{"id":30290,"date":"2017-04-26T10:36:55","date_gmt":"2017-04-26T08:36:55","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30290"},"modified":"2017-04-26T10:36:55","modified_gmt":"2017-04-26T08:36:55","slug":"sapir-le-lezioni-del-primo-turno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30290","title":{"rendered":"Sapir: le lezioni del primo turno"},"content":{"rendered":"<div class=\"container\">\n<div class=\"grid-3-4\">\n<div class=\"single-post\">\n<div class=\"entry\">\n<p>di <strong>VOCI DALL&#8217;ESTERO<\/strong><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/russeurope.hypotheses.org\/5934\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Jacques Sapir commenta i risultati del primo turno delle elezioni presidenziali <\/a>in Francia mettendo in luce alcune novit\u00e0 senza precedenti: innanzitutto il\u00a0quadripartitismo di fatto, con i due candidati esclusi che \u00a0seguono i vincitori molto da vicino, e che praticamente segna la fine della Quinta Repubblica. \u00a0Inoltre, \u00a0il fatto molto rilevante che a conti fatti le idee sovraniste sembrano aver vinto la battaglia culturale, \u00a0con i candidati\u00a0che in varia misura si rifanno a idee sovraniste che hanno raccolto la met\u00e0 o pi\u00f9 dei voti complessivi. Questo, insieme al fatto che la demonizzazione del\u00a0Front National come partito fascista e\u00a0dell\u2019odio non ha evidentemente pi\u00f9 alcuna base reale, rischia di svuotare di significato l\u2019appello al \u201cfronte repubblicano\u201d mostrandolo per quello che \u00e8, una falsit\u00e0 utilizzata come\u00a0copertura per interessi di altro genere.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Di JACQUES SAPIR \u00b7 25 aprile 2017<\/p>\n<p>Il primo turno delle elezioni presidenziali 2017 sembra ripetere il primo turno\u00a0del 2002. Per la seconda volta, il candidato del Fronte Nazionale si \u00e8 qualificato per il secondo turno. Ma le somiglianze si fermano qui. Abbiamo a che fare con una situazione completamente diversa. Da questo punto di vista, le reminiscenze del passato oscurano pi\u00f9 che illuminare lo scenario attuale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Verso il quadripartitismo?<\/strong><\/p>\n<p>In primo luogo, bisogna prendere atto del completo collasso dello spazio politico francese. In un sistema che tende istituzionalmente al bipartitismo, soprattutto a causa del doppio turno, potrebbe emergere, in certe circostanze, \u00a0un terzo partito. Tale era la situazione nel 2002, o nel 2007 con la buona affermazione di Bayrou. Ma oggi, ci troviamo davanti a una forma di quadripartitismo. \u00a0Infatti, se Emmanuel Macron e Marine Le Pen si sono qualificati per il ballottaggio, sono per\u00f2 seguiti da vicino da Fran\u00e7ois Fillon e Jean-Luc M\u00e9lenchon. Gi\u00e0 da questo punto di vista, la situazione politica sembra molto diversa. A questo si aggiunge il crollo storico del P \u201cS\u201d, ridotto al misero punteggio del candidato del SFIO (Gaston Deferre) nelle elezioni presidenziali del 1969. \u00a0Questo crollo corrisponde in pieno all\u2019ascesa di Jean-Luc M\u00e9lenchon, che, con il 19,2% dei voti, raggiunge un risultato senza precedenti, che rende ancora pi\u00f9 crudele il confronto con il misero 6,2% di Beno\u00eet Hamon. Ma questo crollo ha una sua corrispondenza a destra. Anche se mantiene un risultato significativo\u00a0a oltre il 19,5%, per la prima volta nella Quinta Repubblica il partito che rivendica l\u2019eredit\u00e0 del generale de Gaulle\u00a0\u2013 pur avendola \u00a0sperperata e snaturata \u2013 non parteciper\u00e0 al secondo turno delle elezioni presidenziali. E\u2018 un fatto senza precedenti. E\u2019 la fine della Quinta Repubblica. Fran\u00e7ois Fillon \u00e8 stato l\u2018affossatore della sua stessa corrente di pensiero.