{"id":30163,"date":"2017-04-21T11:50:53","date_gmt":"2017-04-21T09:50:53","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30163"},"modified":"2017-06-22T11:00:27","modified_gmt":"2017-06-22T09:00:27","slug":"grillo-e-i-sindacati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30163","title":{"rendered":"Grillo e i sindacati."},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ALDO GIANNULI<\/strong><\/p>\n<p>Qualche polemica ha suscitato una recente dichiarazione di Beppe Grillo <a href=\"http:\/\/www.beppegrillo.it\/m\/2017\/04\/programmalavoro_democrazia_e_sindacati_nei_luoghi_di_lavoro.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">nella quale proponeva <\/a>di eliminare (in qualche modo) le confederazioni sindacali, dando molto pi\u00f9 spazio alla contrattazione aziendale direttamente controllata dai lavoratori e, pi\u00f9 o meno, sulla stessa lunghezza d\u2019onda si \u00e8 detto Giorgio Cremaschi, gi\u00e0 autorevole esponente Fiom. Poi \u00e8 venuta la consultazione sul programma con la proposta (approvata plebiscitariamente) di eliminare il privilegio per le organizzazioni sindacali firmatarie di contratto, uniche a poter presentare candidati per le rappresentanze sindacali aziendali. <span id=\"more-8886\"><\/span><\/p>\n<p><strong>Dico subito di essere largamente d\u2019accordo con queste posizioni che sostengo,<\/strong> per la verit\u00e0 da trenta anni a passa, da quando ero un giovane dirigente sindacale sulla via dell\u2019uscita, non condividendo la crescente involuzione buricratica del sindacato. Subito dopo gli anni del grande conflitto il sindacato venne letteralmente subissato di denaro, disposizioni di favore, concessioni e privilegi per i suoi quadri che ne cambiarono la natura. Nei primi anni ottanta feci uno studio sull\u2019organizzazione sindacale scoprendo che le tre confederazioni assommavano oltre 130.000 operatori professionali (fra funzionari, distacchi, permessi sindacali continuati, dipendenti dei patronati e di altri organismi collaterali), occupavano 26.000 seggi nei consigli di amministrazione di enti pubblici (dall\u2019Inps ai conservatori, dall\u2019Inail agli enti di formazione professionale), disponevano di circa 80.000 sedi con oltre 35.000 linee telefoniche. Mettendo tutto insieme, usciva una citt\u00e0 pi\u00f9 grande di Brindisi o di Novara. Quello che era stato il sindacato pi\u00f9 combattivo d\u2019Europa diventava uno dei pi\u00f9 massicci apparati burocratici di Occidente e la pratica della concertazione triangolare (Governo, Confindustria, sindacati) ne faceva uno dei principali pilastri del sistema.<\/p>\n<p><strong>Dopo, la crisi della Prima Repubblica e l\u2019ondata neoliberista<\/strong> che spazzava via il welfare, il sindacato ne usc\u00ec ridimensionato, nonostante fosse stato pietosamente risparmiato dalle inchieste di Mani Pulite che, pure, avrebbero avuto abbondante materia di indagine. Dopo di che il sindacato \u00e8 sempre andato pi\u00f9 perdendo ruolo politico e sociale. La contrattazione nazionale \u00e8 andata via via deperendo, quella aziendale si \u00e8 ridotta alle isole in cui essa \u00e8 ancora possibile, sul piano generale non si ricorda una proposta di riforma avanzata dal sindacato da almeno 25 anni. A parte la Fiom che ha tentato di mantenere una dimensione conflittuale e di contrasto ai diktat neoliberisti (e che, non a caso, \u00e8 discriminata tanto fuori quanto dentro la sua confederazione) il sindacato si \u00e8 ridotto ad un carrozzone di burocrati nullafacenti e strapagati: una ulteriore ed indebita tassa sul lavoro.