{"id":29797,"date":"2017-04-06T08:30:33","date_gmt":"2017-04-06T06:30:33","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29797"},"modified":"2017-04-05T18:10:59","modified_gmt":"2017-04-05T16:10:59","slug":"padoan-e-la-diseducazione-finanziaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29797","title":{"rendered":"Padoan e la (dis)educazione finanziaria"},"content":{"rendered":"<div class=\"postcontent\">\n<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Guido Rossi)<\/strong><\/p>\n<p>Il Governo ha come priorit\u00e0 quella di insegnare agli italiani ad investire correttamente in prodotti finanziari, mentre intanto l\u2019economia, unico motore di uno Stato, va a rotoli.<\/p>\n<p>\u201cLa trasparenza finanziaria \u00e8 necessaria ma non sufficiente, ogni cittadino deve avere le competenze necessarie per fare le scelte consapevoli\u201d, Padoan dixit. Proprio <strong>l\u2019educazione finanziaria<\/strong> \u00e8 stata al centro di un dibattito a piazza della Minerva di pochi giorni fa che ha visto partecipare alcuni \u201cBig\u201d dell\u2019economia, tra cui il governatore della Banca d\u2019Italia Ignazio Visco, il presidente della Consob (l\u2019autorit\u00e0 italiana per la vigilanza dei mercati finanziari) Giuseppe Vegas, e appunto l\u2019inquilino di via XX settembre. Secondo numerose indagini internazionali l\u2019Italia si collocherebbe infatti all\u2019ultimo posto tra i Paesi europei per il livello medio di \u201c<strong>cultura monetaria<\/strong>\u201d, con solo il 37% -e quindi meno della met\u00e0- degli adulti che riesce ad azzeccare almeno 3 domande su 5 in merito a concetti base come interesse semplice e composto, inflazione e diversificazione del rischio. Per questo motivo a detta di tutti i partecipanti \u00e8 necessario un profondo intervento che interessi tutti gli attori coinvolti, dalle istituzioni agli enti di vigilanza, dalle banche ai cittadini. Quest\u2019ultimi in particolare devono essere educati sin da piccoli, nelle \u201cscuole di ogni ordine e grado\u201d. Il perch\u00e9 apparentemente \u00e8 chiaro, per dirla volgarmente non bisogna esser fatti fessi, e tutelare il risparmio ed i consumi.<\/p>\n<div id=\"attachment_84667\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-84667 size-full\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/fin-literacy.png\" alt=\"fin literacy\" width=\"614\" height=\"349\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Indice di educazione finanziaria (financial literacy) tra gli studenti quindicenni elaborato dalla Banca d\u2019Italia sui dati OCSE-PISA con riferimento all\u2019anno 2012. L\u2019Italia risulta al di sotto della media OCSE.<\/p>\n<\/div>\n<p>Tutto giusto, eppure il problema \u00e8, e dovrebbe essere un altro. Dato per scontato che <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/diagnosi-della-crisi-bancaria-italiana\/\" target=\"_blank\">le criticit\u00e0 degli istituti bancari sono sistemiche<\/a> e che se ai risparmiatori \u00e8 mancata la consapevolezza, <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/ipocrisie-della-finanziarizzazione\/\" target=\"_blank\">ai consulenti \u00e8 mancata la moralit\u00e0<\/a>, il vero dato a cui prestare attenzione rimane un altro, gentilmente fornito dal governatore Visco: \u201cNel 2015 le attivit\u00e0 reali -abitazioni ecc- hanno rappresentato la principale componente della ricchezza delle famiglie, per circa 6mila miliardi di euro; al contempo le attivit\u00e0 finanziarie hanno oscillato intorno ai 4mila miliardi\u201d. Detto altrimenti <strong>gli investimenti in prodotti finanziari di vario genere hanno avuto per quell\u2019anno un valore di circa due volte e mezzo il nostro PIL<\/strong>, una cifra enorme, espressione di un fenomeno che si riproduce a livello globale, con l\u2019economia reale (scambi commerciali e altro) che vale circa 70mila miliardi di dollari, laddove quella finanziaria (e quindi fuffa) circa 700mila miliardi, dieci volte di pi\u00f9. Solo negli anni \u201880 il rapporto era esattamente inverso, poich\u00e9 la finanza altro non era che uno strumento di \u201cservizio\u201d e di mero supporto alle principali attivit\u00e0 commerciali.