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 un altro fattore da considerare. Nel 2002, il successo di Jean-Marie Le Pen era stato una sorpresa. Oggi invece, per diverse settimane abbiamo avuto Marine Le Pen in \u00a0testa ai sondaggi. Il Fronte nazionale ha vinto molte elezioni dal 2012 [1]. Gli elettori hanno votato sapendo questo, eppure hanno distribuito i loro voti tra i diversi partiti, \u00a0prova che Marine Le Pen non fa pi\u00f9 paura, almeno non tanto quanto il padre. Il cambiamento dei temi, ma anche dell\u2019atteggiamento del FN, \u00e8 notevole. Parlare del FN come di un partito \u201cfascista\u201d o \u201cdell\u2018odio\u201d ha poco senso, e mostra un totale stravolgimento di parole e concetti, anche se si possono criticare le sue proposte, e in particolare quella \u00a0riguardante l\u2019abolizione dello jus soli. Ricordiamo alle nostre care \u201ccoscienze indignate\u201d che questa \u00e8 la posizione ufficiale anche della CDU-CSU della Merkel e dei suoi alleati. Ugualmente, quando la Le Pen afferma che la sicurezza sociale appartiene ai francesi, si sbaglia. La sicurezza sociale, finanziata dai contributi di dipendenti e datori di lavoro, appartiene ai lavoratori, senza distinzioni di nazionalit\u00e0. Va ricordato. Ma dobbiamo anche dire che affermare questo non \u00e8 pi\u00f9 grave che sostenere che questi contributi sono \u201ccosti\u201d per le imprese e non dei versamenti relativi alla necessit\u00e0 di garantirsi una forza lavoro sana, un errore comunemente commesso dalla \u00e9lite liberale e da Emmanuel Macron.<\/p>\n<p>Queste sono tutte ragioni che svuotano di significato la chiamata a un cosiddetto \u201cfronte repubblicano\u201d. Perch\u00e9, si deve ammetterlo, questo discorso che sbaglia obiettivo non pu\u00f2 pi\u00f9 mobilitare nessuno. Vediamo fin troppo bene che serve solo da copertura al grande banchetto di tutti coloro che \u201c<em>vont \u00e0 la soupe<\/em>\u201d (vogliono un posto a tavola), per usare una frase del generale de Gaulle.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La distribuzione dei voti<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 importante anche vedere la provenienza dei voti. Da questo punto di vista, la mappa del primo turno del 23 aprile corrisponde in gran parte, ma non del tutto, a quella che Christophe Guilluy chiama la \u201cFrancia periferica\u201d. Non del tutto, perch\u00e9 vediamo che in alcune aree \u201cperiferiche\u201d l\u2018effetto memoria persiste. Cos\u00ec le zone rurali del Limousin continuano a avere la memoria della Resistenza (e del suo leader locale Georges Guingouin [2]). \u00a0Si potrebbero portare altri esempi. Tuttavia: si vede chiaramente\u00a0la contrapposizione tra la Francia \u201cmetropolitana\u201d con (ad eccezione del sud) un forte \u201ceffetto costiera\u201d e la Francia cosiddetta \u201cperiferica\u201d. \u00a0La trasformazione del Fronte Nazionale in partito dominante nelle piccole citt\u00e0 e nelle campagne \u00e8 significativa, anche se il fenomeno va oltre: anche il peso della disoccupazione e della deindustrializzazione \u00e8 uno dei fattori del suo radicamento. L\u2018ho detto pi\u00f9 volte sin dal 2012. \u00a0L\u2019ascesa del FN segue passo passo \u00a0i danni della globalizzazione e dell\u2019euro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-10851 aligncenter\" src=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/A-01-Ajpg-375x500.jpg\" alt=\"\" width=\"375\" height=\"500\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un\u2019altra dimensione importante \u00e8 la questione sociale, ovviamente correlata con la dimensione geografica. Si noti che Marine Le Pen ha tra i suoi elettori un\u2019alta concentrazione di persone a reddito basso o molto basso. Ha riportato il \u00a034% dei voti nella classe operaia, in prima posizione, seguita immediatamente da Jean-Luc M\u00e9lenchon. \u00a0Del resto questa \u00e8 una caratteristica condivisa con Jean-Luc M\u00e9lenchon [3]. \u00a0Al contrario, l\u2019elettorato di Emmanuel Macron ha un\u2019alta concentrazione di redditi alti ed altissimi, una caratteristica che condivide, ma in misura minore, con l\u2019elettorato di Fran\u00e7ois Fillon.