta, esperienza socialista della cosiddetta Vienna rossa:<\/p>\n<p><em>Se Speenhamland produsse un vero e proprio disastro per il popolo, Vienna consegu\u00ec uno dei pi\u00f9 spettacolari trionfi culturali della storia occidentale. L\u2019anno 1795 condusse a una degradazione senza precedenti delle classi lavoratrici alle quali si impediva di raggiungere il nuovo status di operai dell\u2019industria. Nel 1918 iniziava un\u2019ascesa morale e intellettuale ugualmente senza precedenti nelle condizioni di una classe lavoratrice industriale molto sviluppata che, protetta dal sistema di Vienna, resisteva agli effetti degradanti del grave sconvolgimento economico e raggiungeva un livello mai superato dalle masse popolari in nessun paese industriale<a href=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/diritti\/pensioni-e-welfare\/polanyi-hayek-e-le-aporie-del-reddito-di-cittadinanza\/#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>.<\/em><\/p>\n<p>Che senso ha questo accostamento, tanto distante nel tempo e nello spazio? Il rischio di anacronismo \u00e8 reale. Viene per\u00f2 scongiurato se si segue attentamente Polanyi nelle sue analogie, in particolare quando spiega che l\u2019intervento pubblico a Vienna, perseguito principalmente per garantire il diritto alla casa e all\u2019istruzione, aveva l\u2019obiettivo di combattere, attraverso la leva fiscale e una politica sociale (scuola, istruzione per gli adulti, attivit\u00e0 ricreative) di medio periodo, gli effetti iniqui in termini distributivi e di alienazione generati dal mercato. La contrapposizione col reddito di cittadinanza ideato a Speenhamland ha una ragione cruciale: al contrario dell\u2019esperimento viennese che nel suo complesso mira a una generale emancipazione della classe operaia, il sussidio decretato dai magistrati inglesi nel XVII secolo non \u00e8 altro che una forma di paternalismo, colpevole di reificare i difetti tipici del meccanismo di mercato e condurre gli stessi lavoratori a diventare vittime passive dell\u2019assistenzialismo. A ci\u00f2 \u00e8 necessario aggiungere, sempre seguendo le considerazioni di Polanyi, che a Speenhamland il salario tocc\u00f2 in pochi mesi praticamente lo zero, in quanto nessun datore di lavoro voleva pagare per un reddito comunque garantito dalla collettivit\u00e0. La sussistenza del lavoratore veniva garantita attraverso una pubblicizzazione dei costi e una privatizzazione dei profitti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>4. Il sostegno di Hayek<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Non meno acuto \u00e8 il giudizio di Hayek, la cui approvazione del reddito di cittadinanza va di pari passo con la radicalizzazione della sua prospettiva liberista. Scrive in una delle opere pi\u00f9 ambiziose, pubblicata negli anni Settanta quando il suo pensiero aveva raggiunto la piena maturit\u00e0:<\/p>\n<p><em>Non vi \u00e8 motivo per cui in una societ\u00e0 libera lo stato non debba assicurare a tutti la protezione contro la miseria sotto forma di un reddito minimo garantito, o di un livello sotto il quale nessuno scende. \u00c8 nell\u2019interesse di tutti partecipare all\u2019assicurazione contro l\u2019estrema sventura, o pu\u00f2 essere un dovere di tutti assistere, all\u2019interno di una comunit\u00e0 organizzata, chi non pu\u00f2 provvedere a se stesso. Se tale reddito minimo uniforme \u00e8 fornito fuori dal mercato a tutti coloro che, per qualsiasi ragione, non sono in grado di guadagnare sul mercato un reddito adeguato, ci\u00f2 non porta a una restrizione della libert\u00e0, o a un conflitto col primato del diritto<a href=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/diritti\/pensioni-e-welfare\/polanyi-hayek-e-le-aporie-del-reddito-di-cittadinanza\/#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>.<\/em><\/p>\n<p>Il punto nodale del ragionamento di Hayek \u00e8 la delimitazione del reddito minimo (che in questo caso assomiglia all\u2019idea di un sussidio universale) in un ambito che rimane \u00abfuori dal mercato\u00bb. In questo modo il reddito di cittadinanza assume il ruolo di salvagente del libero mercato nei momenti di <em>performance<\/em> negativa di quest\u2019ultimo, quando cio\u00e8 l\u2019agognato equilibrio sul mercato del lavoro non si realizza e la disoccupazione rischia di diventare una minaccia all\u2019integrit\u00e0 dell\u2019intero sistema. Ad essere protetti, pertanto, non sono direttamente i lavoratori, ma il mercato stesso nella sua concezione liberale, secondo Hayek una necessit\u00e0 epistemologica prima ancora che economica. Cos\u00ec, con una visione tipica del darwinismo sociale, l\u2019economista austriaco spiega le ragioni che rendono necessaria la salvaguardia delle regole istituzionalizzate dal mercato (in un\u2019ottica