{"id":29961,"date":"2017-04-13T08:00:22","date_gmt":"2017-04-13T06:00:22","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29961"},"modified":"2017-04-12T18:19:24","modified_gmt":"2017-04-12T16:19:24","slug":"grillo-come-ichino-ma-molto-piu-efficace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29961","title":{"rendered":"Grillo come Ichino: ma molto pi\u00f9 efficace"},"content":{"rendered":"<div>di <strong>LUCIANO BARRA CARACCIOLO<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div>1. Mentre in Francia, <a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/04\/10\/sapir-sulle-elezioni-in-francia-candidati-del-passato-e-candidati-del-futuro\/\">sia pure nella visione ottimista &#8220;della volont\u00e0&#8221; propria di Sapir<\/a>, si discute della plurale offerta politica &#8220;nuova&#8221; contrapposta a quella &#8220;vecchia&#8221;, cio\u00e8 quella che propugna la prosecuzione dell&#8217;\u20acuropeismo della disoccupazione e della deindustrializzazione, in Italia le cose vanno peggio che mai.<\/div>\n<div>Il leader dell&#8217;attuale maggior partito di opposizione, destinato nei sondaggi ad assurgere a primo partito alle prossime elezioni, si produce in una dichiarazione in cui, chiaramente,<b> il neo-liberismo<\/b>, (forse a sua insaputa), <b>si esprime tipicamente nel modo dissimulato che caratterizza la sua forza comunicativa nell&#8217;era \u20acuropeista<\/b>: cio\u00e8, nel proporre come innovative idee che sono la consueta e suggestiva cosmesi ripropositiva di quelle vecchie, e restauratrici, del capitalismo sfrenato.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>2. Le dichiarazioni in questione si basano su due proposizioni di principio essenziali:<\/div>\n<div>a)\u00a0 \u00ab<i>Difendere il lavoratore significa anche promuovere forme nuove di democrazia e partecipazione sui luoghi di produzione, tagliando al tempo stesso i vecchi privilegi e le incrostazioni di potere del sindacato tradizionale<\/i>\u00bb<\/div>\n<div>b) \u00ab<i>La presenza e l\u2019incidenza del lavoratore nella governance della propria impresa va disintermediata<\/i>\u00bb<\/div>\n<div><\/div>\n<div><a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/politica\/17_aprile_10\/mossa-anti-sindacati-5-stelle-via-incrostazioni-potere-4abf7b8c-1e1e-11e7-a3e5-56b4898b2bcd.shtml?cmpid=tbd_52eb358cGF\">Il Corsera<\/a>, nel riportare la notizia, segnala subito una precedente presa di posizione, coerente e complementare, del 2013:\u00a0 \u00ab<i>Eliminiamo i sindacati<\/i> \u2014 diceva nel 2013 a Brindisi durante il suo Tsunami tour \u2014 <i>che sono una struttura vecchia come i partiti politici. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 bisogno di loro, le aziende devono essere di chi lavora<\/i>\u00bb.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>3. Mettendo insieme questi principi emergerebbe questo schema fondamentale: poich\u00e9 il sindacato si caratterizza(va) come organizzazione che trascende la singola azienda e propone soluzioni &#8220;collettive&#8221; estese a interi settori economici di contrattazione (appunto sindacale e perci\u00f2 &#8220;collettiva&#8221;), e poich\u00e9 questo tipo di azione esige un apparato che non \u00e8 determinabile completamente dalla volont\u00e0 dei singoli lavoratori di ciascuna azienda, limitiamo questa gestione accentrata e di settore a favore di un&#8217;azione di <b>diretta partecipazione dei singoli lavoratori<\/b> (parla infatti di &#8220;disintermediazione della presenza e incidenza del <u><i>lavoratore<\/i><\/u>&#8220;) alla governance della propria azienda.