{"id":30043,"date":"2017-04-18T10:00:58","date_gmt":"2017-04-18T08:00:58","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30043"},"modified":"2017-04-17T16:35:45","modified_gmt":"2017-04-17T14:35:45","slug":"george-monbiot-neoliberalismo-lideologia-alla-radice-di-tutti-i-nostri-problemi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30043","title":{"rendered":"George Monbiot &#8211; Neoliberalismo, l&#8217;ideologia alla radice di tutti i nostri problemi"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>VOCI DALL&#8217;ESTERO (George Monbiot)<\/strong><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/books\/2016\/apr\/15\/neoliberalism-ideology-problem-george-monbiot?CMP=share_btn_fb\" target=\"_blank\">Un grande articolo di George Monbiot sul Guardian<\/a>\u00a0rintraccia le origini e lo sviluppo di quella teoria neoliberale che dagli anni \u201980 ha pervaso le nostre societ\u00e0, ma i cui presupposti sono stati preparati con sorprendente cura e determinazione gi\u00e0 da molti decenni prima. \u00a0Monbiot \u00a0sottolinea in particolare lo strano\u00a0carattere \u201canonimo\u201d di\u00a0questa ideologia:\u00a0pur profondamente penetrata nella coscienza collettiva, non ha nemmeno un nome ben definito, e cos\u00ec coperta da un vago anonimato\u00a0risuona\u00a0quasi come un sistema naturale, rendendo ancora\u00a0pi\u00f9 difficile identificarla e contrapporvisi. \u00a0In questo sta il fallimento storico della sinistra, che nel momento peggiore della crisi del sistema neoliberale \u00a0si ritrova senza aver elaborato alcuna\u00a0proposta alternativa.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Immaginate se il popolo dell\u2019Unione Sovietica non avesse mai sentito parlare del comunismo. L\u2019ideologia che domina le nostre vite, per la maggior parte di noi non ha un nome. Menzionatela nelle vostre conversazioni e\u00a0avrete in risposta una scrollata di spalle. Anche se i vostri ascoltatori hanno gi\u00e0 sentito questo termine, faranno fatica a definirlo. Neoliberalismo: sapete di cosa si tratta?<\/p>\n<p>Il suo anonimato \u00e8 sia un sintomo che la causa del suo potere. Essa ha svolto un ruolo importante in una notevole variet\u00e0 di crisi: la crisi finanziaria del 2007-8, la delocalizzazione di ricchezza e potere, di cui i Panama Papers ci offrono solo un assaggio, il lento collasso della sanit\u00e0 pubblica e dell\u2019istruzione, l\u2019aumento dei bambini poveri, l\u2019<a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/commentisfree\/2014\/oct\/14\/age-of-loneliness-killing-us\">epidemia della solitudine<\/a>, la distruzione degli ecosistemi, l\u2019ascesa di Donald Trump. Ma noi rispondiamo a queste crisi come se fossero dei casi isolati, apparentemente inconsapevoli del fatto che tutte sono state catalizzate o aggravate dalla stessa filosofia di base; una filosofia che ha \u2013 o ha avuto \u2013 un nome. Quale potere pi\u00f9 grande dell\u2019agire nel completo anonimato?<\/p>\n<p>Il neoliberalismo \u00e8 diventato cos\u00ec pervasivo che ormai raramente lo consideriamo come una ideologia. Sembriamo accettare la tesi che questa utopica fede millenaria rappresenti una forza neutrale; una sorta di legge biologica, come la teoria dell\u2019evoluzione di Darwin. Ma la filosofia \u00e8 nata come un tentativo consapevole di trasformare la vita umana e spostare il luogo del potere.<\/p>\n<p>Il neoliberalismo vede la competizione come la caratteristica che definisce le relazioni umane. Ridefinisce i cittadini in quanto consumatori, le cui scelte democratiche sono meglio esercitate con l\u2019acquisto e la vendita, un processo che premia il merito e punisce l\u2019inefficienza. Essa sostiene che \u201cil mercato\u201d offre dei vantaggi che non potrebbero mai essere offerti dalla pianificazione dell\u2019economia.