<\/p>\n<p><strong>Privo della sua dimensione propriamente conflittuale, il sindacato non ha pi\u00f9 niente da dire:<\/strong> non abbiamo registrato una sola proposta degna di questo nome per fronteggiare la crisi, non un tentativo di promuovere una convergenza almeno europea e, per il resto, Cisl e Uil si sono spalmate ai piedi dei governi di turno tutte comprese del loro ruolo servile, mentre la Cgil ha avuto qualche rara impennata (in coincidenza con i governi di centro destra e solo di recente nei confronti del governo Renzi) ma, in genere, non \u00e8 andata molto al di l\u00e0 di qualche impotente mugugno. Ex anche dalla Cgil zero proposte sulla crisi. Nel complesso, si \u00e8 determinata una situazione di monopolio anomalo, per cui la rappresentanza sindacale spessa a Cgil, Cisl e Uil non si capisce in nome di quale disposizione costituzionale o di legge. Se il criterio \u00e8 quello del numero degli iscritti, facciamo presente che:<br \/>\na.\u00a0\u00a0 \u00a0Se il criterio dei tesserati \u00e8 qualificante ai fini della rappresentativit\u00e0, occorrerebbe che le iscrizioni fossero certificate da un organismo terzo e non stabilite sulla base dichiarazioni di parte e, intento, sarebbe utile una severa verifica su tesseramenti che appaiono clamorosamente gonfiati<br \/>\nb.\u00a0\u00a0 \u00a0la maggior parte degli iscritti alle tre confederazioni sono pensionati (la cui adesione, peraltro, \u00e8 carpita dal patronato al momento di istruire la pratica di pensione) e, se \u00e8 giusto che i pensionati abbiano la loro rappresentanza, non si capisce perch\u00e9 questo poi debba riflettersi sulla rappresentanza dei lavoratori attivi<br \/>\nc.\u00a0\u00a0 \u00a0che \u00e8 la posizione di privilegio dei sindacati esistenti a spingere i lavoratori ad iscriversi a Cgil, Cisl e Uil, per cui si determina una sorta di circolo vizioso per cui la posizione di rpedominio genera tesseramento che a sua volta garantisce il riprodursi della condizione di predominio.<\/p>\n<p>E questo blinda il carrozzone sindacale impedendo ogni verifica reale sulla sua rappresentativit\u00e0, ma noi, che ce ne facciamo di un sindacato cos\u00ec? Sin qui \u00e8 stato una sorta di tab\u00f9 per cui nessuno osava sollevare la questione di questo ingombrante ed inutilissimo totem. Lode a Grillo ed al M5s per aver rotto questo incanto ed aver aperto la questione. Tuttavia, se siamo perfettamente d\u2019accordo sulle linee generali della discussione impostata da Grillo, poi dobbiamo approfondire l\u2019argomento, dato che la contrattazione aziendale non risolve tutti i problemi, anche perch\u00e9 nella maggior parte delle aziende non esiste alcuna contrattazione. Non possiamo rinunciare ad una ripresa della contrattazione nazionale. Questo per\u00f2 impone che ci siano sindacati realmente democratici, con gruppi dirigenti realmente espressione dei lavoratori (cosa semplicemente inesistente oggi). Ad esempio, visto che l\u2019articolo 39 della Costituzione parla di obbligo di registrazione dei sindacati con ordinamento interno a base democratica, perch\u00e9 non pensiamo ad una legge quadro che stabilisca quali siano le caratteristiche necessarie di un ordinamento democratico in un sindacato? Avrei molte idee carine da proporre in merito. Vi assicuro: mi divertirei molto\u2026.<\/p>\n<p><strong>fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/www.aldogiannuli.it\/grillo-sindacati\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>http:\/\/www.aldogiannuli.it\/grillo-sindacati\/<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ALDO GIANNULI Qualche polemica ha suscitato una recente dichiarazione di Beppe Grillo nella quale proponeva di eliminare (in qualche modo) le confederazioni sindacali, dando molto pi\u00f9 spazio alla contrattazione aziendale direttamente controllata dai lavoratori e, pi\u00f9 o meno, sulla stessa lunghezza d\u2019onda si \u00e8 detto Giorgio Cremaschi, gi\u00e0 autorevole esponente Fiom. 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