{"id":30078,"date":"2017-04-25T21:55:39","date_gmt":"2017-04-25T19:55:39","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30078"},"modified":"2017-04-27T08:52:41","modified_gmt":"2017-04-27T06:52:41","slug":"francia-le-lezioni-del-primo-turno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30078","title":{"rendered":"Francia: le lezioni del primo turno"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><em>La delusione per il risultato di Macron, che, come servitore dell\u2019oligarchia finanziaria, in un mondo ideale non sarebbe dovuto andare al di l\u00e0 dell\u20191% dei consensi, potrebbe impedire di vedere gli importanti cambiamenti politici sui quali Sapir dirige l&#8217;attenzione: scompare il bipolarismo francese in cui due partiti fingevano di duellare, perch\u00e9 non solo si disfa un altro pezzo della sinistra <\/em><em>europea <\/em><em>traditrice dei popoli e dei lavoratori, ma subisce una sconfitta decisiva la stessa destra tradizionale; <\/em><em>soprattutto, <\/em><em>si impone nei partiti e tra gli elettori il tema del sovranismo&#8230;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 18pt\"><strong>Le lezioni del primo turno<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">di <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Jacques Sapir<\/strong><\/span><br \/>\n25 aprile 2017<br \/>\nTraduzione di <em>Paolo Di Remigio<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il primo turno delle elezioni presidenziali nel 2017 sembra ripetere quello del 2002. Per la seconda volta il candidato del Fronte Nazionale \u00e8 passato al secondo turno. Ma le somiglianze si fermano qui. Abbiamo a che fare con una situazione del tutto differente. Da questo punto di vista i ricordi del passato, anzich\u00e9 chiarire il presente, lo oscurano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Verso il quadripartitismo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Innanzitutto conviene prendere atto della completa esplosione dello spazio politico francese. In un sistema che tende istituzionalmente al bipartitismo, e qui il sistema elettorale (lo scrutinio a doppio turno) gioca un ruolo importante, a volte si poteva verificare l\u2019irruzione di un terzo partito. Tale era stata la situazione del 2002 o del 2007 con il buon risultato di Bayrou. Ma oggi siamo di fronte a una forma di quadripartitismo. Infatti, se Emmanuel Macron e Marine Le Pen si sono qualificati per il secondo turno, essi sono seguiti da vicino da Fran\u00e7ois Fillon e da Jean-Luc M\u00e9lenchon. Gi\u00e0 da questo punto di vista la situazione politica si annuncia molto differente. Essa si combina inoltre con la disfatta storica del P\u201cS\u201d, retrocesso al risultato irrisorio del candidato della SFIO (Gaston Deferre) alle elezioni presidenziali del 1969. Questa disfatta fa da eco all\u2019emergere di Jean-Luc M\u00e9lenchon, che con 19,2% dei suffragi espressi realizza un risultato senza precedenti che rende ancora pi\u00f9 crudele il confronto con l\u2019irrisorio 6,2% di Beno\u00eet Hamon. Ma questa disfatta ha la sua corrispondenza a destra. Anche se ottiene un risultato non disprezzabile di pi\u00f9 del 19,5%, per la prima volta nella quinta Repubblica il partito che si richiama all\u2019eredit\u00e0 del generale De Gaulle pur avendo dilapidato e sfigurato questa eredit\u00e0, non parteciper\u00e0 al secondo turno delle elezioni presidenziali. Questo \u00e8 senza precedenti. \u00c8 la fine della quinta Repubblica. Fran\u00e7ois Fillon sar\u00e0 stato l&#8217;affossatore della propria corrente.<br \/>\nUn altro fattore va preso in considerazione. Nel 2002 il successo di Jean-Marie Le Pen era giunto di sorpresa. Oggi abbiamo avuto Marine Le Pen in testa alla classifica da pi\u00f9 settimane. Il Fronte Nazionale \u00e8 arrivato tra i primi in numerose elezioni dopo il 2012. Gli elettori hanno votato sapendolo, dunque hanno diviso le loro scelte, prova che Marine Le Pen non atterrisce pi\u00f9, almeno non quanto suo padre. Il cambiamento di discorso, ma anche di atteggiamento del FN vale per molti. Parlare a suo proposito di \u201cpartito fascista\u201d o \u201cdell\u2019odio\u201d non ha molto senso, e dimostra uno snaturamento completo delle parole e dei concetti, anche se si possono criticare le sue proposte, in particolare ci\u00f2 che concerne l\u2019abolizione del diritto di suolo. Ricordiamo alle nostre care \u201ccoscienze indignate\u201d che questa \u00e8 la posizione ufficiale della CDU-CSU della signora Merkel e dei suoi alleati. Anche quando dice che la sicurezza sociale appartiene ai francesi la signora Le Pen si inganna. La sicurezza sociale, finanziata dai contributi dei salariati e degli imprenditori, appartiene ai lavoratori senza distinzioni di nazionalit\u00e0. Conviene ricordarlo. Ma conviene anche dire che ci\u00f2 non \u00e8 pi\u00f9 grave della pretesa che questi contributi siano dei \u201cpesi\u201d per le imprese e non dei contributi legati alla necessit\u00e0 di assicurare mano d\u2019opera in buona salute, un errore commesso comunemente dalla \u00e9lite liberale e da Emmanuel Macron.