{"id":30001,"date":"2017-04-18T18:37:13","date_gmt":"2017-04-18T16:37:13","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30001"},"modified":"2017-04-18T18:37:13","modified_gmt":"2017-04-18T16:37:13","slug":"luscita-dalleuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30001","title":{"rendered":"L&#8217;uscita dall&#8217;euro"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Un articolo preoccupato di Sapir sulla situazione francese. Il dissolvimento degli Stati nell&#8217;Eurozona \u00e8 stato un processo eversivo, per quanto la sua studiata lentezza non lo abbia fatto percepire come tale; l\u2019uscita della Francia dall&#8217;Eurozona non pu\u00f2 dunque essere affidata alle procedure democratiche normali, perch\u00e9 queste rischierebbero di essere impotenti di fronte alle violente reazioni dei mercati, delle oligarchie e della Germania. I due candidati anti-europeisti, Mme Le Pen e M. Jean-Luc M\u00e9lenchon, sembrano non rendersene conto. Se cos\u00ec fosse, in caso di vittoria essi andrebbero incontro alla stessa umiliazione di Tsipras.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 18pt;\">L&#8217;uscita dall&#8217;euro<\/span><\/strong><br \/>\ndi <strong>Jacques Sapir<\/strong><br \/>\n14 aprile 2017<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Traduzione di <em>Paolo Di Remigio<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con l&#8217;irruzione di Jean-Luc M\u00e9lenchon nel trio di testa per il primo turno delle elezioni presidenziali francesi, la questione di una possibile uscita dall&#8217;euro comincia ad agitare i mercati finanziari. Lo si vede dall&#8217;aumento delle differenze dei tassi tra la Francia e la Germania e dall&#8217;aumento della volatilit\u00e0 sui mercati, e in particolare intorno al debito francese. In questo trio, divenuto ormai un quartetto, abbiamo due candidati (Mme Le Pen e M. M\u00e9lenchon) che evocano una possibile uscita dalla moneta unica. Ne siamo dunque indotti a riflettere su come si presenterebbero i primi giorni di presidenza di questi due candidati.<br \/>\nL&#8217;uno e l&#8217;altro hanno delineato uno scenario politico, Marine Le Pen con un referendum e Jean-Luc M\u00e9lenchon con un negoziato sul piano \u00abA\u00bb, prima di decidere se si risolveranno o meno a uscire dall&#8217;euro. Questi scenari sono entrambi politicamente coerenti. Rispettano tutte le forme della democrazia formale. Ma non tengono alcun conto delle realt\u00e0 economiche e soprattutto non tengono conto dei tempi economici e finanziari che sono molto differenti dai tempi politici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un referendum impossibile<\/strong><br \/>\nAmmettiamo che Marine Le Pen vinca al secondo turno, o si trovi in situazione di vantaggio a met\u00e0 dell&#8217;ultima settimana di campagna del secondo turno. \u00c8 allora evidente che la speculazione si scatener\u00e0, anche solo per tentare di influenzare il voto dei francesi. Concretamente, questo significa un&#8217;impennata dei tassi di interesse e dei trasferimenti massicci dei capitali. \u00c8 impossibile per Mme Le Pen, se dovesse essere eletta, rassegnarsi a questa situazione che metterebbe l&#8217;economia della Francia in pericolo.<br \/>\nLe soluzioni sono note: di fronte alla fuga dei capitali occorre porre in atto un controllo dei capitali che renda molto costosa ogni transazione <em>finanziaria<\/em> speculativa, e questo senza penalizzare i movimenti normali (import-export e turismo). Di fronte all&#8217;aumento dei tassi di interesse occorre esigere che la Banca di Francia rifinanzi a un tasso preferenziale il debito pubblico, che il governo deve lasciare \u00abandare\u00bb, e una parte dei debiti privati. Queste due misure (non sono evidentemente le sole) sono possibili, ma esigono:<br \/>\n\u2022 Una rottura, bench\u00e9 provvisoria, con i trattati e le regole dell&#8217;Unione Europea per poter mettere in atto il controllo dei capitali.