{"id":29888,"date":"2017-04-10T10:30:05","date_gmt":"2017-04-10T08:30:05","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29888"},"modified":"2017-04-09T23:00:31","modified_gmt":"2017-04-09T21:00:31","slug":"machiavelli-2017-tra-partito-connettivo-e-partito-strategico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29888","title":{"rendered":"Machiavelli 2017 Tra partito connettivo e partito strategico"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>MIMMO PORCARO<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Ho tenuto a lungo nel cassetto questo breve articolo, pensato per lettori non italiani \u2013 e gi\u00e0 pubblicato in versione tedesca (in cooperazione con la rivista Jacobin) su LuXemburg (periodico della fondazione omonima), n. 2, 2016 \u2013 perch\u00e9 temevo che la concezione \u201cstretta\u201d di partito che qui propongo potesse influenzare negativamente il processo di costruzione di una vera forza socialista nel nostro paese. Se \u00e8 infatti vero che abbiamo bisogno anche di un partito fatto di elementi molto selezionati, \u00e8 altrettanto vero, per\u00f2, che tale selezione deve avvenire su una platea molto pi\u00f9 vasta di quella che abbiamo a disposizione oggi. Oggi servono organismi politici capaci di avviare la crescita di una prospettiva socialista attraendo forze di buona consistenza numerica e di diversa estrazione sociale e culturale: solo sulla base di questa prima crescita si potr\u00e0 operare, o verr\u00e0 operata dai fatti, una selezione che estragga gli elementi pi\u00f9 consapevoli e determinati. Considerato che organismi del genere stanno per fortuna iniziando a nascere, e con il passo giusto (penso alle pur diverse esperienze di Eurostop e della Confederazione di Liberazione Nazionale), mi sembra adesso che questo scritto posa avere una qualche utilit\u00e0 anche per la discussione italiana: per questo lo rendo pubblico, con minime modifiche rispetto alla precedente versione. Il suo titolo originale era \u201cMachiavelli 2016\u201d (anche se, per scelta redazionale, l\u2019edizione tedesca reca un titolo diverso): il passaggio al 2017 non deriva solo da pedanteria cronologica ma anche dal fatto che, a leggere bene, oltre a parlarci della contemporaneit\u00e0 Machiavelli ha molto da dirci sugli indimenticabili eventi di 100 anni fa.<\/em><\/p>\n<ol>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\"><u>Il partito connettivo: perch\u00e9?<\/u><\/p>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p align=\"JUSTIFY\">Negli ultimi anni del \u2018900 era ormai evidente a tutti la crisi del <i>partito di massa<\/i> come forma di organizzazione politica delle classi subalterne: una crisi che era irreversibile proprio perch\u00e9 era un frutto del <i>successo<\/i> di quel tipo di partito. Il partito di massa era infatti cresciuto inglobando efficacemente il maggior numero possibile di individui e di associazioni: ma la gestione dell\u2019<i>eterogeneit\u00e0<\/i> di questa folla di soggetti creava crescenti problemi di egemonia interna. Il partito di massa aveva raggiunto l\u2019obiettivo di \u201cportare le masse nello stato\u201d, ma per farlo molti dei militanti si erano trasformati in amministratori ed i gruppi dirigenti erano divenuti parte dell\u2019<i>\u00e9lite<\/i> dello stato capitalistico, <i>ceto di governo<\/i>. Da qui la trasformazione da partito di integrazione di massa a partito professionale, e da questo a <i>catch-all-party<\/i>, partito \u201cpigliatutto\u201d o comunque interclassista: il risultato del parziale successo del partito delle classi subalterne era che le classi subalterne non avevano pi\u00f9 un partito.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La riflessione sul <i>partito connettivo<\/i> nacque in quel contesto. Fu abbastanza facile, prendendo spunto da alcune riflessioni di Gramsci<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/www.socialismo2017.it\/2017\/04\/06\/machiavelli-2017-partito-connettivo-partito-strategico\/#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a> e della sinistra nordamericana<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/www.socialismo2017.it\/2017\/04\/06\/machiavelli-2017-partito-connettivo-partito-strategico\/#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a>, pensare che il nuovo modello di partito, data la crescente eterogeneit\u00e0 dei soggetti e delle culture, avrebbe dovuto assumere la forma di una <i>coalizione<\/i>tra partiti veri e