{"id":29799,"date":"2017-04-06T09:00:23","date_gmt":"2017-04-06T07:00:23","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29799"},"modified":"2017-04-05T18:15:16","modified_gmt":"2017-04-05T16:15:16","slug":"libia-come-controllare-i-flussi-migratori-nel-mediterraneo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29799","title":{"rendered":"Libia: come controllare i flussi migratori nel Mediterraneo"},"content":{"rendered":"<header>\n<p class=\"lead\">di <strong>LOOKOUT NEWS (Alice Passamonti)<\/strong><\/p>\n<p class=\"lead\">Dal Memorandum d\u2019intesa Roma-Tripoli al Gruppo di contatto Europa-Africa Settentrionale. L\u2019UE prova ad affrontare unita la crisi dei migranti. Ma senza la stabilizzazione della Libia sar\u00e0 impossibile impedire nuovi sbarchi<\/p>\n<div class=\"nopadding\"><\/div>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"attachment-wpbs-featured wp-post-image\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/MIGRANTI-MEDITERRANEO-608x400.jpg\" alt=\"MIGRANTI MEDITERRANEO\" \/><\/p>\n<p class=\"clearfix underthumb\"><a class=\"pull-left alink\" href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/paese\/libia\/\">Vai alla scheda paese<\/a> <a class=\"pull-right alink\" href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/libia-migranti-mediterrano-memorandum-italia\/#disqus_thread\">0 Comments<\/a><\/p>\n<\/header>\n<section class=\"post_content clearfix\"><strong>di Alice Passamonti<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Italia, Francia, Germania, Austria, Slovenia, Svizzera, Malta, Tunisia, Algeria e Libia. Secondo il ministro dell\u2019Interno italiano, Marco Minniti, il Gruppo di contatto Europa-Africa Settentrionale, che si \u00e8 riunito a Roma lo scorso 20 marzo, \u00e8 \u00ab<em>un\u2019iniziativa epocale, senza precedenti, che ha grandi potenzialit\u00e0<\/em>\u00bb. Il prossimo incontro si terr\u00e0 a Tunisi e l\u2019idea \u00e8 di creare un tavolo di lavoro permanente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Obiettivo dichiarato del Gruppo \u00e8 contenere i flussi migratori nel Mar Mediterraneo centrale, rafforzando i rapporti di cooperazione tra i Paesi interessati, anche indirettamente, dal fenomeno. In questo senso, si deve intervenire <em>\u00absu entrambe le sponde del Mediterraneo, attraverso politiche di controllo delle frontiere\u00bb<\/em>. In particolare, a nord della Libia e a sud al confine con il deserto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel 2016, 181.436 migranti hanno raggiunto le coste italiane, lungo la rotta del Mediterraneo centrale. Solo nei primi mesi del 2017, si sono registrati oltre 23.000 arrivi lungo questa rotta. Nigeria, Eritrea, Gambia, Costa d\u2019Avorio, Sudan, i principali paesi di provenienza dichiarati all\u2019arrivo. Mentre la Libia risulta il primo paese di transito e di partenza per i migranti sub-sahariani. Dalle sue coste, lo scorso anno, \u00e8 partito il 90% dei migranti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Il Memorandum d\u2019intesa tra Italia e Libia <\/strong><\/h3>\n<p>Per questo, sia per l\u2019Unione Europea che per l\u2019Italia, la Libia \u00e8 l\u2019interlocutore principale con cui discutere di politiche migratorie per trovare soluzioni di lungo termine. Non a caso, il piano d\u2019azione tracciato a Roma dai ministri dell\u2019Interno ricalca il <a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/italia-libia-migranti-memorandum-intesa\/\" target=\"_blank\">Memorandum d\u2019intesa<\/a> firmato a febbraio dal presidente del consiglio italiano, Paolo Gentiloni, e da Fayez Al Serraj, premier del Governo di Accordo Nazionale libico (GNA) con sede a Tripoli, riconosciuto a livello internazionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-67700 size-full\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/SERRAJ-MINNITI.jpg\" alt=\"AL SERRAJ MINNITI\" width=\"608\" height=\"400\" \/><em>(L\u2019incontro a Roma tra il premier libico Al Serraj e il ministro dell\u2019Interno italiano Minniti)<\/em><\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un accordo basato sulla cooperazione allo sviluppo e sul contrasto dell\u2019immigrazione illegale, che l\u2019Unione Europea aveva sostenuto con la Dichiarazione di Malta, ma che nelle scorse settimane \u00e8 stato bocciato dallo stesso tribunale di Tripoli. Da una parte, Al Serraj non ha il riconoscimento del parlamento di Tobruk, controllato dal generale Khalifa Haftar, ma solo quello delle Nazioni Unite. Di fatto, quindi, non avrebbe alcun mandato per firmare un accordo sui migranti. Dall\u2019altra, per la corte d\u2019appello di Tripoli, l\u2019intesa comporterebbe degli impegni troppo onerosi, celando in realt\u00e0 dietro questa giustificazione formale la presenza nella stessa capitale libica di forze \u2013 politiche, militari cos\u00ec come all\u2019interno della stessa magistratura \u2013 che continuano a opporsi all\u2019insediamento di Al Serraj alla guida di un governo unitario.