<\/p>\n<p>Di prodotti finanziari, a prescindere dalla scarsa conoscenza o meno degli stessi da parte dei \u201cconsumatori\u201d, ne sono stati e se ne continuano a scambiare sin troppi. Pu\u00f2 allora <strong>una maggiore attenzione negli investimenti da parte dei piccoli consumatori<\/strong> (di questi si sta parlando, le pi\u00f9 grosse somme \u2013 e i pi\u00f9 grossi problemi \u2013 vengono dalle speculazioni dei <em>big<\/em>, quindi banche&amp;affini) essere la soluzione dei nostri mali, tanto da meritare una qual certa impellenza? Proprio Padoan ha infatti garantito di voler approvare una <strong>strategia di educazione finanziaria<\/strong> entro l\u2019anno. Si tratta certamente di un passo importante, eppure non pu\u00f2 sfuggire il fatto banalissimo che <strong>uno Stato non si nutre n\u00e9 cresce con la finanza<\/strong>, bens\u00ec con l\u2019economia. Obbligazioni, assicurazioni ed altri prodotti simili sono fini a se stessi, e se magari un investimento andato a buon fine ci aiuta col mutuo della casa o le rate della nuova macchina, da un momento all\u2019altro questo castello di carte telematico, se non correttamente regolamentato (e come potrebbe in regime di libera, ossia anarchica, circolazione dei capitali?), non potr\u00e0 che crollare, tanto che la crisi del 2008 ne \u00e8 soltanto il pi\u00f9 eclatante esempio. Perch\u00e9 qui non siamo come nelle improbabili pubblicit\u00e0 su internet, che promettono di imparare dieci lingue in pochi giorni con strani metodi, o che spacciano unguenti per eliminare definitamente le rughe, far ricrescere i capelli e gi\u00e0 che ci siamo allungare il pene di un palmo. Non siamo allora in quelle pubblicit\u00e0 di personaggi estatici ed operai e manovali che guadagnano migliaia di euro stando seduti comodamente sul divano di casa. Perch\u00e9 quella \u00e8 evidentemente pubblicit\u00e0 ingannevole, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno come i miracoli finanziari. Certamente esistono anche prodotti finanziari pi\u00f9 sicuri, o che almeno lo erano una volta, come <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/ars-disputandi\/divorzio-allitaliana-tesoro-banca-ditalia\/\" target=\"_blank\">i titoli di stato<\/a>, quanto al resto tuttavia, ha detto bene Giuseppe Vegas:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cPer certe medicine \u00e8 necessaria la ricetta, come serve il permesso per possedere un\u2019arma, lo stesso deve essere per i prodotti finanziari complessi\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Quest\u2019ultimi sono infatti <strong>una pistola poggiata contro la nostra tempia<\/strong>, un elemento di distrazione che distoglie la nostra attenzione da manovre pi\u00f9 socialmente ed economicamente pericolose. Per fare un esempio non proprio a caso, nella cosiddetta \u201cmanovrina\u201d richiesta da Bruxelles per correggere il tiro dei nostri conti, il Governo \u00e8 chiamato a reperire <strong>ulteriori 3,4 miliardi di euro<\/strong>, prevalentemente sotto forma di tagli alla spesa pubblica, cui unica conseguenza \u00e8 l\u2019indiretta diminuzione del reddito degli italiani e quindi austerit\u00e0. La spesa pubblica infatti, per quanto sicuramente possa essere distribuita in maniera spesso inefficiente, deve al pi\u00f9 essere diversamente ri-allocata, ma<strong> non subire tagli<\/strong>. Il debito derivante (di contro) da un suo aumento non deve infatti avere accezioni negative in quanto \u00e8 esso sinonimo di investimento a lungo termine. Lo Stato spende di pi\u00f9 in istruzione? Perch\u00e9 pi\u00f9 avanti potr\u00e0 cogliere i frutti di idee laboriose ed innovatrici dei suoi giovani. Spende di pi\u00f9 in sanit\u00e0? Sta garantendo la salute dei cittadini che, oltre ad essere tutelata dalla Costituzione (ma di questo non importa molto a nessuno), rappresenta