{"id":30110,"date":"2017-04-20T10:22:24","date_gmt":"2017-04-20T08:22:24","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30110"},"modified":"2017-04-20T10:22:24","modified_gmt":"2017-04-20T08:22:24","slug":"le-enormi-ricadute-geopolitiche-dellimminente-voto-francese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30110","title":{"rendered":"Le (enormi) ricadute geopolitiche dell\u2019imminente voto francese"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>FEDERICO DEZZANI<\/strong><\/p>\n<p><em>Domenica 23 aprile si svolger\u00e0 il primo turno delle presidenziali francesi: \u00e8 l\u2019appuntamento chiave del 2017, capace di innescare e\/o accelerare dinamiche che travalicano i confini dell\u2019Esagono per abbracciare l\u2019intero scacchiere mondiale. Il malessere sociale e le drammatiche condizioni in cui versa l\u2019economia della Francia, pienamente ascrivibile tra i Paesi dell\u2019europeriferia, hanno sgretolato il sistema politico transalpino, aprendo lo scenario di un inedito ballottaggio tra populisti di destra e populisti di sinistra: Marine Le Pen contro Jean-Luc M\u00e9lenchon. La sconfitta dei candidati europeisti accelerer\u00e0 la dissoluzione della moneta unica e dell\u2019Unione Europea, compromettendo irreparabilmente l\u2019intera architettura euro-atlantica edificata negli ultimi 70 anni: lo speculare rafforzamento della Russia dopo la vittoria di Marine Le Pen ed l\u2019ingrossarsi del blocco euroasiatico rischiano di portare il sistema internazionale al carico di rottura.<\/em><\/p>\n<h2>La Francia al bivio: Atlantico o Eurasia<\/h2>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/2017-lanno-della-frattura\/\">Se il 2017 ha tutte le caratteristiche per essere definito \u201cl\u2019anno della frattura\u201d, lo spartiacque tra il vecchio ordine mondiale \u201cliberale\u201d a guida angloamericana e l\u2019avvento di un nuovo assetto internazionale<\/a><\/strong>, ebbene, c\u2019\u00e8 un appuntamento pi\u00f9 decisivo degli altri, quello capace di dispiegare tutto <b>il potenziale rivoluzionario<\/b> dell\u2019anno in corso:<b> le presidenziali francesi.<\/b> Domenica 23 aprile si terr\u00e0 il primo turno delle elezioni che incoroneranno il nuovo inquilino dell\u2019Eliseo ed \u00e8 tempo, oltre che di pronosticare il probabile esito del voto, anche di collocare le presidenziali francesi<b> in una pi\u00f9 ampia cornice <\/b><b>geopolitica<\/b>: solo chi nascondesse la testa sotto terra, potrebbe infatti affermare che l\u2019imminente voto <b>sia <\/b><b>s<\/b><b>collegato <\/b><b>d<\/b><b>alle rinnovate tensioni tra NATO e Russia<\/b> e dai venti di guerra nella Corea del Nord.<\/p>\n<div class=\"banner-wrapper\">\n<div id=\"content_middle_banner\"><\/div>\n<\/div>\n<p>Partiamo coll\u2019analizzare lo schieramento politico a distanza di pochi giorni dal voto, azzardando il probabile esito del primo turno.<\/p>\n<p>In Francia, come altrove, il principale quesito \u00e8 se<strong> i partiti tradizionali,<\/strong> legati a doppio filo all\u2019establishment euro-atlantico, riusciranno o meno a respingere l\u2019assalto \u201cpopulista\u201d, l\u2019avanzata, cio\u00e8, di quei movimenti che predicano ricette economiche ed una politica estera diametralmente opposta a quella dell\u2019oligarchia al potere: la risposta \u00e8 <b>quasi certamente \u201cno\u201d. <\/b>Come abbiamo pi\u00f9 volte sottolineato nelle nostre analisi, la Francia, di fronte all\u2019eurocrisi scoppiata nel lontano 2009 e progressivamente incancrenitasi avendo mancato l\u2019obiettivo di fondo (strappare il Tesoro Unico europeo e gli Stati Uniti d\u2019Europa), \u00e8 scivolata giorno dopo giorno verso l\u2019euro-periferia, mostrando <b>l\u2019illusoriet\u00e0 del \u201cmotore franco-tedesco\u201d: <\/b>la galoppante crescita del debito pubblico francese, che dall\u2019introduzione dell\u2019euro \u00e8 passato dal 60% al 97% del PIL, gli alti deficit in funzione anti-ciclica, il cronico disavanzo della bilancia commerciale e la disoccupazione record (quella ufficiale si attesta attorno al 10% della forza lavoro), <strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/turbolences-en-france-danger-mortel-pour-leuro\/\">collocano l\u2019Esagono pi\u00f9 vicino al Mediterraneo che al Reno.