propri, movimenti, sindacati, associazioni, comunit\u00e0 territoriali, <i>media<\/i> indipendenti, ecc.. La coalizione poteva diventare una vera federazione, oppure agire in base ad un patto politico, ma in ogni caso (e questa era la vera novit\u00e0) ognuna delle associazioni che la componevano poteva svolgere di volta in volta il ruolo di <i>leader<\/i>. Il partito politico vero e proprio, il partito \u201cformale\u201d, non aveva pi\u00f9 il monopolio dell\u2019azione politica: questa spettava ormai all\u2019insieme delle diverse istituzioni delle classi subalterne, ossia al partito \u201creale\u201d. Le funzioni prima esercitate dal solo partito di massa (socializzazione politica, elaborazione teorica, organizzazione delle lotte) venivano ora esercitate dalle pi\u00f9 diverse associazioni, e la<i>leadership<\/i> politica non si realizzava pi\u00f9 come comando ma come negoziazione paritaria e ricerca del consenso<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/www.socialismo2017.it\/2017\/04\/06\/machiavelli-2017-partito-connettivo-partito-strategico\/#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a>. Infine, poich\u00e9 non dava troppa importanza al momento elettorale, il partito connettivo evitava le tendenze stataliste dei partiti di massa, ed era quindi lo strumento ideale di una politica \u201cdal basso\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La successiva nascita del movimento altermondialista (che enfatizzava la molteplicit\u00e0 dei soggetti dell\u2019emancipazione) conferm\u00f2 questa intuizione. Molti pensarono che il partito di coalizione, o <i>partito connettivo<\/i>, fosse la forma pi\u00f9 adeguata alla nuova fase dei conflitti sociali perch\u00e9, a differenza del partito di massa, poteva <i>unire<\/i> i diversi soggetti senza <i>inglobarli<\/i> in s\u00e9, e poteva gestire <i>come una risorsa<\/i> quella eterogeneit\u00e0 sociale che per il partito precedente costituiva invece <i>un limite<\/i><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/www.socialismo2017.it\/2017\/04\/06\/machiavelli-2017-partito-connettivo-partito-strategico\/#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\"><sup>4<\/sup><\/a>. La stessa ambiguit\u00e0 semantica del termine \u201cpartito connettivo\u201d (che poteva indicare sia la funzione di connessione svolta da <i>un<\/i> <i>singolo partito formale<\/i>, sia il risultato dell\u2019autorganizzazione del complesso del <i>partito reale<\/i>) aveva una funzione positiva perch\u00e9 rendeva possibili diverse soluzioni del problema della connessione. Insomma: il partito connettivo sembrava la chiave per riconquistare consenso nelle societ\u00e0 odierne e per effettuare una trasformazione sociale fondata sul pluralismo e sull\u2019autogoverno.<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\"><u>Quindici anni dopo<\/u><\/p>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p align=\"JUSTIFY\">Quindici anni dopo siamo costretti a dire che quelle aspettative sono andate in gran parte deluse. Ad eccezione di alcune importanti esperienze latino-americane il partito connettivo non si \u00e8 mai diffuso realmente, n\u00e9 ha raggiunto risultati di rilievo. In Europa la costruzione di un partito connettivo \u00e8 avvenuta, probabilmente, soltanto in Grecia (e la sua sconfitta non dipende dalla <i>forma<\/i>, ma dalle <i>idee<\/i> del partito); il Front del Gauche, dal punto di vista organizzativo, ci ricorda esperienze pi\u00f9 tradizionali; la Linke ha iniziato solo da poco a discutere sul tema. In Italia il partito connettivo sembrava potersi affermare grazie alla convergenza di un innovativo partito neocomunista e di una rete di associazioni molto radicalizzate: ma quella convergenza non si \u00e8 mai trasformata in un vero patto politico, e cos\u00ec la difficile esperienza di governo del 2006 \u00e8 stata affrontata in ordine sparso, con esiti, <i>anche<\/i> per questo, disastrosi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In conclusione, il movimento altermondialista non ha saputo o voluto costituire un partito connettivo, i partiti della sinistra radicale non sono riusciti ad affrontare, o a porsi, il problema. Ci\u00f2 non significa quell\u2019idea sia completamente tramontata. Significa per\u00f2 che in essa, nonostante la sua apparente ovviet\u00e0, erano celati molti errori.