{"id":30112,"date":"2017-05-03T00:59:51","date_gmt":"2017-05-02T22:59:51","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30112"},"modified":"2017-05-01T21:08:33","modified_gmt":"2017-05-01T19:08:33","slug":"i-mandorli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30112","title":{"rendered":"I mandorli"},"content":{"rendered":"<p>di ALBERT CAMUS<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSapete,\u00bb diceva Napoleone a Fontanes, \u00abche cosa ammiro di pi\u00f9 al mondo? Che la forza sia impotente a fondare qualcosa. Vi sono soltanto due potenze al mondo: la spada e lo spirito. Alla lunga, la spada viene sempre vinta dallo spirito.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I conquistatori, come si vede, sono a volte malinconici. Bisogna pur pagare un po\u2019 il prezzo di tanta vana gloria. Ma quel che era vero cento anni fa per la spada, non lo \u00e8 pi\u00f9 altrettanto oggi per il carro armato. I conquistatori han fatto progressi e per anni si \u00e8 stabilito su un\u2019Europa dilaniata il tetro silenzio dei luoghi privi di spirito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al tempo delle terribili guerre fiamminghe, i pittori olandesi potevano forse dipingere i galli dei loro pollai. Anche la guerra dei Cento Anni \u00e8 stata dimenticata, eppure le preghiere dei mistici slesiani rimangono ancora in qualche cuore. Ma oggi le cose sono cambiate, il pittore e il monaco sono mobilitati: siamo solidali con questo mondo. Lo spirito ha perduto quella sicurezza regale che un conquistatore sapeva riconoscergli; adesso, per non saper dominare la forza, si esaurisce nel maledirla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune anime buone vanno dicendo che \u00e8 un male. Noi non sappiamo se sia un male, ma sappiamo che \u00e8. E in conclusione bisogna adattarsi. E allora basta sapere che cosa vogliamo. Vogliamo appunto non inchinarci mai pi\u00f9 davanti alla spada e non dare mai pi\u00f9 ragione a una forza che non si metta a servizio dello spirito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 un compito senza fine, \u00e8 vero. Ma noi siamo qui per continuare a compierlo. Io non credo alla ragione al punto da sottoscrivere al progresso, n\u00e9 ad alcuna filosofia della Storia. Ma credo che gli uomini non abbiano mai smesso di progredire nel prendere coscienza del loro destino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non abbiamo superato la nostra condizione, per\u00f2 la conosciamo meglio. Sappiamo di essere nella contraddizione, ma sappiamo anche che dobbiamo rifiutare la contraddizione e fare quanto occorre per ridurla. Il nostro compito di uomini \u00e8 di trovare le poche formule che calmeranno l\u2019angoscia infinita delle anime libere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo ricucire ci\u00f2 che \u00e8 lacerato, rendere immaginabile la giustizia in un mondo cos\u00ec evidentemente ingiusto, significativa la felicit\u00e0 per dei popoli avvelenati dall\u2019infelicit\u00e0 del secolo. Naturalmente \u00e8 un compito sovrumano. Ma si chiamano sovrumani i compiti che gli uomini impiegano molto tempo ad assolvere, ed \u00e8 tutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cerchiamo dunque di sapere che cosa vogliamo, restiamo saldi nello spirito, anche se la forza prende per sedurci il volto di un\u2019idea o della comodit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima cosa \u00e8 di non disperare. Non ascoltiamo troppo quelli che gridano alla fine del mondo. Le civilt\u00e0 non muoiono cos\u00ec facilmente e anche se questo mondo dovesse crollare, non crollerebbe prima di altri. \u00c8 verissimo che siamo in un\u2019epoca tragica. Ma troppa gente confonde la tragedia con la disperazione. \u00abLa tragedia,\u00bb diceva Lawrence, \u00abdovrebbe essere come un gran calcio dato all\u2019infelicit\u00e0.\u00bb Ecco un pensiero sano e immediatamente applicabile. Ci sono molte cose oggi che meritano quel calcio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando abitavo ad Algeri, d\u2019inverno pazientavo sempre perch\u00e9 sapevo che una notte, in una sola notte fredda e pura di febbraio, i mandorli della valle dei Consoli si sarebbero coperti di fiori bianchi. Mi meravigliavo di vedere poi questa neve fragile resistere a tutte le piogge e al vento del mare. Eppure, ogni anno, resisteva, proprio quel tanto che occorreva per preparare il frutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 un simbolo. Non si conquista la felicit\u00e0 con dei simboli. Ci vuole altro. Intendo solo dire che a volte, quando il peso della vita diventa troppo grave in quest\u2019Europa ancora tutta piena della sua infelicit\u00e0, io mi volgo verso quegli sfavillanti paesi in cui tante forze sono ancora intatte. Li conosco troppo per non sapere che sono la terra eletta, dove contemplazione e coraggio possono equilibrarsi. Meditare sul loro esempio m\u2019insegna allora che se si vuole salvare lo spirito, bisogna ignorarne le virt\u00f9 gemebonde e esaltarne la forza e il prestigio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo mondo \u00e8 avvelenato dall\u2019infelicit\u00e0 e sembra compiacersene. \u00c8 completamente in preda a quel male che Nietzsche chiamava ottusit\u00e0. Non rendiamocene complici. \u00c8 inutile piangere sullo spirito, basta lavorare per lui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma dove sono le virt\u00f9 conquistatrici dello spirito? Lo stesso Nietzsche le ha enumerate come nemiche mortali dell\u2019ottusit\u00e0. Secondo lui, esse sono la forza di carattere, il gusto, il \u00abmondo\u00bb, la felicit\u00e0 classica, la rude fierezza, la fredda frugalit\u00e0 del saggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste virt\u00f9 sono pi\u00f9 necessarie che mai e ognuno pu\u00f2 scegliere quella che gli conviene. Davanti all\u2019enormit\u00e0 della partita impegnata, non si dimentichi in ogni caso la forza di carattere. Non parlo di quella che sulle tribune elettorali s\u2019accompagna ad aggrottamenti di ciglia e a minacce, ma di quella che resiste a tutti i venti del mare per virt\u00f9 del candore e della linfa. Nell\u2019inverno del mondo, essa preparer\u00e0 il frutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1940)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>[Da <\/em>Il Rovescio e il Diritto<em>, Bompiani, 1988]<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ALBERT CAMUS \u00abSapete,\u00bb diceva Napoleone a Fontanes, \u00abche cosa ammiro di pi\u00f9 al mondo? Che la forza sia impotente a fondare qualcosa. Vi sono soltanto due potenze al mondo: la spada e lo spirito. Alla lunga, la spada viene sempre vinta dallo spirito.\u00bb I conquistatori, come si vede, sono a volte malinconici. Bisogna pur pagare un po\u2019 il prezzo di tanta vana gloria. 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