<br \/>\n\u2022 Una rottura con le regole dell&#8217;Unione economica e monetaria, ci\u00f2 che si chiama \u00abEurozona\u00bb, per permettere alla Banca di Francia di svolgere il suo ruolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molto concretamente quando il governo costituito dalla nuova presidente avr\u00e0 deciso di riprendere il controllo, anche temporaneo, sulla Banca di Francia, poich\u00e9 quest&#8217;ultima fa parte del \u00absistema europeo\u00bb, la Banca Centrale Europea sospender\u00e0 le sue relazioni con essa, oppure dichiarer\u00e0 che gli \u00abeuro\u00bb circolanti in Francia non fanno pi\u00f9 parte dell&#8217;\u00abEurozona\u00bb. Saremo allora, per forza di cose, davanti a un&#8217;uscita dall&#8217;euro, uscita che potrebbe sopravvenire molto rapida.<br \/>\nL&#8217;altra soluzione sarebbe che Mme Le Pen rinneghi <em>immediatamente<\/em> i suoi impegni della campagna elettorale e assicuri che <em>in nessun caso<\/em> intende uscire dall&#8217;Eurozona. Perch\u00e9 i mercati e i partner europei (in primo luogo la Germania) non si accontenteranno di vaghe assicurazioni. Vorranno impegni concreti e stringenti.<br \/>\nAllora si comprende che molto rapidamente, nella prima settimana della sua presidenza, Mme Le Pen avr\u00e0 la scelta tra smentire il suo programma su un punto capitale, ci\u00f2 che ne invaliderebbe una gran parte, oppure decidere che, avendo la legittimit\u00e0 di un presidente eletto, ella debba prendere le decisioni necessarie per salvaguardare gli interessi dei Francesi senza attendere un referendum. Dovr\u00e0 allora usare misure di urgenza che sono nella nostra Costituzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Piano \u00abA\u00bb illusorio<\/strong><br \/>\nAmmettiamo ora che sia M. M\u00e9lenchon ad essere eletto. Pretender\u00e0 di aprire una fase di negoziazione (piano \u00abA\u00bb). Ma sar\u00e0 soggetto agli stessi problemi di Mme Le Pen, forse un poco ridotti, ma questo non \u00e8 affatto sicuro. Di pi\u00f9, sar\u00e0 di fronte al finanziamento delle misure sociali che vuole mettere in opera. Ora, queste ultime implicano un finanziamento, almeno parziale, dalla Banca di Francia. Gli economisti responsabili di \u00abFrancia ribelle\u00bb non sembrano comprendere che ogni azione unilaterale della Banca di Francia (che implica d&#8217;altronde che quest&#8217;ultima sia stata messa sotto l&#8217;autorit\u00e0 del governo per un periodo provvisorio) provocher\u00e0 <em>immediatamente<\/em> una reazione brutale della Banca Centrale Europea, reazione che prender\u00e0 la forma di una rottura tra la Francia e l&#8217;Eurozona e del non riconoscimento degli \u00abeuro francesi\u00bb come euro. \u00c8 la minaccia che fu applicata con successo contro la Grecia. Conviene ricordarsene.<br \/>\nDunque o che si lasci fare la BCE e la liquidit\u00e0 si rarefaccia rapidamente in Francia mettendo l&#8217;economia in blocco, o che la Banca di Francia diventi l&#8217;unico \u00abprestatore in ultima istanza\u00bb dell&#8217;economia francese, <em>de facto<\/em> saremo usciti dall&#8217;euro.<br \/>\nSi comprende allora che, davanti a questi avvenimenti che avranno un aspetto drammatico, l&#8217;idea di convocare un&#8217;assemblea costituente sar\u00e0 di fatto impossibile: sia che M\u00e9lenchon si inginocchi immediatamente, subendo a sua volta la sorte di Tsipras e partecipando alla sua vergogna, sia che, contro i suoi impegni attuali, debba comportarsi da presidente della Quinta Repubblica e usare le prerogative di quest&#8217;ultimo. Ma, anche lui, sar\u00e0 molto rapidamente di fronte alle scelte seguenti: abbandonare la maggior parte del suo programma e \u00abcapitolare\u00bb davanti all&#8217;Eurogruppo e alla Germania, o realizzare immediatamente il piano \u00abB\u00bb. Questo piano \u00abB\u00bb immediato, chiamiamolo il \u00abB\u2019\u00bb, comporter\u00e0 le stesse misure di cui si \u00e8 detto a proposito di Mme Le Pen, e la politica economica che occorrer\u00e0 allora mettere in opera, se