{"id":30149,"date":"2017-04-21T18:00:13","date_gmt":"2017-04-21T16:00:13","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30149"},"modified":"2017-04-21T09:32:35","modified_gmt":"2017-04-21T07:32:35","slug":"melenchon-e-le-pen-come-hollande-tsipras-e-trump-ovvero-lera-in-cui-i-programmi-elettorali-non-contano-piu-nulla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30149","title":{"rendered":"M\u00e9lenchon e Le Pen come Hollande, Tsipras e Trump, ovvero: l&#8217;era in cui i programmi elettorali non contano pi\u00f9 nulla"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di <strong>RICCARDO PACCOSI (FSI Bologna)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La deriva estremista del liberismo-globalismo, deve portare tutte le persone ragionevoli e moderate a considerare quest\u2019ultimo come male assoluto. Per giungere a tale conclusione, forse sarebbe stato sufficiente il progetto neoliberista &#8211; disvelatosi con la fase dell&#8217;austerity &#8211; di distruggere ogni forma di protezione sociale conquistata nel Novecento e di estinguere progressivamente la classe media. Il fatto, per\u00f2, che a quanto appena detto si aggiunga oggi anche una \u201cguerra mondiale a pezzi\u201d, implica la priorit\u00e0 assoluta che il liberismo-globalismo venga sconfitto elettoralmente in ogni paese dell\u2019ex-occidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo contesto di estremismo liberista, conduce dunque a una situazione paradossale riguardo alle elezioni presidenziali in Francia: il candidato della sinistra socialista Jean-Luc M\u00e9lenchon e la candidata post-fascista Marine Le Pen sono accomunati dal fatto di consentire due ipotesi geopolitiche &#8211; in caso di vittoria dell\u2019uno come dell\u2019altra &#8211; decisamente positive per gli altri paesi europei:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>a)<\/strong> la messa in discussione del Trattato di Stabilit\u00e0 europeo e, conseguentemente, la possibile destrutturazione istituzionale dell\u2019Unione europea; prerequisito, quest\u2019ultimo, ormai irrinunciabile per la nascita d\u2019un nuovo patto di fratellanza fra i paesi europei; un patto che ripudi l\u2019attuale organicit\u00e0 fra dirigenti eurofederali e banche d\u2019affari americane e che inverta, quindi, la devastazione sociale ed economica provocata da Commissione Europea e BCE negli ultimi sei anni;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>b)<\/strong> la messa in discussione della Nato; se un paese strategicamente rilevante come la Francia si smarcasse dalla prospettiva atlantista, questo non bloccherebbe ma certo porrebbe un grosso ostacolo alla strategia delirante e criminale degli Stati Uniti di far precipitare il mondo intero in uno scenario di guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi, possiamo dire che le cose stanno andando bene?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La risposta \u00e8 no, non stanno andando bene per niente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema delle due ipotesi sopra formulate, infatti, risiede nel fatto ch\u2019esse poggiano esclusivamente su quanto viene enunciato nei programmi elettorali di M\u00e9lenchon e della Le Pen. Nell\u2019attuale fase storica, purtroppo, abbiamo invece appurato che i programmi elettorali possono non soltanto essere disattesi, ma finanche risolversi in azioni politico-amministrative dal contenuto squisitamente opposto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli esempi pi\u00f9 recenti ed eclatanti di quanto appena affermato, sono tre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1)<\/strong> Nel 2012, Francois Hollande diviene Presidente della Repubblica Francese sulla base d\u2019un programma orientato a politiche sociali e recante l\u2019annuncio del ripudio del Fiscal Compact. Risultato: cinque anni di politiche ultra-liberiste sul lavoro, tagli alla spesa pubblica, nessuna messa in discussione dei vincoli di stabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2)<\/strong> Nel 2015, Alexis Tsipras diviene Primo Ministro della Grecia sulla base d\u2019un programma che, fin dal principio, enuncia la necessit\u00e0 d\u2019essere in parte disatteso. Il leader di Syriza diviene infatti premier promettendo da una parte l\u2019aumento della spesa sociale pubblica e, dall\u2019altra, garantendo il rispetto del Trattato di Stabilit\u00e0. Essendo evidentemente le due cose del tutto incompatibili, una delle