{"id":30210,"date":"2017-04-27T00:24:05","date_gmt":"2017-04-26T22:24:05","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30210"},"modified":"2017-04-24T23:35:42","modified_gmt":"2017-04-24T21:35:42","slug":"il-cursus-honorum-e-la-liquefazione-della-classe-dirigente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30210","title":{"rendered":"Il &#8220;cursus honorum&#8221; e la liquefazione della classe dirigente"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di EMILIO DI SOMMA (FSI Napoli)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non amo scrivere e parlare \u201ca caldo\u201d di eventi storici e politici. La grancassa mediatica, le tifoserie ed i \u201csono stato frainteso\u201d che si accumulano uno dietro l\u2019altro non permettono n\u00e9 un analisi politica decente n\u00e9 la possibilit\u00e0 di strutturare un dibattito politico sui veri temi politici che sono in ballo in determinate situazioni. E\u2019 per questo che ho deciso di scrivere solo ora un articolo sullo stato deprimente e liquefatto della nostra cosiddetta \u201cclasse dirigente\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora che il pubblico e le televisioni sono tutte distratte dalle possibili guerre di Corea o del Medio Oriente, \u00e8 possibile che il nostro movimento possa discutere, a mente \u201cfredda\u201d, con maggior razionalit\u00e0 la posta in gioco che si rivela in determinate esternazioni dei politici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo breve scritto prende ispirazione da quello che il ministro del cosiddetto \u201clavoro\u201d, il poco onorevole Poletti, disse nell\u2019ultima settimana di Marzo: che era \u201cmeglio giocare a calcetto che inviare curriculum\u201d. Ora, alcuni giornalisti provarono anche a giustificare tale frase con l\u2019argomentazione che \u201cPoletti si limita a fotografare una realt\u00e0 in cui contano anche i rapporti di fiducia sul posto di lavoro\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Suggerisco, in questo senso, la lettura di un articolo del &#8220;Foglio&#8221; del 28 Marzo. Ora, su tale sfortunata frase, e le ancor peggiori sue giustificazioni, voglio porre innanzitutto due quesiti. Il primo, in un contesto in cui, come di Poletti, la \u201cfiducia\u201d \u00e8 la prima fonte di lavoro, quali sono le implicazioni per il movimento sovranista? Il secondo, in un contesto in cui si trova lavoro \u201cper fiducia\u201d, cosa succede all\u2019ascensore sociale?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Voglio introdurre ora un piccolo pezzo di storia. Mi si perdoner\u00e0 il mio continuo uso a riferimenti ed eventi del passato; non \u00e8 vuota erudizione, \u00e8 che credo fermamente che lo studio della storia ha valore solo nella misura in cui essa ci ispira a riflettere sugli eventi e problemi contemporanei. Altrimenti tanto varrebbe avere l\u2019autocoscienza di un cetriolo di mare, e limitarsi a spendere le nostre vite unicamente alla spasmodica ricerca di roba da consumare e poi espellere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, voglio fare riferimento ai Romani. La repubblica romana non era un\u2019istituzione democratica. Il \u201cpopolo\u201d non aveva diretto accesso alle cariche pubbliche, n\u00e9 alle decisioni politiche; quanto agli organi di rappresentanza, essi avevano poteri molto limitati. Il potere era gestito e distribuito su base censitaria; l\u2019ammontare delle ricchezze determinava le cariche politiche a cui era possibile accedere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, i giuristi romani si trovarono ben presto a dover affrontare un problema: in un sistema altamente clientelare come la repubblica romana, dove i rapporti di fiducia personali valutavano l\u2019avvenire politico ed economico di un individuo, come poteva la repubblica garantire un salutare ricambio della classe dirigente, evitare che il potere venisse concentrato in poche famiglie ed evitare di perdere talenti preziosi nati al di fuori della nobilt\u00e0 senatoria?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu in questo contesto che dobbiamo interpretare il <em>cursus honorum,<\/em> ossia l&#8217;ordine sequenziale degli uffici pubblici tenuti dall&#8217;aspirante politico sia durante il periodo repubblicano, sia nei primi due secoli dell&#8217;Impero romano. Cominciando col servizio militare, il <em>cursus<\/em> stabiliva le varie cariche politiche da poter ricoprire in ordine di merito, reputazione e capacit\u00e0 sempre maggiori. Ora, se \u00e8 pur vero che questo non eliminava il nepotismo, n\u00e9 facilitava pi\u00f9 di tanto coloro nati in condizioni economiche disagiate, il cursus <em>rivela<\/em> comunque come i Romani si fossero posti un problema politico fondamentale: come fare in modo che i rapporti di fiducia non soffocassero il merito dei talentuosi e di coloro che lavoravano duramente?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo contesto, il <em>cursus<\/em> permise l\u2019accesso alle pi\u00f9 alte cariche politiche anche a uomini nati al di fuori della nobilt\u00e0 senatoria e con rapporti di \u201cfiducia\u201d meno forti, i cosiddetti <em>homines novi<\/em>. Cicerone e Catone, tanto per citare due esempi, erano <em>homines novi.