{"id":30426,"date":"2017-05-02T10:00:18","date_gmt":"2017-05-02T08:00:18","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30426"},"modified":"2017-05-01T22:39:24","modified_gmt":"2017-05-01T20:39:24","slug":"primarie-pd-renzi-ha-vinto-ma-e-una-buona-notizia-per-il-pd","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30426","title":{"rendered":"Primarie Pd: Renzi ha vinto, ma \u00e8 una buona notizia per il Pd?"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ALDO GIANNULI<\/strong><\/p>\n<p>Circa 2 milioni al voto e 71% per Renzi: indubbiamente un successo, ma un successo relativo che chiede di essere visto controluce.<\/p>\n<p><strong>In primo luogo i partecipanti:<\/strong> il doppio dei pochi temuti (meno di 1 milione) ma, pur sempre 800.000 in meno della volta precedente che, pure, era stata la pi\u00f9 bassa dal 2007 in poi. <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/politica\/primarie_pd\/notizie\/renzi-segretario-orlando-fermo-emiliano-risultati-bf119646-2deb-11e7-b8fc-9ab855dcd23a.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Da allora il numero dei votanti alle primarie \u00e8 andato costantemente scendendo<\/a> ed ormai \u00e8 a poco pi\u00f9 della met\u00e0 di quei tre milioni e mezzo.<span id=\"more-8910\"><\/span><\/p>\n<p>Questo \u00e8 indice di un sempre minore interesse degli elettori per questo tipo di partecipazione che prometteva molto pi\u00f9 di quanto non abbia mantenuto in materia di selezione della classe dirigente. E questo calo costante in parte spiega la flessione odierna che \u00e8 la pi\u00f9 consistente della serie e che non pu\u00f2 essere spiegato solo con la scissione, ma anche con la caduta di consensi del Pd nell\u2019elettorato. E si badi che gi\u00e0 4 anni fa il Pd veniva dalla \u201cnon vittoria\u201d di pochi mesi prima, e che i sondaggi attuali segnalano una flessione del Pd che va oltre i consensi presi dal Mdp. Non \u00e8 solo l\u2019elettorato di sinistra del Pd che sta smottando ma anche una fascia di quello moderato che si sta guardando intorno alla ricerca di qualcosa di altro.<\/p>\n<p><strong>Ma, probabilmente, hanno anche inciso altri dati contingenti<\/strong> come la vittoria scontata di Renzi che non ha invogliato ad andare a votare. E qui entriamo nel merito della vittoria previstissima di Renzi per l\u2019inconsistenza dei suoi concorrenti: Orlando era quasi sconosciuto ai pi\u00f9, aveva dietro di se una convinta militanza renziana (e il giullare non ha avuto alcuna difficolt\u00e0 nel rinfacciargli di aver votato tutto insieme a lui e non aver mai manifestato alcun dissenso, neppure sulla riforma costituzionale) ed \u00e8 stato di un piattume totale, direi grigio di Londra, per tutto il congresso. Il risultato ha riprodotto ed accentuato quello di un mese fa sulle mozioni, dove votavano i soli iscritti.<\/p>\n<p>Emiliano, al contrario, \u00e8 stato un po\u2019 troppo effervescente, con uscite a volte incongrue, ed aveva una base di partenza troppo ristretta (la sola Puglia e regioni circonvicine) e il \u201cvai e vieni\u201d con la scissione non gli ha giovato.<\/p>\n<p><strong>Dunque, la concorrenza non era al livello della sfida.<\/strong> Ma basta a dire che Renzi ha vinto? Certo \u00e8 arrivato primo con una percentuale un po\u2019 pi\u00f9 alta di 4 anni fa, ma di mezzo, c\u2019\u00e8 stata una scissione e l\u2019uscita di molti militanti, il Pd di oggi corrisponde alla sola corrente renziana di questi anni che si \u00e8 divisa in tre. Dunque un 70% ma su una base di partenza pi\u00f9 ridotta e con qualche segnale interessante come il calo dei votanti al Nord (ed il tracollo nelle regioni rosse) compensato in parte dall\u2019aumento nelle regioni meridionali.<\/p>\n<p>All\u2019inizio del confronto avevo fatto una previsione sbagliata, ipotizzando che Renzi potesse arrivare sotto il 50%, con Orlando oltre il 35% ed Emiliano il 15%. Quella previsione si basava sull\u2019ipotesi che Franceschini ed i piemontesi si smarcassero da Renzi e che Orlando raccogliesse quasi del tutto il gruppo dei giovani turchi.<\/p>\n<p>Quanto a Emiliano, sembrava profilarsi una convergenza con De Luca. Invece tutti questi pezzi sono restati con Renzi, preferendo non scommettere su un ricambio cos\u00ec poco convincente. Dunque, quello di Renzi \u00e8 stato sostanzialmente un successo dovuto all\u2019apparato che lo ha retto, mentre Orlando ha incassato la fiducia di diversi notabili (Violante, Finocchiaro, Zingaretti\u2026) ma ha inciso pochissimo nell\u2019apparato, salvo qualche zona molto circoscritta (non \u00e8 arrivato primo neanche nella sua Liguria) e, per il resto ha raccolto di pi\u00f9 nell\u2019elettorato di opinione, che, per\u00f2, \u00e8 in calo. Emiliano \u00e8 stato sorretto dall\u2019apparato pugliese e per il resto da isole di consenso qua \u00e8 l\u00e0 in Calabria, Sicilia, Lucania.