{"id":29991,"date":"2017-04-14T10:00:47","date_gmt":"2017-04-14T08:00:47","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29991"},"modified":"2017-04-13T14:17:19","modified_gmt":"2017-04-13T12:17:19","slug":"salari-giu-e-populismo-su-ve-ne-accorgete-solo-ora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29991","title":{"rendered":"Salari gi\u00f9 e \u201cpopulismo\u201d su. Ve ne accorgete solo ora?"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>CONTROPIANO (Claudio Conti)<\/strong><\/p>\n<p>Niente come la crisi costringe, in certi momenti, a mostrare la realt\u00e0 dei fatti, persino al caduco giornalismo italico. O pi\u00f9 semplicemente, nulla come gli interessi divergenti \u2013 tra \u201ccatene del valore\u201d di sistemi diversi e difficilmente integrabili, a questo punto \u2013 obbliga persino gli opinionisti pi\u00f9 ferocemente avvinghiati a un\u2019idea di \u201cEuropa\u201d poco corrispondente alle pratiche messe in atto dall\u2019Unione Europea a spiegare come alcuni fenomeni \u201ccattivi\u201d siano da ricondurre ai comportamenti decisamente speculativi dei presunti \u201cbuoni\u201d.<\/p>\n<p>Davanti al montare dei \u201cpopulismi di destra\u201d, soprattutto nell\u2019Est europeo, siamo stati sommersi per anni da analisi preconcette che, grosso modo, facevano risalire il tutto all\u2019eredit\u00e0 del \u201csocialismo reale\u201d, oppure all\u2019arretrezza culturale dei popoli slavi, o a fenomeni ancora pi\u00f9 misteriosi per noi \u201cfortunati\u201d dell\u2019Occidente. Nessun indizio di ordine economico o sociale, nessun dato sulla produzione e lo spostamento di ricchezza.<\/p>\n<p>Poi, una mattina (quella di oggi), esce la rivelazione illustrata sootto un titolo gi\u00f9 esplosivo (<i>Colletti blu sottopagati. I populismi dell\u2019Est hanno origine a Ovest?<\/i>): \u201c<i>le economie emerse dal socialismo presentano una differenza di fondo con quelle occidentali: in nessuna di esse esiste la contrattazione salariale \u2013 n\u00e9 in azienda, n\u00e9 per settore \u2013 salvo che per le sedi distaccate di poche multinazionali. Per chi lavora nelle fabbriche si applica solo il salario minimo di legge e questo \u00e8 immancabilmente basso, anche rispetto al costo della vita dei territori centro-orientali. Non c\u2019\u00e8 un solo Paese passato dal Patto di Varsavia alla Ue nel quale il salario minimo si avvicini ai 3 euro l\u2019ora o ai 500 euro al mese; \u00e8 lo standard del settore manifatturiero<\/i>\u201d. Il problema, e la frustrazione \u201cpopulistica\u201d, \u00e8 che i prezzi delle merci sui mercati anche dell\u2019Est sono invece di \u201clivello europeo\u201d.<\/p>\n<p>Colpisce il legame diretto tra impossibilit\u00e0 della contrattazione collettiva e basso livello del salario, che contraddice apertamente il comando unico impartito da oltre 25 anni in tutta Europa (\u201cmeno intermediazione sindacale, pi\u00f9 contratti aziendali legati alla produttivit\u00e0\u201d, ecc). L\u00e0 dove non si fa contrattazione, i salari sono da fame e cresce l\u2019odio verso l\u2019Unione Europea\u2026<\/p>\n<p>Che strano, non trovate? Invece di essere contenti di stare finalmente da questa parte della barricata, di poter votare per chi vi dicono, di vedere un po\u2019 di tv commerciale\u2026 si lamentano e attribuiscono all\u2019Europa la causa della propria povert\u00e0.