<br \/>\nTutte queste ragioni svuotano di senso l\u2019appello a un sedicente \u201cfronte repubblicano\u201d. Infatti, bisogna ammetterlo, questo discorso, sbagliando bersaglio, non potr\u00e0 pi\u00f9 mobilitare nessuno. Si vede fin troppo bene che serve di copertura al grande banchetto di tutti quelli che \u201cvanno a pranzo\u201d, per riprendere un\u2019espressione del generale De Gaulle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La ripartizione dei voti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 anche importante vedere da dove provengano i voti. Da questo punto di vista, la mappa dei risultati del primo turno del 23 aprile corrisponde ampiamente, ma non totalmente, a quello che Christophe Guilluy chiama la \u201cFrancia periferica\u201d. Non totalmente, perch\u00e9 si vede che in certe regioni \u201cperiferiche\u201d persistono tracce di memoria. Cos\u00ec le zone rurali del Limousin continuano a tenere viva la memoria della resistenza (e del suo capo locale Georges Guingouin). Si potrebbero trovare altri esempi. Nondimeno, si vede una netta divisione tra la Francia \u201cdelle metropoli\u201d, con un forte \u201ceffetto litorale\u201d (a parte nel sud), e la Francia cosiddetta \u201cperiferica\u201d. La trasformazione del Fronte Nazionale in partito dominante nei piccoli paesi e nelle campagne \u00e8 evidente, anche se il fenomeno va oltre questo; anche il peso della disoccupazione e della deindustrializzazione \u00e8 uno dei fattori del suo radicamento. L\u2019ho detto e l\u2019ho ripetuto dal 2012. L\u2019aumento del FN corrisponde punto per punto ai disastri della mondializzazione e dell\u2019euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Grafico 1<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-30279 size-full\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/A-01-Ajpg.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"1200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/A-01-Ajpg.jpg 900w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/A-01-Ajpg-225x300.jpg 225w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/A-01-Ajpg-768x1024.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un\u2019altra dimensione importante \u00e8 la questione sociale, evidentemente ben legata con questa dimensione geografica. Si constata che la signora le Pen ha tra i suoi elettori una forte concentrazione di persone dai redditi modesti e molto modesti. Sembra aver riportato un risultato del 34% nella classe lavoratrice, ci\u00f2 che la mette in prima posizione, seguita immediatamente anche qui da Jean-Luc M\u00e9lenchon. \u00c8 d\u2019altronde una caratteristiche che condivide con Jean-Luc M\u00e9lenchon. Al contrario, l\u2019elettorato di Emmanuel Macron presenta una forte concentrazione di redditi alti e molto alti, una caratteristica che condivide, ma in misura minore, con l\u2019elettorato di Fran\u00e7ois Fillon.<br \/>\nMa la composizione sociologica di un elettorato non \u00e8 tutto. \u00c8 altrettanto importante il discorso portato avanti dal candidato. Da questo punto di vista, Emmanuel Macron, molto pi\u00f9 che con la concentrazione degli ambienti agiati nel suo elettorato, si svela con l&#8217;annuncio della sua volont\u00e0 di rafforzare considerevolmente la \u201cloi travail\u201d, legge che aveva suscitato proteste molto forti nella primavera 2016, e con l&#8217;annuncio che intende farlo per decreto. La pratica dei decreti, proprio come quella del 49.3, quando \u00e8 applicata all\u2019ambito sociale, provoca un indurimento considerevole delle relazioni sociali. Questo, insieme alla prospettiva di riduzione del numero degli impiegati, insieme all\u2019accento posto sull\u2019austerit\u00e0 di bilancio che pu\u00f2 accompagnarsi con regali alle grandi imprese (come nel caso del credito di imposta per la competitivit\u00e0 e l\u2019impiego, o CICE, che \u00e8 costata 30 miliardi allo Stato nel 2014 e 2015), mostra la vera natura della candidatura Macron. Occorre dirlo senza esitazione: votare Macron significa esprimere un vero voto di classe, un voto reazionario nel senso pi\u00f9 letterale del termine.<br \/>\nSi comprende allora l\u2019atteggiamento degno e responsabile di Jean-Luc M\u00e9lenchon, che ha deciso di non unire la sua voce alla muta urlante del sedicente \u201cfronte repubblicano\u201d e che preferisce consultare i suoi militanti. \u00c8 chiaro che si sviluppa un comportamento, \u201cl\u2019appellismo\u201d, che corrisponde alla malattia senile di una classe politica che guaisce \u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Una vittoria culturale per le idee sovraniste?