{"id":29943,"date":"2017-04-12T10:00:23","date_gmt":"2017-04-12T08:00:23","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29943"},"modified":"2017-04-11T18:07:18","modified_gmt":"2017-04-11T16:07:18","slug":"sapir-sulle-elezioni-in-francia-candidati-del-passato-e-candidati-del-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29943","title":{"rendered":"Sapir sulle elezioni in Francia: candidati del passato e candidati del futuro"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>VOCI DALL&#8217;ESTERO<\/strong><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/russeurope.hypotheses.org\/5888\">Nel suo blog Russeurope l\u2019economista Jacques Sapir<\/a>\u00a0\u00a0esprime la sua visione sui candidati alle prossime elezioni presidenziali\u00a0francesi. \u00a0Nonostante qualche figura\u00a0dignitosa e meritevole tra i candidati minori, il gioco sembra essere ridotto a quattro. \u00a0Da un lato Fillon e Macron, i candidati del passato legati alle politiche europee gi\u00e0 dimostratesi fallimentari, \u00a0che hanno portato disoccupazione e deindustrializzazione, e alle quali non sanno opporre alcuna reale alternativa. \u00a0Dall\u2019altro Le Pen e M\u00e9lenchon, gli unici capaci di prefigurare un futuro diverso e quindi degni di essere votati. \u00a0Secondo Sapir, in queste\u00a0due settimane\u00a0\u00a0da qui al voto risulter\u00e0 decisiva la loro\u00a0capacit\u00e0 di\u00a0chiarire i dubbi e contraddizioni che ancora circondano i loro programmi.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>di Jacques Sapir, 08 aprile 2017<\/em><\/p>\n<p>La settimana prossima sar\u00e0 una settimana decisiva. Domenica 9 aprile siamo esattamente a 14 giorni dal primo turno delle elezioni presidenziali. L\u2019elettorato sembra ancora estremamente volatile nelle sue scelte, ma le tendenze che stanno emergendo\u00a0sono abbastanza indicative delle situazioni che si realizzeranno in futuro.<\/p>\n<p><strong>I candidati della disoccupazione e del passato<\/strong><\/p>\n<p>Ci troviamo di fronte a un inatteso \u201cgioco a quattro\u201d. Ancora due mesi fa si pensava che lo scontro sarebbe stato tutto tra Marine Le Pen e Fran\u00e7ois Fillon. Poi \u00e8 arrivato Emmanuel Macron e la situazione \u00e8 cambiata radicalmente.<\/p>\n<p>Fran\u00e7ois Fillon sembra ora irrimediabilmente compromesso dalle conseguenze morali dei vari scandali nei quali si \u00e8 trovato coinvolto. Il problema non \u00e8 tanto la realt\u00e0 giuridica delle accuse (su questo sar\u00e0 la giustizia a decidere) ma la dimensione morale dei fatti, che hanno irrimediabilmente minato l\u2019integrit\u00e0 dell\u2019immagine di questo candidato. L\u2019impatto \u00e8 ancora pi\u00f9 forte dato che si tratta di un uomo che si \u00e8 fatto apostolo di una politica di estrema austerit\u00e0 e di tagli drammatici ai servizi pubblici. Questa politica, si tende a dimenticarlo, \u00e8 gi\u00e0 stata da lui applicata nel 2011, alla vigilia delle elezioni presidenziali del 2012, e ha provocato un aumento immediato di 300.000 disoccupati, e se si considera che gli effetti si sono protratti fino all\u2019inizio del 2013 si parla di un aumento totale di 500.000 disoccupati. Possiamo solo immaginare le conseguenze drammatiche che avrebbe una nuova applicazione del programma di Fran\u00e7ois Fillon.