{"id":29904,"date":"2017-04-13T10:00:53","date_gmt":"2017-04-13T08:00:53","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29904"},"modified":"2017-04-13T12:33:30","modified_gmt":"2017-04-13T10:33:30","slug":"le-vere-ragioni-del-deficit-commerciale-usa-con-la-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29904","title":{"rendered":"Le vere ragioni del deficit commerciale Usa con la Cina"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>MICHAEL PETTIS (Economista)<\/strong><\/p>\n<p>Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump\u00a0ha avvertito che le discussioni di questa settimana in Florida con il suo omologo cinese Xi Jinping\u00a0saranno \u201cmolto difficili\u201d, per lo pi\u00f9 a\u00a0causa di disaccordi commerciali. Ma prima che Trump possa ridurre il\u00a0deficit commerciale asimmetrico dell\u2019America \u2013 con la Cina o chiunque altro \u2013 deve prima riconoscere quelle che ne sono le vere cause.<\/p>\n<p>A differenza del passato, la maggior parte dei deficit di oggi ha\u00a0poco a che fare con la manipolazione dei cambi\u00a0o con\u00a0tariffe sleali. \u00a0Nel 19\u00b0 secolo, il \u200b\u200bprincipale strumento di intervento sul commercio sono state le tariffe sulle importazioni, che\u00a0nel corso degli anni \u201920 e \u201930 del Novecento\u00a0sono state integrate in misura crescente con manipolazioni delle valute. \u00a0Si \u00e8 andati avanti in questo modo\u00a0anche nel 20\u00b0 secolo. Anche se nel periodo post-Bretton Woods gli accordi internazionali \u2013 di solito\u00a0promossi dagli Stati Uniti \u2013 hanno cominciato a limitare l\u2019uso delle tariffe, Europa e Giappone, approfittando delle esigenze della guerra fredda, hanno protetto per decenni le industrie nazionali mantenendo le loro monete sottovalutate rispetto al dollaro.<\/p>\n<p>Durante questo periodo\u00a0gli squilibri commerciali sono stati in gran parte determinati direttamente dalle differenze di\u00a0costo dei beni scambiati, mentre il capitale scorreva da un paese all\u2019altro principalmente per bilanciare i flussi commerciali. Oggi per\u00f2 le condizioni sono cambiate drasticamente. I flussi di capitale sovrastano i flussi commerciali, e le decisioni di investimento dei gestori di fondi determinano la loro direzione e dimensione.<\/p>\n<p>Questo\u00a0ha profonde implicazioni per il commercio. Grandi e persistenti surplus commerciali come quello della Cina nei confronti degli Stati Uniti non sono pi\u00f9 la conseguenza di misure esplicitamente mercantiliste. Sono invece guidati da politiche che alterano i tassi di risparmio nazionali tramite sussidi alla produzione a spese delle famiglie.<\/p>\n<p>Si prenda\u00a0la Germania, per esempio. Dopo un decennio di deficit commerciali ed elevata disoccupazione, nel 2003-05 i leader di Berlino, preoccupati, hanno implementato <a href=\"http:\/\/www.economist.com\/news\/europe\/21573583-ten-years-how-does-germanys-agenda-2010-package-rate-wunderreform\" target=\"_blank\">le riforme del lavoro<\/a>, il cui effetto principale \u00e8 stato quello di indebolire la crescita dei salari. Mentre la disoccupazione scendeva\u00a0e i profitti aziendali aumentavano, le riforme hanno anche ridotto\u00a0la quota di reddito nazionale destinata alle famiglie, trascinando verso il basso\u00a0anche la quota dei\u00a0consumi.<\/p>\n<p>Le imprese tedesche, benedette da profitti pi\u00f9 elevati, hanno risposto a questa situazione in maniera poco utile. Hanno pagato i propri debiti invece di investire i profitti, aumentando la quota del reddito nazionale dedicata al risparmio. Come il divario crescente tra risparmi e investimenti in breve tempo diventava tra i pi\u00f9 alti nella storia della Germania, cos\u00ec lo stesso avveniva per il surplus commerciale tedesco. Le banche tedesche esportavano i risparmi in eccesso negli altri paesi europei, non pi\u00f9 protetti dagli aggiustamenti dei tassi di interesse e del cambio,\u00a0aboliti\u00a0dalle regole dell\u2019euro. Nel 2009, dopo che l\u2019insolvenza ha impedito uno dopo l\u2019altro ai paesi europei di assorbire ulteriormente\u00a0lo\u00a0tsunami di\u00a0capitali tedeschi in uscita, questi si sono spostati verso i paesi al di fuori dell\u2019Europa.