<\/a><\/strong><\/p>\n<p>La parit\u00e0 formale tra Parigi e Berlino scongiura certamente quelle <b>politiche di austerit\u00e0<\/b> imposte al resto dell\u2019europeriferia (capaci di innescare esplosive rivolte in una societ\u00e0, come quella francese, abituata a ricevere generose prestazioni dallo Stato), ma non impedisce che qualche \u201criforma strutturale\u201d sia somministrata anche alla Francia: <strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/il-nuovo-maggio-francese\/\">il \u201cJob Act\u201d gallico, la legge El Khomri, provoca\u00a0reazioni impensabili in Italia, mobilitando sindacati e lavoratori per settimane e paralizzando diversi settori strategici dell\u2019economia<\/a><\/strong>. L\u2019assaggio di neoliberismo, il crescere incessante della disoccupazione e la parallela caduta verticale del presidente Fran\u00e7ois Hollande in termini di popolarit\u00e0, sono accompagnati dal<strong>l\u2019esplosione del terrorismo islamista<\/strong> che, avviato nel gennaio 2015<strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/charlie-vittoriosa-disfatta-dellintelligence\/\"> con la strage di Charlie Hebdo<\/a><\/strong>, semina morti <strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/non-ci-fosse-nessuno-al-volante-del-camion-nizza\/\">fino alla strage di Nizza dello scorso luglio<\/a><\/strong>: \u00e8 <strong>la classica strategia della tensione<\/strong> utile a \u201csedare\u201d un\u2019opinione pubblica sul piede di guerra, a causa dell\u2019impoverimento generalizzato e dei tagli allo Stato sociale.<\/p>\n<p>La strategia della tensione fallisce l\u2019obiettivo di <strong>compattare i francesi attorno al capo di Stato<\/strong>, sebbene il governo socialista ripeta ossessivamente che <i>\u201cla France est en guerre\u201d:<\/i> per la prima volta dall\u2019avvento della Quinta Repubblica, il presidente in carica, <b>Fran\u00e7ois Hollande<\/b>, sceglie di \u201cabdicare\u201d, rinunciando a correre per un secondo mandato. L\u2019obiettivo \u00e8 quello di arrestare l\u2019avanzata dei populisti, relegando il quinquennio\u00a0di Hollande ad una triste parentesi, e puntando su volti nuovi. La ribellione dell\u2019elettorato \u00e8 per\u00f2 ormai troppo impetuosa per essere incanalata: il \u201cfilo-russo\u201d <b>Fran\u00e7ois Fillon<\/b> conquista la candidatura del centro-destra battendo l\u2019esponente dell\u2019establishment, <b>Alain Jupp\u00e9<\/b>.<strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/lunione-europea-saggrappa-alle-procure\/\"> Segue quindi una feroce campagna mediatica-giudiziaria per stroncare la corsa di Fillon verso l\u2019Eliseo <\/a><\/strong>e lanciare verso il ballottaggio del 7 maggio il centrista ed \u201coutisider\u201d <b>Emmanuel Macron<\/b>, ex-banchiere Rothschild: il calcolo politico si basa sulla convinzione che tutti i voti moderati si coaguleranno attorno all\u2019europeista e filo-atlantico Macron, sancendo cos\u00ec la sconfitta della populista e filo-russa <b>Marine Le Pen.<\/b><\/p>\n<p>Nella Francia del 2017, come nel resto dell\u2019Occidente, i voti \u201cmoderati\u201d sono per\u00f2 merce rara: il malessere diffuso, tre milioni di disoccupati (che salgono a sei considerando i lavoratori iscritti ad un corso di ricollocamento), l\u2019insofferenza generalizzata verso la cricca di privilegiati che ruota attorno all\u2019Eliseo e ad ai salotti buoni di Parigi, spinge l\u2019elettorato <b>sulle ali estreme dello schieramento politico:<\/b> la candidatura del centrista Emmanuel Macron, presentato dalla maggior parte dei sondaggi e dei media compiacenti come il presidente<i> in pectore<\/i>, rischia di<strong> sgonfiarsi addirittura al primo turno,<\/strong> schiantandosi contro lo scoglio dell\u2019elettorato.