{"id":29999,"date":"2017-04-16T00:25:45","date_gmt":"2017-04-15T22:25:45","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29999"},"modified":"2017-04-16T10:17:51","modified_gmt":"2017-04-16T08:17:51","slug":"un-confronto-tra-krugman-e-sapir","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=29999","title":{"rendered":"Un confronto tra Krugman e Sapir"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il primo dei seguenti articoli \u00e8 un intervento con cui Paul Krugman prova a fare della propaganda elettorale in Francia. Intervenendo da economista, egli si prende la libert\u00e0 di trattare l&#8217;appartenenza della Francia all&#8217;euro e alla UE in termini soltanto economici, non come una questione politica entro la questione geopolitica del ruolo dell&#8217;Europa nell&#8217;attuale scontro tra l&#8217;impero anglosassone da un lato e l&#8217;asse russo-cinese-iraniano dall&#8217;altro. Cos\u00ec, mentre l&#8217;oligarchia di cui egli \u00e8 esponente non sembra atterrita dalla prospettiva di una ecatombe nucleare, Krugman riduce la scelta degli elettori francesi a una risibile questione di prosperit\u00e0 e di variet\u00e0 dell&#8217;offerta di merci. A questa prima libert\u00e0 ne segue una seconda, di carattere economico, quella di confrontare il costo del lavoro della Francia non con quello della Germania, ma con quello medio europeo, come se il partner commerciale della Francia non fosse la Germania ma l&#8217;Europa. \u00c8 questa la giusta obiezione contenuta nel secondo articolo che proponiamo, di Jacques Sapir. Forse ce n&#8217;\u00e8 per\u00f2 una terza: finora la Francia non si \u00e8 affatto imposta l&#8217;austerit\u00e0 cos\u00ec terribile di cui parla Krugman, dal momento che ha regolarmente infranto i parametri fissati a Maastricht; la sua vera austerit\u00e0 comincerebbe dalla vittoria dell&#8217;europeista Macron.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 18pt;\">L&#8217;Europa ha problemi, ma Le Pen non \u00e8 la soluzione<\/span><\/strong><br \/>\ndi <span style=\"text-decoration: underline;\">Paul Krugman<\/span>, 11 aprile 2017<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;articolo originale \u00e8 disponibile al seguente indirizzo:<br \/>\nhttps:\/\/krugman.blogs.nytimes.com\/2017\/04\/11\/europe-has-problems-but-le-pen-is-not-the-answer\/?_r=0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Traduzione di <em>Paolo Di Remigio<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra poche settimana in Francia ci saranno le elezioni presidenziali e ci sono comprensibili preoccupazioni che possa esserci uno scossone simile a quello di Trump. In particolare, i tormenti dell&#8217;euro hanno macchiato la reputazione del progetto europeo \u2013 la lunga marcia verso pace e prosperit\u00e0 tramite l&#8217;integrazione economica \u2013 e hanno giocato a favore dei politici anti-europeisti. E i miei contatti francesi mi dicono che la campagna della Le Pen cerca di presentare le critiche delle politiche europee provenienti da eminenti economisti come sostegni impliciti al programma del FN.<br \/>\nNon lo sono.<br \/>\nDal 2010 sono stato un critico severo tanto dell&#8217;euro quanto delle politiche di austerit\u00e0 seguite nell&#8217;area euro. La Francia potrebbe e dovrebbe fare molto meglio di quanto faccia. Ma i generi di politiche di cui il FN parla \u2013 uscita unilaterale non solo dall&#8217;euro ma dalla UE \u2013 danneggerebbero l&#8217;economia francese, anzich\u00e9 aiutarla.<br \/>\nIniziamo dall&#8217;euro. La moneta unica \u00e8 stata ed \u00e8 un progetto difettoso, e i paesi che non vi sono mai entrati \u2013 Svezia, Regno Unito, Islanda \u2013 hanno beneficiato della flessibilit\u00e0 che viene dalle monete indipendenti. C&#8217;\u00e8 per\u00f2 una differenza enorme tra la scelta di non entrare sin dal primo momento e di lasciarla una volta che si \u00e8 dentro. I costi di transizione dell&#8217;uscita dall&#8217;euro e del ritorno alla moneta nazionale sarebbero enormi: fughe massicce di capitali causerebbero crisi bancarie, si dovrebbero imporre controlli di capitali e festivit\u00e0 bancarie, i problemi di come valutare i contratti creerebbero una palude legale, gli affari sarebbero arrestati per un lungo periodo intermedio di confusione e incertezza.<br \/>\nQuesti costi potrebbero certo essere sopportati in circostanze estreme, come quelle riguardanti la Grecia: per un&#8217;economia molto depressa, che ha bisogno di una riduzione radicale nei costi relativi ai suoi partner commerciali, anche un&#8217;uscita costosa dall&#8217;euro seguita da svalutazione potrebbe essere preferibile ad anni di insostenibile deflazione.