di <em>common law<\/em>) e la limitazione di ogni intervento pubblico attivo:<\/p>\n<p><em>L\u2019eredit\u00e0 culturale in cui l\u2019uomo \u00e8 nato consiste di un complesso di modi d\u2019agire o regole di condotta che sono prevalse perch\u00e9 aumentavano il successo del gruppo [\u2026]. Non \u00e8 tanto che la mente produca delle regole, quanto piuttosto che essa consista di regole d\u2019azione, di un complesso di regole cio\u00e8 che essa non ha fatto, ma che hanno finito col governare le azioni degli individui perch\u00e9 le azioni che seguivano tali regole si sono dimostrate di maggior successo rispetto a quelle di individui o gruppi rivali<a href=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/diritti\/pensioni-e-welfare\/polanyi-hayek-e-le-aporie-del-reddito-di-cittadinanza\/#_ftn4\" name=\"_ftnref4\"><sup>[4]<\/sup><\/a>.<\/em><\/p>\n<p>Da Hayek emerge come l\u2019approvazione del mercato \u2013 nell\u2019accezione austriaca di processo competitivo in cui, a beneficio dell\u2019intero sistema sociale, devono prevalere i pi\u00f9 forti e soccombere i pi\u00f9 deboli<a href=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/diritti\/pensioni-e-welfare\/polanyi-hayek-e-le-aporie-del-reddito-di-cittadinanza\/#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a> \u2013 non sia in opposizione al dovere di assistenza nei confronti di chi \u00e8 rimasto indietro, ma anzi \u00e8 ad esso del tutto complementare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>5. Conclusioni<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Dove vanno allora rintracciate le ragioni di fondo per cui un critico del libero mercato come Polanyi si oppone duramente al reddito di cittadinanza, mentre un fervente liberista come Hayek lo approva piuttosto convintamente? Una risposta pu\u00f2 partire dalla constatazione che il reddito di cittadinanza rappresenta, sia in quanto teoria sociale che come azione di politica economica, un sostituito della piena occupazione, la quale pu\u00f2 prevedere come unico strumento \u00abuna socializzazione di una certa ampiezza dell\u2019investimento\u00bb<a href=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/diritti\/pensioni-e-welfare\/polanyi-hayek-e-le-aporie-del-reddito-di-cittadinanza\/#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>. Proprio nella misura in cui quest\u2019ultima questione viene condannata all\u2019oblio, il diritto di vivere, come lo aveva definito Polanyi, diventa un principio esterno al processo di mercato. \u00c8 allora proprio in questo momento che il mercato necessita di legittimazione sociale, trovandola anche nella capacit\u00e0 di assistere chi dal processo produttivo viene escluso, senza per\u00f2 mettere in atto politiche strutturali finalizzate a reintegrarlo.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 che concludere, quindi, che la visione hayekiana \u00e8 oggi dominante, paradossalmente anche a sinistra. Il monito polanyiano, nonostante il caso finlandese presenti analogie sorprendenti con le leggi di Speenhamland, \u00e8 invece del tutto ignorato. Eppure, nella situazione odierna in cui alla disoccupazione strutturale si accompagnano enormi bisogni sociali insoddisfatti, ritenere necessario il reddito di cittadinanza non pu\u00f2 che essere l\u2019ennesimo frutto tossico di una certa \u00abobsoleta mentalit\u00e0 di mercato\u00bb<a href=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/diritti\/pensioni-e-welfare\/polanyi-hayek-e-le-aporie-del-reddito-di-cittadinanza\/#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>, da cui Polanyi ci metteva severamente in guardia. Se \u00e8 ancora possibile credere che la cittadinanza sia completamente conquistata solo quando ogni uomo e donna viene messo in grado di concorrere \u00abal progresso materiale e spirituale della societ\u00e0\u00bb<a href=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/diritti\/pensioni-e-welfare\/polanyi-hayek-e-le-aporie-del-reddito-di-cittadinanza\/#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>, allora l\u2019assistenza come alternativa al lavoro \u00e8 un atto subdolamente regressivo.<\/p>\n<hr \/>\n<h5><em>* Dottore di ricerca in Sviluppo Economico: analisi, politiche e teorie presso l\u2019Universit\u00e0 di Macerata<\/em><\/h5>\n<hr \/>\n<h5><strong><em>Bibliografia<\/em><\/strong><\/h5>\n<h5>Hayek F. A., <em>La via della schiavit\u00f9<\/em>, Rubbettino, Catanzaro, 2011 (1944).<\/h5>\n<h5>Hayek F. A., <em>Legge, legislazione e libert\u00e0. Critica dell\u2019economia pianificata<\/em>, Il Saggiatore, Milano, 2010 (1973).<\/h5>\n<h5>Polanyi K., <em>Economie primitive, arcaiche e moderne. Ricerca storica e antropologia economica<\/em>, a cura di Dalton G., Einaudi, Torino, 1980 (1968).