{"id":29811,"date":"2017-04-21T00:32:34","date_gmt":"2017-04-20T22:32:34","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29811"},"modified":"2017-04-12T23:01:24","modified_gmt":"2017-04-12T21:01:24","slug":"sullaltra-sponda-del-mediterraneo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29811","title":{"rendered":"Sull&#8217;altra sponda del Mediterraneo"},"content":{"rendered":"<p><em>Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo contributo del nostro simpatizzante ligure Luigi Rossi.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attulale conflitto intestino che sta insanguinando la Libia va sotto il nome di \u201cSeconda guerra civile libica\u201d e convenzionalmente si fa iniziare dal maggio del 2014, quindi due anni e mezzo dopo la morte di Muhammar Gheddafi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019odierno conflitto oppone due schieramenti principali: un governo la cui sede provvisoria si trova nella citt\u00e0 di Tobruk, presieduto dal primo ministro Abdulah Al-Tani e il cui comandante delle forze armate \u00e8 il generale Khalifa Haftar, e un governo di Tripoli, il cui braccio armato \u00e8 principalmente costituito dalle milizie di Misurata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il \u201cterzo incomodo\u201d del conflitto \u00e8 lo Stato Islamico o Daesh, lo stesso della Siria che, pur avendo perduto il controllo del centro pi\u00f9 importante che occupava, ossia la citt\u00e0 di Sirte, risulta ancora essere sporadicamente presente sul territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il governo di Tripoli, il cui Presidente del Consiglio \u00e8 Fayez Al-Sarraj, \u00e8 l\u2019esecutivo ufficialmente riconosciuto dal governo italiano e dai principali paesi della NATO, tra cui Stati Uniti e Gran Bretagna. Sull\u2019opportunit\u00e0 di questa scelta vale per\u00f2 la pena di soffermarsi approfondendo alcune considerazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il governo di Al-Sarraj controlla attualmente solo una parte della Tripolitania e non \u00e8 presente n\u00e9 in Cirenaica n\u00e9 nell\u2019area del Fezzan. Peraltro, nella stessa Tripolitania le cose non gli vanno molto bene: la citt\u00e0 di Sabha \u00e8 per met\u00e0 occupata dall\u2019esercito di Haftar, cos\u00ec come la regione desertica a sud di essa; inoltre, la zona di Zintan \u00e8 nelle mani di brigate fedeli a Tobruk.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre in Tripolitania, alcuni centri rimangono sotto il controllo delle milizie di Khalifa Ghwell, un ex-ministro ostile all\u2019esecutivo della capitale e che si \u00e8 reso protagonista di un tentativo di colpo di stato alcuni mesi fa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stessa composizione delle forze armate fedeli ad Al-Sarraj suscita fortissime perplessit\u00e0. Ad eccezione delle milizie di Misurata, una buona parte delle brigate di Tripoli sono formate da islamisti ed estremisti religiosi. I Fratelli Musulmani, riuniti nel Partito della Giustizia e della Costruzione, sono una delle colonne portanti delle forze armate tripolitane; Ansar Al-Sharia \u00e8 una formazione estremista fortemente radicata a Bengasi e alleata di Sarraj; il famigerato Abdelhakim Belhadj, terrorista ex affiliato di Al-Qaeda e fedelissimo di Bin Laden, \u00e8 ora uno dei pi\u00f9 importanti capi militari del governo tripolitano. Ad eccezione del Daesh, tutte le milizie islamiste in Libia sono in qualche modo legate al governo di Tripoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Recentemente Fayez Al-Sarraj ha perduto l\u2019appoggio dell\u2019importante trib\u00f9 libica dei Gharyan e ha perso il controllo sul NOC, l\u2019agenzia petrolifera del paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In parole semplici, gli unici garanti della laicit\u00e0 dello stato libico sono il governo di Abdulah Al-Tani e le forze armate di Khalifa Haftar. L\u2019esecutivo di Tobruk \u00e8 anche il pi\u00f9 vicino all\u2019obiettivo di riunificare e stabilizzare la Libia. Attualmente, Al-Tani gode dell\u2019appoggio di Egitto, Emirati Arabi Uniti, Russia e Francia, unica eccezione in campo occidentale; particolarmente significativo \u00e8 l\u2019appoggio russo, dal quale pare che stiano arrivando supporti di tipo militare e logistico. Tutte queste considerazioni portano a concludere che l\u2019Italia abbia puntato sull\u2019alleato sbagliato, quello con meno possibilit\u00e0 di riuscita nel pacificare la Libia e quello pi\u00f9 compromesso con forze jihadiste e terroriste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 probabile non si sia trattato di un errore involontario, ma assolutamente deliberato: il governo italiano ha riconosciuto il governo di Al-Sarraj come legittimo in quanto impostogli dagli Stati Uniti d\u2019America, cui la classe politica italiana \u00e8 ormai da decenni abituata ad obbedire a bacchetta, e gli USA hanno scelto di appoggiare Al-Sarraj proprio perch\u00e9 incapace di riunificare la Libia e quindi rappresenta ai loro occhi un\u2019ottima pedina nel loro progetto di mantere la Libia sotto forma di stato fallito, incapace di tornare ad essere una potenza economica e politica com\u2019era ai tempi della <em>Jamahiriya<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli interessi del nostro Paese sono per\u00f2 altri. Al popolo italiano conviene che dall\u2019altra parte del Mediterraneo vi sia uno stato stabile, unito e laico, dove ogni forma di jihadismo sia bandita e respinta. Una nazione possibilmente amica. Agli italiani interessa che la Libia non diventi mai un trampolino di lancio per il terrorismo integralista, ma che resti un punto di riferimento sicuro per i nostri interessi commerciali. L\u2019attuale governo della nostra Penisola \u00e8 orientato a politiche diametralmente opposte e questo \u00e8 uno dei principali motivi per cui dobbiamo sbarazzarcene quanto prima.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo contributo del nostro simpatizzante ligure Luigi Rossi. &nbsp; L\u2019attulale conflitto intestino che sta insanguinando la Libia va sotto il nome di \u201cSeconda guerra civile libica\u201d e convenzionalmente si fa iniziare dal maggio del 2014, quindi due anni e mezzo dopo la morte di Muhammar Gheddafi. 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