{"id":29918,"date":"2017-04-11T11:00:17","date_gmt":"2017-04-11T09:00:17","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29918"},"modified":"2017-04-10T22:37:37","modified_gmt":"2017-04-10T20:37:37","slug":"la-grande-adunata-di-erdogan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29918","title":{"rendered":"La grande adunata di Erdogan"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>GLI OCCHI DELLA GUERRA (Lorenzo Vita)<\/strong><\/p>\n<p>Erdogan torna a chiamare le folle per il voto al referendum del 16 aprile. Nonostante gli sia vietato per legge in quanto presidente<span id=\"more-23899\"><\/span>. Sabato scorso \u00e8 stata la volta di Istanbul, in un posto particolare per il presidente turco: la spianata di Yenikapi. In quella stessa piazza, nell\u2019agosto del 2016, Erdogan trov\u00f2 una folla oceanica ad applaudirlo, in festa per la fine del colpo di stato. L\u00ec, nella parte europea della Turchia, di fronte al mare di Marmara, iniziava una nuova fase del rapporto fra Erdogan e Turchia. Una fase che si chiuder\u00e0 a breve, fra una settimana, quando il popolo turco si recher\u00e0 alle urne per scegliere se approvare o no il referendum costituzionale voluto dal presidente, e che ne aprir\u00e0 un\u2019altra tutt\u2019altro che scontata.<\/p>\n<div>\n<div class=\"postImageUrl\">Per aprire questa nuova fase della politica turca, Erdogan ha deciso di investire tutto in questo referendum. Ha bisogno che almeno la met\u00e0 del popolo turco si rechi alle urne e che la maggioranza di questi votino. Nonostante una campagna martellante, un\u2019invasione mediatica, un\u2019occupazione costante delle TV pubbliche, Erdogan non \u00e8 per\u00f2 ancora sicuro. C\u2019\u00e8 una parte della popolazione che non sa andare a votare. Un\u2019altra parte, invece, non \u00e8 disposta a piegarsi alle volont\u00e0 del Sultano. C\u2019\u00e8 un\u2019opposizione eterogena ma consistente che vede nel progetto costituzionale una via per avere una monarchia di fatto, un presidenzialismo forte ammantato di democrazia. E in questo calderone ci sono tutti, dai curdi, ai socialdemocratici, a parte dei nazionalisti laici, nonch\u00e9 una forte componente di studenti e professionisti.<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div class=\"postImageUrl\"><\/div>\n<div class=\"postImageUrl\">Proprio per evitare una sconfitta, il presidente turco ha da qualche tempo alzato i toni della sfida. E l\u2019ultimo comizio di Istanbul \u00e8 stato un trionfo della retorica pi\u00f9 forte di Recep Tayyp Erdogan. In quella piazza tanto cara al Presidente, sono tornate a gran voce tutte le sue affermazioni pi\u00f9 forti, tese a risvegliare la coscienza nazionalista e pi\u00f9 intransigente del popolo turco. Di fronte alle centinaia di migliaia di persone chiamate a raccolta, Erdogan, atterrato in elicottero nel bagno di folla, ha arringato la piazza con i grandi temi dei suoi mandati da Presidente.<\/div>\n<\/div>\n<p>Il primo di questi punti \u00e8 stato la sicurezza del Paese. Erdogan ha volutamente allacciato la questione della sicurezza con il tema dei poteri da dare al Presidente. Un archetipo, quello del legame tra sicurezza e pi\u00f9 poteri nelle mani di un solo uomo, che sembra essere piaciuto alle piazze turche. Due i nemici storici del suo mandato da presidente: i curdi e i gulenisti. Nel mezzo ha inserito anche Isis. Sono stati loro tre i nemici della piazza di Istanbul e quelli sui cui Erdogan ha puntato il dito.