<\/p>\n<p>Al tempo stesso la \u201cbolla\u201d Emmanuel Macron sembra avviata a esplodere. I sondaggi indicano nel migliore dei casi una stagnazione dei consensi nei suoi confronti, ma pi\u00f9 probabilmente un declino. Gli elettori sembrano aver capito quanto sia vuoto questo candidato, un vuoto combinato con un progetto sociale estremamente reazionario. Macron si \u00e8 proposto come il candidato della \u201cUberizzazione\u201d della societ\u00e0, il candidato che, nascondendosi dietro a un linguaggio apparentemente moderno, \u00e8 in realt\u00e0 il sostenitore di un ritorno ai primi del diciannovesimo secolo, a un sistema da prima rivoluzione industriale. \u00c8 sorprendente come quello stesso candidato che afferma di essere il pi\u00f9 \u201cmoderno\u201d, quello che esalta le virt\u00f9 di ci\u00f2 che definisce \u201cl\u2019economia digitale\u201d, sia in realt\u00e0 un candidato del passato. Ma Emmanuel Macron \u00e8 un uomo del passato anche per un altro motivo. Se qualcuno pensa di vederlo come \u201cuomo nuovo\u201d o anche, pi\u00f9 banalmente, come \u201ccandidato anti-sistema\u201d [1], deve ricordare che egli \u00e8 stato molto vicino, in quanto consigliere di Hollande e in quanto ministro di Manuel Valls, alla politica disastrosa che \u00e8 stata messa in atto durante gli ultimi cinque anni. Questa politica \u00e8 servita solo ad aggiungere, dal febbraio 2013 fino all\u2019inizio del nuovo anno, ben 400.000 nuovi disoccupati a quelli che gi\u00e0 aveva lasciato il duo Sarkozy-Fillon.<\/p>\n<p>Di fronte a questi due candidati gi\u00e0 in crisi \u2013 e qui suggerisco ai miei lettori l\u2019ascolto dell\u2019intervista di 15 minuti che ho fatto ieri con Vera Gaufman su RT (disponibile su Youtube: <a href=\"https:\/\/francais.rt.com\/entretiens\/36393-jacques-sapir-seul-candidat-tenir-face-marine-le-pen-jean-luc-melenchon\">https:\/\/francais.rt.com\/entretiens\/36393-jacques-sapir-seul-candidat-tenir-face-marine-le-pen-jean-luc-melenchon<\/a>) \u2013 di fronte a questi candidati del passato e della disoccupazione ci sono altri due candidati che rappresentano, in una maniera o nell\u2019altra, il futuro.<\/p>\n<p><strong>I candidati del futuro?<\/strong><\/p>\n<p>Marine Le Pen ha la sua base in un elettorato estremamente stabile, fatto di persone molto convinte, e sfida tutte le approssimazioni di quelli che vorrebbero qualificarla come candidata di \u201cestrema destra\u201d o addirittura, senza temere il ridicolo, \u201cfascista\u201d. Se ci sono alcune frange estremiste che possono effettivamente aderire a questo elettorato, in realt\u00e0 esso corrisponde in gran parte a ci\u00f2 che il geografo Christophe Guilluy ha definito \u201cFrancia periferica\u201d [2]. Non tutta questa \u201cFrancia periferica\u201d vota per Marine Le Pen, e d\u2019altra parte nel suo elettorato ci sono pure rappresentati dei \u201cquartieri bene\u201d, ma \u00e8 incontestabile che una grande parte dei \u201cdimenticati\u201d dalle politiche del governo, delle vittime della \u201cglobalizzazione\u201d, tende a votare per lei. Con lei c\u2019\u00e8 un movimento populista che cresce tanto pi\u00f9 quanto pi\u00f9 l\u2019attuale sistema politico va naufragando. \u00c8 sorprendente, piuttosto, come questo movimento populista abbia largamente ripreso le modalit\u00e0 e lo spirito del\u00a0metodo democratico, e si caratterizzi per un livello molto basso di violenza, molto meno di quanto si possa trovare in certi gruppuscoli. \u00c8 questo il motivo per il quale le accuse di \u201cfascismo\u201d sono assolutamente ridicole.<\/p>\n<p>Ma la \u201csorpresa\u201d, se di sorpresa si pu\u00f2 parlare in questa elezione, \u00e8 la rapida ascesa di Jean-Luc M\u00e9lenchon. Anche in questo caso siamo di fronte a un movimento che raccoglie i voti degli esclusi e dei perdenti della globalizzazione. Anche in questo caso siamo di fronte a un movimento chiaramente populista. Come in tutti i movimenti populisti c\u2019\u00e8 una dimensione carismatica, e la persona di Jean-Luc M\u00e9lenchon, come quella di Marine Le Pen, affascina molti dei suoi potenziali elettori. La sorpresa \u00e8 quindi che M\u00e9lenchon abbia raggiunto i primi tre candidati. Attualmente supera Fran\u00e7ois Fillon, e inizia addirittura ad avvicinarsi a Emmanuel Macron, dato che l\u2019inquietante progetto politico di quest\u2019ultimo comincia a preoccupare molti dei suoi potenziali elettori, e la sua\u00a0vacuit\u00e0 provoca una repulsione sempre pi\u00f9 percepibile.