{"id":29993,"date":"2017-04-14T11:00:54","date_gmt":"2017-04-14T09:00:54","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29993"},"modified":"2017-04-13T14:35:33","modified_gmt":"2017-04-13T12:35:33","slug":"leredita-tossica-del-novecento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29993","title":{"rendered":"L\u2019eredit\u00e0 tossica del Novecento"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: left\" align=\"right\">di <strong>MICROMEGA (Pierfranco Pellizzetti)<\/strong><\/div>\n<div align=\"right\"><\/div>\n<div align=\"right\">Il nostro secolo prova che la vittoria degli<br \/>\nideali di giustizia e di eguaglianza \u00e8 sempre<br \/>\neffimera, ma, se si riesce a salvaguardare la<br \/>\nlibert\u00e0, si pu\u00f2 ricominciare da capo\u00bb<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/l%e2%80%99eredita-tossica-del-novecento\/#_ftn1\">[1]<\/a>.<br \/>\n<em>Leo Valiani<\/em><\/p>\n<p>Per la prima volta nella storia, un mondo<br \/>\ninterconnesso e indipendente sar\u00e0 privo di<br \/>\nun singolo centro di gravit\u00e0 o di un angelo<br \/>\ncustode globale\u00bb<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/l%e2%80%99eredita-tossica-del-novecento\/#_ftn2\">[2]<\/a><br \/>\n<em>Charles A. Kupchan <\/em><\/div>\n<p><strong>Fran\u00e7ois Furet<\/strong>, <em>Il passato di un\u2019illusione<\/em>, Mondadori, Milano 1995<br \/>\n<strong>Eric J. Hobsbawm<\/strong>, <em>Il secolo breve<\/em>, Rizzoli, Milano 1995<\/p>\n<p><em>Due sguardi sul secolo breve<\/em><\/p>\n<p>Nell\u2019anno di grazia 1995 l\u2019asfittico panorama librario italiano venne mandato in fibrillazione dall\u2019uscita contemporanea dei ponderosi saggi di due grandissimi storici \u2013 Fran\u00e7ois Furet ed Eric Hobsbawm \u2013 dedicati al medesimo tema; in una sorta di illogica concorrenza distruttiva tra editori: il lascito del secolo morente, considerandolo compresso in un arco temporale ridotto rispetto alle dieci decadi canoniche. Una storia definita \u201cbreve\u201d &#8211; che va dal 1917 al 1991 &#8211; in quanto misurata e segnata dal rapporto antagonistico tra il mondo occidentale e il suo sfidante, l\u2019ordine scaturito tra la Rivoluzione d\u2019Ottobre e la nascita dell\u2019URSS.<\/p>\n<p>Tema decisivo, affrontato in modalit\u00e0 che risentono delle differenze biografiche degli autori: il comunista irriducibile Hobsbawm (1917 \u2013 2012) e l\u2019apostata Furet (1927 \u2013 1997), il cosmopolitico austro-britannico e il francese dalle salde radici nella propria tradizione; il marxista che non dimentica mai il peso della struttura economica e delle composizioni sociali in movimento, a fronte del critico disincantato che esplora le sovrastrutture delle concettualizzazioni e dei modelli di rappresentazione nei loro effetti illusionistici. In ogni caso, entrambi attenti alle strategie del potere e dei suoi adepti nelle loro svariate vesti; si tratti del \u00abvasto gesuitismo burocratico\u00bb del Comintern moscovita (Furet<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/l%e2%80%99eredita-tossica-del-novecento\/#_ftn3\">[3]<\/a>) non meno dei \u00abteologi mondani di un libero mercato senza restrizioni\u00bb (Hobsbawm<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/l%e2%80%99eredita-tossica-del-novecento\/#_ftn4\">[4]<\/a>).<\/p>\n<p>Sicch\u00e9 \u2013 alla fine \u2013 il rigore dell\u2019intellettuale prevale in entrambi sullo spirito di parte; in chi pure ha attraversato con spirito militante le temperie, materiali e spirituali, del proprio tempo terribile. Tanto da metterne in luce gli altrettanto terribili fallimenti.