<\/p>\n<p>I tentativi di limitare la concorrenza sono trattati come ostili alla libert\u00e0. Pressione fiscale e regolamentazione dovrebbero essere ridotte al minimo, i servizi pubblici dovrebbero essere privatizzati. L\u2019organizzazione del lavoro e la contrattazione collettiva da parte dei sindacati sono considerate come distorsioni del mercato, che impediscono lo stabilirsi di una naturale gerarchia di vincitori e vinti. La disuguaglianza \u00e8 ridefinita come virtuosa: un premio per i migliori e un generatore di ricchezza che viene redistribuita verso il basso per arricchire tutti. Gli sforzi per creare una societ\u00e0 pi\u00f9 equa sono sia controproducenti che moralmente condannabili. Il mercato fa s\u00ec che ognuno ottenga ci\u00f2 che merita.<\/p>\n<p>Noi interiorizziamo e diffondiamo questo credo. <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/commentisfree\/2011\/nov\/07\/one-per-cent-wealth-destroyers\">I ricchi si autoconvincono<\/a> di aver acquisito la loro ricchezza attraverso il merito, ignorando i vantaggi \u2013 come l\u2019istruzione, l\u2019eredit\u00e0 e la classe sociale d\u2019appartenenza \u2013 che possono averli aiutati ad assicurarsela. I poveri cominciano a incolpare se stessi per i propri fallimenti, anche quando possono fare poco per cambiare la situazione.<\/p>\n<p>Per non parlare della disoccupazione strutturale: se non si ha un lavoro \u00e8 perch\u00e9 non lo si \u00e8 cercato abbastanza. E nemmeno dei costi impossibili degli alloggi: se la vostra carta di credito \u00e8 in rosso, siete stati irresponsabili e imprevidenti. Non importa che i vostri figli non abbiano pi\u00f9 un cortile a scuola dove poter giocare: se ingrassano, \u00e8 colpa vostra. In un mondo governato dalla competizione, chi rimane indietro viene definito e si percepisce come perdente.<\/p>\n<p>Tra i risultati, come documentato da Paul Verhaeghe nel suo libro \u201c<i>What About Me?<\/i>\u201c, vi sono epidemie di autolesionismo, disturbi alimentari, depressione, solitudine, ansia da prestazione e fobia sociale. Forse non \u00e8 sorprendente che la Gran Bretagna, dove l\u2019ideologia neoliberale \u00e8 stata applicata pi\u00f9 rigorosamente, sia <a href=\"http:\/\/www.telegraph.co.uk\/news\/politics\/10909524\/Britain-the-loneliness-capital-of-Europe.html\">la capitale europea della solitudine<\/a>. Ormai siamo tutti neoliberali.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Il termine neoliberalismo \u00e8 stato coniato durante una riunione a Parigi nel 1938. Tra i delegati vi erano due uomini che giunsero a definire l\u2019ideologia, Ludwig von Mises e Friedrich Hayek. Entrambi esuli provenienti dall\u2019Austria, vedevano nella socialdemocrazia, esemplificata dal New Deal di Franklin Roosevelt e dal graduale sviluppo del welfare britannico, la manifestazione di un collettivismo di stampo simile al nazismo e al comunismo.<\/p>\n<p>Nel suo libro \u201cLa via della schiavit\u00f9\u201d, pubblicato nel 1944, Hayek sosteneva che la pianificazione del governo, schiacciando l\u2019individualismo, avrebbe portato inesorabilmente al controllo totalitario. Come il libro di Mises \u201c<em>Burocrazia<\/em>\u201c, \u201c<em>La via della schiavit\u00f9<\/em>\u201d ebbe\u00a0una grande diffusione. Riusc\u00ec ad attirare l\u2019attenzione di persone molto ricche, che vedevano in questa filosofia la possibilit\u00e0 di liberarsi dalla regolamentazione e dalle tasse. Quando, nel 1947, Hayek fond\u00f2 la prima organizzazione che avrebbe diffuso la dottrina del neoliberalismo \u2013 la <a href=\"https:\/\/www.montpelerin.org\/\">Mont Pelerin Society<\/a> \u2013 fu sostenuto finanziariamente da ricchi milionari e dalle loro fondazioni.