{"id":29823,"date":"2017-04-07T12:00:21","date_gmt":"2017-04-07T10:00:21","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29823"},"modified":"2017-04-07T10:32:28","modified_gmt":"2017-04-07T08:32:28","slug":"non-si-disobbedisce-ai-trattati-senza-uscire-dalleuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29823","title":{"rendered":"\u201cNon si disobbedisce ai trattati senza uscire dall\u2019euro\u201d"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>CONTROPIANO<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif,serif\"><span style=\"font-size: large\">Intervista a Domenico Moro, sociologo ed economista, realizzata da <a href=\"http:\/\/www.radiocittaperta.it\/\">Radio Citt\u00e0 Aperta<\/a>.<\/span><\/span><\/p>\n<p><strong>Venerdi 7 aprile Moro sar\u00e0 uno dei relatori al dibattito organizzato a Roma dalla Rete dei Comunisti<\/strong><b>. Europa, da mercato unico a polo imperialista. Noi ne parliamo con Domenico Moro. Ciao Domenico, buongiorno.<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif,serif\"><span style=\"font-size: large\">Buongiorno a te e a tutti gli ascoltatori e ascoltatrici.<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif,serif\"><span style=\"font-size: large\"><b>Partire<\/b><b>i<\/b><b> proprio dal titolo dell&#8217;incontro: dal polo unico al polo imperialista, cio\u00e8 il percorso di integrazione europe<\/b><b>a<\/b><b> come costruzione delle classi dominanti. <\/b><b>Un<\/b><b> processo che in realt\u00e0 <\/b><b>sembra<\/b><b> portare in una direzione un po&#8217; diversa da quella che ci viene spesso raccontata. Vorrei il tuo punto di vista, in particolare sul ruolo che in questo contesto svolge per esempio l&#8217;euro\u2026<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif,serif\"><span style=\"font-size: large\">L&#8217;integrazione europea \u00e8, come dicevi tu,la costruzione delle classi dominanti, ma non da adesso. Praticamente dagli anni &#8217;50 e &#8217;60 gi\u00e0 era individuata l&#8217;integrazione europea, e in particolar modo l&#8217;euro, come strumento per irregimentare i bilanci e le politiche nazionali. Ci sono dei documenti, in particolar modo del gruppo Bildelberg \u2013 che \u00e8 un circolo di discussione delle elite economiche, politiche, intellettuali europee e atlantiche \u2013 in cui fin dagli anni &#8217;50-&#8217;60 si individuava la possibilit\u00e0 di una moneta unica come strumento per bypassare il controllo dei parlamenti nazionali sui bilanci. Nel &#8217;74 invece la Trilaterale, in un libro intitolato \u00abLa crisi della democrazia\u00bb, individua l&#8217;Europa come lo strumento per ridurre gli spazi di democrazia, ridurre il debito pubblico, ma, soprattutto, per ridurre la spesa pubblica e ostacolare le rivendicazioni dei lavoratori e delle classi subalterne. Le quali, all&#8217;epoca, erano molto forti. Diciamo che con il periodo della crisi l&#8217;euro diventa ancora pi\u00f9 importante per le classi dominanti, perch\u00e9 la crisi, o meglio la caduta tendenziale del saggio di profitto, rende necessario \u2013 per le classi dominanti europee \u2013 procedere ad un percorso di centralizzazione dei capitali, di internalizzazione all&#8217;interno del continente europeo. Quindi la moneta unica, e anche il mercato finanziario che stanno costruendo adesso come conseguenza della moneta unica, \u00e8 un elemento molto importante per procedere sia alle centralizzazioni, cio\u00e8 alle fusioni-acquisizioni societarie a livello europeo. Sia per procedere a investimenti all&#8217;estero e cos\u00ec via, perch\u00e9 l&#8217;euro elimina appunto tutta una serie di ostacoli all&#8217;export, sia di capitali che di merci. Questo sicuramente \u00e8 un grande vantaggio. L&#8217;altro vantaggio dell&#8217;euro consiste nel fatto che, eliminando la leva inflazionistica come elemento di compensazione dei divari competitivi tra paesi, fa s\u00ec che la competizione tra paesi si svolga essenzialmente sul piano del salario; cio\u00e8 sul piano della riduzione del salario, che \u00e8 l\u2019altro obiettivo del capitale per contrastare la caduta tendenziale del saggio di profitto. Diciamo che l&#8217;euro permette, dal punto di vista economico, sia di portare avanti i processi di internalizzazione, sia di portare avanti quei processi di attacco al salario che poi servono al capitale a riorganizzare l&#8217;accumulazione e a contrastare la caduta del saggio di profitto. Altro elemento importante \u00e8 la possibilit\u00e0 politica di salvare la governabilit\u00e0. Sin dagli anni &#8217;70, come dicevo prima citando lo studio della Trilaterale, il problema del capitale era quello di affermare l&#8217;alternativa, cio\u00e8 la prevalenza dell&#8217;esecutivo