<\/h5>\n<h5>Polanyi K., <em>La grande trasformazione. Le origini economiche e politiche della nostra epoca<\/em>, Einaudi, Torino, 2010 (1944).<\/h5>\n<hr \/>\n<h5><strong>Note<\/strong><\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/diritti\/pensioni-e-welfare\/polanyi-hayek-e-le-aporie-del-reddito-di-cittadinanza\/#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> K. Polanyi, <em>La grande trasformazione<\/em>, Einaudi, Torino, 2013 (1944), pp. 101-103.<\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/diritti\/pensioni-e-welfare\/polanyi-hayek-e-le-aporie-del-reddito-di-cittadinanza\/#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> K. Polanyi, cit., p 359.<\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/diritti\/pensioni-e-welfare\/polanyi-hayek-e-le-aporie-del-reddito-di-cittadinanza\/#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> F. A. Hayek, <em>Legge, legislazione, libert\u00e0<\/em>, Il Saggiatore, Milano, 2010, pp. 292-293.<\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/diritti\/pensioni-e-welfare\/polanyi-hayek-e-le-aporie-del-reddito-di-cittadinanza\/#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> F. A. Hayek, cit., pp. 25-26.<\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/diritti\/pensioni-e-welfare\/polanyi-hayek-e-le-aporie-del-reddito-di-cittadinanza\/#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> \u00abIn questo gioco [il mercato, <em>ndr<\/em>] ove i risultati dei singoli dipendono in parte dal caso e in parte dall\u2019abilit\u00e0, \u00e8 evidentemente insensato definire un risultato giusto o ingiusto. Si tratta di una situazione simile a quella di una gara per un premio in cui si cerca di creare le condizioni per premiare la miglior prestazione ma in cui non si pu\u00f2 dire se la miglior prestazione sia la dimostrazione di un maggior merito\u00bb (F. A. Hayek, <em>Legge, legislazione e libert\u00e0<\/em>, cit., p. 335)<\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/diritti\/pensioni-e-welfare\/polanyi-hayek-e-le-aporie-del-reddito-di-cittadinanza\/#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> J. M. Keynes, <em>Teoria generale dell\u2019occupazione, dell\u2019interesse e della moneta<\/em>, Utet, Torino, 2013, p. 572.<\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/diritti\/pensioni-e-welfare\/polanyi-hayek-e-le-aporie-del-reddito-di-cittadinanza\/#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a>\u00abSiamo ridotti all\u2019impotenza dal retaggio di un\u2019economia di mercato che ci ha trasmesso concezioni semplicistiche della funzione e del ruolo del sistema economico nella societ\u00e0. Se si vuole superare la crisi, si deve recuperare una visione pi\u00f9 realistica del mondo umano e modellare il nostro comune intento alla luce di quella consapevolezza [\u2026]. La creativit\u00e0 dell\u2019uomo \u00e8 venuta meno soltanto perch\u00e9 si \u00e8 lasciato che il mercato stritolasse il materiale umano riconducendolo alla piatta uniformit\u00e0 di un paesaggio di detriti selenici. Non v\u2019\u00e8 da meravigliarsi che l\u2019immaginazione sociale dell\u2019uomo mostri segni di stanchezza\u00bb (K. Polanyi, <em>La nostra obsoleta mentalit\u00e0 di mercato<\/em>, in K. Polanyi, <em>Economie primitive, arcaiche e moderne<\/em>, Einaudi, Torino, 1980, pp. 59, 70).<\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/diritti\/pensioni-e-welfare\/polanyi-hayek-e-le-aporie-del-reddito-di-cittadinanza\/#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> Cfr. Costituzione della Repubblica Italiana, articolo 4, comma 2.<\/h5>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/politica-economica\/9494-riccardo-evangelista-polanyi-hayek-e-le-aporie-del-reddito-di-cittadinanza.html\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/politica-economica\/9494-riccardo-evangelista-polanyi-hayek-e-le-aporie-del-reddito-di-cittadinanza.html<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/diritti\/pensioni-e-welfare\/polanyi-hayek-e-le-aporie-del-reddito-di-cittadinanza\/\">http:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/diritti\/pensioni-e-welfare\/polanyi-hayek-e-le-aporie-del-reddito-di-cittadinanza\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINISTRAINRETE (Riccardo Evangelista) 1. Introduzione Mentre in Italia la discussione \u00e8 ancora in divenire, dal gennaio 2017 la Finlandia ha iniziato la sperimentazione del reddito di cittadinanza, fissato per l\u2019occasione a 560 euro mensili. Da un primo sguardo emergono modalit\u00e0 di attuazione piuttosto singolari, se non stravaganti: sono stati infatti sorteggiati 2000 cittadini tra i 25 e i 63 anni, che riceveranno l\u2019assegno indipendentemente dal salario ma in alternativa al sussidio di disoccupazione. 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