due promesse doveva necessariamente finire infranta. Abbiamo tutti visto, alla fine, quale scelta d\u2019infrazione il \u201crealismo politico\u201d della sinistra abbia imposto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3)<\/strong> Nel 2016, Donald Trump diviene Presidente degli Stati Uniti sulla base d\u2019un programma recante l\u2019annuncio di una distensione nei compromessi rapporti russo-americani. Abbiamo tutti visto, con l\u2019attacco alla Siria di alcune settimane fa, come l\u2019indirizzo dell\u2019amministrazione americana abbia perfettamente capovolto gli annunci della campagna elettorale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi casi d\u2019invalidazione dei programmi elettorali, portano spesso le persone a interpretare tali vicende in chiave moralista, parlando di \u201ctradimento\u201d e di responsabilit\u00e0 soggettive del leader politico di turno. Ebbene, questo tipo di approccio non consente per\u00f2 di comprendere perch\u00e9 questo fenomeno possa accadere in maniera tanto ricorrente e, soprattutto, cos\u00ec impunemente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io reputo invece che i motivi da investigare risiedano nella mancanza &#8211; all&#8217;interno del fronte sociale e politico che si oppone al liberismo-globalismo &#8211; di un pensiero forte e strutturato nonch\u00e9 di organizzazioni di massa che coordinino e indirizzino l\u2019azione dei governanti eletti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda il primo punto, <strong>vediamo critiche al liberismo che faticano<\/strong> &#8211; soprattutto nel campo della sinistra &#8211; <strong>a cogliere i nessi fra quest\u2019ultimo e la progressiva perdita di sovranit\u00e0 degli stati nazionali e delle loro Costituzioni<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando invece il nesso viene colto, come nel caso della Le Pen, tutto viene per\u00f2 declinato in una risposta che \u00e8 speculare a quella dei neoliberisti: questi ultimi, difatti, propongono di risolvere la complessit\u00e0 del presente abolendo il costituzionalismo e tornando a un assolutismo oligarchico che mantenga le forme della partecipazione popolare; parimenti, la Le Pen e la costellazione rossobruna ritengono che una svolta securitaria e post-democratica sia la risposta pi\u00f9 corretta a quella che \u00e8, al contrario, una crisi della sovranit\u00e0 popolare e quindi del controllo popolare sulle istituzioni statali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutte le formazioni politiche esistenti, in altre parole, sembrano non cogliere il fatto che <strong>la crisi della sovranit\u00e0 popolare pu\u00f2 essere risolta solo riedificando la democrazia<\/strong> e, quindi, strutture che esprimano effettivo e diretto potere popolare quali le organizzazioni di massa; le formazioni politiche esistenti preferiscono, invece, la seduzione e la semplificazione delle opzioni post-democratiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In relazione diretta col problema dell&#8217;assenza d&#8217;un pensiero forte, viene dunque il tema delle organizzazioni di massa. <strong>I partiti, i sindacati e i corpi intermedi governati dalla massa sono in via di estinzione<\/strong> e, in questa fase, <strong>le formazioni elettorali risultano essere nulla pi\u00f9 che apparati di comunicazione e marketing messi al servizio del progetto politico-personale del leader di turno<\/strong>. Come stupirsi, quindi, se quest\u2019ultimo una volta eletto riesce a disattendere il proprio programma elettorale senza doverne pagare alcun prezzo? Come stupirsi, quindi, se il leader neo-eletto cede sul programma elettorale non appena gli giunge il primo diktat da parte delle \u00e9lite sovranazionali?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo \u2013 unitamente ai fattori storici e soggettivi di sfiducia che, per ragioni diverse, gli attuali socialisti nonch\u00e9 i post-fascisti meritano ampiamente \u2013 inducono a guardare alle elezioni francesi con interesse s\u00ec, ma senza commettere per l\u2019ennesima volta l\u2019errore di riporre speranze su quelle che sono, al momento, nulla pi\u00f9 che dichiarazioni d\u2019intenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di RICCARDO PACCOSI (FSI Bologna) La deriva estremista del liberismo-globalismo, deve portare tutte le persone ragionevoli e moderate a considerare quest\u2019ultimo come male assoluto. 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