<\/p>\n<p><strong>Dunque, Renzi deve la vittoria largamente ai \u201cboiardi\u201d del partito<\/strong> a differenza di quattro anni fa, quando stravinse soprattutto grazie al boom del primo turno, quando arriv\u00f2 primo soprattutto grazie al voto d\u2019opinione che poi fu alla base del suo successo alle europee di pochi mesi dopo. Quel feeling \u00e8 andato scemando e si \u00e8 rotto dopo il 4 dicembre.<\/p>\n<p><strong>Cosa accadr\u00e0 dopo questo voto e che faranno le altre componenti del partito?<\/strong> Su Emiliano ed i suoi non mi pronuncio: l\u2019uomo \u00e8 troppo imprevedibile, per cui pu\u00f2 darsi che resti nel partito se gli si riconoscer\u00e0 il ruolo di vicer\u00e8 per il sud, oppure scavandosi una nicchia (o una trincea). Ma pu\u00f2 anche darsi che ne esca. In questo caso, per\u00f2, non credo si diriga verso Mdp o Si o Rifondazione, quanto piuttoso una \u201cLega Sud\u201d in compagnia di De Magistris.<\/p>\n<p>Diverso il discorso su Orlando: ci sono stati diversi suoi sostenitori, come il consigliere regionale lombardo Rosati, che, sin dall\u2019inizio, hanno dichiarato di non aderire alla scissione e restare nel partito nella speranza di rovesciare Renzi ma che avrebbero riconsiderato la loro decisione se avesse nuovamente vinto il fiorentino.<\/p>\n<p>Ora che la sconfitta \u00e8 arrivata, \u00e8 plausibile che questi (o almeno una parte di loro) \u201csi allontanino alla spicciolata\u201d ed \u00e8 altrettanto probabile che ad essi si associno altri delusi della battaglia. Qui c\u2019\u00e8 da capire cosa far\u00e0 Orlando che pu\u00f2 decidere di restare, ripetendo la traiettoria di Bersani che \u00e8 arrivato quasi senza truppe allo scontro finale, perch\u00e9 i suoi uscivano uno alla volta, o se trover\u00e0 il coraggio di una nuova scissione. Di fatto c\u2019\u00e8 che Renzi avr\u00e0 molti meno seggi da distribuire in occasione delle politiche (realisticamente 200 fra camera e Senato, contro i quasi 350 complessivi attuali) dove deve soddisfare molti appetiti di quelli che lo hanno sostenuto (a cominciare da De Luca che vuole piazzare il figlio). Il che significa che ci sar\u00e0 assai poco spazio per gli orlandiani che dovranno accontentarsi di qualche riconferma. Anche questo potrebbe consigliare una uscita in gruppo dal partito.<\/p>\n<p>Ma, che ci sia una nuova scissione o tutto si riduca ad abbandoni individuali (prevedibilmente non pochi) va da s\u00e9 che la tendenza, almeno per ora, \u00e8 quella ad un ulteriore indebolimento del Pd ed uno stillicidio prolungato potrebbe rivelarsi pi\u00f9 dannoso di un taglio secco.<\/p>\n<p><strong>Ma i guai pi\u00f9 grossi per Renzi verranno, con ogni probabilit\u00e0, dal correntone che lo ha retto.<\/strong> Abbiamo detto che oggi il suo rapporto di forze con i boiardi \u00e8 molto inferiore a quello degli inizi ed in queste condizioni diventa difficile fare le liste da solo: bisogna pur sempre passare per la direzione dove i vari Fassino, Franceschini, Zanda, De Luca, Orfini eccetera, hanno un forte peso e ciascuno ha il suo codazzo di seguaci da garantire, Per di pi\u00f9 Renzi ha bisogno di loro per vincere la battaglia con i \u201cministeriali\u201d (Gentiloni, Padoan, eccetera) che non ne vogliono sapere di elezioni in autunno. Non sar\u00e0 facile reggere questo delicato equilibrio e rilanciare il partito in un momento complicato come questo.<\/p>\n<p><strong>Quando un partito incassa una sconfitta storica come quella del 4 dicembre<\/strong> e <a href=\"http:\/\/www.aldogiannuli.it\/renzi-ha-vinto-congresso-pd\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">non \u00e8 in grado di trovare un nuovo gruppo dirigente<\/a> o anche solo un nuovo leader, vuol dire che \u00e8 un partito avviato ad un inesorabile declino, che non \u00e8 detto duri poco o non possa avere sussulti, ma che resta sul viale del tramonto.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.aldogiannuli.it\/primarie-pd-vittoria-renzi\/\">http:\/\/www.aldogiannuli.it\/primarie-pd-vittoria-renzi\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ALDO GIANNULI Circa 2 milioni al voto e 71% per Renzi: indubbiamente un successo, ma un successo relativo che chiede di essere visto controluce. 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