<\/p>\n<p>Con il loro aiuto, cominci\u00f2 a creare quello che Daniel Stedman Jones descrive in \u201c<i>Padroni dell\u2019Universo<\/i>\u201d come \u201cuna sorta di internazionale del liberalismo\u201d: una rete transatlantica di accademici, uomini d\u2019affari, giornalisti e attivisti. Ricchi banchieri appartenenti al movimento finanziarono una <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/politics\/2013\/sep\/30\/list-thinktanks-uk\">serie di think thank<\/a> per affinare e promuovere l\u2019ideologia. Tra di loro c\u2019erano l\u2019 <a href=\"http:\/\/www.aei.org\/\"><i>American Enterprise Institute<\/i><\/a> , la <a href=\"http:\/\/www.heritage.org\/\"><i>Heritage Foundation<\/i><\/a>, il <a href=\"http:\/\/www.cato.org\/\"><i>Cato Institute<\/i><\/a>, l\u2019<a href=\"http:\/\/www.iea.org.uk\/\">I<i>nstitute of Economic Affairs<\/i><\/a>, il <a href=\"http:\/\/www.cps.org.uk\/\"><i>Centre of Policies Studies<\/i><\/a> e l\u2019<a href=\"http:\/\/www.adamsmith.org\/\"><i>Adam Smith Institute<\/i><\/a>. Essi finanziarono inoltre posizioni accademiche e dipartimenti, in particolare presso le universit\u00e0 di Chicago e della Virginia.<\/p>\n<p>Man mano che si \u00e8 evoluto, il neoliberalismo \u00e8 diventato pi\u00f9 stridente. La visione di Hayek sui governi che dovrebbero regolamentare la concorrenza per impedire la formazione di monopoli ha ceduto il posto\u00a0\u2013 tra i seguaci americani come <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/news\/2006\/nov\/17\/guardianobituaries.politics\">Milton Friedman<\/a> \u2013 alla convinzione che il potere di monopolio potrebbe essere visto come una ricompensa per l\u2019efficienza.<\/p>\n<p>Durante questa transizione per\u00f2 \u00e8 accaduto qualcosa: il movimento ha perso il suo nome. Nel 1951, Friedman era felice di <a href=\"http:\/\/0055d26.netsolhost.com\/friedman\/pdfs\/other_commentary\/Farmand.02.17.1951.pdf\">descrivere se stesso come un neoliberale<\/a>. Ma subito dopo, il termine ha cominciato a scomparire. Ancora pi\u00f9 strano, anche se l\u2019ideologia era diventata pi\u00f9 netta e il movimento pi\u00f9 coerente, il nome perduto non \u00e8 stato sostituito da alcuna alternativa comunemente accettata.<\/p>\n<p>In un primo momento, nonostante il suo lauto finanziamento, il neoliberalismo rimase ai margini. Il consenso del dopoguerra era quasi universale: le indicazioni economiche di John Maynard Keynes erano ampiamente applicate, la piena occupazione e la riduzione della povert\u00e0 erano obiettivi condivisi negli Stati Uniti e in gran parte dell\u2019Europa occidentale, le aliquote d\u2019imposta sui redditi alti erano elevate e i governi perseguivano i loro obiettivi sociali senza ostacoli, creando nuovi servizi pubblici e reti di sicurezza sociale.<\/p>\n<p>Ma negli anni Settanta, quando le politiche keynesiane cominciarono a crollare e le crisi economiche colpivano su entrambe le sponde dell\u2019Atlantico, le idee neoliberali cominciarono a entrare nel mainstream. Come osserv\u00f2 Friedman, \u201cquando venne il momento che si doveva cambiare \u2026 c\u2019era un\u2019alternativa gi\u00e0 pronta l\u00ec per essere colta\u201d. Con l\u2019aiuto di giornalisti compiacenti e consiglieri politici, elementi del neoliberalismo, in particolare le sue indicazioni circa la politica monetaria, furono adottati dall\u2019amministrazione di Jimmy Carter negli Stati Uniti e dal governo di Jim Callaghan in Gran Bretagna.<\/p>\n<p>Dopo che Margaret Thatcher e Ronald Reagan presero il potere, il resto del pacchetto fu presto applicato: massicci tagli alle tasse per i ricchi, smantellamento dei sindacati, deregolamentazione, privatizzazioni, esternalizzazioni e concorrenza nei servizi pubblici. Attraverso il Fondo monetario internazionale, la Banca mondiale, il trattato di Maastricht e l\u2019Organizzazione mondiale del commercio, le politiche neoliberali sono state imposte \u00a0\u2013 spesso senza il consenso democratico \u2013 in gran parte del mondo. La cosa pi\u00f9 notevole \u00e8 stata l\u2019adozione del neoliberalismo tra i partiti che un tempo appartenevano alla sinistra: i Laburisti e i Democratici, per esempio. Come osserva Stedman Jones, \u201c\u00e8 difficile pensare ad un\u2019altra utopia che sia stata cos\u00ec pienamente realizzata\u201d.