{"id":29930,"date":"2017-04-11T12:20:08","date_gmt":"2017-04-11T10:20:08","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29930"},"modified":"2017-04-10T23:07:49","modified_gmt":"2017-04-10T21:07:49","slug":"svezia-storia-di-un-progetto-di-integrazione-a-rischio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29930","title":{"rendered":"Svezia: storia di un progetto di integrazione a rischio"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LOOKOUT NEWS (Stefano Piazza)<\/strong><\/p>\n<p><em>Dalle periferie delle grandi citt\u00e0 in mano agli immigrati provenienti da Medio Oriente e Africa all\u2019ultimo attentato a Stoccolma ordinato da ISIS: perch\u00e9 non hanno funzionato le politiche di accoglienza su cui ha puntato il paese negli ultimi vent\u2019anni<\/em><\/p>\n<p>Il fallimento del progetto multiculturale portato avanti in Svezia negli ultimi decenni dai vari partiti di sinistra (Socialdemocratici e Verdi) che si sono succeduti al governo sta emergendo in modo sempre pi\u00f9 evidente. A certificarlo \u00e8 stato l\u2019<a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/stoccolma-camion-contro-folla\/\" target=\"_blank\">attentato di Stoccolma dello scorso 7 aprile<\/a>, compiuto da un uomo che ha prima rubato un camion e lo ha poi lanciato contro la folla lungo Drottninggatan, la principale strada pedonale della capitale svedese, uccidendo quattro persone e ferendone altre quindici.<\/p>\n<p>L\u2019attentatore si chiama Rakhmat Akilov, trentanovenne di origine uzbeka. Da tempo inneggiava allo Stato Islamico sui social network. Era ricercato dalla polizia svedese perch\u00e9 doveva essere espulso dal paese essendo stata respinta la sua richiesta di soggiorno. Interrogato nel carcere di Kronoberg, Akilov ha dichiarato di aver compiuto l\u2019attentato per \u00ab<em>vendicare i bombardamenti contro ISIS<\/em>\u00bb e di aver ricevuto l\u2019ordine di attaccare direttamente da jihadisti operativi in Siria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5><a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/STOCCOLMA_ATTENTATO.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-67969 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/STOCCOLMA_ATTENTATO.jpg\" alt=\"STOCCOLMA ATTENTATO\" \/><\/a><em>(Stoccolma, il luogo dell\u2019attentato del 7 aprile 2017)\u00a0<\/em><\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>L\u2019appello al martirio di Al Adnani<\/h3>\n<p>La metodologia d\u2019attacco usata da Akilov \u00e8 quella \u201cclassica\u201d pi\u00f9 volte invocata dai vari esponenti dell\u2019islamismo radicale, non solo appartenenti allo Stato Islamico. Abu Mohammad Al Adnani, portavoce dell\u2019ISIS, prima di essere ucciso da un drone degli Stati Uniti nell\u2019agosto del 2016 si rivolse agli islamisti di tutto il mondo con questo messaggio: \u00ab<em>Se puoi uccidere un miscredente americano o europeo \u2013 specialmente un malvagio e sozzo francese \u2013 o un australiano, o un canadese, oppure ogni altro miscredente che fa la guerra, inclusi i cittadini dei paesi che sono entrati in una coalizione contro lo Stato Islamico, fai affidamento ad\u00a0Allah\u00a0e uccidilo in ogni modo o maniera possano esserci. Schiaccia la sua testa con una pietra, o sgozzalo con un coltello, o investilo con la tua vettura, o precipitalo da un luogo elevato, o soffocalo, o avvelenalo\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-61622 size-full\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Abu-Mohammed-al-A_3351516b.jpg\" alt=\"Abu-Mohammed-al-Adnani\" width=\"620\" height=\"387\" \/><em>(Abu Mohammad Al Adnani, portavoce di ISIS ucciso da un drone USA nell\u2019agosto del 2016)<\/em><\/h5>\n<h3><strong>\u00a0<\/strong><\/h3>\n<p>Al monito di Al Adnani, e a quelli pronunciati dopo di lui dal nuovo portavoce del Califfato Abu Hassan Al Muhajir (\u00ab<em>voi siete falliti e i segni della vostra rovina sono evidenti a tutti, non c\u2019\u00e8 dubbio che siate guidati da un idiota (Trump, ndr) che non sa che cosa la Siria o l\u2019Iraq o l\u2019Islam siano<\/em>\u00bb), hanno risposto in molti compiendo atti di forza in tutto il mondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Svezia, tra\u00a0<em>no-go areas<\/em>\u00a0e <em>Sharia Zone<\/em><\/h3>\n<p>La questione dell\u2019estremismo islamico in Svezia ribolle da tempo bench\u00e9 se ne parli poco. Il paese scandinavo accoglie ogni anno pi\u00f9 di 200.000 nuovi immigrati provenienti in maggioranza dai Balcani, da Iraq, Siria, Giordania e Palestina. Il risultato di queste politiche \u00e8 che la Svezia autentica, quella descritta magistralmente dallo scrittore svedese Henning Mankell nei gialli che hanno per protagonista il commissario Kurt Wallander, non esiste praticamente pi\u00f9.<\/p>\n<p>I gravissimi problemi di sicurezza interessano molte citt\u00e0 del paese, con Stoccolma e Malm\u00f6 a contendersi il triste primato della situazione peggiore. Oggi in Svezia si contano 55 aree urbane dette \u201c<em>no-go areas<\/em>\u201d, di fatto repliche delle tristemente note \u201cZUS\u201d francesi (<em>Zone urbaine sensible<\/em>), dove persino le ambulanze, i pompieri e i gli addetti alla consegna della posta possono accedere solo se scortati dalla polizia che viene accolta sempre con lancio di pietre e biglie di ferro e, non di rado, con colpi di armi da fuoco.