<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\"><u>Nuovi partiti popolari<\/u><\/p>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p align=\"JUSTIFY\">Un importante <i>sintomo<\/i> di quegli errori \u00e8 la nascita di un nuovo modello di partito per le classi subalterne, quello oggi incarnato da Podemos in Spagna e dal Movimento Cinque Stelle (M5S) in Italia, un modello che potremmo definire, in prima approssimazione, \u201cpartito di mobilitazione civile\u201d. A differenza del partito connettivo, il nuovo partito si presenta come soggetto <i>unico<\/i>, che si rapporta <i>direttamente<\/i> agli individui senza la mediazione di altre associazioni. Mentre per il partito connettivo la questione del potere politico era subordinata ad una strategia di trasformazione \u201cdal basso\u201d, il nuovo partito mira <i>direttamente<\/i> alla<i>conquista del governo<\/i> come condizione essenziale di ogni altra trasformazione. Maestro di <i>e-democracy<\/i>, il nuovo partito affida l\u2019<i>empowerment<\/i> dei cittadini all\u2019informatica, e su questa base si impegna per una incisiva diffusione della <i>democrazia diretta<\/i> sia nello stato che \u2013 almeno apparentemente \u2013 nel partito stesso. Infine tale partito tende a sfuggire alla tradizionale opposizione destra\/sinistra: sia che nasca da sinistra, come Podemos<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/www.socialismo2017.it\/2017\/04\/06\/machiavelli-2017-partito-connettivo-partito-strategico\/#sdfootnote5sym\" name=\"sdfootnote5anc\"><sup>5<\/sup><\/a>, o da destra, come il M5S<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/www.socialismo2017.it\/2017\/04\/06\/machiavelli-2017-partito-connettivo-partito-strategico\/#sdfootnote6sym\" name=\"sdfootnote6anc\"><sup>6<\/sup><\/a> (che peraltro ha al proprio interno una diffusa componente di sinistra), la sua retorica si basa su un \u201cvalore minimo\u201d condiviso sia dalla sinistra che dalla destra costituzionale: la <i>democrazia<\/i>, identificata con la libera scelta di ogni <i>singolo<\/i> cittadino. Il nuovo partito, insomma, sembra muoversi con agilit\u00e0 nella \u201cmodernit\u00e0 liquida\u201d in cui si indeboliscono i corpi intermedi e le burocrazie, e in cui i protagonisti della politica <i>visibile<\/i> non sono pi\u00f9 i gruppi ma gli individui e le loro mutevoli aggregazioni. E nonostante la genericit\u00e0 della rivendicazione di una democrazia senza aggettivi, la rigidit\u00e0 con cui le classi dominanti difendono oggi i loro privilegi fa s\u00ec che questa rivendicazione abbia spesso una funzione destabilizzante a dispetto del suo apparente minimalismo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Da questa sommaria descrizione si potrebbe concludere che il partito di mobilitazione civile esprime la forma attuale della societ\u00e0 molto meglio del partito connettivo<i> <\/i>e che quindi pu\u00f2 essere il miglior modello di partito per le classi subalterne.<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\"><u>Le lezioni della crisi<\/u><\/p>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ma una tale conclusione sarebbe in gran parte erronea, perch\u00e9 <i>\u00e8 erronea la domanda<\/i> che la ispira: noi non dobbiamo chiederci, infatti, quale partito sia pi\u00f9 <i>adeguato<\/i> alla societ\u00e0, ma quale partito sia pi\u00f9 capace di<i>trasformarla<\/i>. Il nostro problema non \u00e8 quello di <i>rappresentare<\/i> al meglio una particolare epoca sociale, ma quello di <i>intervenire<\/i> sulle sue contraddizioni per acuirle: il partito connettivo non si \u00e8 mai diffuso non perch\u00e9 non sia un \u201cbuon sociologo\u201d, ma perch\u00e9 non ci aiuta ad agire nella nuova situazione creata dalla<i>crisi<\/i> della globalizzazione e dell\u2019economia capitalistica.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Infatti il modello teorico dentro il quale quell\u2019idea fu prodotta si basava sui seguenti presupposti: a) la globalizzazione accresce le risorse che sono potenzialmente a disposizione della societ\u00e0; b) la crescita<i>progressiva<\/i> dell\u2019autorganizzazione economica e sociale pu\u00f2 sostituire lentamente il capitalismo; c) il ruolo dello stato \u00e8 sempre meno importante, e il potere capitalistico non ha un vero centro; d) quindi tutte le lotte popolari hanno lo stesso valore e ha poco senso pensare ad una strategia e ad una tattica; e) in ogni caso la strategia \u00e8 frutto della sinergia dei movimenti, ossia della loro connessione.