<\/p>\n<p>Ferma restando la vittoria di Marine Le Pen, crescono infatti le probabilit\u00e0 che lo sfidante al ballottaggio del 7 maggio non sia l\u2019ex-banchiere di Rothischild, ma il \u201cpopulista rosso\u201d<b> Jean-Luc M\u00e9lenchon<\/b>: storico esponente dell\u2019ala sinistra del Partito socialista, fondatore del movimento<i> \u201cFrance insoumise\u201d<\/i> (la Francia ribelle), abile oratore e figura piuttosto carismatica, M\u00e9lenchon \u00e8 la declinazione \u201cgiacobina\u201d di Marine Le Pen. Comune \u00e8 l\u2019avversione all\u2019ortodossia finanziaria di Bruxelles, comune \u00e8 l\u2019intenzione di manovra fiscali espansive in forte deficit, comune \u00e8 il rifiuto dei dogmi liberisti e l\u2019apertura al protezionismo, comune \u00e8 l\u2019intenzione di traghettare<strong> la Francia fuori dalla NATO<\/strong>, comune la volont\u00e0 di <strong>riconciliarsi con Mosca<\/strong> superando le varie discrepanze, in primis sulla Siria.<\/p>\n<p>Diversi fattori (la presidenza socialista uscente di Hollande, la crisi migratoria, l\u2019emergenza sicurezza nella citt\u00e0, il vento nazionalista sempre pi\u00f9 forte a livello europeo)<strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/francia-2017-vincera-marine-le-pen-grazie-allerrore-della-banca-rothschild\/\"> lasciano supporre che sar\u00e0 la populista di destra, Marine Le Pen, ad emergere vincitrice dal ballottaggio del 7 maggio<\/a><\/strong>. Nelle attuali condizioni in cui versa l\u2019Unione Europea, \u00e8 per\u00f2 chiaro che se dalle urne del 23 aprile dovesse emergere una sfida tra forze anti-sistema di sinistra e di destra, <b>Bruxelles incasserebbe il colpo di grazia <\/b>anche senza conoscere il verdetto finale delle presidenziali francesi: parliamo di istituzioni europee cos\u00ec lacerate da assistere inermi alla ribellione degli Stati alla\u00a0politica migratoria comune, alla puntuale disapplicazione di norme fino a poco tempo fa presentate come ineludibili (fiscal compact e bail in), al tramonto di qualsiasi ulteriore integrazione necessaria a garantire la sopravvivenza dell\u2019euro (<em>in primis<\/em> la garanzia unica sui depositi). L\u2019affermazione dei populisti Le Pen e M\u00e9lenchon al voto di domenica prossima, sancirebbe la <b>rottura definitiva del motore franco-tedesc<\/b><b>o <\/b>da tempo in panne e, aprendo una drammatica faglia nel cuore dell\u2019Europa, porterebbe<strong> al collasso finale le gi\u00e0 pericolanti istituzioni di Bruxelles.<\/strong><\/p>\n<p>La dissoluzione dell\u2019Unione Europea ed il simultaneo<b> ricollocamento di Parigi su posizioni filo-russe<\/b> sarebbero <b>un vero terremoto geopolitico<\/b>, scuotendo\u00a0alle fondamenta l\u2019intera architettura politico-militare consolidatasi in Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale: le istituzioni di Bruxelles,<b> sinonimo di UE ma anche di NATO,<\/b> sono infatti lo strumento con cui l\u2019impero angloamericano ha prima blindato, e poi allargato, <b>la testa di ponte sul <\/b><b>c<\/b><b>ontinente euroasiatico,<\/b> conquistata con due guerre mondiali.<\/p>\n<p>Scopo strategico della UE\/NATO \u00e8 attrarre verso l\u2019Atlantico il maggior numero possibile di potenze europee ed<strong> impedire il sorgere di qualsiasi alleanza tra la Russia e l\u2019Europa occidentale<\/strong>. Lo squagliamento della UE, accompagnato dalla parallela uscita della Francia della NATO, stravolgerebbe quindi la settantennale strategia dell\u2019establishment atlantico sul Vecchio Continente,<b> <\/b><b>incentratala sulla<\/b><b> cooperazione franco-tedesca <\/b><b>con la benedizione di Londra e Washington<\/b>, e sul progressivo ampliamento verso est delle <b>organizzazioni \u201ctransatlantiche\u201d<\/b><b>. <\/b><\/p>\n<p>Si materializzerebbe cos\u00ec il peggior scenario possibile per gli strateghi angloamericani, tratteggiato da <b>Zbigniew Brzezinski <\/b>nel suo libro <i>\u201cThe Grand Chessboard: American Primacy and Its Geostrategic Imperatives\u201d <\/i>del 1997: <b>una Francia nazionalista<\/b> che, oppressa dall\u2019egemonia della Germania schierata su posizioni filo-atlantiche, parte alla riconquista del primato continentale <b>alleandosi con la Russia <\/b>e riconoscendo a quest\u2019ultima\u00a0una legittima zona d\u2019influenza nell\u2019est-europeo. <b>Un patto franco-russo<\/b>, in sostanza, <strong>per ridimensionare la Germania ed espellere gli angloamericani dal Vecchio Continente.