<\/div>\n<div>Nell&#8217;antecedente del 2013 parrebbe altres\u00ec che questo sarebbe da accompagnare con un riassetto della propriet\u00e0 delle imprese &#8211; che, rammentiamo, sono normalmente in forma societaria e, sempre pi\u00f9 (nell&#8217;ambito della &#8220;ristrutturazione&#8221; propria delle politiche \u20acuropee), di dimensioni tali da implicare un capitale (in azioni o quote) di cospicuo ammontare finanziario, <a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2013\/05\/le-vere-cause-della-svendita-del-made.html\">seppure depresso nei valori dalla continua crisi indotta dall&#8217;austerit\u00e0 fiscale<\/a>.<\/div>\n<div>Ma questo discorso non entra in gioco nella &#8220;dichiarazione&#8221; (la realt\u00e0 socio-economica \u00e8 come se non esistesse: esistono solo le categorie del &#8220;vecchio&#8221; e del &#8220;nuovo&#8221;, autolegittimate dalla forza della predicazione), <a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2017\/03\/la-liquidazione-del-pregresso-dal-danno.html\">sebbene rinvii ineluttabilmente al fatto che questo capitale diviene, sempre pi\u00f9, di propriet\u00e0 estera<\/a>.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>4. Insomma, la condivisione della governance, cio\u00e8 dei poteri effettivi di indirizzo e gestione aziendale, significa normalmente compartecipazione al capitale, cio\u00e8 propriet\u00e0 di quote significative &#8211; cio\u00e8 tali da garantire la partecipazione alla maggioranza di controllo- di esso da parte di chi compone la governance.<\/div>\n<div>Ma <b>\u00e8 pensabile che il controllore nazionale, o, sempre pi\u00f9, estero, del capitale, sia disposto a cedere una parte della partecipazione di controllo che caratterizza la convenienza stessa del suo investimento?<\/b><\/div>\n<div>Ed <b>\u00e8 poi pensabile che i lavoratori di una singola unit\u00e0 aziendale possano mai disporre del risparmio in misura tale da divenire compartecipi di controllo del capitale sociale<\/b>, quando a malapena le retribuzioni attuali tendono a quel &#8220;livello di sussistenza&#8221; che \u00e8 proprio della teoria del valore neoliberista mai come ora in auge?<\/div>\n<div><\/div>\n<div>5. Potrebbe ipotizzarsi che la dichiarazione attuale alludesse all&#8217;attuazione, in realt\u00e0 finora mancata, dell&#8217;<b>art.46 Cost<\/b>.:<\/div>\n<blockquote class=\"tr_bq\">\n<div>&#8220;<i>Ai fini dell&#8217;elevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende<\/i>&#8220;.<\/div>\n<\/blockquote>\n<div>Ma, anzitutto, se cos\u00ec fosse, <b>ci sarebbe stata una opportuna, se non ovvia, citazione della base costituzionale del principio che si voleva affermare<\/b>; ma questo richiamo \u00e8 mancato del tutto.<\/div>\n<div>E la cosa non sorprende poich\u00e9 la Costituzione economica, nei suoi precetti specifici e nel suo senso sistematico complessivo, come sappiamo, <a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2014\/03\/lattacco-finale-del-liberismo-alle.html\">\u00e8 esattamente ci\u00f2 che il paradigma \u20acuropeo ha posto in stato di sospensione sine die<\/a>, sicch\u00e9 l&#8217;intera politica rappresentata in parlamento, da anni, si fa un vanto di considerarla un orpello del passato e fa a gara nel disapplicarla in nome dei principi supremi dei trattati: liberalizzazione&amp;privatizzazione e flessibilizzazione del lavoro-merce.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>6. Ma ci\u00f2 che esclude un&#8217;allusione alla previsione costituzionale \u00e8 la connessione con la &#8220;eliminazione&#8221; dei sindacati: queste strutture &#8220;vecchie&#8221;, che accumulano &#8220;privilegi&#8221; e &#8220;incrostano&#8221; il mercato del lavoro, con la loro azione in sede contrattuale collettiva e di tutela sulla sua applicazione, <b>sono in realt\u00e0 considerate, dalla stessa Costituzione, cumulativamente applicabili insieme con l&#8217;art.46<\/b>.