{"id":29755,"date":"2017-04-04T11:15:28","date_gmt":"2017-04-04T09:15:28","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29755"},"modified":"2017-04-03T23:27:59","modified_gmt":"2017-04-03T21:27:59","slug":"tra-liberismo-e-protezionismo-meglio-uno-standard-sociale-sugli-scambi-internazionali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29755","title":{"rendered":"Tra liberismo e protezionismo, meglio uno \u201cstandard sociale\u201d sugli scambi internazionali"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> EMILIANO BRANCACCIO<\/strong><\/p>\n<p>Trump infiamma il dibattito mondiale tra liberisti e protezionisti annunciando l\u2019introduzione di barriere commerciali USA contro l\u2019importazione di merci dall\u2019Europa e dall\u2019Asia. Come alcuni avevano previsto, la grande crisi iniziata nel 2008, in larga misura irrisolta, ha portato nuovamente alla ribalta il vecchio tema dei dazi doganali.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 chi grida allo scandalo ma a ben guardare<strong> la svolta di Trump<\/strong> non rappresenta un\u2019eccezione: di fatto egli accelera una tendenza alla restrizione degli scambi che i dati ufficiali registravano gi\u00e0 da alcuni anni, negli Stati Uniti e in gran parte del mondo. Per alcuni sar\u00e0 difficile ammetterlo, ma siamo al cospetto di una tipica nemesi storica: proprio il liberoscambismo incontrollato degli anni passati \u00e8 una delle cause dell\u2019odierno revival protezionista.<\/p>\n<p>Per anni abbiamo voluto credere che l\u2019<strong>accumulo di deficit e di surplus verso l\u2019estero<\/strong> sarebbe stato risolto dai meccanismi spontanei del mercato. Il risultato \u00e8 che alla fine della scorsa decade siamo arrivati a registrare una serie straordinaria di record dei disavanzi verso l\u2019estero degli Stati Uniti e corrispondenti avanzi commerciali di Cina e Germania, con i primi due solo in parte rientrati e il terzo che continua imperterrito la sua corsa funesta.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-8534\" src=\"http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2017\/04\/germany-trade1-1-1-300x185.jpg\" alt=\"germany-trade1-1-1\" width=\"300\" height=\"185\" \/>Oggi, dunque, ci troviamo ad addentare il frutto avvelenato degli enormi squilibri globali<\/strong> alimentati da quella ingenua visione liberista degli scambi internazionali. La stessa <strong>Brexit<\/strong>, che \u00e8 stata interpretata in tanti modi creativi, andrebbe letta alla luce dell\u2019irrisolto disavanzo britannico verso l\u2019economia tedesca.<\/p>\n<p>I pi\u00f9 ostinati difensori del libero mercato oggi sostengono che le autorit\u00e0 americane e degli altri paesi in deficit farebbero meglio a lasciare che le loro monete si svalutino spontaneamente, in modo da ridare competitivit\u00e0 alle merci nazionali senza bisogno di imporre barriere commerciali. Ma l\u2019idea di ripristinare l\u2019equilibrio economico tra nazioni attraverso la mera fluttuazione delle valute sui mercati \u00e8 un\u2019altra fantasia liberista. In realt\u00e0, questa soluzione scatenerebbe guerre monetarie destabilizzanti, con effetti persino peggiori di un moderato protezionismo.<\/p>\n<p>Del resto, a chi si scaglia contro il ritorno dei controlli amministrativi sui conti esteri bisognerebbe ricordare che tra gli economisti non c\u2019\u00e8 consenso intorno alla dottrina del libero scambio. Il premio Nobel <strong>Paul Samuelson<\/strong> riconosceva che i teoremi favorevoli alla libert\u00e0 dei commerci non funzionano quando c\u2019\u00e8 disoccupazione di massa. Un altro premio Nobel, <strong>Paul Krugman<\/strong>, ha ammesso che il liberoscambismo indiscriminato pu\u00f2 far danni e <strong>Dani Rodrik<\/strong>, tra gli altri, ha pi\u00f9 volte evidenziato i rischi di una globalizzazione finanziaria incontrollata.<\/p>\n<p>In Italia, tra i favorevoli all\u2019introduzione di forme moderate di protezionismo, tese anche a prevenire l\u2019ascesa politica di forze ultranazionaliste, c\u2019era <strong>Marcello de Cecco<\/strong>. Tutti studiosi annoverabili nel campo culturale \u201cprogressista\u201d, ben lontani dalle nefandezze del trumpismo. La loro lezione si basa oltretutto su un\u2019evidenza: negli anni di massimo sviluppo dell\u2019occidente capitalistico sussistevano vari controlli sugli scambi internazionali, soprattutto di capitali ma anche di merci.