<\/p>\n<p>I curdi sono da sempre il pallino di Erdogan. Non a caso il suo impegno sul fronte siriano \u00e8 sempre stato parallelo all\u2019impegno teso a contrastare le forze curde, anche le stesse che combattevano contro il Daesh. Il PKK \u00e8 stato il primo obiettivo dell\u2019infuocato discorso di Erdogan, che ha domandato retoricamente al suo popolo se voleva una Turchia forte che la facesse finita con il PKK.<\/p>\n<p>\u00c8 stata poi la volta dell\u2019Isis, che Erdogan ultimamente sta ampiamente sfruttando per infuocare le piazze. Nonostante i suoi proclami, tuttavia, non sono in pochi gli analisti che vedono in quest\u2019operazione il tentativo di pulirsi a reputazione. Le cosiddette autostrade della jihad che dalla Turchia trasportavano armi e soldi per finanziare i gruppi jihadisti in Siria sono un fatto. Un fatto che difficilmente pu\u00f2 essere nascosto dagli annunci nei comizi elettorali. Ma tanto basta per infuocare una piazza ormai completamente ebbra del suo leader.<\/p>\n<p>Dalla piazza della grande adunata dopo il fallito golpe, non poteva poi che essere alzato il grido nei confronti di Gulen e di tutti i suoi seguaci. Erdogan ha questa volta puntato il dito contro l\u2019opposizione del Partito Popolare Repubblicano -in turco Cumhuriyet Halk Partisi, CHP-, chiamandoli \u201cavvocati della confraternita di Fetullah Gulen\u201d. Il presidente turco ha pi\u00f9 volte rilevato il legame fra le opposizioni e i gulenisti, accusati di aver ordito il fallito golpe dell\u2019anno scorso. Ed ha anzi posto l\u2019accento sul fatto che, una volta ottenuti i poteri che gli conferir\u00e0 la riforma sottoposta al referendum, la prima mossa sar\u00e0 quella di sconfiggere definitivamente i gulenisti. Il fatto che le opposizioni laiche della socialdemocrazia siano collegate a dei golpisti da distruggere, \u00e8 un segnale d\u2019allarme importante sul futuro della Turchia dopo il referendum.<\/p>\n<div class=\"quads-location\"><\/div>\n<p>Infine, non poteva mancare il richiamo a un altro punto del suo futuro programma politico: la reintroduzione della pena di morte. Fu il suo stesso partito ad abolirla, e ora la vuole imporre di nuovo con poteri presidenziali. Le cose, del resto, sono cambiate. L\u2019Unione Europea ormai non \u00e8 pi\u00f9 un sogno turco, ed Erdogan lo sta dimostrano. La pena di morte sarebbe soltanto l\u2019ultimo tassello di un mosaico composto dal presidente turco per evitare di entrare in Europa affermando di esserne mandato fuori dagli altri Membri. D\u2019altro canto, l\u2019obiettivo non tanto celato da parte dell\u2019AKP \u00e8 quello di introdurre la pena capitale per punire i responsabili (o presunti tale) del fallito colpo di Stato. Che questo significhi vedersi chiuse le porte di Bruxelles, non sembra un problema per Erdogan e i suoi seguaci. La piazza che era con lui era composta di seguaci del partito, nazionalisti, antieuropeisti e islamisti. Quella \u00e8 la Turchia cui si rivolge Erdogan. E a quella Turchia, dell\u2019Europa cos\u00ec come dell\u2019Isis non sembra importare nulla.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/la-grande-adunata-erdogan\/\">http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/la-grande-adunata-erdogan\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GLI OCCHI DELLA GUERRA (Lorenzo Vita) Erdogan torna a chiamare le folle per il voto al referendum del 16 aprile. Nonostante gli sia vietato per legge in quanto presidente. Sabato scorso \u00e8 stata la volta di Istanbul, in un posto particolare per il presidente turco: la spianata di Yenikapi. In quella stessa piazza, nell\u2019agosto del 2016, Erdogan trov\u00f2 una folla oceanica ad applaudirlo, in festa per la fine del colpo di stato. 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