<\/div>\n<div>La partecipazione alla gestione dell&#8217;azienza, nelle modalit\u00e0 che leggi specifiche possono prevedere, \u00e8 uno <b>strumento<\/b> in pi\u00f9, <b>aggiuntivo rispetto all&#8217;azione sindacale, di &#8220;elevazione economica e sociale del lavoro&#8221;,<\/b> non l&#8217;unico ammissibile dalla &#8220;modernit\u00e0&#8221; dell&#8217;ordine del mercato e della globalizzazione.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Ora, poich\u00e9 <b>il sindacato, il contratto collettivo, la vigilanza organizzata e stabile della sua applicazione, sono strumenti di tutela che i lavoratori hanno prodotto da soli, spinti dalla fame e dalla disperazione, come reazione alla pressione aggressiva dei proprietari dei mezzi di produzione, per poter arrivare ad avere &#8220;un&#8217;esistenza libera e dignitosa&#8221;<\/b> (art.36 Cost.: legata alla condizione del lavoratore, non a quella di disoccupato provocata dalla flessibilizzazione totale del lavoro), la disattivazione dell&#8217;organizzazione sindacale e la concessione di una governance partecipata, ma senza la possibilit\u00e0 realistica di accesso alla propriet\u00e0 del capitale, non paiono poter essere il prodotto spontaneo della volont\u00e0 della classe lavoratrice.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>7. Piuttosto, la soluzione risulta, inevitabilmente, ascrivibile agli interessi della controparte, cio\u00e8 della propriet\u00e0 del capitale:<b> intanto si elimini l&#8217;influenza del sindacato nei rapporti d&#8217;impresa<\/b> (e la precarizzazione creata, ormai definitivamente, dalle riforme del lavoro e dalla liberalizzazione del capitale gi\u00e0, nei fatti, hanno in gran parte prodotto questo <a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2014\/11\/ci-senti-landini-montarismo.html\">effetto, voluto, come evidenziava Galbraith<\/a>); <b>poi, magari si faranno dei referendum per ratificare scelte gi\u00e0 operate da chi gestisce effettivamente l&#8217;azienda<\/b>.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Insomma, <b>il quesito tipico<\/b>, ogni quesito, sar\u00e0 sempre accompagnato da <b>un&#8217;alternativa, la prima delle quali \u00e8 fissa ed immutabile e la seconda una domanda retorica che vincola la risposta:<\/b><\/div>\n<div>&#8220;&#8230;sapendo che l&#8217;alternativa \u00e8 la chiusura dell&#8217;azienda e\/o il licenziamento (parte fissa ed immutabile), volete voi <i>liberamente<\/i> decidere di&#8230;Es;\u00a0<u> aumentare gli orari di lavoro oltre i limiti stabiliti nel contratto di lavoro, o lavorare nei giorni festivi, ovvero accettare di lavorare in un&#8217;unit\u00e0 produttiva ubicata a grande distanza da quella presso cui si \u00e8 stati assunti, o essere assunti, con un contratto ad inquadramento e retribuzione deteriori, presso un&#8217;altra impresa a cui viene esternalizzata parte della produzione<\/u>?&#8221;<\/div>\n<div><b>Gli esempi fatti sono,<\/b><a href=\"https:\/\/www.google.it\/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=1&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=0ahUKEwirz6eysZzTAhVDVRQKHfgdChMQFggcMAA&amp;url=http%3A%2F%2Farchivio.pietroichino.it%2Fattachment.asp%3FIDArticle%3D232%26IDAttachment%3D226&amp;usg=AFQjCNEmfsa6nUAd6ukYS0Yt70EApgNWnQ&amp;sig2=9A4iONvm4iqIxTfrpp84BA\"><b> non a caso, tratti da uno scritto di Ichino <\/b>(si veda alle pagg. 33-34)<\/a>.