<\/p>\n<p>Due numeri aiutano a dimensionare lo squilibrio economico: \u201c<i>dal 2008 al 2015 nell\u2019elettrotecnica, nella meccanica e nell\u2019auto la quota di import tedesco da Repubblica Ceca, Polonia, Ungheria, Slovacchia e Romania \u00e8 salita dal 18 al 23,4% (a scapito dell\u2019Italia). Da l\u00ec arrivano a prezzi stracciati i pezzi del made in Germany. Le linee produttive ormai sono cos\u00ec integrate che il Fondo monetario parla \u00abcatena di fornitura German-Central European\u00bb, un sistema produttivo unico dove la grandissima parte del valore \u00e8 catturata dalle imprese di grande marchio in Germania. Cos\u00ec l\u2019operaio tedesco, a 35 euro l\u2019ora, guadagna al lordo oltre dieci volte quello polacco, ungherese o slovacco, ma la sua produttivit\u00e0 effettiva \u00e8 molto lontana dall\u2019essere tanto superiore. Si spiega cos\u00ec perch\u00e9 dal 2011 quasi un milione di europei orientali, i pi\u00f9 giovani e istruiti, sia affluito in Germania arricchendone le risorse umane\u201d.<\/i><\/p>\n<p>Cos\u00ec, effettivamente si capisce quasi tutto. Si capisce perch\u00e9 il<i> <\/i>Corriere della Sera abbia aperto questa finestra (l\u2019import tedesco guarda di pi\u00f9 all\u2019Est europeo, riducendo la quota di semilavorati proveniente dall\u2019Italia, con grave danno per le imprese locali); perch\u00e9 ci sia un cos\u00ec grande flusso migratorio slavo verso Berlino e dintorni (che va a sommarsi ai flussi provenienti da Africa e Medio Oriente); perch\u00e9 si diffonda la xenofobia anche in Germania (il lavoro dei migranti \u2013 a prescindere dal colore \u2013 \u00e8 fisiologicamente a pi\u00f9 basso costo rispetto agli standard considerati accettabili per un \u201ctedesco doc\u201d); perch\u00e9, soprattutto, la classe dirigente teutonica sia cos\u00ec ferma nella difesa di un sistema di trattati europei che le concedono un diritto di prevalenza su qualsiasi terreno. Eccetera\u2026<\/p>\n<p>Sorprendente, a questo punto, anche la conclusione: <i>\u201c<\/i><i>Non si spiega, invece, perch\u00e9 la Ue si ostini a non raccomandare<b> <\/b><\/i><i>ai Paesi dell\u2019Est ci\u00f2 che sarebbe ovvio: permettere ai lavoratori di contrattare collettivamente i salari. Quanto a Merkel, anche su questo tace\u201d.<\/i><\/p>\n<p>A ciascuno il suo, ci mancherebbe. Ma a questo punto, non si spiega perch\u00e9 il <i>Corriere<\/i> resti cos\u00ec ferocemente abbarbicato alla &#8220;ricetta tedesca&#8221; sul piano delle relazioni industriali in Italia, dove continua a predicare deflazione salariale, precariet\u00e0 lavorativa e dunque esistenziale, flessibilit\u00e0 totale e riduzione del welfare pubblico, &#8220;disintermediazione&#8221; nei rapproti tra impresa e lavoratori (ossia meno contrattazione collettiva).<\/p>\n<p>La riflessione, infatti avrebbe dovuto essere immediata: \u201c<i>non \u00e8 che stiamo proprio noi, neoliberisti italici, a fomentare il populismo in casa nostra?\u201d.<\/i><\/p>\n<p>Come si diceva una volta, scherzando, l\u2019autocritica degli altri \u00e8 sempre pi\u00f9 facile\u2026<\/p>\n<p><strong>fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/politica-news\/2017\/04\/13\/salari-giu-populismo-ve-ne-accorgete-solo-ora-090883\" target=\"_blank\"><em>http:\/\/contropiano.org\/news\/politica-news\/2017\/04\/13\/salari-giu-populismo-ve-ne-accorgete-solo-ora-090883<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONTROPIANO (Claudio Conti) Niente come la crisi costringe, in certi momenti, a mostrare la realt\u00e0 dei fatti, persino al caduco giornalismo italico. 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