<\/p>\n<p>Scrive il vecchio comunista non pentito: \u00abin breve il secolo \u00e8 finito in un disordine mondiale di natura poco chiara e senza che ci sia un meccanismo ovvio per porvi fine o per tenerlo sotto controllo [\u2026]. Il Secolo breve \u00e8 stato un\u2019epoca di guerre religiose, anche se le religioni pi\u00f9 militanti e assetate di sangue sono state le ideologie laiche affermatesi nell\u2019Ottocento, cio\u00e8 il socialismo e il nazionalismo, i cui idoli erano astrazioni oppure uomini politici venerati come divinit\u00e0\u00bb<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/l%e2%80%99eredita-tossica-del-novecento\/#_ftn5\">[5]<\/a>. Ossia la smentita <em>a consuntivo<\/em> di tutti i programmi escogitati per guidare l\u2019umanit\u00e0 verso un qualche futuro radioso. Tanto da far scrivere all\u2019inveterato anti-comunista parole non troppo dissimili da quelle del collega: \u00abl\u2019idea di un\u2019<em>altra<\/em> societ\u00e0 \u00e8 diventata quasi impossibile da pensare e d\u2019altronde nel mondo d\u2019oggi nessuno avanza la minima traccia d\u2019un nuovo concetto sul tema. Ormai siamo condannati a vivere nel mondo in cui viviamo. \u00c8 una condizione troppo austera e contraria allo spirito delle societ\u00e0 moderne per poter durare. La democrazia con la sua sola esistenza fabbrica il bisogno d\u2019un mondo che venga dopo la borghesia e il capitale, in cui per la sua sola esistenza possa sbocciare una vera comunit\u00e0 umana\u00bb<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/l%e2%80%99eredita-tossica-del-novecento\/#_ftn6\">[6]<\/a>.<\/p>\n<p>Altri diranno successivamente che la realt\u00e0 a cui siamo condannati \u00e8 il tempo zero di un post-industriale finanziarizzato, in cui i conflitti vengono cancellati e la mediatizzazione anestetizza lo spirito critico diffondendo la convinzione che stiamo vivendo nel migliore dei mondi possibili. L\u2019ucronia cristallizzata\/simulata di un \u201cpresente esteso\u201d che la sociologa Helga Nowotny &#8211; un quinquennio prima &#8211; aveva descritto come orizzonte piatto e immobile in cui \u00abil progresso invecchia\u00bb e il futuro non \u00e8 pi\u00f9 lo spazio in cui si potevano proiettare i desideri<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/l%e2%80%99eredita-tossica-del-novecento\/#_ftn7\">[7]<\/a>. Sicch\u00e9, se il Comunismo finisce in nulla \u2013 annota Furet \u2013 pure \u00abla storia ridiventa un tunnel in cui l\u2019uomo entra nel buio, senza sapere dove lo porteranno le sue azioni, incerto sul proprio destino, privo dell\u2019illusoria sicurezza d\u2019una scienza di quello che fa\u00bb<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/l%e2%80%99eredita-tossica-del-novecento\/#_ftn8\">[8]<\/a>.<\/p>\n<p><em>L\u2019americanizzazione del mondo<br \/>\n<\/em><br \/>\nIl poeta Thomas S. Eliot, lo aveva prefigurato.<\/p>\n<p>\u00abIl mondo finisce in questo modo: non con il rumore di un\u2019esplosione, ma con un fastidioso piagnisteo\u00bb.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 grandezza e neppure nobilt\u00e0 secondo i Nostri ufficiali certificatori del secolo agli sgoccioli. Una stagione comunemente definita \u201camericana\u201d. Quanto il critico dell\u2019occidentalizzazione stelle-e-strisce Hobsbawm aveva rimarcato &#8211; cinque anni dopo l\u2019uscita del saggio di cui si parla &#8211; in un libro-intervista con il giornalista Antonio Polito: non solo per il dinamismo economico, ma anche per \u00abl\u2019egemonia culturale degli Stati Uniti, specialmente nella cultura popolare [\u2026] rafforzata dal ruolo crescente della lingua inglese e dalla diffusione dell\u2019informatica, che \u00e8 tarata sulla lingua inglese\u00bb<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/l%e2%80%99eredita-tossica-del-novecento\/#_ftn9\">[9]<\/a>. Rincara la dose l\u2019intellettuale filo-occidentale, docente dell\u2019<em>\u00c9cole des Hautes \u00c9tudes<\/em> parigina: l\u2019America \u00e8 un\u2019ideologia. Come ne \u00e8 conferma il fatto che \u00abla Rivoluzione americana, anzich\u00e9 instaurare una societ\u00e0 universale di individui liberi ed eguali contro un\u2019eredit\u00e0 feudale e monarchica, cerca di restaurare i diritti imprescrittibili dei coloni inglesi\u00bb<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/l%e2%80%99eredita-tossica-del-novecento\/#_ftn10\">[10]<\/a>. La trasformazione in nazione di una \u201cplutocrazia coloniale\u201d. E con questo si giunge al <em>cuore di tenebra<\/em> del lascito tardo novecentesco. Il cinismo totale e sistemico.