<\/p>\n<p>Ma la composizione sociologica di un elettorato non \u00e8 tutto. Le dichiarazioni\u00a0del candidato sono\u00a0anche importanti. Da questo punto di vista, annunciando la sua volont\u00e0 di rafforzare sostanzialmente la \u201clegge sul lavoro\u201d, legge che aveva suscitato proteste molto forti nella primavera 2016, e annunciando la sua intenzione di farlo per decreto, Emmanuel Macron rivela di s\u00e9 molto di pi\u00f9 di quanto non riveli la semplice concentrazione di ricchi nel suo elettorato. La \u00a0pratica dei decreti, come quella prevista nell\u2019articolo 49.3 della Costituzione, \u00a0quando applicata in campo sociale, conduce a un notevole abbrutimento delle relazioni sociali. Questo, insieme con la prospettiva di ridurre il numero dei dipendenti pubblici, con l\u2019attenzione per l\u2019austerit\u00e0 fiscale, che va perfettamente di pari passo con i regali alle grandi aziende (come nel caso del <strong>credito d\u2019imposta per la competitivit\u00e0 e l\u2019occupazione<\/strong> o CICE, che \u00e8 costato 30 miliardi allo stato nel 2014 e nel 2015 [4]), ci restituisce benissimo il senso della candidatura Macron. Non bisogna esitare a dirlo, il voto a Macron \u00e8 un vero voto di classe, un voto reazionario nel senso pi\u00f9 letterale del termine.<\/p>\n<p>Si capisce dunque l\u2019atteggiamento, degno e responsabile, di Jean-Luc M\u00e9lenchon, che ha deciso di non unirsi alla muta urlante del cosiddetto \u201cfronte repubblicano\u201d e preferisce consultarsi con i suoi militanti. E\u2019 evidente come il\u00a0comportamento \u201cappellista\u201d\u00a0che\u00a0si va affermando \u00e8 la\u00a0malattia senile di una classe politica che abbaia \u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Una vittoria culturale delle idee sovraniste<\/strong>?<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 un\u2019altra lezione importante che si pu\u00f2 trarre dalle elezioni di domenica 23 aprile. Consultando \u00a0i risultati quasi definitivi del primo turno (nel continente e all\u2019estero), si vede che i diversi programmi sovranisti, \u00a0presentati da 5 differenti candidati, insieme hanno praticamente raggiunto il 47% dei voti.<\/p>\n<p><strong>Tavola 1<\/strong><\/p>\n<p><strong>Risultati definitivi<\/strong><\/p>\n<table width=\"284\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"111\">Continente ed Estero<\/td>\n<td width=\"159\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"111\">E. Macron<\/td>\n<td width=\"159\">23,75%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"111\">M. le Pen<\/td>\n<td width=\"159\"><strong>21,53%<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"111\">F. Fillon<\/td>\n<td width=\"159\">19,91%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"111\">J-L M\u00e9lenchon<\/td>\n<td width=\"159\"><strong>19,64%<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"111\">B. Hamon<\/td>\n<td width=\"159\">6,35%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"111\">N. Dupont-Aignan<\/td>\n<td width=\"159\"><strong>4,75%<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"111\">J. Lassalle<\/td>\n<td width=\"159\">1,22%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"111\">P. Poutou<\/td>\n<td width=\"159\">1,10%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"111\">F. Asselineau<\/td>\n<td width=\"159\"><strong>0,92%<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"111\">N. Arthaud<\/td>\n<td width=\"159\">0,65%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"111\">J. Cheminade<\/td>\n<td width=\"159\"><strong>0,18%<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"111\">Sovranisti<\/td>\n<td width=\"159\"><strong>46,84%<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><em>Fonte\u00a0: Ministero dell\u2019Interno<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo \u00e8 un risultato importante. In realt\u00e0, \u00e8 probabile che anche alcuni degli elettori di Fran\u00e7ois Fillon condividano queste idee sovraniste, il che suggerisce che probabilmente si va al 50% o pi\u00f9. Naturalmente, i programmi si differenziano per la loro radicalit\u00e0 sovranista, come si differenziano anche in campo sociale. Se li valutiamo da 10 a -10 su entrambe le scale, considerando che il punto \u201c0\u201d rappresenta la continuit\u00e0 assoluta con la situazione attuale, si ottiene il seguente grafico:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-10852 aligncenter\" src=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/A-01-aDiagramme-500x467.