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Pu\u00f2 sembrare paradossale che una dottrina che promette possibilit\u00e0 di scelta e libert\u00e0 sia stata promossa con lo slogan \u201c<em>there is no alternative<\/em>\u201d (non c\u2019\u00e8 alternativa, ndt). Ma, <a href=\"http:\/\/www.counterpunch.org\/2006\/11\/17\/the-road-from-serfdom\/\">come osserv\u00f2 Hayek<\/a> durante una visita nel Cile di Pinochet \u2013 una delle prime nazioni in cui il programma venne ampiamente applicato \u2013 \u201c<em>la mia preferenza personale pende verso una dittatura liberale piuttosto che verso un governo democratico privo del liberalismo<\/em>\u201d. La libert\u00e0 che il neoliberalismo offre, che suona cos\u00ec seducente se espressa in termini generali, si rivela essere libert\u00e0 per il luccio, non per i pesciolini.<\/p>\n<p>Libert\u00e0 dai sindacati e dalla contrattazione collettiva significa libert\u00e0 di reprimere i salari. Libert\u00e0 dalla regolamentazione significa <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/environment\/georgemonbiot\/2015\/nov\/12\/toothless-environment-agency-is-allowing-the-living-world-to-be-wrecked-with-impunity\">libert\u00e0 di avvelenare i fiumi<\/a>, mettere in pericolo i lavoratori, applicare tassi di interesse iniqui e inventare strumenti finanziari esotici. Libert\u00e0 dalle tasse significa libert\u00e0 dalla redistribuzione della ricchezza che solleva le persone dalla povert\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-10761\" src=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/3258.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"372\" \/><\/p>\n<p><em>Naomi Klein ha scritto un libro in cui ha parlato di come i neoliberalisti abbiano fatto uso della crisi per imporre politiche impopolari, mentre le persone erano distratte. Fotografia: Anya Chibis per il Guardian<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come documentato da Naomi Klein in \u201c<i><a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/books\/2007\/sep\/15\/politics\">The Shock Doctrine<\/a>\u201c<\/i> ( uscito in italiano col titolo \u201c<em>Shock Economy. L\u2019ascesa del capitalismo dei disastri<\/em>\u201c, NdR), teorici neoliberali hanno sostenuto l\u2019uso della crisi per imporre politiche impopolari, approfittando della distrazione creata dalla situazione di crisi: cosi \u00e8 successo in occasione del colpo di stato di Pinochet, della guerra in Iraq e dell\u2019uragano Katrina, quest\u2019ultimo descritto da Friedman come \u201c<em>un\u2019opportunit\u00e0 per riformare radicalmente il sistema educativo<\/em>\u201d di New Orleans.<\/p>\n<p>Dove le politiche neoliberiste non possono essere imposte a livello nazionale, sono imposte a livello internazionale, attraverso trattati commerciali che incorporano la cosiddetta \u201c<a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/commentisfree\/2013\/nov\/04\/us-trade-deal-full-frontal-assault-on-democracy\">risoluzione delle controversie tra investitori e Stato<\/a>\u201d: tribunali off-shore in cui le gandi societ\u00e0 possono fare pressioni per la rimozione delle protezioni sociali e ambientali. Quando i parlamenti hanno votato a favore della limitazione della vendita di sigarette, o per proteggere le riserve idriche nei confronti delle compagnie minerarie, congelare le bollette energetiche o evitare l\u2019eccessivo aumento dei prezzi da parte delle case farmaceutiche, le societ\u00e0 hanno fatto causa, spesso con successo. La democrazia \u00e8 ridotta a un teatro.<\/p>\n<p>Un altro paradosso del neoliberalismo \u00e8 che la competizione universale si basa sulla altrettanto universale comparazione e selezione. Il risultato \u00e8 che i lavoratori, i disoccupati e i servizi pubblici di ogni genere sono soggetti ad un pernicioso e soffocante regime di valutazione e monitoraggio, ideato per identificare i vincitori e punire i perdenti. La dottrina proposta da Von Mises. che ci avrebbe liberato dall\u2019incubo burocratico della pianificazione centrale, al contrario, ha realizzato proprio questo.