<\/p>\n<h3><\/h3>\n<h3><strong>Il Gruppo di contatto UE-Nord Africa<\/strong><\/h3>\n<p>Sulla base del Memorandum, il piano definito a Roma si articola in vari punti. Innanzitutto, prevede di completare l\u2019addestramento della Guardia costiera libica nell\u2019ambito dell\u2019operazione <em>Sophia<\/em>, avviata dall\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In secondo luogo, prevede di predisporre un sistema di sorveglianza per il pattugliamento delle coste, in modo da fermare in acque territoriali libiche i migranti, che saranno quindi riportati in Libia. A questo proposito, \u00e8 fondamentale la creazione di centri di accoglienza in cui siano rispettati i diritti umani. Per mettere in atto queste strategie, il premier Al Serraj il 20 marzo scorso aveva avanzato all\u2019UE una serie di richieste: dieci imbarcazioni di soccorso e dieci motovedette, quattro elicotteri, 24 gommoni, dieci ambulanze, 30 veicoli a trazione integrale, cos\u00ec come telefoni satellitari. E in questi giorni, ha aggiunto alla lunga lista la fornitura di navi e radar per fermare il traffico di migranti dalle coste occidentali del Paese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Infine, in base al Piano, sar\u00e0 rafforzato il controllo delle frontiere meridionali della Libia (al confine con Algeria, Niger, Ciad e Sudan). Significativo, da questo punto di vista, l\u2019accordo di pace raggiunto in questi giorni, almeno formalmente, dai capi delle trib\u00f9 Tebu, Suleiman, Tuareg, che dovrebbe facilitare il contenimento dei flussi e il contrasto dei traffici illeciti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/CARTINA-LIBIA.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-67702 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/CARTINA-LIBIA.jpg\" alt=\"CARTINA LIBIA\" \/><\/a>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Il Fondo per l\u2019Africa<\/strong><\/h3>\n<p>Finora, l\u2019Italia ha destinato al Fondo per l\u2019Africa 200 milioni di euro che andranno a finanziare, secondo quanto dichiarato dallo stesso ministro degli Esteri Angelino Alfano, la cooperazione allo sviluppo in paesi come Libia, Tunisia e Niger. Intervento che si inserisce, comunque, in un complesso di misure stabilite dal governo italiano per il contrasto all\u2019immigrazione irregolare e al traffico di esseri umani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mentre l\u2019Unione Europea ha stanziato altri 200 milioni, per rafforzare i controlli alle frontiere e aiutare l\u2019Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) a migliorare le condizioni all\u2019interno dei centri di detenzione libici. Luoghi in cui il rispetto dei diritti umani non \u00e8 garantito e i migranti sono esposti a malnutrizione, estorsioni, detenzioni arbitrarie, lavoro forzato, violenza sessuale e torture, come ha denunciato l\u2019Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). Ma la realt\u00e0 sul campo rimane piuttosto complicata per l\u2019IOM, visti i tanti attori coinvolti: dai trafficanti, ai gruppi jihadisti, alle milizie armate che gestiscono i campi senza rispondere ad alcun governo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/LIBIA-MIGRANTI-MAPPA.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-67703 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/LIBIA-MIGRANTI-MAPPA.jpg\" alt=\"LIBIA MIGRANTI MAPPA\" \/><\/a>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>I nodi da sciogliere<\/strong><\/h3>\n<p>In questo quadro generale, nonostante le buone intenzioni, l\u2019intervento internazionale in Libia si scontra con un problema di fondo. Ad oggi, il premier libico Al Serraj non ha il controllo n\u00e9 delle risorse petrolifere, n\u00e9 del territorio, n\u00e9 tantomeno dell\u2019area di Tripoli. Di conseguenza, non \u00e8 in grado di garantire la sicurezza e la stabilit\u00e0 politica ed economica del paese, prerequisiti necessari per affrontare il tema delle migrazioni. Al contrario, il generale Haftar ha la fiducia dell\u2019esercito, il <em>Libyan National Army<\/em>, e il controllo di una parte della Libia orientale, oltre che l\u2019appoggio di nazioni quali Russia, Egitto, Francia e Arabia Saudita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dunque, gli strumenti messi in campo dall\u2019Europa potrebbero risultare inadeguati. E il rischio \u00e8 che siano le persone pi\u00f9 vulnerabili, i migranti, a subire le conseguenze di questi accordi. D\u2019altra parte, bisogna ricordare che il successo delle politiche migratorie non dipende solo dalla stabilit\u00e0 di un paese. Basti pensare alle conseguenze dell\u2019intesa raggiunta nel 2008 con il governo libico di Muammar Gheddafi. Un\u2019intesa che aveva interrotto quasi del tutto i flussi verso l\u2019Italia, senza per\u00f2 assicurare il rispetto dei diritti umani in Libia.<\/p>\n<p><strong>fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/libia-migranti-mediterrano-memorandum-italia\/\" target=\"_blank\"><em>http:\/\/www.lookoutnews.it\/libia-migranti-mediterrano-memorandum-italia\/<\/em><\/a><\/p>\n<\/section>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LOOKOUT NEWS (Alice Passamonti) Dal Memorandum d\u2019intesa Roma-Tripoli al Gruppo di contatto Europa-Africa Settentrionale. L\u2019UE prova ad affrontare unita la crisi dei migranti. Ma senza la stabilizzazione della Libia sar\u00e0 impossibile impedire nuovi sbarchi Vai alla scheda paese 0 Comments di Alice Passamonti &nbsp; Italia, Francia, Germania, Austria, Slovenia, Svizzera, Malta, Tunisia, Algeria e Libia. 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