<\/p>\n<p>Questi due candidati rappresentano indubbiamente un\u00a0qualche tipo di futuro per la Francia. Per contro, per\u00f2, i loro programmi non sono privi di contraddizioni.<\/p>\n<p><strong>Le campagne elettorali<\/strong><\/p>\n<p>Prima di approfondire i programmi di questi candidati dobbiamo occuparci degli altri. Beno\u00eet Hamon continua la sua discesa agli inferi, e questo \u00e8 in realt\u00e0 del tutto normale, trattandosi del \u00a0\u201cbecchino\u201d del Partito Socialista (PS). Il suo programma \u00e8 solo la\u00a0testimonianza del decesso del partito che si era proposto per \u201cfare un\u2019altra politica\u201d ed \u00e8 invece affondato tra compromessi e ambizioni personali. Preso in mezzo tra la candidatura di Emmanuel Macron, che ha radunato elefanti ed elefantesse del serraglio \u201csocialista\u201d, e quella di Jean-Luc M\u00e9lenchon, la sua campagna\u00a0elettorale appassisce di giorno in giorno. Sopravvive solo grazie agli attacchi diffamatori contro M\u00e9lenchon, attacchi che non gli fanno onore e che dovrebbero portare il suo elettorato a mettere in discussione il senso della sua candidatura. Il suo elettorato pu\u00f2 dunque, a ragione, chiedersi a cosa serva la presenza di Beno\u00eet Hamon. Se si tratta di una candidatura di sola rappresentanza,allora, come si pu\u00f2 immaginare, il cerchio si chiude, e il partito \u201csocialista\u201d finir\u00e0 nella stessa pattumiera della Storia dove gi\u00e0 fin\u00ec la SFIO [Sezione Francese dell\u2019Internazionale Operaia, NdT] con la disastrosa campagna elettorale di Gaston Deferre e di Pierre Mend\u00e8s-France. Se davvero vuole veder vincere la sinistra, la sinistra vera, allora Hamon non deve fare altro che fare un passo indietro e lasciare il campo a Jean-Luc M\u00e9lenchon. Oppure, se \u00e8 solo un procacciatore di voti a vantaggio\u00a0di Emmanuel Macron, che lo dica chiaramente.<\/p>\n<p>Nel frattempo, dal canto suo, Nicolas Dupont-Aignan \u00e8 riuscito a farsi capire [3], sebbene ancora da troppo pochi elettori. I suoi discorsi sono saldamente sovranisti, e su questo punto contrasta nettamente con i tentennamenti continui di Fran\u00e7ois Fillon. \u00c8 significativo che Fran\u00e7ois Fillon lo abbia attaccato velenosamente e in modo diffamatorio nel corso del dibattito del 4 aprile. La bassezza di questi attacchi dimostra solo la disperazione di Fran\u00e7ois Fillon e sostiene l\u2019idea che Nicolas Dupont-Aignan stia diventando, per il candidato \u201crepubblicano\u201d, una minaccia reale. Si pu\u00f2 pensare che la paura di Fillon sia che una candidatura di Nicolas Dupont-Aignan raccolga attorno a s\u00e9 una parte degli elettori disgustati dagli scandali che lo circondano, cos\u00ec anche\u00a0dai suoi continui compromessi con il \u201csarkozysmo\u201d. Nicolas Dupont-Aignan, se riuscir\u00e0 ad attirare a s\u00e9 questi segmenti di elettorato ex-UMP che pensano che l\u2019integrit\u00e0 personale e l\u2019onore dei candidati siano cose che contano, pu\u00f2 sperare di tallonare e forse di superare un Beno\u00eet Hamon che nel frattempo affonda. Anche Nicolas Dupont-Aignan rappresenta il futuro pi\u00f9 che il passato.