sul legislativo, sui parlamenti; la prevalenza del governo sui parlamenti. Questo obiettivo \u00e8 stato portato avanti attraverso leggi maggioritarie e tutta una serie di altri strumenti; ma l\u2019elemento decisivo per affermare la governabilit\u00e0 \u00e8 stata l\u2019\u201dEuropa\u201d che, appunto, ha permesso di sottrarre determinate decisioni ai parlamenti nazionali. Quindi diciamo che gli elementi pi\u00f9 importanti a favore delle classi dominanti e a sfavore delle classi dominate sono questi tre, essenzialmente. Poi un altro elemento da chiarire, e di cui parleremo all\u2019interno del nostro incontro, sar\u00e0 il problema della questione dell\u2019uscita dall\u2019euro. L\u2019uscita dall\u2019euro \u00e8 un ritorno al nazionalismo oppure \u00e8 un elemento di una nuova politica? E\u2019 l\u2019unico elemento o uno degli elementi pi\u00f9 importanti di una politica internazionalista in Europa? Ecco, dal mio punto di vista, non si pu\u00f2 confondere l\u2019uscita dall\u2019euro <i>tour court<\/i> con il nazionalismo; ma, anzi, l\u2019uscita dell\u2019euro \u00e8 un elemento necessario, anche se non sufficiente, per ristabilire dei rapporti di forza adeguati a livello internazionale, soprattutto a livello europeo. Perch\u00e9 mentre in altri paesi, le politiche di carattere neoliberista sono state portate avanti sostanzialmente con strumenti interni all\u2019Europa, l\u2019affermazione delle politiche liberiste e il ribaltamento dei rapporti di forza tra classi \u00e8 avvenuto, essenzialmente, attraverso l\u2019integrazione economica e, soprattutto, valutaria europea.<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif,serif\"><span style=\"font-size: large\"><b>Dunque l\u2019uscita dall\u2019euro non sarebbe un elemento di per s\u00e9 sufficiente\u2026<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif,serif\"><span style=\"font-size: large\">S\u00ec, ovviamente non \u00e8 sufficiente. E\u2019 un elemento indispensabile, perch\u00e9 l\u2019euro \u00e8 uno strumento di superiorit\u00e0 strategica da parte delle classi dominanti, che impedisce o rende comunque pi\u00f9 difficile una capacit\u00e0 di reazione e di resistenza da parte del lavoro salariato; non solo in Italia ma in tutta l\u2019Europa; per\u00f2 ovviamente non \u00e8 una a tutti i problemi. Perch\u00e9 evidentemente, nel momento in cui si uscisse, ci sarebbe la necessit\u00e0 di accompagnare l\u2019uscita anche tutta una serie di politiche, come ad esempio un ruolo diverso della Banca Centrale, che <i>non <\/i>deve essere autonoma e indipendente, come lo \u00e8 la Bce, ma neanche come era la Banca d\u2019Italia, anche se in modo inferiore o diverso rispetto alla Bce. E poi c\u2019\u00e8 necessit\u00e0 di un allargamento dell\u2019intervento statale, con un incremento degli investimenti; per\u00f2 l\u2019elemento centrale rimane l\u2019uscita dall\u2019euro. Perch\u00e9? Perch\u00e9 anche il <i>fiscal compact<\/i>, anche i vincoli di bilancio, i vincoli al deficit e al debito pubblico diventano obbligati\u2026 Insomma, \u00e8 difficile, molto difficile disattenderli perch\u00e9 c\u2019\u00e8 l\u2019elemento della valuta comune. Se tu non hai il controllo della valuta \u00e8 pi\u00f9 difficile disattendere o forzare i vincoli di bilancio posti dal <i>fiscal compact<\/i>, come dimostra la Grecia di Tsipras. Quindi esiste un legame tra euro e Trattati; quindi non \u00e8 possibile dire \u201cio disattendo, disobbedisco ai Trattati\u201d <i>tout court<\/i>, senza porsi il problema di un\u2019uscita dall\u2019euro. La disobbedienza ai Trattati pone la questione dell\u2019uscita dall\u2019euro.<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif,serif\"><span style=\"font-size: large\"><b>Chiarissimo. Domenico, io ti ringrazio per il tuo intervento e rinnovo l\u2019appuntamento per venerd\u00ec pomeriggio, venerd\u00ec 7 aprile h. 17 a via Galilei, 53. <\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif,serif\"><span style=\"font-size: large\">Grazie a te e ci vediamo venerd\u00ec, ciao.<\/span><\/span><\/p>\n<p><strong>fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/news-economia\/2017\/04\/06\/non-si-disobbedisce-ai-trattati-senza-uscire-dalleuro-090625\" target=\"_blank\"><em>http:\/\/contropiano.org\/news\/news-economia\/2017\/04\/06\/non-si-disobbedisce-ai-trattati-senza-uscire-dalleuro-090625<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONTROPIANO Intervista a Domenico Moro, sociologo ed economista, realizzata da Radio Citt\u00e0 Aperta. Venerdi 7 aprile Moro sar\u00e0 uno dei relatori al dibattito organizzato a Roma dalla Rete dei Comunisti. Europa, da mercato unico a polo imperialista. 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