<\/p>\n<p>Di queste vere e proprie \u201cenclave islamiche\u201d parla il rapporto di sicurezza nazionale svedese del 2014 (\u201c<em>En nationell \u00f6versikt av kriminella n\u00e4tverk med stor p\u00e5verkan i lokalsamh\u00e4llet<\/em>\u201d). Un insieme di mappe e dati che fotografano un paese in dissolvimento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-67967 size-full\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Rinkeby.jpg\" alt=\"Rinkeby_Stockholm\" width=\"608\" height=\"400\" \/><em>(Auto date alle fiamme nel sobborgo di\u00a0Rinkeby, febbraio 2017)<\/em><\/h5>\n<p>In Svezia pi\u00f9 del 15% della popolazione totale (circa 10 milioni) \u00e8 di origine straniera<strong>\u00a0<\/strong>e quasi due milioni di persone vivono in quartieri come Rinkeby alla periferia di Stoccolma, abitato da 16mila persone di 60 etnie differenti e dove si parlano pi\u00f9 di 40 lingue. Da queste parti gli svedesi sono sempre di meno: uno ogni venti abitanti, soppiantati da somali, iracheni, siriani,\u00a0etiopi, turchi, bosniaci, romeni, bengalesi e anche sudamericani. Nelle 30 pagine del rapporto viene evidenziato l\u2019aumento esponenziale del tasso di criminalit\u00e0 e si spiega come le organizzazioni criminali da anni abbiano in dotazione un quantitativo sempre maggiore di armi automatiche.<\/p>\n<p>La disoccupazione e l\u2019emarginazione di giovani donne e uomini, spesso privi di una formazione professionale e che spesso non parlano nemmeno lo svedese, sono il contesto ideale per i predicatori dell\u2019estremismo islamico radicale. Le \u201cSharia Zone\u201d si estendono cos\u00ec a vista d\u2019occhio, con le ronde islamiche organizzate da uomini barbuti con pantaloni all\u2019afgana che fermano e minacciano le donne non velate, mentre nelle scuole islamiche maschi e femmine sono costretti a frequentare classi e ambienti separati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>I terroristi di ritorno<\/h3>\n<p>La Svezia ha una lunga tradizione jihadista che risale ai primi anni Novanta, quando migliaia di islamisti di origine somala, irachena e balcanica in fuga dalle guerre vennero accolti come rifugiati. In centinaia abbracciarono l\u2019Islam salafita e molti tornarono a combattere nei loro Paesi d\u2019origine: in Iraq al servizio di Al Qaeda; in Somalia nelle file dei qaedisti di Al Shabaab.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/lookoutnews.it\/reuters\/europa_attentati\/embed\/embed-code.html\">http:\/\/lookoutnews.it\/reuters\/europa_attentati\/embed\/embed-code.html<\/a><\/p>\n<p>Prima dell\u2019attentato del 7 aprile, l\u2019ultimo attacco eclatante in Svezia era datato 11 dicembre 2010, giorno in cui un rifugiato iracheno \u2013 laureato e che all\u2019epoca godeva del generoso welfare state svedese \u2013 si fece esplodere a bordo di un camion pieno di bombole di gas. Fortunatamente l\u2019attentatore commise un errore nella preparazione degli esplosivi e alla fine a perdere la vita fu solo lui. Adesso tutti si interrogano su quanti dei 300 jihadisti partiti per combattere in Siria e Iraq, abbiano fatto rientro in Svezia. Si parla di circa un centinaio di terroristi di ritorno. Il rischio che tra uno di questi ci sia un nuovo attentatore pronto a entrare in azione \u00e8 altissimo.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/svezia-stoccolma-attentato-isis-musulmani\/\">http:\/\/www.lookoutnews.it\/svezia-stoccolma-attentato-isis-musulmani\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LOOKOUT NEWS (Stefano Piazza) Dalle periferie delle grandi citt\u00e0 in mano agli immigrati provenienti da Medio Oriente e Africa all\u2019ultimo attentato a Stoccolma ordinato da ISIS: perch\u00e9 non hanno funzionato le politiche di accoglienza su cui ha puntato il paese negli ultimi vent\u2019anni Il fallimento del progetto multiculturale portato avanti in Svezia negli ultimi decenni dai vari partiti di sinistra (Socialdemocratici e Verdi) che si sono succeduti al governo sta emergendo in modo sempre&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":29637,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/lookout.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-7MK","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29930"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=29930"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29930\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":29931,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29930\/revisions\/29931"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/29637"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=29930"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=29930"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=29930"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}