<\/p>\n<p>Il neoliberalismo non \u00e8 stato concepito come un meccanismo autoreferenziale, ma lo \u00e8 rapidamente diventato. La crescita economica \u00e8 stata nettamente pi\u00f9 lenta nell\u2019era neoliberista (dal 1980 in Gran Bretagna e negli Stati Uniti) di quanto non fosse nei decenni precedenti; ma non per i pi\u00f9 ricchi. La disuguaglianza nella distribuzione del reddito e della ricchezza, dopo 60 anni di declino, in questo periodo \u00e8 di nuovo aumentata rapidamente a causa della distruzione dei sindacati, le riduzioni fiscali, l\u2019aumento delle rendite, le privatizzazioni e la deregolamentazione.<\/p>\n<p>La privatizzazione o mercatizzazione dei servizi pubblici, quali l\u2019energia, l\u2019acqua, i trasporti, la sanit\u00e0, l\u2019istruzione, le strade e le carceri, ha permesso alle grandi aziende di imporre delle tariffe sui beni essenziali e pretendere il pagamento per l\u2019accesso, sia dai cittadini che dai governi. Rendita \u00e8 un altro termine per significare reddito senza lavoro. Quando si paga un prezzo gonfiato per un biglietto del treno, solo una parte della tariffa compensa gli operatori per i soldi che spendono per il carburante, i salari, il materiale rotabile e altre spese. Il resto riflette il fatto che <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/commentisfree\/2013\/nov\/04\/rail-privatisation-train-operators-profit\">vi hanno messo con le spalle al muro<\/a>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-10762\" src=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/2726.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"466\" \/><\/p>\n<p><em>In Messico, a Carlos Slim \u00e8 stato concesso il controllo di quasi tutti i servizi di telefonia, cos\u00ec che \u00e8 divenuto ben presto \u00a0l\u2019uomo pi\u00f9 ricco del mondo. Fotografia: Henry Romero \/ Reuters<\/em><\/p>\n<p>Coloro che possiedono e gestiscono i servizi privatizzati o semi-privatizzati del Regno Unito fanno immense fortune investendo poco e ricaricando molto. In Russia e in India, oligarchi hanno acquisito beni precedentemente dello Stato grazie a delle svendite. In Messico, a <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/business\/2015\/dec\/06\/carlos-slim-biography-diego-enrique-osorno-interviews\">Carlos Slim<\/a> \u00e8 stato concesso il controllo di quasi tutti i servizi di rete fissa e telefonia mobile, cos\u00ec che \u00e8 divenuto ben presto l\u2019uomo pi\u00f9 ricco del mondo.<\/p>\n<p>La finanziarizzazione dell\u2019economia, come osserva Andrew Sayer in \u201c<i><a href=\"https:\/\/bookshop.theguardian.com\/catalog\/product\/view\/id\/347173\/\">Why We Can\u2019t Afford the Ric<\/a>h<\/i> , ha avuto un impatto simile. \u201c<em>Come le rendite<\/em>\u201d, sostiene, \u201c<em>gli interessi sono \u2026 redditi non da lavoro, che maturano senza alcuno sforzo<\/em>\u201d. Come i poveri diventano pi\u00f9 poveri e i ricchi diventano pi\u00f9 ricchi, i ricchi acquisiscono sempre pi\u00f9 il controllo su un\u2019altra risorsa cruciale: la moneta. La spesa per interessi, in modo schiacciante, rappresenta un trasferimento di denaro\u00a0dai poveri ai ricchi. Man mano che i prezzi degli immobili e la fine dei finanziamenti pubblici caricano le persone di debiti (si pensi al passaggio dalle borse di studio ai prestiti agli studenti), le banche e i loro dirigenti sbancano.<\/p>\n<p>Sayer sostiene che gli ultimi quattro decenni sono stati caratterizzati da un trasferimento di ricchezza non solo dai poveri ai ricchi, ma anche tra le fila dei ricchi: da quelli che fanno soldi con la produzione di nuovi beni o servizi a coloro che fanno soldi controllando i beni esistenti e traendone delle rendite, interessi o plusvalenze. Il reddito da lavoro \u00e8 stato soppiantato dalla rendita senza lavoro.