<\/p>\n<p>Tra i candidati dei partiti minori, Nathalie Arthaud e Philippe Poutou ci hanno dimostrato (se ce ne fosse stato bisogno) che il settarismo \u00e8 inscritto profondamente nei geni dei piccoli gruppi trotskisti e che questi, come al solito, vivono nella negazione della realt\u00e0. Fran\u00e7ois Asselineau, di cui va sottolineata la grande conoscenza dei testi dei trattati europei, continua a non capire cosa sia la politica. Jacques Cheminade sogna di Franklin D. Roosevelt, e infine Jean Lassalle, che ha una consapevolezza impressionante dei problemi concreti, porta la voce dei territori abbandonati.<\/p>\n<p><strong>Le contraddizioni dei sovranisti<\/strong><\/p>\n<p>Torniamo ora alle contraddizioni, di cui parlavo prima, dei programmi di Marine Le Pen e di Jean-Luc M\u00e9lenchon. Queste contraddizioni ci sono e ne dobbiamo conoscere la dimensione. Marine Le Pen e Jean-Luc M\u00e9lenchon rappresentano due diverse versioni di un programma sovranista, a cui si aggiungono i contributi di Dupont-Aignan, Asselineau e Cheminade \u2013 un programma sovranista che, ed \u00e8 questa la grande rivelazione dell\u2019attuale campagna elettorale, si sta affermando oggi come culturalmente dominante.<\/p>\n<p>Marine Le Pen propone ormai un programma politico che appare ben solido. In realt\u00e0 \u00e8 ovvio che qualsiasi trattativa con l\u2019Unione Europea e l\u2019Eurogruppo andr\u00e0 rimandata a dopo che si saranno tenute le elezioni tedesche. Ma, se questo \u00e8 logico, il programma della Le Pen \u00e8 irrealistico. Qualora Marine Le Pen venisse eletta, inizierebbe immediatamente la speculazione. Alla Francia non rimarrebbe che\u00a0\u00a0rinunciare in modo spettacolare a ogni sua idea di uscita dall\u2019euro,\u00a0 mettendo in campo impegni politicamente pesanti per rassicurare i mercati, o al contrario adottare misure di controllo sui capitali, il che significherebbe <em>in pratica<\/em> realizzare l\u2019uscita dall\u2019euro. A farla breve, i tempi dell\u2019economia non sono gli stessi tempi della politica democratica. La soluzione risiede nei poteri specifici del Presidente della Repubblica. Lei intender\u00e0 usarli? Dovr\u00e0 ammettere che quel programma che lei ha proposto, per quanto improntato a uno\u00a0spirito democratico, non si adatta alle mutate condizioni e, come si dice nel campo del diritto, \u201cla necessit\u00e0 infrange\u00a0la legge\u201d?<\/p>\n<p>In quanto a Jean-Luc M\u00e9lenchon, egli combina un programma politico complesso con una promessa di riforma costituzionale (la \u201csesta repubblica\u201d). Ora, per\u00f2, o ci impegniamo in un braccio di ferro con le istituzioni europee (cio\u00e8 con la Germania) oppure procediamo verso una\u00a0riforma costituzionale; non si possono fare entrambe le cose insieme. A\u00a0questa incertezza si aggiunge quella che incombe sulla sinistra radicale francese da quel drammatico luglio 2015: M\u00e9lenchon sar\u00e0 uno Tsipras francese? Chiariamo subito che questa domanda non ha nulla\u00a0 a che fare con il passato politico di Jean-Luc M\u00e9lenchon. \u00c8 vero che egli ha votato per il Trattato di Maastricht, ma ha riconosciuto e spiegato di essersi ingannato. Una tale autocritica \u00e8 segno di un\u2019onest\u00e0 che va riconosciuta. Tuttavia questa autocritica non riesce a dissipare tutti i dubbi. Perch\u00e9\u00a0i dubbi sono alimentati dal fatto che egli\u00a0mette troppa carne al fuoco e che in un tale contesto le posizioni pi\u00f9 chiaramente filo-europeiste del suo entourage rischiano di diventare\u00a0determinanti.<\/p>\n<p>Questi due candidati hanno ora due settimane per dimostrarci in primo luogo di essere consapevoli delle loro contraddizioni, e poi spiegarci come intendono superarle.