<\/p>\n<p>Quanto matura nella contrapposizione portata all\u2019estremo tra due sistemi politici e sociali, unici agonisti campali di un conflitto combattuto prima di tutto con le armi ideologiche, che fu denominato \u201cGuerra Fredda\u201d: l\u2019URSS staliniana e l\u2019America avviata a diventare \u201cmaccartista\u201d; dal nome del senatore americano Joseph McCarthy che ne diventer\u00e0 il grande inquisitore.<\/p>\n<p>Vicenda che negli <em>States<\/em> raggiunger\u00e0 l\u2019acme tra il 1950 e il 1954, sotto forma di crociata del Bene, producendo un imbarbarimento paranoico che marcher\u00e0 in maniera indelebile il discorso pubblico della superpotenza occidentale. A fronte di un ulteriore, speculare, aggravamento della sindrome complottista a Oriente.<\/p>\n<p>\u00abIl maccartismo dunque rinnova la violenza antiliberale che ha caratterizzato molti movimenti populistici nella storia americana. Il \u2018popolo\u2019, portatore dei valori della nazione, ossessionato dal tradimento delle \u00e9lite, si precipita verso i demagoghi. Ritrova la tradizione xenofoba del \u2018nativismo\u2019, che in America ha l\u2019ossessione di braccare tutto ci\u00f2 che non \u00e8 \u2018americano\u2019, tutto ci\u00f2 che somiglia al cosmopolitismo e di cui gli intellettuali sono portatori quasi naturali: la realt\u00e0 sociale del comunismo e del \u2018progressismo\u2019 negli Stati Uniti offre un bersaglio privilegiato alla passione antintellettualistica che fa parte del carattere politico nazionale. L\u2019aspetto paradossale della \u2018paura dei rossi\u2019 sta nel fatto che, trasformando un avversario esterno in nemico interno, mobilita la tradizione isolazionistica dell\u2019opinione pubblica americana a servizio di una politica estera interventista\u00bb<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/l%e2%80%99eredita-tossica-del-novecento\/#_ftn11\">[11]<\/a>.<\/p>\n<p>Alla luce della recente elezione a presidente degli Stati Uniti di Donald Trump, chi pu\u00f2 definire \u201cdatata\u201d questa analisi di oltre vent\u2019anni fa? Come pure la chiosa di Hobsbawm: \u00abl\u2019isteria collettiva anticomunista rendeva pi\u00f9 facile reperire le grandi somme richieste dalla politica americana, ricavandole da una cittadinanza notoriamente restia a pagare le tasse\u00bb<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/l%e2%80%99eredita-tossica-del-novecento\/#_ftn12\">[12]<\/a>. Da qui la scoperta burocratica dei vantaggi di un conflitto senza eserciti in campo, intuita per primo dal grande corruttore J. Edgar Hoover, irremovibile capo dell\u2019FBI; comunque indispensabili per alimentare ed espandere ci\u00f2 che venne chiamato il \u201ccomplesso militare-industriale\u201d. Ma anche il pi\u00f9 mastodontico e intrusivo apparato di controllo che mente umana avesse mai concepito; dal <em>Panopticom <\/em>di Geremia Bentham.<\/p>\n<p>Infezioni della vita civile che si sono trascinate anche nel secolo seguente, con cui continuiamo a fare i conti.<strong><em><\/p>\n<p><\/em><\/strong><em>Sorvegliare e punire<\/em><\/p>\n<p>All\u2019avvio dell\u2019ultimo quarto del Novecento, un maestro nell\u2019arte di auscultare le viscere del dominio &#8211; Michel Foucault \u2013 aveva teorizzato il \u201cpotere disciplinare\u201d; la grande macchina al servizio dell\u2019economia del potere, messa a punto agli albori del Moderno, in cui \u00abla disciplina <em>fabbrica <\/em>individui; essa \u00e8 la tecnologia specifica di un potere che si conferisce gli individui sia come oggetti sia come strumenti del proprio esercizio\u00bb<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/l%e2%80%99eredita-tossica-del-novecento\/#_ftn13\">[13]<\/a>. Di certo l\u2019incollocabile filosofo di Poitiers non avrebbe prefigurato un\u2019espansione virale di tale livello, quale quella raggiunta