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ma la crisi \u00e8 una maestra severa e, almeno su questo punto, <i>insegna marxismo ortodosso<\/i>: riduce drasticamente le risorse a disposizione dei ceti popolari <i>e della loro autorganizzazione<\/i>; cancella ogni residua traccia di \u201ccapitalismo democratico\u201d<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/www.socialismo2017.it\/2017\/04\/06\/machiavelli-2017-partito-connettivo-partito-strategico\/#sdfootnote7sym\" name=\"sdfootnote7anc\"><sup>7<\/sup><\/a> e pone di nuovo il socialismo all\u2019ordine del giorno<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/www.socialismo2017.it\/2017\/04\/06\/machiavelli-2017-partito-connettivo-partito-strategico\/#sdfootnote8sym\" name=\"sdfootnote8anc\"><sup>8<\/sup><\/a>; rende nuovamente visibile il ruolo <i>centrale<\/i> dello stato nel garantire la sopravvivenza del sistema, e cos\u00ec ci costringe a porci di nuovo il problema della <i>strategia<\/i> necessaria a colpire quel punto centrale. Anche chi conosce i rischi di un socialismo statalista, anche chi \u00e8 consapevole del carattere multiforme, e quindi non solo politico, del potere capitalistico, deve riconoscere che la costruzione dell\u2019alternativa radicale, oggi cos\u00ec necessaria, \u00e8 possibile solo grazie ad una <i>preliminare<\/i> conquista del potere di stato. Anche chi vuole decentrare la propriet\u00e0 ed il potere deve prima di tutto riconquistare i mezzi generali del potere sequestrati dallo stato e dalla propriet\u00e0 privata. Cosa difficile, ma oggi meno difficile di ieri grazie all\u2019instabilit\u00e0 sistemica che ha interrotto una lunga guerra di posizione ed ha inaugurato una <i>guerra di movimento<\/i> in cui i rapidi mutamenti dei rapporti di forza sono pi\u00f9 frequenti, in un contesto di crescente divisione delle classi dominanti e dei blocchi geopolitici.<\/p>\n<ol start=\"5\">\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\"><u>Questioni di classe<\/u><\/p>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p align=\"JUSTIFY\">Riscoprire la strategia \u00e8 anche riscoprire <i>che \u00e8 la strategia a produrre la connessione<\/i>, <i>e<\/i> <i>non viceversa<\/i>. Solo con la mediazione strategica (ossia con un programma politico) \u00e8 possibile connettere i diversi nodi del movimento ma, soprattutto, \u00e8 possibile affrontare il grave problema della <i>crescente divisione<\/i> tra lavoratori qualificati e lavoratori dequalificati, che spinge i primi ad allearsi con il liberismo ed i secondi ad allearsi col protezionismo. Il partito connettivo elude questo problema perch\u00e9 crede che unire le associazioni significhi unire il popolo, e non da il giusto peso alla <i>natura di classe <\/i>delle associazioni a cui si riferisce. Nell\u2019attuale situazione queste ultime, prima di essere forme politiche o sindacali, sono <i>forme di lavoro<\/i> <i>e di sussistenza <\/i>delle frazioni medio-alte del proletariato; hanno uno stile di azione <i>specialistico<\/i> che abitualmente si autodefinisce \u201cdi sinistra\u201d ma di fatto esclude la maggior parte del \u201cpopolo\u201d; e anche se possono <i>confliggere<\/i>, in momenti di crisi acuta, con lo stato e con le grandi imprese, preferiscono normalmente <i>negoziare<\/i> con l\u2019uno e con le altre perch\u00e9 la loro<i> <\/i>sussistenza dipende dalle sovvenzioni pubbliche e private. Si tratta insomma di istituzioni <i>sostanzialmente conservatrici:<\/i> non ci si deve quindi stupire se tutta quella parte di \u201cpopolo\u201d che non vuole conservare la situazione esistente e non si riconosce nell\u2019arcano mondo della <i>governance,<\/i> preferisce riferirsi alle <i>diverse e contraddittorie<\/i> forme del populismo<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/www.socialismo2017.it\/2017\/04\/06\/machiavelli-2017-partito-connettivo-partito-strategico\/#sdfootnote9sym\" name=\"sdfootnote9anc\"><sup>9<\/sup><\/a>, ossia ai moderni partiti autoritari o a quelli di mobilitazione civile. Questi ultimi, infatti, in quanto scavalcano la distinzione destra\/sinistra e puntano direttamente alla conquista del governo, sono (qualunque giudizio se ne voglia dare) quanto meno il <i>sintomo<\/i> di ci\u00f2 che si dovrebbe davvero fare: unire il \u201cpopolo\u201d, colpire lo stato.