<\/p>\n<p>Le politiche neoliberiste sono ovunque afflitte dai fallimenti del mercato. Non solo le banche sono troppo grandi per fallire (\u201c<em>too big to fail<\/em>\u201c), ma lo sono anche le societ\u00e0 ora incaricate di fornire servizi pubblici. Come Tony Judt ha sottolineato nel suo libro \u201c<a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/books\/2010\/apr\/11\/ill-fares-land-tony-judt\"><i>Ill Fares The Land<\/i><\/a>\u201c, Hayek ha dimenticato che i servizi pubblici vitali per un paese non possono fallire, il che significa che la concorrenza non pu\u00f2 fare il suo corso. Gli investitori prendono i profitti, lo Stato si assume il rischio.<\/p>\n<p>Maggiore \u00e8 il fallimento, pi\u00f9 estrema diventa l\u2019ideologia. I governi usano le crisi neoliberiste come pretesto e occasione per tagliare le tasse, privatizzare i restanti servizi pubblici, creare strappi nella rete di sicurezza sociale, deregolamentare le imprese e disciplinare i cittadini. Lo Stato autolesionista ora affonda i denti in ogni organo del settore pubblico.<\/p>\n<p>Forse l\u2019impatto pi\u00f9 pericoloso del neoliberalismo non \u00e8 la crisi economica che ha causato, ma la crisi politica. Come il peso dello Stato \u00e8 ridotto, cos\u00ec \u00e8 ridotta la nostra capacit\u00e0 di cambiare il corso delle nostre vite attraverso il voto. Invece, la teoria neoliberale afferma che le persone possono esercitare una scelta attraverso la spesa. Ma alcuni hanno pi\u00f9 da spendere rispetto ad altri: nella democrazia del consumatore o dell\u2019azionista, il diritto di voto non \u00e8 equamente distribuito. Il risultato \u00e8 una riduzione dei diritti dei meno abbienti e della classe media. Mentre i partiti di destra e della <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/politics\/series\/looking-back-on-new-labour\">ex sinistra<\/a> adottano politiche neoliberali simili, la riduzione del potere statale si traduce in una revoca dei diritti. Un gran numero di persone sono state escluse dalla politica.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-10763\" src=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/3208.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"372\" \/><\/p>\n<p><em>Slogan, simboli e sensazioni \u2026 Donald Trump. Fotografia: Aaron Josefczyk \/ Reuters<\/em><\/p>\n<p>Chris Hedges <a href=\"http:\/\/www.truthdig.com\/report\/item\/the_revenge_of_the_lower_classes_and_the_rise_of_american_fascism_20160302\">osserva<\/a> che \u201ci movimenti fascisti costruiscono il loro fondamento non sulla base\u00a0degli attivisti, ma di coloro che sono politicamente inattivi, i \u2018perdenti\u2019, che percepiscono, spesso in modo corretto, di non avere alcuna voce in capitolo nel mondo politico\u201d. Quando il dibattito politico non parla pi\u00f9 a tutti, allora le persone diventano sensibili <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/books\/2016\/mar\/04\/genius-donald-trumpspeak-steven-poole-words\">a slogan, simboli e sensazioni<\/a>. Per gli ammiratori di Trump, ad esempio, i fatti e gli argomenti appaiono irrilevanti.<\/p>\n<p>Judt ha spiegato che quando la fitta rete di interazioni tra il popolo e lo Stato viene\u00a0ridotto a nulla se non all\u2019autorit\u00e0 e all\u2019obbedienza, l\u2019unica forza che ci lega \u00e8 il potere dello stato. Il totalitarismo che Hayek temeva ha pi\u00f9 probabilit\u00e0 di emergere quando i governi, dopo aver perso l\u2019autorit\u00e0 morale che nasce dalla erogazione dei servizi pubblici, si riducono a \u201c<em>blandire, minacciare e, infine, costringere la gente a obbedire<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Come il comunismo, il neoliberalismo \u00e8 il Dio che ha fallito. Ma la dottrina zombie vacilla e uno dei motivi \u00e8 il suo anonimato. O meglio, un insieme di anonimati.