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"467\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo grafico indica chiaramente una forte polarizzazione dell\u2019elettorato (e della societ\u00e0) francese, una polarizzazione non secondo il classico punto di riferimento \u201cdestra-sinistra\u201d, ma intorno alle due questioni chiave della sovranit\u00e0 e del programma sociale. Esso potrebbe indicare che la battaglia culturale \u00e8 stata vinta dalle idee sovraniste. Ci\u00f2 che rafforza questa interpretazione \u00e8 la dichiarazione resa davanti alle telecamere, domenica sera 23 aprile alle ore 22.30 circa, da Emmanuel Macron. Nel suo discorso, Macron ha ripetuto due volte la parola \u201cpatriota\u201d. Il fatto che si sia sentito obbligato a riprendere degli elementi dei discorsi tenuti, in misura diversa, da Marine Le Pen e da M\u00e9lenchon, Dupont-Aignan e Asselineau, mentre lui, ovviamente, non ne condivideva nulla, dimostra che queste idee stanno diventando dominanti. Questo rappresenta, nella situazione attuale, un fattore di speranza per il futuro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a name=\"_ftn1\"><\/a><a href=\"https:\/\/russeurope.hypotheses.org\/5934#_ftnref1\">[1]<\/a>\u00a0Vedere la mia nota sui risultati elettorali regionali,\u00a0<a href=\"https:\/\/russeurope.hypotheses.org\/4568\">https:\/\/russeurope.hypotheses.org\/4568<\/a><\/p>\n<p><a name=\"_ftn2\"><\/a><a href=\"https:\/\/russeurope.hypotheses.org\/5934#_ftnref2\">[2]<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.franceinter.fr\/emissions\/la-marche-de-l-histoire\/la-marche-de-l-histoire-09-juin-2014\">https:\/\/www.franceinter.fr\/emissions\/la-marche-de-l-histoire\/la-marche-de-l-histoire-09-juin-2014<\/a><\/p>\n<p><a name=\"_ftn3\"><\/a><a href=\"https:\/\/russeurope.hypotheses.org\/5934#_ftnref3\">[3]<\/a>\u00a0Vdere la mia nota del 5 Aprile 2017, \u00ab\u00a0Candidats du peuple\u00a0\u00bb,\u00a0<a href=\"https:\/\/russeurope.hypotheses.org\/5879\">https:\/\/russeurope.hypotheses.org\/5879<\/a><\/p>\n<p><a name=\"_ftn4\"><\/a><a href=\"https:\/\/russeurope.hypotheses.org\/5934#_ftnref4\">[4]<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.mediapart.fr\/journal\/economie\/190716\/cice-un-cout-exorbitant-sans-creation-d-emploi?onglet=full\">https:\/\/www.mediapart.fr\/journal\/economie\/190716\/cice-un-cout-exorbitant-sans-creation-d-emploi?onglet=full<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/04\/26\/sapir-le-lezioni-del-primo-turno\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/04\/26\/sapir-le-lezioni-del-primo-turno\/<\/em><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCI DALL&#8217;ESTERO Jacques Sapir commenta i risultati del primo turno delle elezioni presidenziali in Francia mettendo in luce alcune novit\u00e0 senza precedenti: innanzitutto il\u00a0quadripartitismo di fatto, con i due candidati esclusi che \u00a0seguono i vincitori molto da vicino, e che praticamente segna la fine della Quinta Repubblica. \u00a0Inoltre, \u00a0il fatto molto rilevante che a conti fatti le idee sovraniste sembrano aver vinto la battaglia culturale, \u00a0con i candidati\u00a0che in varia misura si rifanno a&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":79,"featured_media":17269,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/voci-dallestero-1.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-7Sy","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30290"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/79"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=30290"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30290\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30291,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30290\/revisions\/30291"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17269"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=30290"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=30290"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=30290"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}