dall\u2019odierno apparato di controllo informatizzato. In cui vecchie paranoie innescano quell\u2019attacco globale alla privacy con cui, per tutelare i loro inconfessabili interessi, governi e <em>corporation<\/em> minacciano la libert\u00e0 in nome della sicurezza. Con le parole di Manuel Castells, \u00abnon \u00e8 il Grande Fratello, ma una moltitudine di piccole sorelle, agenzie di sorveglianza ed elaborazione delle informazioni che registrano per sempre il nostro comportamento e formano un database che accompagna la nostra vita, a partire dal nostro DNA e dalle caratteristiche personali (la nostra retina, le nostre impronte digitali come contrassegni digitali)\u00bb<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/l%e2%80%99eredita-tossica-del-novecento\/#_ftn14\">[14]<\/a>.<\/p>\n<p>Quanto descritto nel film tedesco, premio Oscar 2006, \u201cLe vite degli altri\u201d sulla pervasiva attivit\u00e0 di sorveglianza della Stasi, la polizia segreta della DDR, ha ormai trovato un formidabile alleato in Internet. Come spiega il cyber-esperto bielorusso Evgeny Morozov: \u00abil passaggio al digitale ha risolto molti problemi legati alla sorveglianza in et\u00e0 analogica. La sorveglianza digitale \u00e8 pi\u00f9 pratica ed economica: lo spazio di memoria \u00e8 infinito, l\u2019attrezzatura costa pochissimo e la tecnologia permette di fare molto di pi\u00f9 con molto meno\u00bb<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/l%e2%80%99eredita-tossica-del-novecento\/#_ftn15\">[15]<\/a>. Visto che ora non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 bisogno di leggere ogni parola di un\u2019e-mail ma basta indirizzare la ricerca su alcuni termini-chiave e concentrarsi solo su alcuni segmenti di conversazione.<\/p>\n<p>Portando all\u2019ennesima potenza ci\u00f2 di cui gi\u00e0 Albert Speer, ministro del Terzo Reich, era consapevole testimoniando al processo di Norimberga: \u00abi primi dittatori, per la loro leadership, avevano bisogno di assistenti altamente qualificati; gente che fosse in grado di pensare e agire in modo indipendente. Nell\u2019era dello sviluppo tecnico moderno, il sistema totalitario pu\u00f2 farne a meno: solo i mezzi di comunicazione rendono possibile la meccanizzazione della leadership subalterna\u00bb.<\/p>\n<p>Un\u2019entit\u00e0 mostruosa e capace di inquinare ci\u00f2 che appena lambisce. Ma &#8211; va detto &#8211; primario lascito del Secolo breve al Terzo Millennio; sia per quanto riguarda l\u2019orientamento allo scopo delle tecnologie dell\u2019informazione, sia per il radicamento nella mente dei dominanti di concettualizzazioni funzionali al loro uso distorto.<\/p>\n<p>Da qui l\u2019amara (e scoraggiante) conclusione stilata all\u2019inizio del nuovo secolo da Luciano Canfora: \u00abha vinto la libert\u00e0 \u2013 nel mondo ricco \u2013 con tutte le terribili conseguenze che ci\u00f2 comporta e comporter\u00e0 per gli altri. La democrazia \u00e8 rinviata ad altre epoche e sar\u00e0 pensata, daccapo, da altri uomini. Forse non pi\u00f9 europei\u00bb<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/l%e2%80%99eredita-tossica-del-novecento\/#_ftn16\">[16]<\/a>.<\/p>\n<p>Sicch\u00e9, nella speranza di non dover subire tale triste prospettiva, ancora dopo vent\u2019anni le opere di due storici ormai defunti possono risultare utili per meglio comprendere quali siano le scelte per chi crede ancora possibile l\u2019avvento di tempi pi\u00f9 umani e illuminati.