<\/p>\n<p>Il problema, piuttosto, \u00e8 quali tipi di controlli si adottano, e in quali mercati vengono applicati. A questo riguardo, c\u2019\u00e8 motivo di sospettare che Trump non toccher\u00e0 il problema prioritario degli effetti destabilizzanti della libera circolazione internazionale dei capitali, mentre insister\u00e0 con la fuorviante e retriva propaganda del blocco della circolazione di persone. Inoltre, in campo commerciale c\u2019\u00e8 il rischio che la sua amministrazione intervenga caso per caso, magari al solo scopo di difendere le industrie degli \u201camici degli amici\u201d.<\/p>\n<p>Eppure esistono modi pi\u00f9 intelligenti per cercare di riequilibrare gli scambi tra paesi e favorire cos\u00ec uno sviluppo mondiale pi\u00f9 disciplinato. Preziose, in questo senso, sono le indicazioni degli organismi internazionali che si sono maggiormente occupati del problema. Al riguardo, sarebbe utile ricordare che l\u2019<strong>International Monetary Fund (IMF)<\/strong> prevede ancora oggi, nel suo statuto, una clausola che ammette restrizioni agli scambi verso i paesi che si rifiutino di collaborare al riequilibrio dei commerci. Di recente, l\u2019IMF ha pure mostrato disponibilit\u00e0 a riconsiderare il tema del controllo dei movimenti di capitale. Inoltre, l\u2019<strong>International Labour Organization<\/strong> <strong>(ILO)<\/strong> propone da tempo di vincolare le transazioni con l\u2019estero al rispetto di determinati \u201cstandard\u201d a tutela dei lavoratori.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-8535\" src=\"http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2017\/04\/Schermata-2017-04-03-alle-10.52.39-300x158.png\" alt=\"schermata-2017-04-03-alle-10-52-39\" width=\"300\" height=\"158\" \/>Proprio da una sintesi tra le indicazioni dell\u2019IMF e dell\u2019ILO \u00e8 possibile trarre una proposta ulteriore, che potremmo chiamare \u201cstandard sociale\u201d sui movimenti di capitale, e al limite di merci. Lo \u201cstandard sociale\u201d si basa su un\u2019idea in fondo semplice: mettere un freno alla circolazione internazionale dei capitali, e se necessario di merci, da e verso quei paesi che accumulino squilibri verso l\u2019estero a colpi di tagli alla domanda effettiva, e in particolare ai salari e al welfare. Pi\u00f9 precisamente, i paesi che accumulassero forti squilibri nelle bilance dei pagamenti in concomitanza con politiche deflattive, potrebbero esser sottoposti a restrizioni pi\u00f9 o meno temporanee, in funzione della loro disponibilit\u00e0 o meno a cooperare al riequilibrio esterno. Protetti dalle onde deflattive che provengono dalle nazioni orientate al dumping sociale, i paesi che aderissero allo \u201cstandard\u201d potrebbero svilupparsi in modo coordinato e quindi pi\u00f9 sostenibile.<\/p>\n<p>Tra le vetuste illusioni di un liberoscambismo in rotta e le inquietanti promesse di un montante protezionismo nazionalista, l\u2019odierna disputa sui commerci \u00e8 intellettualmente sterile e non far\u00e0 altro che alimentare il disordine globale. L\u2019avvio di una discussione che rilanci le varie proposte di \u201cstandard\u201d sugli scambi di capitali e di merci potrebbe aiutare a recuperare senno politico, e in prospettiva potrebbe contribuire a uno sviluppo pi\u00f9 razionale e pacifico delle relazioni economiche internazionali.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/2017\/04\/03\/tra-liberismo-e-protezionismo-meglio-uno-standard-sociale-sugli-scambi-internazionali\/?uuid=96_bIocYgij\">http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/2017\/04\/03\/tra-liberismo-e-protezionismo-meglio-uno-standard-sociale-sugli-scambi-internazionali\/?uuid=96_bIocYgij<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di EMILIANO BRANCACCIO Trump infiamma il dibattito mondiale tra liberisti e protezionisti annunciando l\u2019introduzione di barriere commerciali USA contro l\u2019importazione di merci dall\u2019Europa e dall\u2019Asia. 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