<br \/>\nQuesta descrizione non si adatta per\u00f2 alla Francia. I livelli occupazionali in Francia potrebbero essere migliori, ma non sono terribili \u2013 gli adulti di fascia intermedia hanno pi\u00f9 probabilit\u00e0 di trovare occupazione di quanto l&#8217;abbiano negli Stati Uniti. E dalla creazione dell&#8217;euro, i costi del lavoro hanno grosso modo seguito la media dell&#8217;area euro presa come un tutto. Cos\u00ec ci sono pochi motivi per credere che il franco ripristinato possa o debba subire una forte svalutazione:<\/p>\n<div class=\"w480\">\n<figure class=\"media photo promo\">\n<div class=\"image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" id=\"100000005038528\" src=\"https:\/\/static01.nyt.com\/images\/2017\/04\/11\/opinion\/041117krugman1\/041117krugman1-blog480.png\" alt=\"\" width=\"480\" height=\"311\" \/><\/div>\n<\/figure>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>(Fonte OCSE)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In breve, per la Francia uscire dall&#8217;euro comporterebbe tutti i costi che la Grecia dovrebbe affrontare, senza nessun beneficio.<br \/>\nE che dire della UE in generale? Ci sono tutte le ragioni di credere che l&#8217;appartenenza alla UE, aprendo alla Francia un mercato molto maggiore di quello che potrebbe darsi da sola, renda l&#8217;industria francese pi\u00f9 produttiva e offra ai cittadini francesi una gamma di prodotti convenienti pi\u00f9 ampia di quanto potrebbero acquistare altrimenti. Spiacente, ma la Francia non \u00e8 abbastanza grande da poter prosperare con politiche economiche nazionaliste ed orientate all&#8217;interno. E dati i benefici di appartenere a un&#8217;entit\u00e0 economica maggiore, appartenere a Schengen \u2013 che riduce le frizioni e fa funzionare meglio l&#8217;integrazione \u2013 dovrebbe essere considerato un privilegio, non un peso.<br \/>\nNon sto sostenendo a tutti i costi che la UE sia bella o che la politica francese sia grande. Il consensus europeo a favore dell&#8217;austerit\u00e0 \u00e8 infinitamente errato e distruttivo \u2013 e la Francia \u00e8 stata troppo diligente nell&#8217;imporsi un&#8217;austerit\u00e0 non necessaria. A volte dico che il malanno economico pi\u00f9 serio che di cui soffre la Francia \u00e8 l&#8217;ipocondria, una volont\u00e0 di credere alla propaganda che l&#8217;ha rappresentata come il malato d&#8217;Europa per pi\u00f9 di tre decenni, anche se continua a esibire alta produttivit\u00e0 e livelli occupazionali decenti.<br \/>\nIl punto \u00e8, tuttavia, che nulla di ci\u00f2 che il FN ha da offrire muoverebbe la Francia nella direzione giusta. Che Le Pen ed economisti come me siano entrambi critici della politica europea non significa proprio che abbiamo qualcosa in comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 18pt;\">Paul Krugman e l\u2019euro<\/span><\/strong><br \/>\ndi <span style=\"text-decoration: underline;\">Jacques Sapir<\/span>, 13 aprile 2017<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;articolo originale pu\u00f2 essere consultato al seguente indirizzo:<br \/>\nhttp:\/\/russeurope.hypotheses.org\/5901<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Traduzione di <em>Paolo Di Remigio<\/em>.<br \/>\nPaul Krugman ha appena pubblicato una breve nota in cui spiega (in sostanza) che se l&#8217;Europa ha \u00abproblemi\u00bb questi non sono legati all&#8217;esistenza dell&#8217;euro, e dunque non potrebbero essere risolti dai programmi dei candidati (la signora Le Pen e il signor M\u00e9lenchon) che mettono in causa l&#8217;esistenza della moneta unica.<br \/>\nPer puntellare i suoi pareri, confronta la curva del costo salariale reale della Francia a quella della media della zona euro, e la trova simile. Ne \u00abdeduce\u00bb che l&#8217;Euro non sia colpevole (proprio come aveva dedotto a suo tempo che \u00abla mondializzazione non \u00e8 colpevole\u00bb).<br \/>\n<em>Grafico 1<\/em><br \/>\n<em> L&#8217;evoluzione dei costi salariali unitari secondo Krugman<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/f.hypotheses.org\/wp-content\/blogs.dir\/981\/files\/2017\/04\/041117krugman1-blog480.