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma c\u2019\u00e8 un\u2019altra lezione importante che si pu\u00f2 trarre dallo scrutinio di domenica 23 aprile. Se si consultano i risultati quasi definitivi del primo turno (metropoli e oltre-mare), si constata che i differenti programmi sovrani presentati da cinque candidati hanno ottenuto praticamente il 47% dei suffragi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Tavola 1<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Risultati definitivi<\/strong><br \/>\nmetropoli e oltremare<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">E. Macron 23,75%<br \/>\nM. le Pen <strong>21,53%<\/strong><br \/>\nF. Fillon 19,91%<br \/>\nJ-L M\u00e9lenchon <strong>19,64%<\/strong><br \/>\nB. Hamon 6,35%<br \/>\nN. Dupont-Aignan <strong>4,75%<\/strong><br \/>\nJ. Lassalle 1,22%<br \/>\nP. Poutou 1,10%<br \/>\nF.Asselineau <strong>0,92%<\/strong><br \/>\nN. Arthaud 0,65%<br \/>\nJ.Cheminade <strong>0,18%<\/strong><br \/>\nSovranisti <strong>46,84%<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\">Fonte: Ministero dell&#8217;Interno<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un risultato importante. Infatti si pu\u00f2 pensare che alcuni tra gli elettori di Fran\u00e7ois Fillon condividano idee sovraniste, ci\u00f2 che fa pensare che si \u00e8 probabilmente al 50% o al di sopra. Ben inteso, i programmi differiscono nella loro incisivit\u00e0 sovranista proprio come sono differenti nell&#8217;ambito sociale. Se li si classifica da 10 a -10 su queste due scale, considerando che il punto zero rappresenta la continuit\u00e0 assoluta con la posizione attuale, si ottiene il grafico seguente:<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Grafico 2<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Ripartizione dei candidati in funzione della sovranit\u00e0 e del programma sociale<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-30280 size-full\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/A-01-aDiagramme.jpg\" alt=\"\" width=\"829\" height=\"775\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/A-01-aDiagramme.jpg 829w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/A-01-aDiagramme-300x280.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/A-01-aDiagramme-768x718.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 829px) 100vw, 829px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo grafico indica una forte polarizzazione dell\u2019elettorato (e della societ\u00e0) francese, una polarizzazione non pi\u00f9 lungo il riferimento classico \u201cdestra-sinistra\u201d ma attorno a due questioni essenziali, che sono la sovranit\u00e0 e il programma sociale. Questo potrebbe indicare che la battaglia culturale sia stata vinta dalle idee sovraniste. Ci\u00f2 che rafforza questa interpretazione \u00e8 l\u2019intervento fatto davanti alle telecamere della televisione da Emmanuel Macron la domenica sera del 23 aprile alle 22.30 circa. Nel suo intervento ha menzionato a due riprese la parola \u201cpatriota\u201d. Il fatto che si sia sentito in obbligo di riprendere elementi del discorso che avevano tenuto a livelli diversi la signora Marine le Pen, i signori M\u00e9lenchon, Dupont-Aignan e Asselineau, e questo mentre \u00e8 evidente che non ne condivide nulla, mostra che queste idee sono in procinto di diventare dominanti. Nella situazione attuale \u00e8 un fattore di speranza per il futuro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La delusione per il risultato di Macron, che, come servitore dell\u2019oligarchia finanziaria, in un mondo ideale non sarebbe dovuto andare al di l\u00e0 dell\u20191% dei consensi, potrebbe impedire di vedere gli importanti cambiamenti politici sui quali Sapir dirige l&#8217;attenzione: scompare il bipolarismo francese in cui due partiti fingevano di duellare, perch\u00e9 non solo si disfa un altro pezzo della sinistra europea traditrice dei popoli e dei lavoratori, ma subisce una sconfitta decisiva la stessa destra&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":65,"featured_media":30279,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":true,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[5101,6],"tags":[5672,5671,133,4041,5673,2979],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/A-01-Ajpg.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-7P8","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30078"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/65"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=30078"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30078\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30297,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30078\/revisions\/30297"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/30279"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=30078"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=30078"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=30078"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}