{"id":29792,"date":"2017-04-08T00:05:24","date_gmt":"2017-04-07T22:05:24","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29792"},"modified":"2017-04-10T18:44:53","modified_gmt":"2017-04-10T16:44:53","slug":"linnaturalita-delleconomia-di-mercato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29792","title":{"rendered":"L&#8217;innaturalit\u00e0 dell&#8217;economia di mercato"},"content":{"rendered":"<p><!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } --><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">di <strong>LUCA MANCINI (FSI Roma)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Il mercato esige, sposta, afferma, disloca, teme, fugge, apre, chiude, scommette, esercita, occupa, parte, arriva, crea, distrugge.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Il mercato: l&#8217;essere deificato dalla contemporaneit\u00e0, del quale si temono i presunti castighi e al quale si chiedono improbabili favori. Come gi\u00e0 scritto in un precedente articolo (<a href=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=13528\" target=\"_blank\">http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=13528<\/a>), la nostra forma di convivenza \u00e8 basata sul culto di qualcosa di trascendente: il libero mercato. Questo viene perseguito come una sorta di credenza religiosa da alcuni, che formano i governi in totale conformit\u00e0 con essa: una sorta di governo teocratico. In pratica, il mercato \u00e8 stato deificato ed \u00e8 divenuto il nostro sovrano. Questa sovranit\u00e0 gli giunge da un presunto diritto divino, che deriva dal falso mito della sua capacit\u00e0 di autoregolarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Un&#8217;idea trascendente regola cos\u00ec l&#8217;economia e conseguentemente la vita di miliardi di persone su questo pianeta, accomunate da una cieca fiducia nei confronti del loro sovrano o chine dinanzi ad esso per paura dei suoi improbabili castighi, dando vita a quella che tutti comunemente chiamano \u201ceconomia di mercato\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Eppure, se si guarda all&#8217;etimologia della parola &#8220;economia&#8221;, ci si accorge che qualcosa \u00e8 andato storto nella sua evoluzione, poich\u00e9 a qualcosa di prettamente umano e immanente \u00e8 stato affiancato un concetto di mercato deificato e trascendente. Come sempre accade, la filologia aiuta a comprendere meglio i reali significati delle parole e perci\u00f2 \u00e8 necessario sapere che il termine \u201ceconomia\u201d proviene dal greco ed \u00e8 una parola composta da: \u201coikos\u201d e \u201cnomos\u201d, ossia rispettivamente \u201ccasa\u201d e \u201clegge\u201d, il che ci porta a comprendere che per gli antichi greci l&#8217;economia era qualcosa che aveva a che fare con le leggi o le regole della casa. Associarla al concetto di casa la riporta immediatamente ad una sfera fortemente intima, umana e soprattutto immanente, quindi nettamente in contrasto con la visione odierna del mercato che ne costituisce il carattere predominante. Ma, soprattutto, l&#8217;aspetto pi\u00f9 interessante \u00e8 che le leggi all&#8217;interno di una casa le fanno ovviamente gli uomini che la abitano; perci\u00f2 questo ci porta inevitabilmente ad una netta conclusione: l&#8217;economia \u00e8 una immanente creazione umana e, pertanto, essa deve ovviamente essere regolata dagli uomini, attraverso leggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Se solo si prova ad immaginare una casa senza leggi e nella quale abitano pi\u00f9 persone, corrono immediatamente alla mente scene di apocalittica anarchia. Nessun padre di famiglia o coinquilino si sognerebbe mai di dire: \u201cda oggi le leggi di questa casa si autoregolano, \u00e8 sufficiente perseguire ognuno il proprio interesse, la mano invisibile far\u00e0 il resto.\u201d Chiunque lo prenderebbe per pazzo e gli consiglierebbe un bravo dottore. Tuttavia, non si comprende come sia possibile che quando si parla della casa di tutti, ossia uno Stato, improvvisamente questa idea dell&#8217;autoregolazione debba acquisire credibilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Il termine \u201clegge\u201d \u00e8 senza dubbio ambivalente, poich\u00e9 viene utilizzato sia per le leggi create dall&#8217;uomo sia per quelle della natura. Tuttavia, la sentenza della filologia al riguardo \u00e8 inappellabile, poich\u00e9 \u00e8 evidente che le leggi della casa vengono stabilite, regolate ed eventualmente cambiate da chi la abita e non sono leggi indipendenti dall&#8217;attivit\u00e0 umana come quelle della natura, altrimenti i greci avrebbero richiamato, senza dubbio, il concetto di \u201cphysis\u201d, ossia di \u201cnatura\u201d, ad essi molto caro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">A questo punto viene alla mente la serrata critica svolta, nel secolo scorso, dall&#8217;antropologo ungherese Karl Polanyi, il quale si rifiutava nettamente di riconoscere un carattere di \u201cnaturalit\u00e0\u201d all&#8217;economia di mercato, ritenendola piuttosto un&#8217;anomalia nella storia della societ\u00e0 umana, come ampiamente spiegato nel suo capolavoro La Grande Trasformazione. Egli ritiene che l&#8217;economia di mercato sia contraddistinta da un&#8217;innaturale mercificazione di tutta la societ\u00e0 e in particolar modo di: terra, lavoro e denaro, ossia tre aspetti fondamentali della societ\u00e0 che invece non sono merci. Ad esempio, se il lavoro fosse una merce, allora l&#8217;uomo che lo presta dovrebbe cercare di venderlo al prezzo pi\u00f9 alto possibile, il che significa che il compito principale del lavoro, inteso come merce, dovrebbe essere quello di scioperare continuamente al fine di alzare il suo prezzo. Pertanto, semplificando, Polanyi giunge alla conclusione che essendo la mercificazione totale della societ\u00e0 umana un processo innaturale, l&#8217;economia di mercato che la genera deve essere altrettanto innaturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">L&#8217;economia, perci\u00f2, non deve essere assolutamente considerata come avulsa dalla societ\u00e0, bens\u00ec come qualcosa di integrato e radicato all&#8217;interno di essa. Non pu\u00f2 essere caratterizzata da aspetti trascendenti, poich\u00e9 essa \u00e8 esclusivamente immanente e soprattutto essa non \u00e8 definitivamente in grado di autoregolarsi, ma va regolata attraverso leggi dal suo creatore: l&#8217;uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Viva la Repubblica Sovrana!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LUCA MANCINI (FSI Roma) Il mercato esige, sposta, afferma, disloca, teme, fugge, apre, chiude, scommette, esercita, occupa, parte, arriva, crea, distrugge. Il mercato: l&#8217;essere deificato dalla contemporaneit\u00e0, del quale si temono i presunti castighi e al quale si chiedono improbabili favori. Come gi\u00e0 scritto in un precedente articolo (http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=13528), la nostra forma di convivenza \u00e8 basata sul culto di qualcosa di trascendente: il libero mercato. 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