<\/p>\n<ol start=\"6\">\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\"><u>Il partito strategico<\/u><\/p>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p align=\"JUSTIFY\">Unire i lavoratori intorno ad un programma socialista, allearsi con altri ceti popolari, far convergere le forze sui mutevoli punti nodali della lotta di classe per attaccare il potere della frazione dominante del capitalismo, che <i>oggi<\/i> \u00e8 garantito <i>soprattutto<\/i> dallo <i>stato<\/i>. Questi sono i compiti fondamentali del partito che ci \u00e8 necessario, il <i>partito strategico<\/i> (e poco importa se tutto ci\u00f2 non piacer\u00e0 agli eterni innovatori, pronti sempre a ripetere vecchi movimentismi). Un partito che, tra l\u2019altro, ha la funzione di <i>ricordare<\/i> alcune verit\u00e0 che in alcuni momenti si manifestano chiaramente, ma normalmente sono oscurate dal feticismo del capitale e dalle tendenze \u201cconciliatrici\u201d presenti in ogni lotta, e cio\u00e8 la necessit\u00e0 di una chiara <i>alternativa socialista<\/i>, di una serie di <i>rotture<\/i> rivoluzionarie nei punti decisivi del potere, e di una <i>tattica<\/i> che le renda possibili. Per ricordare queste verit\u00e0 il partito strategico non pu\u00f2 n\u00e9 identificarsi coi movimenti n\u00e9 pretendere di \u201cportare la coscienza dall\u2019esterno\u201d: deve piuttosto essere un centro di elaborazione autonomo che si mantiene esterno al movimento proprio per condensare e sistematizzare le idee giuste che nel corso delle lotte vengono continuamente prodotte, <i>e poi dimenticate<\/i>.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Oggi non \u00e8 possibile prevedere la precisa configurazione di tale partito. Il compito dell\u2019analisi storico-concreta non \u00e8 quello di definire a priori le forme della realt\u00e0 futura, ma quello di definire <i>i problemi<\/i> che il futuro dovr\u00e0 affrontare, mentre <i>le soluzioni<\/i> concrete dipenderanno dall\u2019evoluzione sociale e dalla lotta politica e potranno essere molto diverse tra loro. Ci\u00f2 vale a maggior ragione nel caso del partito strategico perch\u00e9 esso si presenta pi\u00f9 come un <i>insieme di pratiche<\/i> momentaneamente condensate che come una vera e propria istituzione: non si identifica necessariamente con questa o quella forma di partito o di associazione, ma esiste in tutte quelle tendenze che in ogni partito e in ogni associazione sono disposte a contestare la struttura organizzativa, le posizioni di potere e la strategia politica <i>date<\/i>, se queste sono in contrasto con l\u2019obiettivo strategico fondamentale. E\u2019 quindi un partito che <i>non ha il compito di istituzionalizzarsi<\/i>, e se si da un\u2019organizzazione lo fa, oltre che per garantire l\u2019esistenza materiale di un\u2019idea, per scuotere le istituzioni esistenti, siano le istituzioni capitaliste, le autonome istituzioni popolari <i>o le future istituzioni socialiste<\/i> .<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Intendiamoci: avremo sempre bisogno di un partito popolare che svolga la funzione di rappresentanza elettorale e agisca all\u2019interno dello stato, cos\u00ec come avremo bisogno di sindacati, di associazioni, ecc., ed il partito strategico dovr\u00e0 vivere in stretto contatto con tutte queste istituzioni. Ma queste istituzioni rischiano inevitabilmente di essere cooptate nel sistema di potere esistente e tanto pi\u00f9 corrono questo rischio quanto pi\u00f9 la crisi si fa acuta e la necessit\u00e0 di una rottura politica si fa pressante. Il partito strategico \u00e8 l\u2019organismo che agisce contro questa cooptazione. A tal fine, e a seconda delle condizioni in cui agisce, pu\u00f2 assumere le pi\u00f9 diverse forme: pu\u00f2 essere un piccolo ed agile partito legato a tutte le altre componenti del fronte, oppure pu\u00f2 essere un gruppo dirigente trasversale, composto da cellule presenti in tutte le organizzazioni del movimento, cellule che in situazioni normali possono agire separatamente, ma sono capaci di unirsi e \u201cfare blocco\u201d nei momenti di crisi. O pu\u00f2 essere altro ancora: l\u2019importante \u00e8 che qualcuno si ponga il problema di tener fermo l\u2019obiettivo strategico anche a costo di <i>scindersi<\/i> dalle forme organizzative costituite<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/www.socialismo2017.it\/2017\/04\/06\/machiavelli-2017-partito-connettivo-partito-strategico\/#sdfootnote10sym\" name=\"sdfootnote10anc\"><sup>10<\/sup><\/a>.