{"id":30180,"date":"2017-04-22T11:51:26","date_gmt":"2017-04-22T09:51:26","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30180"},"modified":"2017-04-22T11:51:26","modified_gmt":"2017-04-22T09:51:26","slug":"la-battaglia-per-mosul-e-la-spartizione-delliraq","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30180","title":{"rendered":"La battaglia per Mosul e la spartizione dell\u2019Iraq"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>FULVIO SCAGLIONE<\/strong><\/p>\n<p>A differenza di quanto si vuol far credere, il vero scopo della battaglia di Mosul, il grande centro iracheno della Piana di Niniveh che dal luglio 2014 \u00e8 controllato dall\u2019Isis, non \u00e8 liberare la citt\u00e0 ma decidere se, come e tra chi si dovr\u00e0 spartire l\u2019Iraq a guerra finita.<\/p>\n<p><span id=\"more-22127\"><\/span>Far fuori i miliziani di Al Baghdadi da Mosul \u00e8 impresa che la grande coalizione internazionale (67 Paesi guidati dagli Usa) poteva portare a termine assai prima. Bastava fare come hanno fatto i russi ad Aleppo. Se qualcuno si scandalizza, forse non sa bene che cosa significhi combattere una battaglia in una citt\u00e0 densamente popolata. E soprattutto non sa che a Mosul, appena gli americani e i loro alleati ci provano, succede esattamente ci\u00f2 che successe ad Aleppo, ovvero un sacco di civili innocenti ammazzati. Basta dare un\u2019occhiata a Air Wars (<a href=\"https:\/\/airwars.org\/\">https:\/\/airwars.org\/<\/a>), l\u2019Ong internazionale che segue i bombardamenti in Siria e in Iraq. I dati dimostrano che da tre mesi i bombardamenti \u201coccidentali\u201d fanno pi\u00f9 vittime tra i civili di quelli russi e siriani, e si parla di centinaia e centinaia di morti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-22128 alignright\" src=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/files\/2017\/04\/la-1475182088-snap-photo-300x168.jpg\" alt=\"la-1475182088-snap-photo\" width=\"300\" height=\"168\" \/>La coalizione, invece, per due anni e mezzo ha bombardato la sabbia. Da un lato sperando che l\u2019Isis desse la spallata decisiva a Bashar al-Assad in Siria. Dall\u2019altro perch\u00e9 gli ambienti neocon a stelle e strisce, che ora hanno messo sotto tutela anche Donald Trump, non hanno mai rinunciato al vecchio progetto di spartire l\u2019Iraq in tre piccoli Stati a base etnico-religiosa (uno sunnita, uno sciita e uno curdo). Soluzione che verrebbe chiamata \u201cfederazione\u201d ma che in realt\u00e0 vorrebbe dire: uno staterello controllato dall\u2019Iran (quello sciita), uno controllato dagli Usa via Arabia Saudita (quello sunnita) e il terzo controllato dagli Usa via curdi. Per Washington un doppio affare: far sparire qualunque prospettiva di uno Stato-nazione iracheno e, insieme, mettere le mani sui due terzi del territorio, isolando gli sciiti filo-iraniani e, via Kurdistan, interrompendo la continuit\u00e0 geografica della Mezzaluna Fertile (Iran, Iraq, Siria, Libano) che \u00e8 il bastione degli sciiti del Medio Oriente.<\/p>\n<p>Per questo le forze in campo, invece di concentrarsi sulle operazioni militari per liberare Mosul, hanno affrontato una serie di manovre e contromanovre a sfondo politico. Il Governo di Baghdad, dominato dagli sciiti filo-iraniani, ha chiesto di occupare la prima fila dell\u2019offensiva sulla citt\u00e0, restando per\u00f2 del tutto dipendente dal supporto aereo della coalizione. Nel frattempo, ha inserito le milizie sciite a pieno titolo nei ranghi dell\u2019esercito, garantendo loro anche l\u2019immunit\u00e0 per eventuali \u201ceccessi\u201d commessi durante la campagna militare: una specie di assoluzione preventiva che andr\u00e0 a coprire tutto ci\u00f2 che accadr\u00e0 durante l\u2019effettiva presa della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Dall\u2019altro lato, non appena l\u2019esercito iracheno e le altre forze armate schierate contro l\u2019Isis si sono avvicinate a Mosul, i curdi hanno cominciato a farsi sentire. Prima il governo della provincia di Kirkuk ha annunciato un referendum (contestatissimo dai rappresentanti arabi e turkmeni) per decidere l\u2019eventuale annessione al Kurdistan. Poi lo stesso Massud Barzani, presidente del Kurdistan, ha detto che \u201cun Iraq unitario non esiste\u201d e che entro quest\u2019anno in Kurdistan si terr\u00e0 un referendum per decidere il distacco da Baghdad e la costituzione di uno Stato indipendente.<\/p>\n<p>La vera battaglia per Mosul \u00e8 questa. Ed \u00e8 per questo, cio\u00e8 perch\u00e9 i tempi per questa battaglia non erano maturi, che a quasi tre anni dall\u2019irruzione l\u2019Isis \u00e8 ancora saldamente attestato in Iraq.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>: <a href=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/?p=22127\">http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/?p=22127<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FULVIO SCAGLIONE A differenza di quanto si vuol far credere, il vero scopo della battaglia di Mosul, il grande centro iracheno della Piana di Niniveh che dal luglio 2014 \u00e8 controllato dall\u2019Isis, non \u00e8 liberare la citt\u00e0 ma decidere se, come e tra chi si dovr\u00e0 spartire l\u2019Iraq a guerra finita. 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