{"id":30302,"date":"2017-04-27T10:56:24","date_gmt":"2017-04-27T08:56:24","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30302"},"modified":"2017-04-27T10:56:24","modified_gmt":"2017-04-27T08:56:24","slug":"critica-della-competizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30302","title":{"rendered":"Critica della competizione"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>FORMICHE.NET (Marco Emanuele)<\/strong><\/p>\n<p>Ci hanno spiegato, soprattutto negli ultimi anni, che la competizione \u00e8 tutto. Ce lo spiegano in economia ma, ci\u00f2 che \u00e8 peggio, si vorrebbe trasferire tale convinzione sulla e nella globalit\u00e0 della convivenza umana.\u00a0 Quando tutto diventa competitivo, il nostro atteggiamento mentale cambia radicalmente; infatti,\u00a0 percepiamo l\u2019altro come un diverso e le sue tradizioni e le sue abitudini come un qualcosa che non ci appartiene (il che in parte \u00e8 vero, provenendo ciascuno da una storia propria).<\/p>\n<p>Se guardiamo al mondo di oggi con realistica onest\u00e0 intellettuale possiamo notare che la competizione, ispirata ed esaltata dagli intellettuali e dalle \u00e9lite, oggi sembra essere l\u2019unica soluzione possibile alle nostre difficolt\u00e0. C\u2019\u00e8 un per\u00f2; se crescono le disuguaglianze e la ricchezza \u00e8 sempre pi\u00f9 nelle mani di pochi, a quale competizione ci stiamo riferendo ? Va da s\u00e9 che quest\u2019ultima si trasforma in una massacrante guerra fra poveri , mentre le \u00e9lite fanno finta di competere per arricchirsi reciprocamente.<\/p>\n<p>Se vogliamo fare chiarezza, infatti, dobbiamo sgombrare il campo sia dalla possibilit\u00e0 di un mondo a-competitivo (irreale) che dalla sostenibilit\u00e0 di un mondo (e di una globalizzazione) solo competitivo. In questo secondo caso, infatti, vincono sempre i soliti (scambiandosi di volta in volta il podio) e perdono sempre i soliti; il problema \u00e8 che quelli che perdono sono sempre di pi\u00f9 (non a caso, oggi, molti movimenti di cittadini, e addirittura alcuni governi, leggono l\u2019\u201dexit\u201d dal globalizzato come una \u00a0possibile salvezza).<\/p>\n<p>Nel dominio della competizione \u201cad ogni costo\u201d, \u00a0anche la democrazia rischia di diventare un \u201coggetto del desiderio\u201d.\u00a0 Siamo arrivati al punto\u00a0 di sostenere, secondo me con una certa dose di \u201cperversione\u201d intellettuale, che, nell\u2019attuale contesto globalizzato, le democrazie devono farsi competitive, ovvero sfidarsi rispetto a obiettivi di breve termine; il tutto, naturalmente, nell\u2019interesse dei popoli (quegli stessi popoli che, a causa delle crescenti diseguaglianze, sono protagonisti di una guerra fra poveri, anch\u2019essa competitiva).<\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 pensare che la democrazia intesa come processo possa funzionare come strumento di organizzazione della convivenza se viene \u201csacrificata\u201d sull\u2019altare di una competizione \u201cdogmatizzata\u201d nel contesto di una globalizzazione senza regole ? E\u2019 per questo, infatti, che la nostra \u201cragione razionalizzante\u201d insiste sulla democrazia-modello, utilizzabile a piacimento come \u201cscatola competitiva\u201d nel breve o brevissimo termine dominante.\u00a0 Risulta anche evidente come tale strategia sia diventata il \u201critornello\u201d di coloro che si dicono progressisti; vale la pena, mi chiedo, \u201csvuotare\u201d l\u2019esperienza in nome di un \u201cnon progetto\u201d ?<\/p>\n<p>Nego, naturalmente, che avere un\u2019idea critica della competizione \u201cassolutizzata e dogmatizzata\u201d significhi essere contro il futuro o, peggio ancora, paurosi del futuro e rassegnati. Piuttosto, \u00e8 proprio questo modello del \u201ctutto e subito\u201d competitivo a esacerbare conflitti sociali, a cancellare relazioni, a farci de-generare.<\/p>\n<p>La democrazia-modello \u00e8 lo strumento per fare della democrazia uno \u201cstrumento competitivo\u201d, quasi divinizzandola agli occhi dei sudditi-cittadini sia come un \u201cfine\u201d sia come l\u2019unica \u201cdemocrazia possibile\u201d nella nostra storia; in tal modo, naturalmente, si sostiene implicitamente che questa competizione sia inevitabile, quasi un frutto soprannaturale che sfugge alla nostra responsabilit\u00e0 storica.<\/p>\n<p>Ribadisco. Criticare la competizione non significa negarla perch\u00e9 essa non \u00e8 eliminabile dalla nostra interiorit\u00e0 e dalla storia. Voler sradicare la competizione, tanto quanto volerla imporre come unica prospettiva possibile, sono entrambi atteggiamenti che non esito a definire pre-totalitari.<\/p>\n<p><strong>fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/formiche.net\/2017\/04\/26\/critica-della-competizione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>http:\/\/formiche.net\/2017\/04\/26\/critica-della-competizione\/<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE.NET (Marco Emanuele) Ci hanno spiegato, soprattutto negli ultimi anni, che la competizione \u00e8 tutto. 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