si vuole preservare gli interessi dei francesi, sar\u00e0 del tutto identica. Non ci sono due modi di uscire dall&#8217;euro ma uno e uno solo. Tutti le altre politiche finiranno in catastrofi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Pensare il dopo-euro<\/strong><br \/>\nLe idee secondo le quali si potrebbe \u00abnegoziare\u00bb per pi\u00f9 mesi prima di finire a tale scelta mi sembrano completamente utopiche, per non dire strambe. La scelta sar\u00e0 davanti agli occhi e nelle mani della o del presidente nei giorni che seguiranno la sua elezione. E non ci sar\u00e0 margine di manovra per \u00abfare i furbi\u00bb, secondo la parola del cancelliere Stresemann negli anni \u201820. I mercati finanziari, ma anche i dirigenti dell&#8217;Eurogruppo e i dirigenti tedeschi, esigeranno una capitolazione totale della o del presidente francese. Ci si ricordi su questo punto dei negoziati del luglio 2015 con la Grecia. Ci saranno voci, sia nell&#8217;<em>entourage<\/em> di Mme Le Pen che in quello di M. M\u00e9lenchon, per raccomandare questa capitolazione, per spiegare come non sia che il male minore e che bisogna soprattutto evitare una rottura franca e netta con i nostri partner. Queste voci saranno allora, <em>mutatis mutandis<\/em>, come quelle che soffiarono nelle orecchie di Paul Raynaud nel giugno 1940, consigliandogli di ritirarsi, aprendo la strada a P\u00e9tain e all&#8217;armistizio vergognoso&#8230;<br \/>\nSe questa capitolazione dovesse avere luogo, sarebbe finita per un po&#8217; la sovranit\u00e0 del popolo francese, tradito ancora una volta dai suoi dirigenti. Ci\u00f2 sarebbe d&#8217;altronde ben pi\u00f9 tragico nel caso di M\u00e9lanchon che in quello di Marine Le Pen. Una simile sconfitta, dopo che M\u00e9lenchon ha fatto esplodere la \u00abg\u00f4che lib\u00e9rale\u00bb, significherebbe la distruzione di tutta la sinistra in Francia. La sola alternativa sarebbe una rivoluzione violenta che restauri questa sovranit\u00e0 perduta. Ma se si decide ad affrontare i nostri partner, la o il presidente dovr\u00e0 farlo appoggiandosi ai poteri eccezionali che la Costituzione contiene e a quegli elementi di potere carismatico che questa Costituzione contiene ugualmente. Si comprende allora che voler mettere in causa questa stessa Costituzione sarebbe assolutamente controproducente.<br \/>\nIl confronto che allora avrebbe luogo non significherebbe che in seguito non possa aver luogo alcun negoziato. Ma perch\u00e9 possa apparire uno spazio di negoziato occorre che i nostri partner siano convinti che l&#8217;uscita dall&#8217;euro \u00e8 inesorabile, che abbiamo messo in opera un meccanismo senza possibilit\u00e0 di ritorno, che questa uscita \u00e8 un <em>fatto<\/em> e che vi si devono adattare. D&#8217;altronde \u00e8 chiaro che una volta presa e affermata la decisione della Francia l&#8217;Italia ci seguir\u00e0 passo passo, seguita rapidamente dalla Spagna, dal Portogallo e dalla Grecia. Il negoziato verterebbe allora sulle condizioni di questa dissoluzione di fatto dell&#8217;Eurozona e insieme sul profilo dell&#8217;Unione europea dopo questa stessa dissoluzione. La questione delle alleanze rivestir\u00e0 allora un&#8217;importanza capitale.<br \/>\nLa o il dirigente francese dovr\u00e0 allora avere una visione chiara del modo di coordinazione e di cooperazione che voglia promuovere in Europa. Una cosa \u00e8 in effetti parlare di un&#8217;\u00abEuropa dei popoli\u00bb altra cosa \u00e8 immaginare le istituzioni che presiederebbero la sua fondazione.<br \/>\nNon mi sembra che Marine Le Pen e M\u00e9lenchon, presi nella campagna elettorale, abbiano realmente immaginato che aspetto avrebbero i primi giorni del loro mandato. Poich\u00e9 si presentano oggi come candidati di rottura, hanno bisogno pi\u00f9 degli altri di chiarezza su questo punto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un articolo preoccupato di Sapir sulla situazione francese. 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