banalmente un incredibile risparmio di eventuali spese sociali \u2013 queste s\u00ec \u2013 enormi da affrontare in caso di malattie o problematiche sanitarie diffuse. Questi, al solito, sono gli esempi pi\u00f9 classici, ma l\u2019antifona \u00e8 chiara. Simili politiche per\u00f2 non possono essere perseguite senza <strong>la sovranit\u00e0 decisionale in termini monetari e fiscali<\/strong>, ad oggi in mano all\u2019Unione europea. Cos\u00ec, mentre Padoan sar\u00e0 impegnato a farci apprendere la tabellina del Ftse Mib e dello spread, la UE continua a chiederci sacrifici nel solo nome della privatizzazione, di modo da fare largo alle multinazionali, come <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/muoia-moscovici-con-tutti-gli-euristi\/\">lo stesso commissario europeo Pierre Moscovic\u00ec ha seraficamente ammesso<\/a>.<\/p>\n<div id=\"video\"><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/1P5s8fC1fvA?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><\/div>\n<p><span class=\"captiontext\">\u00a0\u201cL\u2019Italia \u00e8 nella categoria grigia di non conformit\u00e0\u201d. Pierre Moscovici commenta il budget italiano.<\/span><\/p>\n<p>Che poi, a pensarci bene, l\u2019Europa (di fatto la Germania) che diritto ha di continuare a bussare alla nostra porta a chiedere denaro? Parafrasando un detto popolare si potrebbe dire: \u201cMeglio un morto in casa, che un tedesco alla porta\u201d. \u201cI signori tedeschi devono smetterla di dare lezioni all\u2019Italia\u201d, dice il giornalista Marcello Foa, che intervenendo alla trasmissione <em>Omnibus<\/em> di La7 la scorsa settimana, ha sottolineato come, in riferimento al periodo 2009-2014, <strong>il Paese che ha incrementato meno di tutti la spesa pubblica in Europa \u00e8 stata l\u2019Italia<\/strong>. Non solo, qual \u00e8 il Paese che di pi\u00f9 ha aiutato le proprie banche con interventi pubblici? \u201cDi gran lunga la Germania, e chi di meno \u00e8 stata l\u2019Italia\u201d. Insomma, proprio a Berlino, da cui partono costanti richiami alla nostra scarsa affidabilit\u00e0, obbligandoci a sottostare a politiche di privatizzazione e tagli alla spesa, di distruzione di domanda interna e del lavoro, sono i primi a non stare ai patti e a porsi in contrasto con quelle norme comunitarie e comuni cui fanno continuo appello.<\/p>\n<p>In conclusione, la priorit\u00e0 del governo \u00e8 quella di andare ad insegnare agli italiani grandi e piccini come investire al meglio, fornendo come insegnanti gli stessi che, allo stesso tempo, con le loro politiche hanno portato l\u2019Italia a veder ridurre di un terzo il settore manifatturiero, di un quarto quello industriale, ad incrementare la disoccupazione portandola complessivamente a due cifre con un picco relativo a quella giovanile di circa il 50%. Gli italiani per\u00f2, ad eccezione dei giovani universitari infarciti di <strong>modelli macroeconomici capitalisti<\/strong> e <strong>privi di esperienza lavorativa<\/strong>, non hanno bisogno di educazione finanziaria e soprattutto economica, infatti, si ricordano di come si stesse meglio prima che la UE e soprattutto l\u2019euro \u201cportassero la pace\u201d e la prosperit\u00e0 ai popoli europei, e cominciano ad essere stufi della retorica populista, quella s\u00ec, degli <strong>euro-tecnocrati<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/padoan-e-la-diseducazione-finanziaria\/\" target=\"_blank\"><em>http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/padoan-e-la-diseducazione-finanziaria\/<\/em><\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Guido Rossi) Il Governo ha come priorit\u00e0 quella di insegnare agli italiani ad investire correttamente in prodotti finanziari, mentre intanto l\u2019economia, unico motore di uno Stato, va a rotoli. \u201cLa trasparenza finanziaria \u00e8 necessaria ma non sufficiente, ogni cittadino deve avere le competenze necessarie per fare le scelte consapevoli\u201d, Padoan dixit. 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