<\/p>\n<p>Anche se\u00a0le esperienze di Cina e Giappone possono sembrare diverse all\u2019apparenza, nell\u2019impatto sono state molto simili. La Cina, per esempio, ha severamente compresso i tassi di interesse al fine di stimolare la crescita. Allo stesso tempo ci\u00f2 ha\u00a0ridotto la quota di PIL cinese in mano alle famiglie\u00a0ai livelli\u00a0pi\u00f9 bassi mai registrati e ha accresciuto i risparmi cinesi a valori record \u2013 cos\u00ec elevati\u00a0che, anche con\u00a0il tasso di crescita degli investimenti \u00a0pi\u00f9\u00a0 veloce del mondo, la Cina ha comunque bisogno di grandi surplus commerciali per compensare la debole domanda interna.<\/p>\n<p>Quello che ne consegue\u00a0\u00e8\u00a0causa di grande disorientamento per gli economisti che non capiscono come \u00e8 cambiato\u00a0il commercio. Quando nuovi capitali si riversano nelle economie avanzate che hanno sempre avuto un facile accesso agli investimenti \u2013 come ad esempio gli Stati Uniti e l\u2019Europa meridionale \u2013 questi\u00a0non fanno\u00a0aumentare ulteriormente gli investimenti. Invece si verifica\u00a0automaticamente una contrazione del risparmio.<\/p>\n<p>Ci sono molti modi in cui questo pu\u00f2 accadere. L\u2019afflusso di capitali potrebbe aumentare il tasso di cambio reale, che riduce il risparmio aumentando il potere di acquisto delle famiglie. Pu\u00f2\u00a0anche far abbassare i tassi di interesse e\u00a0indebolire gli standard di credito, entrambe\u00a0cose che incoraggiano le famiglie pi\u00f9 agiate ad abbuffate di consumi a debito. Possono innescare un\u00a0effetto ricchezza, con\u00a0il denaro dall\u2019estero che si riversa nel settore immobiliare e fa sentire le famiglie\u00a0improvvisamente pi\u00f9 ricche. Possono aumentare la disoccupazione, costringendo i lavoratori a far uso dei propri\u00a0risparmi.<\/p>\n<p>Questi, e molti altri, aggiustamenti automatici costringono i tassi di risparmio a scendere nei paesi che ricevono i capitali. Con i suoi mercati dei capitali flessibili e abbondanti e grazie allo\u00a0status di valuta di riserva dominante, gli Stati Uniti sono particolarmente vulnerabili. Sono l\u2019unico paese in grado di assorbire grandi quantit\u00e0 di capitali esteri, e oggi ricevono quasi la met\u00e0 dei risparmi in eccesso di tutto il mondo.<\/p>\n<p>Per quanto possa sembrare controintuitivo, se Trump vuole affrontare il deficit commerciale degli Stati Uniti con la Cina, deve concentrarsi sul conto \u00a0capitale, non sul conto commerciale. Invece di imporre tariffe, dovrebbe attuare delle politiche che assorbano i risparmi esteri in un modo pi\u00f9 produttivo per gli\u00a0Stati Uniti, per esempio sfruttando i tassi di interesse storicamente bassi e investendo nelle infrastrutture tanto necessarie, i cui benefici economici sono\u00a0troppo diffusi per poter essere \u201ccatturati\u201d dal\u00a0settore privato. Oppure la sua amministrazione dovrebbe cambiare il modo in cui gli squilibri del risparmio vengono trasmessi negli Stati Uniti, ad esempio tassando i flussi di capitali, come gli Stati Uniti facevano\u00a0negli anni \u201960.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che Trump dovrebbe evitare sarebbe\u00a0di farsi coinvolgere\u00a0in una guerra tariffaria\u00a0colpo su colpo con la Cina, che non affronta\u00a0le vere fonti degli squilibri. In un mondo in cui i flussi di capitale sovrastano i flussi commerciali, gli squilibri commerciali sono guidati dagli squilibri del risparmio globale, e gli Stati Uniti non possono risolvere i primi senza affrontare i secondi. Nulla di quello che lui e Xi discuteranno questa settimana potr\u00e0 cambiare\u00a0questo semplice fatto.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/04\/09\/michael-pettis-le-vere-ragioni-del-deficit-commerciale-usa-con-la-cina\/\">http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/04\/09\/michael-pettis-le-vere-ragioni-del-deficit-commerciale-usa-con-la-cina\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MICHAEL PETTIS (Economista) Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump\u00a0ha avvertito che le discussioni di questa settimana in Florida con il suo omologo cinese Xi Jinping\u00a0saranno \u201cmolto difficili\u201d, per lo pi\u00f9 a\u00a0causa di disaccordi commerciali. Ma prima che Trump possa ridurre il\u00a0deficit commerciale asimmetrico dell\u2019America \u2013 con la Cina o chiunque altro \u2013 deve prima riconoscere quelle che ne sono le vere cause. 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