<\/p>\n<ol start=\"7\">\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\"><u>Contraddizioni e paradossi: l\u2019<\/u><i><u>uno<\/u><\/i><u> e i <\/u><i><u>molti<\/u><\/i><\/p>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p align=\"JUSTIFY\">Qualunque cosa sia, per\u00f2, il partito strategico non potr\u00e0 essere esente da difetti, perch\u00e9 nessuna forma politica ne \u00e8 priva ed ogni soluzione \u00e8 fonte di nuovi problemi. L\u2019arte della costruzione politica non consiste nel disegnare forme perfette, ma nel comprendere da subito i limiti delle soluzioni che proponiamo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">E il limite specifico del modello di partito strategico che qui presentiamo non \u00e8 la tendenza a \u201cfarsi stato\u201d, tipica del partito di massa e di quello bolscevico. Come il partito connettivo, anche il partito strategico sa che non pu\u00f2 essere \u201ctutto\u201d, non pu\u00f2 svolgere tutte le funzioni, e quindi non deve <i>identificarsi<\/i> con lo stato. Il limite del partito strategico \u00e8 piuttosto il conflitto tra <i>la necessit\u00e0 di essere \u201csolo\u201d<\/i> per dire la verit\u00e0 sui rapporti sociali e <i>la necessit\u00e0 di essere parte dei \u201cmolti\u201d <\/i>per contrastare il <i>multiforme<\/i> potere del capitale.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La soluzione di questo conflitto ci \u00e8 indicata da Machiavelli. Egli sa che soltanto \u201cuno\u201d \u00e8 capace di <i>fondare<\/i>uno stato nuovo, perch\u00e9 a tal fine \u00e8 assolutamente necessaria una unit\u00e0 di intenti e di opinioni. Ma sa anche che soltanto i \u201cmolti\u201d sono poi in grado di <i>gestire<\/i> lo stato, perch\u00e9 quella molteplicit\u00e0 di opinioni che nella fase di fondazione costituisce un limite, diviene successivamente una risorsa che consente al nuovo corpo politico di adattarsi meglio alla molteplicit\u00e0 degli eventi<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/www.socialismo2017.it\/2017\/04\/06\/machiavelli-2017-partito-connettivo-partito-strategico\/#sdfootnote11sym\" name=\"sdfootnote11anc\"><sup>11<\/sup><\/a>. Machiavelli si riferisce qui a due tempi: prima la fondazione da parte dell\u2019uno, poi la gestione da parte dei molti; e sa \u2013 cosa che ci parla direttamente della nostra rivoluzione \u2013 che \u00e8 decisivo il passaggio trai due tempi, perch\u00e9 chiunque pu\u00f2 usare molto male quel potere che pure abbia conquistato con merito e giustizia. Ma noi possiamo riferirci a <i>due distinte logiche<\/i>, presenti, pur se in diversa misura, in ogni fase del processo della lotta di classe: la logica dell\u2019unit\u00e0 e quella della molteplicit\u00e0, la <i>logica strategica<\/i> (che consente di aggredire il potere politico del capitalismo) e la<i>logica cooperativa<\/i> (che consente di trasformare gli attuali rapporti sociali asimmetrici). La grandezza semplice di Machiavelli sta nel fatto che egli presenta le due logiche <i>senza stabilire nessuna gerarchia tra di esse<\/i>: nessuna delle due pu\u00f2 essere cancellata, e la prevalenza dell\u2019una o dell\u2019altra <i>dipende dalla situazione concreta<\/i>. Non si possono eliminare i molti in nome dell\u2019uno, come fa lo stalinismo, n\u00e9 fare, come l\u2019anarchismo, la scelta opposta. Il conflitto tra le due logiche si risolve soltanto accettando la pari dignit\u00e0 ontologica di entrambe e considerando il conflitto stesso come una vera e propria <i>contraddizione<\/i> in cui ciascun polo esiste solo grazie all\u2019opposizione che lo lega all\u2019altro.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Tale contraddizione pu\u00f2 avere uno sviluppo positivo soltanto se ciascuno dei due poli (il partito \u2013 l\u2019uno, e il movimento \u2013 i molti) assume su di s\u00e9 una parte delle caratteristiche dell\u2019altro. Il partito strategico deve valorizzare al massimo la molteplicit\u00e0 (e questa \u00e8 la <i>permanente eredit\u00e0<\/i> del partito connettivo) sia perch\u00e9 deve conoscere a fondo i differenti interessi dei molti, sia perch\u00e9 deve sapere che la funzione-partito pu\u00f2 essere esercitata, in linea di principio, da uno qualunque dei molteplici organismi. Il movimento, d\u2019altro canto, non deve pi\u00f9 presentarsi come semplice <i>flusso<\/i> informale, come puro <i>caos<\/i> creativo. Se il movimento \u00e8 solo flusso e caos trover\u00e0 molto presto un partito, e prima ancora uno stato, capaci di imporgli una forma<i>subalterna<\/i>. Se il movimento invece si d\u00e0 <i>autonomamente<\/i> la <i>propria<\/i> forma e la <i>propria<\/i> unit\u00e0, se costruisce quelle stabili <i>istituzioni politiche di movimento<\/i> che sono il contraltare dialettico oggi del partito strategico e domani dello stato socialista, i molti possono davvero avere efficacia politica <i>in quanto molti<\/i>, e non in quanto unificati da un partito o da uno stato.