<\/p>\n<p>La dottrina invisibile della mano invisibile \u00e8 promossa da sostenitori invisibili. Lentamente, molto lentamente, abbiamo iniziato a scoprire i nomi di alcuni di loro. Vediamo che l\u2019<em>Institute of Economic Affairs<\/em>, che ha sostenuto con forza sui media la campagna contro l\u2019ulteriore regolamentazione del settore del tabacco, <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/commentisfree\/2014\/mar\/17\/media-big-tobacco-lobbyists-bbc-cigarette-packs\" target=\"_blank\">\u00e8 stato segretamente finanziato<\/a> dalla <em>British American Tobacco<\/em>\u00a0sin dal 1963. Scopriamo che <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/us-news\/koch-brothers\" target=\"_blank\">Charles e David Koch<\/a>, due degli uomini pi\u00f9 ricchi del mondo, fondarono l\u2019istituto che ha\u00a0messo in piedi il movimento <em>Tea Party<\/em>. Scopriamo che Charles Koch, nell\u2019istituire uno dei suoi think tank, <a href=\"http:\/\/www.nybooks.com\/articles\/2016\/03\/10\/koch-brothers-new-brand\/\" target=\"_blank\">osserv\u00f2<\/a>\u00a0che <em>\u201cal fine di evitare critiche indesiderate, non si dovrebbe fare molta pubblicit\u00e0 sul modo come l\u2019organizzazione \u00e8 controllata e diretta<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Le parole usate dal neoliberismo spesso nascondono pi\u00f9 di quanto chiariscano. \u201c<em>Il mercato<\/em>\u201d suona come un sistema naturale che potrebbe essere paragonato alla gravit\u00e0 o alla pressione atmosferica. Ma \u00e8 gravido\u00a0di relazioni di potere. Ci\u00f2 che \u201c<em>il mercato vuole<\/em>\u201d tende a significare ci\u00f2 che le aziende ed i loro capi vogliono.\u201c<em>Investimento<\/em>\u201d, come nota Sayer, significa due cose molto diverse. Uno \u00e8 il finanziamento di attivit\u00e0 produttive e socialmente utili, l\u2019altro \u00e8 l\u2019acquisto di beni esistenti per ottenere una rendita, interessi, dividendi e plusvalenze. Utilizzare la stessa parola per le diverse attivit\u00e0 \u201c<em>mimetizza le fonti della ricchezza<\/em>\u201d, il che ci porta a confondere l\u2019estrazione di ricchezza con la creazione di ricchezza.<\/p>\n<p>Un secolo fa, i nuovi ricchi venivano\u00a0denigrati da coloro che avevano ereditato il loro denaro. Gli imprenditori ricercavano l\u2019accettazione sociale facendosi passare per\u00a0<em>rentiers<\/em>. Oggi, il rapporto \u00e8 stato invertito: i <em>rentiers<\/em> e gli ereditieri si definiscono imprenditori. Sostengono di essersi\u00a0guadagnati le loro rendite, che in realt\u00e0 non derivano dal lavoro.<\/p>\n<p>Questo anonimato e questa confusione si mischiano all\u2019opacit\u00e0 senza nome e senza luogo del capitalismo moderno: il modello di franchising assicura che <a href=\"http:\/\/maidinlondonnow.blogspot.co.uk\/2015_08_01_archive.html\" target=\"_blank\">i lavoratori non sappiano per chi lavorano esattamente<\/a>; societ\u00e0 registrate off-shore dietro ad una rete di segretezza cos\u00ec complessa che <a href=\"http:\/\/www.andywightman.com\/archives\/4377\" target=\"_blank\">neanche la polizia pu\u00f2 risalire ai proprietari reali<\/a>; regimi fiscali che infinocchiano i governi; prodotti finanziari che nessuno comprende.<\/p>\n<p>L\u2019anonimato del neoliberalismo \u00e8 ferocemente difeso. Coloro che sono influenzati da Hayek, Mises e Friedman tendono a rifiutare il termine, poich\u00e9 esso \u2013 e non a torto \u2013 \u00e8 oggi utilizzato solo <a href=\"https:\/\/twitter.com\/georgemonbiot\/status\/530351056530980864\" target=\"_blank\">in senso dispregiativo<\/a>. Ma non ci offrono un\u2019alternativa. Alcuni si definiscono liberali classici o libertari, ma queste descrizioni sono stranamente defilate e fuorvianti, in quanto suggeriscono che nei\u00a0libri \u201c<em>La via della schiavit\u00f9<\/em>\u201d e \u201c<em>Burocrazia<\/em>\u201c, o\u00a0nel classico di Friedman \u201c<em>Capitalismo e Libert\u00e0<\/em>\u201c, non vi sia in realt\u00e0 niente di nuovo.