{"id":30192,"date":"2017-04-23T12:03:09","date_gmt":"2017-04-23T10:03:09","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30192"},"modified":"2017-04-23T12:03:09","modified_gmt":"2017-04-23T10:03:09","slug":"il-cambio-di-passo-verso-la-fine-delleuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30192","title":{"rendered":"Il cambio di passo, verso la fine dell\u2019Europa"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>GUSTAVO PIGA<\/strong><\/p>\n<p>Il Documento di Economia e Finanza non \u00e8 la stessa cosa della Legge di Stabilit\u00e0. Questa traccia le decisioni del governo su spese e tasse per l\u2019anno a venire; quello, cos\u00ec voluto dall\u2019Europa, nasce per indicare ad imprese e famiglie il contesto economico di medio termine, 3-4 anni, all\u2019interno del quale si troveranno ad operare a seguito della programmazione governativa. \u00a0Ha uno scopo rilevante, il c.d. DEF: quello di dare certezze a tali componenti sociali, influenzando le loro aspettative future, sperabilmente in maniera tale da cementare il loro ottimismo all\u2019interno di una cornice di crescita e stabilit\u00e0.<\/p>\n<p>I giornali si sono sperticati a raccontare, come d\u2019altronde il Premier Gentiloni, di una manovra \u201cespansiva\u201d, semplicemente perch\u00e9 per il 2017 non \u00e8 prevista che una manovrina di poco pi\u00f9 di 3 miliardi di aggiustamento. Ma il DEF non riguarda il 2017, ma gli anni dal 2018 al 2020. E ben pi\u00f9 appropriate appaiono al riguardo le parole del Ministro Padoan, che ha parlato di \u201cuna politica fiscale particolarmente stringente\u201d che \u201cfa parte degli accordi europei\u201d. Ovvero del famigerato Fiscal Compact, l\u2019accordo intergovernativo che stabilisce come, senza se e senza ma, il Governo italiano debba raggiungere in pochi anni il bilancio in pareggio.<\/p>\n<p>Spesso si \u00e8 fatto notare come il Fiscal Compact non sia mai stato operativo, visto che ha permesso di rinviare, di anno in anno, il raggiungimento del pareggio. Una austerit\u00e0 sulla carta, ma non nella sostanza, che prometteva tagli di spesa pubblica e aumenti delle tasse senza mai realizzarli. Peccato che imprese e famiglie non si siano certo mai fidate di una tale rassicurazione: ansiose di ottenere certezze, le loro aspettative si sono congelate nel pessimismo, evitando di consumare ed investire nel dubbio che poi il Governo portasse a termine i piani annunciati di riduzione drastica della domanda pubblica e di aumento della pressione fiscale.<\/p>\n<p>Con Gentiloni ed il suo primo DEF di questo aprile \u00e8 tuttavia avvenuto un cambio di passo, ancora pi\u00f9 austero, mai adottato da nessun Governo prima del suo: la decisione di confermare, e non rinviare, l\u2019anno di pareggio di bilancio, al 2019. \u00a0Lo stesso anno di pareggio promesso da Renzi nell\u2019aprile del 2016. Avendo tre anni a disposizione Renzi era stato ben pi\u00f9 moderato nella sua promessa di austerit\u00e0 e riduzione del deficit: nel 2016, aveva infatti promesso che per il 2017 il deficit su PIL sarebbe sceso dello 0,5 di PIL, circa 8 miliardi di euro, dal 2,3 a 1,8%. Ora Gentiloni con il DEF 2017 raddoppia, annunciando che il deficit dal 2017 al 2018 scender\u00e0 dal 2,1 all\u20191,2%, di 0,9 di PIL, 15 miliardi. Una manovrona dovr\u00e0 a tal fine essere prevista, cos\u00ec come quella, analoga, per portare dall\u20191,2% allo zero il deficit nel 2019. Con tutto ci\u00f2 che ne consegue per l\u2019impatto su una economia, quella italiana, sfibrata da un decennio di recessione, prima, e di stagnazione ora. Una manovrona che ha obbligato il Tesoro addirittura ad abbassare le proprie stime di crescita per quegli anni, dall\u20191,2% all\u20191%, due anni che avrebbero dovuto segnare la ripresa della crescita nel nostro Paese.<\/p>\n<p>Della manovrona non parlo io, lo dice senza giri di parole l\u2019Ufficio Parlamentare di Bilancio, preposto a monitorare per conto dell\u2019Europa i conti pubblici italiani: \u201c\u2026 il quadro per il 2018 e 2019 risente del mantenimento della disposizione di aumento delle aliquote IVA nel 2018 e dalla previsione di un ulteriore aumento di 0,9 punti dell\u2019aliquota base nel 2019. Nell\u2019insieme, il gettito associato ammonta a 19,6 miliardi nel 2018 e 23,3 miliardi nel 2019, corrispondenti rispettivamente al 1,1 e all\u20191,3 per cento del PIL\u201d.<\/p>\n<p>Una straordinaria austerit\u00e0 che consegna l\u2019economia italiana alla stagnazione per il prossimo decennio ma, forse ancora pi\u00f9 importante, che consegna l\u2019equilibrio politico del Paese e forse del continente ai movimenti populisti, sancendo dunque la fine di una costruzione comune europea.<\/p>\n<p>La soluzione? L\u2019unica sarebbe quella di far rifiatare l\u2019economia italiana finch\u00e9 non abbia ritrovato l\u2019ottimismo di intraprendere nuovamente, scongelando le aspettative pervase di pessimismo che l\u2019avviluppano da tempo. 70 miliardi sono a disposizione, per un piano di supporto all\u2019economia, all\u2019occupazione, specie di chi soffre maggiormente (piccole imprese, giovani, Meridione, edilizia sostenibile) e di abbattimento del rapporto debito-PIL, sinora invece sempre cresciuto a causa della stupida austerit\u00e0. 20 miliardi derivanti da una vera spending review, mai fatta da nessun Governo, pi\u00f9 50 dal tenere il deficit sul PIL bloccato al 3% come chiedeva il vecchio trattato di Maastricht, e non in pareggio, al quale si torner\u00e0 solo dopo che sar\u00e0 tornato il sole.<\/p>\n<p>Purtroppo questo Governo non sembra pronto per un passo simile, anzi. Tra 5 mesi, quando si tratterr\u00e0 di decidere se apporre la firma sull\u2019inserimento definitivo del Fiscal Compact, tutto fa presumere che supinamente accetteremo il nostro fato, confermando l\u2019austerit\u00e0, la mancanza di solidariet\u00e0 e l\u2019inevitabile fine dell\u2019Europa.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>: <a href=\"http:\/\/www.gustavopiga.it\/2017\/il-cambio-di-passo-verso-la-fine-delleuropa\/\">http:\/\/www.gustavopiga.it\/2017\/il-cambio-di-passo-verso-la-fine-delleuropa\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GUSTAVO PIGA Il Documento di Economia e Finanza non \u00e8 la stessa cosa della Legge di Stabilit\u00e0. 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