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il paradosso del partito strategico \u00e8 che, dato il dominio dell\u2019individualismo politico e data la crisi delle associazioni intermedie, tra le sue funzioni ci sar\u00e0 anche quella di stimolare la creazione di quelle istituzioni e di spingere il movimento a darsi forme proprie. Solo cos\u00ec il partito potr\u00e0 avere un interlocutore stabile e far\u00e0 s\u00ec che l\u2019inevitabile \u201csolitudine\u201d della decisione strategica non si trasformi in un monologo, ma sia l\u2019esito momentaneo di un dialogo incessante.<\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p align=\"JUSTIFY\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/www.socialismo2017.it\/2017\/04\/06\/machiavelli-2017-partito-connettivo-partito-strategico\/#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a> Antonio Gramsci, <i>Quaderni del carcere<\/i>, III, Einaudi, Torino 1975, pp. 1556 \u2013 1652 e <i>passim<\/i>.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p align=\"JUSTIFY\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/www.socialismo2017.it\/2017\/04\/06\/machiavelli-2017-partito-connettivo-partito-strategico\/#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a><span lang=\"en-US\"> Jeremy Brecher, Tim Costello, eds, <\/span><span lang=\"en-US\"><i>Building Bridges. The Emerging Grassroots Coalition of Labor and Community<\/i><\/span><span lang=\"en-US\">, Monthly Review Press, New York, 1990 ; Mike Davis, Michael Sprinkler, eds, <\/span><span lang=\"en-US\"><i>Reshaping the U.S. Left.<\/i><\/span><i>Popular Struggles in the 80\u2019s<\/i>, Verso, London-New York, 1988.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p align=\"JUSTIFY\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/www.socialismo2017.it\/2017\/04\/06\/machiavelli-2017-partito-connettivo-partito-strategico\/#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a> Mimmo Porcaro, <i>Metamorfosi del partito politico<\/i>, Edizioni Punto Rosso, Milano 2000.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\">\n<p align=\"JUSTIFY\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/www.socialismo2017.it\/2017\/04\/06\/machiavelli-2017-partito-connettivo-partito-strategico\/#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a> Un\u2019eco del clima culturale di quegli anni si trova in Raul Mordenti, <i>La rivoluzione. La nuova via del comunismo<\/i> <i>italiano<\/i>, Tropea Editore, Milano, 2003 e Fabio de Nardis, <i>La Rifondazione Comunista. Asimmetrie di potere e strategie politiche di un partito in movimento<\/i>, Franco Angeli, Milano, 2009.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote5\">\n<p><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/www.socialismo2017.it\/2017\/04\/06\/machiavelli-2017-partito-connettivo-partito-strategico\/#sdfootnote5anc\" name=\"sdfootnote5sym\">5<\/a><span lang=\"en-US\"> Pablo Iglesias, \u201cUnderstanding Podemos\u201d, <\/span><span lang=\"en-US\"><i>New Left Review<\/i><\/span><span lang=\"en-US\">, n. 93, 2015.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote6\">\n<p><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/www.socialismo2017.it\/2017\/04\/06\/machiavelli-2017-partito-connettivo-partito-strategico\/#sdfootnote6anc\" name=\"sdfootnote6sym\">6<\/a> Loris Caruso, \u201cIl Movimento 5 Stelle e la fine della politica\u201d, <i>Rassegna Italiana di Sociologia<\/i>, n. 2, 2015.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote7\">\n<p><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/www.socialismo2017.it\/2017\/04\/06\/machiavelli-2017-partito-connettivo-partito-strategico\/#sdfootnote7anc\" name=\"sdfootnote7sym\">7<\/a> Wolfgang Streeck, <i>Tempo guadagnato. La crisi rinviata del capitalismo democratico<\/i>, Feltrinelli, Milano, 2013.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote8\">\n<p><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/www.socialismo2017.it\/2017\/04\/06\/machiavelli-2017-partito-connettivo-partito-strategico\/#sdfootnote8anc\" name=\"sdfootnote8sym\">8<\/a><span lang=\"de-DE\"> Mimmo Porcaro, <\/span><span lang=\"de-DE\"><i>Tendenzen des Sozialismus im 21. <\/i><\/span><i>Jahrhundert<\/i>, VSA Verlag, Hamburg, 2016.