<\/p>\n<p>NOTE<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/l%e2%80%99eredita-tossica-del-novecento\/#_ftnref1\">[1]<\/a> L. Valiani in <em>Il secolo breve<\/em>, cit. pag. 14<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/l%e2%80%99eredita-tossica-del-novecento\/#_ftnref2\">[2]<\/a> C. A. Kupchan, <em>Nessuno controlla il mondo<\/em>, il Saggiatore, Milano 2013 pag. 16<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/l%e2%80%99eredita-tossica-del-novecento\/#_ftnref3\">[3]<\/a> F. Furet, <em>Il passato<\/em>, cit. pag. 247<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/l%e2%80%99eredita-tossica-del-novecento\/#_ftnref4\">[4]<\/a> E. Hobsbawm, <em>Il secolo<\/em>, cit. pag. 22<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/l%e2%80%99eredita-tossica-del-novecento\/#_ftnref5\">[5]<\/a> E. Hobsbawm, <em>Il secolo<\/em>, cit. pag, 650<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/l%e2%80%99eredita-tossica-del-novecento\/#_ftnref6\">[6]<\/a> F. Furet, <em>Il passato<\/em>, cit. pag. 560<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/l%e2%80%99eredita-tossica-del-novecento\/#_ftnref7\">[7]<\/a> H. Nowotny, <em>Tempo presente<\/em>, il Mulino, Bologna 1993 pag. 51<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/l%e2%80%99eredita-tossica-del-novecento\/#_ftnref8\">[8]<\/a> F. Furet, <em>il passato<\/em>, cit. pag. 559<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/l%e2%80%99eredita-tossica-del-novecento\/#_ftnref9\">[9]<\/a> E. Hobsbawm, <em>Intervista sul nuovo secolo<\/em>, Laterza, Roma\/Bari 1999 pag. 45<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/l%e2%80%99eredita-tossica-del-novecento\/#_ftnref10\">[10]<\/a> F. Furet, <em>Gli occhi della storia<\/em>, Mondadori, Milano 2001 pag. 79<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/l%e2%80%99eredita-tossica-del-novecento\/#_ftnref11\">[11]<\/a> F. Furet, <em>Il passato<\/em>, cit. 479<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/l%e2%80%99eredita-tossica-del-novecento\/#_ftnref12\">[12]<\/a> E. Hobsbawm, <em>Il secolo<\/em>, cit. pag. 278<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/l%e2%80%99eredita-tossica-del-novecento\/#_ftnref13\">[13]<\/a> M. Foucault, <em>Sorvegliare e punire<\/em>, Einaudi, Torino 1976 pag. 186<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/l%e2%80%99eredita-tossica-del-novecento\/#_ftnref14\">[14]<\/a> M. Castells, <em>Galassia Internet<\/em>, Feltrinelli, Milano 2002 pag. 172<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/l%e2%80%99eredita-tossica-del-novecento\/#_ftnref15\">[15]<\/a> E. Morozov, <em>L\u2019ingenuit\u00e0 della rete<\/em>, Codice, Torino 2011 pag. 140<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/l%e2%80%99eredita-tossica-del-novecento\/#_ftnref16\">[16]<\/a> L. Canfora, <em>Democrazia<\/em>, Laterza, Roma\/Bari 2004 pag. 367<\/p>\n<p><strong>fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/l%e2%80%99eredita-tossica-del-novecento\/\" target=\"_blank\"><em>http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/l%e2%80%99eredita-tossica-del-novecento\/<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MICROMEGA (Pierfranco Pellizzetti) Il nostro secolo prova che la vittoria degli ideali di giustizia e di eguaglianza \u00e8 sempre effimera, ma, se si riesce a salvaguardare la libert\u00e0, si pu\u00f2 ricominciare da capo\u00bb[1]. Leo Valiani Per la prima volta nella storia, un mondo interconnesso e indipendente sar\u00e0 privo di un singolo centro di gravit\u00e0 o di un angelo custode globale\u00bb[2] Charles A. Kupchan Fran\u00e7ois Furet, Il passato di un\u2019illusione, Mondadori, Milano 1995 Eric J.&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":79,"featured_media":17621,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/micromega.gif","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-7NL","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29993"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/79"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=29993"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29993\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":29994,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29993\/revisions\/29994"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17621"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=29993"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=29993"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=29993"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}