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5902\" src=\"https:\/\/f.hypotheses.org\/wp-content\/blogs.dir\/981\/files\/2017\/04\/041117krugman1-blog480.png\" sizes=\"(max-width: 480px) 100vw, 480px\" srcset=\"https:\/\/f.hypotheses.org\/wp-content\/blogs.dir\/981\/files\/2017\/04\/041117krugman1-blog480.png 480w, https:\/\/f.hypotheses.org\/wp-content\/blogs.dir\/981\/files\/2017\/04\/041117krugman1-blog480-300x194.png 300w\" alt=\"\" width=\"480\" height=\"311\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;unico problema \u00e8 che l&#8217;euro inasprisce le divergenze <em>all&#8217;interno della zona euro<\/em> e che dunque non ha alcun senso prendere un dato medio. Occorre prendere i dati dei paesi e non soltanto della Francia. Ho dunque rifatto i calcoli e confrontato i risultati. Si vede (grafico 2) che la Francia, l&#8217;Italia e la Finlandia hanno costi salariali unitari nettamente pi\u00f9 elevati di quelli della Germania, dell&#8217;Austria, ma anche dei due paesi del sud dell&#8217;Europa che pi\u00f9 hanno sofferto le politiche di austerit\u00e0 (che d&#8217;altra parte Paul Krugman a giusto titolo denuncia), la Spagna e la Grecia.<br \/>\n<em>Grafico 2<\/em><br \/>\n<em> Stima dei costi salariali unitari (fonte OCSE)<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/f.hypotheses.org\/wp-content\/blogs.dir\/981\/files\/2017\/04\/A-01-A-gr1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-5903\" src=\"https:\/\/f.hypotheses.org\/wp-content\/blogs.dir\/981\/files\/2017\/04\/A-01-A-gr1-500x305.jpg\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" srcset=\"https:\/\/f.hypotheses.org\/wp-content\/blogs.dir\/981\/files\/2017\/04\/A-01-A-gr1-500x305.jpg 500w, https:\/\/f.hypotheses.org\/wp-content\/blogs.dir\/981\/files\/2017\/04\/A-01-A-gr1-300x183.jpg 300w, https:\/\/f.hypotheses.org\/wp-content\/blogs.dir\/981\/files\/2017\/04\/A-01-A-gr1-768x469.jpg 768w, https:\/\/f.hypotheses.org\/wp-content\/blogs.dir\/981\/files\/2017\/04\/A-01-A-gr1.jpg 1423w\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"305\" \/><\/a><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come il FMI ha dimostrato in modo chiarissimo in un documento pubblicato l&#8217;estate scorsa, l&#8217;euro porta a svalutare i costi in Germania e a sopravvalutarli in paesi come la Francia e l&#8217;Italia. Ho dunque ripreso i calcoli fatti a partire dai dati dell&#8217;OCSE, ma ipotizzando che la Germania, la Francia, l&#8217;Italia e la Spagna avessero conservato le loro monete, e che queste ultime si fossero apprezzate o deprezzate regolarmente dal 2000 per raggiungere il livello di scarto dalla parit\u00e0 indicata nel documento del FMI. Se ne possono vedere i risultati nel grafico 3.<br \/>\n<em>Grafico 3<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/f.hypotheses.org\/wp-content\/blogs.dir\/981\/files\/2017\/04\/A-01-A-gr2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-5904\" src=\"https:\/\/f.hypotheses.org\/wp-content\/blogs.dir\/981\/files\/2017\/04\/A-01-A-gr2-500x304.jpg\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" srcset=\"https:\/\/f.hypotheses.org\/wp-content\/blogs.dir\/981\/files\/2017\/04\/A-01-A-gr2-500x304.jpg 500w, https:\/\/f.hypotheses.org\/wp-content\/blogs.dir\/981\/files\/2017\/04\/A-01-A-gr2-300x182.jpg 300w, https:\/\/f.hypotheses.org\/wp-content\/blogs.dir\/981\/files\/2017\/04\/A-01-A-gr2-768x467.jpg 768w, https:\/\/f.hypotheses.org\/wp-content\/blogs.dir\/981\/files\/2017\/04\/A-01-A-gr2.jpg 1423w\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"304\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si constata che in Germania il costo unitario del lavoro si apprezza in modo massiccio e istantaneo per arrivare a una differenza del +12% con la Francia e con l&#8217;Italia (e non del \u20137% come accade con l&#8217;euro) e del +22% con la Spagna. Detto altrimenti, \u00e8 proprio l&#8217;euro che con la sua svalutazione dei costi salariali unitari in Germania e con la loro sopravvalutazione negli altri paesi, alimenta lo straordinario eccesso commerciale della Germania (+8% del PIL), ma anche il fenomeno di distruzione dell&#8217;occupazione industriale che abbiamo conosciuto in Francia, in Italia e in Spagna.<br \/>\nChe il signor Krugman voglia dare questo o quel giudizio sulla vita politica in Francia \u00e8 assolutamente un suo diritto. Ma per farlo non falsifichi i dati statistici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il primo dei seguenti articoli \u00e8 un intervento con cui Paul Krugman prova a fare della propaganda elettorale in Francia. 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