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote9\">\n<p align=\"JUSTIFY\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/www.socialismo2017.it\/2017\/04\/06\/machiavelli-2017-partito-connettivo-partito-strategico\/#sdfootnote9anc\" name=\"sdfootnote9sym\">9<\/a> Sul carattere ambivalente del populismo ha efficacemente ragionato Carlo Formenti, nel suo <i>La variante populista<\/i>. <i>Lotta di classe nel neoliberismo<\/i>, Derive e approdi, Roma, 2016.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote10\">\n<p align=\"JUSTIFY\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/www.socialismo2017.it\/2017\/04\/06\/machiavelli-2017-partito-connettivo-partito-strategico\/#sdfootnote10anc\" name=\"sdfootnote10sym\">10<\/a> Discutendo nel 1917 con alcuni militanti anarchici spagnoli, Victor Serge illustra con la solita vivida concretezza il problema di cui stiamo parlando. \u201cAl momento decisivo le masse non sempre trovano uomini capaci di esprimere <i>senza ripensamenti<\/i> [corsivo mio, mp] i loro interessi, le loro aspirazioni e la loro vocazione al potere. [\u2026] Ci sono momenti in cui il popolo ha solo bisogno di un uomo seguito da alcuni altri\u2026; parlo di proposito di un uomo e di alcuni altri perch\u00e9 il primo non rappresenta nulla se non \u00e8 sostenuto da un gruppo attivo che ha fede in lui e in cui egli abbia fiducia: in altre parole, da un partito. Un partito, un cervello, una volont\u00e0 e la storia sar\u00e0 realizzata. Se la societ\u00e0 non ha questi elementi di cristallizzazione non accadr\u00e0 nulla; il riformismo condurr\u00e0 la rivoluzione in un vicolo cieco e il sangue sar\u00e0 speso invano\u201d. E in nota aggiunge una considerazione molto importante per il nostro discorso: \u201cUn sindacato pu\u00f2, in teoria, giocare lo stesso ruolo; lo stesso si dica di un\u2019alleanza di forze politiche, di un fronte, di un blocco, sebbene il loro carattere eterogeneo sia causa di debolezza. In campo politico \u00e8 meglio dare pi\u00f9 importanza alla sostanza piuttosto che ai termini. La FAI (Federaci\u00f3n Anarquista Iberica) ha sempre affermato di non essere un partito, ma nella realt\u00e0 lo \u00e8 molto pi\u00f9 di quanto la sua denominazione lasci pensare\u201d, Victor Serge, <i>Da Lenin a Stalin<\/i>, Savelli, Roma, 1973, pp. 8-10.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote11\">\n<p><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/www.socialismo2017.it\/2017\/04\/06\/machiavelli-2017-partito-connettivo-partito-strategico\/#sdfootnote11anc\" name=\"sdfootnote11sym\">11<\/a> Nicol\u00f2 Machiavelli, <i>Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio<\/i>, I, 9, 58; III, 9, in <i>Opere<\/i>, I, Einaudi \u2013 Gallimard, Torino, 1997.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.socialismo2017.it\/2017\/04\/06\/machiavelli-2017-partito-connettivo-partito-strategico\/#more-511\">http:\/\/www.socialismo2017.it\/2017\/04\/06\/machiavelli-2017-partito-connettivo-partito-strategico\/#more-511<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MIMMO PORCARO Ho tenuto a lungo nel cassetto questo breve articolo, pensato per lettori non italiani \u2013 e gi\u00e0 pubblicato in versione tedesca (in cooperazione con la rivista Jacobin) su LuXemburg (periodico della fondazione omonima), n. 2, 2016 \u2013 perch\u00e9 temevo che la concezione \u201cstretta\u201d di partito che qui propongo potesse influenzare negativamente il processo di costruzione di una vera forza socialista nel nostro paese. Se \u00e8 infatti vero che abbiamo bisogno anche di&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":26624,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Banner-socialismo-2017-8.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-7M4","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29888"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=29888"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29888\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":29891,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29888\/revisions\/29891"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/26624"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=29888"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=29888"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=29888"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}