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>8. In fondo, <b>Grillo, mostra di avere una maggior efficienza nel propugnare gli stessi effetti finali senza doversi sobbarcare<\/b> di complesse analisi della obsolescenza del quadro costituzionale sulla tutela del lavoro e della &#8220;necessit\u00e0&#8221; di evolvere l&#8217;applicazione dei trattati verso il massimo predominio del sacro principio della libera concorrenza che, naturalmente, <b>avvantaggia<\/b> &#8220;<i>gli interessi dei consumatori e utenti<\/i>&#8220;, senza avere &#8220;<i>il difetto di considerare gli interessi dei lavoratori&#8221;<\/i> (! Sic).<\/div>\n<div><\/div>\n<div>In sostanza, non riuscendosi ad immaginare un diverso esito del modello che deriverebbe dalla &#8220;dichiarazione&#8221; in questione, si tratterebbe di <b>ampliare la flessibilizzazione del lavoro, cio\u00e8 la deriva neo-liberista propugnata dall&#8217;\u20acuropa come realizzazione della piena concorrenza<\/b>, benefica per &#8220;<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2015\/11\/la-false-flag-della-tutela-del.html\">utenti &amp; consumatori<\/a>&#8220;, (ma specialmente per i profitti del capitale finanziarizzato), sfruttando il fastidio e l&#8217;ondata di disaffezione moralistica che investono il sindacato allorch\u00e9 rimanga in mezzo al guado di una restaurata societ\u00e0 ordoliberista e, perci\u00f2, la sua azione perda di pratica efficacia e divenga una semplice agonia tesa, miopemente, all&#8217;autoconservazione.<\/div>\n<div><b>La reazione a questa tendenza, in verit\u00e0, sarebbe spettata allo stesso sindacato<\/b>, opponendosi all&#8217;invadenza del paradigma \u20acuropeo dell&#8217;economia sociale fortemente competitiva che prevale sul modello costituzionale lavoristico: <a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2014\/11\/ci-senti-landini-montarismo.html\">ma il sindacato non ha reagito e, anzi, considera l&#8217;\u20acuropa, e la sua valuta unica, un mondo ideale irrinunciabile<\/a>.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>9. Insomma, ai fini pratici e prevedibili, la dichiarazione contro il &#8220;vecchio&#8221; sindacato appare l&#8217;inevitabile liquidazione finale di organismi che traevano la loro legittimazione all&#8217;interno della Repubblica democratica fondata sul lavoro: <i><b>simul stabunt simul cadent<\/b><\/i>. <b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>Con l&#8217;\u20acuropa, prima o poi, questa caduta definitiva doveva verificarsi<\/b>.<\/div>\n<div>E quindi espelliamo un sindacato, ormai (auto)neutralizzato dai nuovi rapporti di forza, dal suo ruolo di difesa dell&#8217;occupazione e della retribuzione, obiettivamente <b>superato dalle dinamiche concorrenziali che si gestiscono a livello &#8220;micro&#8221;, nelle singole unit\u00e0 produttive<\/b>: meglio se svolge un ruolo consultivo residuale e di bandiera, sempre pi\u00f9 caratterizzato da un pallido quanto inutile burocratismo, che ne contrassegner\u00e0 la progressiva estinzione.<\/div>\n<div>Un risultato di tutto riguardo che anzitutto \u00e8 imputabile alla &#8220;incomprensione&#8221;&#8230;incomprensibile dei trattati da parte dei sindacati e che poi, non pu\u00f2 non condurre all&#8217;arrivo di un &#8220;nuovo&#8221; restauratore del libero mercato, con annessi referendum aziendali a risposte vincolate&#8230;dal paradigma \u20acuropeo.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2017\/04\/grillo-come-ichino-ma-molto-piu-efficace.html\" target=\"_blank\"><em>http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2017\/04\/grillo-come-ichino-ma-molto-piu-efficace.html<\/em><\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LUCIANO BARRA CARACCIOLO 1. 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