<\/p>\n<p><strong>Scegliere l\u2019avvenire<\/strong><\/p>\n<p>Nondimeno \u00e8 necessario tenere presente l\u2019essenziale. In queste elezioni vediamo combattersi una battaglia tra il passato e il futuro. \u00c8 chiaro che Fran\u00e7ois Fillon, Emmanuel Macron e a suo modo Beno\u00eet Hamon rappresentano il passato. Fran\u00e7ois Fillon e Emmanuel Macron rappresentano due strategie che hanno gi\u00e0 fallito, hanno aumentato considerevolmente la disoccupazione nel nostro paese e hanno portato\u00a0deindustrializzazione. Beno\u00eet Hamon da parte sua non dimostra in alcun modo di essere\u00a0pronto a\u00a0rompere con gli errori commessi nel corso degli ultimi drammatici cinque anni, n\u00e9 in tema di economia, n\u00e9 in tema di sicurezza. L\u2019attentato a Stoccolma ci ricorda che non si pu\u00f2 continuare a negare\u00a0il pericolo rappresentato dall\u2019islamismo radicale. Questi tre candidati ci propongono, pi\u00f9 o meno, di continuare a legare il nostro destino all\u2019Unione Europea e all\u2019eurozona, \u00a0due realt\u00e0 che hanno gi\u00e0 ampiamente dimostrato entrambe la loro nocivit\u00e0. Le loro proposte per cambiare l\u2019Unione Europea e l\u2019euro sono nella migliore delle ipotesi vaghe e inconsistenti, e nella peggiore del tutto inesistenti.<\/p>\n<p>Dobbiamo quindi\u00a0\u00a0risolutamente voltare le spalle al passato e scegliere il futuro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[1] http:\/\/www.lexpress.fr\/actualite\/politique\/elections\/emmanuel-macron-dans-quotidien-la-france-n-est-pas-le-canada_1888725.html<\/p>\n<p>[2] Guilluy C., La France p\u00e9riph\u00e9rique : comment on a sacrifi\u00e9 les classes populaires, Paris, Flammarion, 2014<\/p>\n<p>[3] http:\/\/www.bfmtv.com\/politique\/11-millions-de-vues-pour-la-video-de-dupont-aignan-quittant-le-plateau-de-tf1-1125587.html<\/p>\n<p><strong>fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/04\/10\/sapir-sulle-elezioni-in-francia-candidati-del-passato-e-candidati-del-futuro\" target=\"_blank\"><em>http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/04\/10\/sapir-sulle-elezioni-in-francia-candidati-del-passato-e-candidati-del-futuro<\/em><\/a>\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCI DALL&#8217;ESTERO Nel suo blog Russeurope l\u2019economista Jacques Sapir\u00a0\u00a0esprime la sua visione sui candidati alle prossime elezioni presidenziali\u00a0francesi. \u00a0Nonostante qualche figura\u00a0dignitosa e meritevole tra i candidati minori, il gioco sembra essere ridotto a quattro. \u00a0Da un lato Fillon e Macron, i candidati del passato legati alle politiche europee gi\u00e0 dimostratesi fallimentari, \u00a0che hanno portato disoccupazione e deindustrializzazione, e alle quali non sanno opporre alcuna reale alternativa. \u00a0Dall\u2019altro Le Pen e M\u00e9lenchon, gli unici capaci&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":79,"featured_media":17269,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/voci-dallestero-1.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-7MX","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29943"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/79"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=29943"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29943\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":29945,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29943\/revisions\/29945"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17269"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=29943"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=29943"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=29943"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}