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Per\u00a0tutte queste ragioni,\u00a0 nel progetto neoliberale c\u2019\u00e8 qualcosa di ammirevole, almeno nelle sue fasi iniziali. \u00a0Si \u00e8 trattato\u00a0\u00a0di una peculiare, innovativa \u00a0filosofia promossa da una rete di pensatori e attivisti coerenti e con un chiaro piano d\u2019azione. Portato avanti con pazienza e tenacia. \u201c<em>La via della schiavit\u00f9<\/em>\u201d \u00e8 diventata la strada per il potere.<\/p>\n<p>Il trionfo del neoliberalismo riflette anche il fallimento della sinistra. Quando nel 1929 l\u2019economia del\u00a0<em>laissez-faire<\/em>\u00a0 port\u00f2\u00a0alla catastrofe, Keynes ide\u00f2 una teoria economica globale per sostituirla. Quando negli anni \u201970 la gestione keynesiana della domanda and\u00f2\u00a0fuori strada, c\u2019era un\u2019alternativa pronta. Ma quando nel 2008 il neoliberalismo \u00e8 crollato, non c\u2019era\u2026 niente. Ecco perch\u00e9 la marcia degli\u00a0zombie. La sinistra e il centro non hanno prodotto alcun nuovo inquadramento\u00a0generale del pensiero economico per 80 anni.<\/p>\n<p>Ogni invocazione di Lord Keynes \u00e8 un\u2019ammissione di fallimento. Proporre soluzioni keynesiane alle crisi del 21\u00b0 secolo significa ignorare tre problemi evidenti. E\u2019 difficile mobilitare le persone intorno a vecchie idee; le falle messe in luce\u00a0negli anni \u201970 non sono scomparse; e, sopratutto, non tengono in considerazione la nostra pi\u00f9 grave emergenza: la crisi ambientale. Il Keynesismo agisce stimolando la domanda dei consumatori per promuovere la crescita economica. La domanda dei consumatori e la crescita economica sono i motori della distruzione ambientale.<\/p>\n<p>Quel che\u00a0la storia del keynesismo e del neoliberalismo ci dimostra \u00e8 che nessuno dei due si \u00e8 dimostrato adeguato a\u00a0 controbilanciare le criticit\u00e0 del sistema.Bisogna proporre un\u2019alternativa coerente. Per i Laburisti, i Democratici e pi\u00f9 in generale la sinistra, il compito centrale dovrebbe essere quello di sviluppare un programma economico che sia come l\u2019<em>Apollo<\/em> (il programma spaziale, Ndt), un tentativo maturo di progettare un nuovo sistema progettato\u00a0su misura per le esigenze del 21 \u00b0 secolo.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/04\/16\/george-monbiot-neoliberalismo-lideologia-alla-radice-di-tutti-i-nostri-problemi\/\">http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/04\/16\/george-monbiot-neoliberalismo-lideologia-alla-radice-di-tutti-i-nostri-problemi\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCI DALL&#8217;ESTERO (George Monbiot) Un grande articolo di George Monbiot sul Guardian\u00a0rintraccia le origini e lo sviluppo di quella teoria neoliberale che dagli anni \u201980 ha pervaso le nostre societ\u00e0, ma i cui presupposti sono stati preparati con sorprendente cura e determinazione gi\u00e0 da molti decenni prima. \u00a0Monbiot \u00a0sottolinea in particolare lo strano\u00a0carattere \u201canonimo\u201d di\u00a0questa ideologia:\u00a0pur profondamente penetrata nella coscienza collettiva, non ha nemmeno un nome ben definito, e cos\u00ec coperta da un vago&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":17269,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/voci-dallestero-1.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-7Oz","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30043"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=30043"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30043\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30044,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30043\/revisions\/30044"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17269"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=30043"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=30043"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=30043"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}