<\/strong><\/p>\n<p>Il quadro si farebbe ancora pi\u00f9 drammatico per gli strateghi angloamericani se la Francia \u201cnazionalista\u201d non si saldasse soltanto alla Russia, ma<b> al blocco euro-asiatico <\/b>che comprende <strong>anche la Cina e l\u2019Iran<\/strong> e si irrobustisce giorno dopo giorno: la Francia, anzich\u00e9 lavorare per la caduta di Assad ed il puntellamento del regime filo-saudita in Yemen, passerebbe cos\u00ec ad una condizione di neutralit\u00e0 o larvata ostilit\u00e0 nei confronti degli alleati regionali di Washington e Londra, <b>compromettendo<\/b> ulteriormente l\u2019opera angloamericana di <b>\u201ccontenimento\u201d delle potenze euro-asiatiche.\u00a0<\/b>Gli USA a quel punto, espulsi dalla massa continentale anche grazie alla cooperazione francese, perderebbero automaticamente<strong> lo status di superpotenza mondiale<\/strong>. Scriveva\u00a0Brzezinski nel lontano 1997, allo zenit del mondo monopolare:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cHenceforth, the United States may have to determine how to cope with regional coalitions that seek<strong> to push America out to Eurasia,<\/strong> thereby threatening America\u2019s status as a global power. (\u2026) Potentially, the most dangerous scenario would be a <strong>grand coalition of China, Russia, and perhaps Iran,<\/strong> an \u201cantihegemonic\u201d coalition united not by the ideology but by complementary grievances. (\u2026) Also quite remote, but not to be entirely excluded, is the possibility of a grand European realignment, involving either a German-Russian collusion <strong>or a Franco-Russian Entente\u201d.<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Stiamo assistendo all\u2019inverarsi di una doppia minaccia mortale per l\u2019impero angloamericano:<strong> il saldarsi della coalizione tra Russia, Cina ed Iran, unito al nascere di un\u2019intesa franco-russa<\/strong>. Quattro potenze distinte, unite dalla comune volont\u00e0 di archiviare l\u2019egemonia degli USA e dell\u2019oligarchia atlantica, <strong>per ridisegnare l\u2019assetto mondiale.<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/gas-sarin-sulle-campagna-elettorale-francese\/\">Si spiega quindi il clima di elevata tensione internazionale, caratterizzato dal precipitare delle relazioni russo-americane e dai concomitanti venti di guerra in Corea, in cui si svolgeranno le elezioni francesi<\/a><\/strong>: la posta in gioco supera i confini dell\u2019Esagono ed abbraccia gli equilibri dell\u2019intero Vecchio Continente. La probabile vittoria di Marine Le Pen \u00e8 in grado di compromettere ulteriormente <b>la presa angloamericana sull\u2019Europa<\/b>, a beneficio di Mosca e delle altre potenze continentali. \u00c8 uno scenario che lascia supporre un ulteriore aumento della tensione in vista del ballottaggio del 7 maggio e negli immediati mesi successivi al voto: <b>pi\u00f9 la UE si sfalda ed il blocco euroasiatico si ingrossa,<\/b><strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/terra-contro-mare-una-nuova-guerra-mondiale-potrebbe-essere-inevitabile\/\"> maggiori sono i rischi che il sistema internazionale raggiunga il carico i rottura, <\/a><\/strong>imprimendo agli eventi quella drammatica svolta che si sarebbe evitata soltanto se Donald Trump avesse mantenuto <strong>le promesse neo-isolazioniste<\/strong> della campagna elettorale.<\/p>\n<p><strong>fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/le-enormi-ricadute-geopolitiche-dellimminente-voto-francese\/\" target=\"_blank\"><em>http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/le-enormi-ricadute-geopolitiche-dellimminente-voto-francese\/<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FEDERICO DEZZANI Domenica 23 aprile si svolger\u00e0 il primo turno delle presidenziali francesi: \u00e8 l\u2019appuntamento chiave del 2017, capace di innescare e\/o accelerare dinamiche che travalicano i confini dell\u2019Esagono per abbracciare l\u2019intero scacchiere mondiale. 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