<\/em> Questa preoccupazione nasceva, fondamentalmente, da un pensiero politico e giuridico che poneva il benessere della repubblica e del popolo romano al primo posto, anche al di l\u00e0 dei vantaggi del singolo rapporto clientelare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi era, dunque, una visione d\u2019insieme che aveva come fine ultimo il mantenimento delle istituzioni repubblicane ed il benessere e la possibilit\u00e0 di soddisfacimento dei cittadini ad essa sottoposti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo ci riporta alla sciagurata uscita di Poletti. E\u2019 evidente che un governo, ed una classe politica, il cui scopo \u00e8 quello di demolire ogni sovranit\u00e0 popolare rimasta e concentrare tutto il potere politico in ristretti gruppi di burocrati e squali della finanza, teme, pi\u00f9 di ogni cosa, l\u2019<em>homo novus<\/em>, ossia colui che, dopo sacrifici, lavoro e miglioramento delle proprie doti, ambisce a migliorare la propria condizione economica e sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La maggiore consapevolezza della sofferenza e del duro lavoro lo rende nemico giurato di qualunque gruppo pseudo-nobiliare che, nato e cresciuto all\u2019interno dei propri privilegi, pretende che la sua realt\u00e0 sia l\u2019unica possibile. Loro sono dei \u201cvincenti\u201d, e tutti quelli che non appartengono alla loro cerchia sono dei \u201cperdenti\u201d. Come osano questi perdenti tentare di sconvolgere i loro equilibri di potere?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo, inoltre, rivela come l\u2019attuale ceto dirigente manchi di una visione di insieme che miri al benessere del popolo italiano ed all\u2019integrit\u00e0 delle istituzioni statali. Se Poletti, ed i suoi colleghi, davvero avessero a cuore il benessere dello stato, si sarebbero posti il problema di come poter dare il giusto riconoscimento a coloro che, seppur dotati e desiderosi di impegnarsi, hanno avuto la sfortuna di nascere in contesti privi di \u201camicizie\u201d forti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo contesto, quindi, io personalmente interpreto la frase di Poletti come l\u2019abbandono ufficiale, da parte del governo e della classe dirigente, di ogni concezione di merito, talento e duro lavoro. Se \u201cfare curriculum\u201d non basta a trovare lavoro, ma \u00e8 necessaria la \u201cfiducia\u201d, a che pro studiare, lavorare, aumentare le proprie competenze?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro che avvocatura e censura, Cicerone e Catone al pi\u00f9 avrebbero potuto sperare di fare gli artigiani, secondo Poletti. Il figlio dell\u2019operaio non giocher\u00e0 mai a calcetto col figlio del dirigente o del politico. Mancano, in questa societ\u00e0 sciagurata, gli spazi, la mentalit\u00e0 e le aperture necessarie affinch\u00e9 si possano creare rapporti di \u201cfiducia\u201d tra cerchie differenti; e l\u2019attuale governo trova la situazione non solo accettabile, ma anche desiderabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo senso, quindi, perch\u00e9 far studiare il figlio dell\u2019operaio, o del contadino?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Volenti o nolenti essi dovranno ereditare il mestiere del padre e vivere una vita proiettata su rotaie pre-stabilite, fatte di sofferenza, sacrifici senza uscita e costante ricattabilit\u00e0. Un grande successo della societ\u00e0 liberale, direi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come conclusione, guardo al mio curriculum di sei pagine, penso al mio attuale stato di disoccupazione e poi guardo al curriculum da mezza pagina del ministro Poletti. Forse avrei dovuto abbandonare ogni aspirazione e limitarmi a fare il tornitore, come mio nonno, o al massimo il tecnico, come mio padre; visto che a me il calcetto nemmeno piace.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di EMILIO DI SOMMA (FSI Napoli) Non amo scrivere e parlare \u201ca caldo\u201d di eventi storici e politici. La grancassa mediatica, le tifoserie ed i \u201csono stato frainteso\u201d che si accumulano uno dietro l\u2019altro non permettono n\u00e9 un analisi politica decente n\u00e9 la possibilit\u00e0 di strutturare un dibattito politico sui veri temi politici che sono in ballo in determinate situazioni. E\u2019 per questo che ho deciso di scrivere solo ora un articolo sullo stato deprimente&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":30246,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[6,105],"tags":[3558,5668,3560,1229,47,5667],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/giuliano-poletti-lavoro-sciopero-politico.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-7Rg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30210"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=30210"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30210\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30247,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30210\/revisions\/30247"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/30246"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=30210"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=30210"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=30210"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}