{"id":30428,"date":"2017-05-02T10:30:27","date_gmt":"2017-05-02T08:30:27","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30428"},"modified":"2017-05-01T22:53:19","modified_gmt":"2017-05-01T20:53:19","slug":"il-maggioritario-ha-fallito-proviamo-il-minoritario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30428","title":{"rendered":"Il maggioritario ha fallito, proviamo il minoritario"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>CARLO CLERICETTI<\/strong><\/p>\n<p>Pressati dal presidente Sergio Mattarella, i politici sono tornati ad occuparsi della riforma elettorale. E\u2019 quasi inevitabile che la legge sar\u00e0 proporzionale, ma gli sforzi d\u2019ingegno e le trattive pi\u00f9 o meno sottobanco appaiono essenzialmente tese allo sforzo di trovarle una qualche correzione in senso maggioritario. La cosa \u00e8 per\u00f2 complicata dalla necessit\u00e0 che questo marchingegno non finisca per favorire una vittoria del M5S, cosa che un premio alla singola lista, su cui abbastanza inspiegabilmente il Pd renziano continua ad insistere, potrebbe invece provocare.<\/p>\n<p>Per spiegarselo bisogna ricorrere a un ragionamento contorto. Si pu\u00f2 ipotizzare che Renzi dia ormai per scontato che dopo le prossime elezioni si verificher\u00e0 una situazione \u201cspagnola\u201d, dove una\u00a0 maggioranza parlamentare possa derivare solo dall\u2019accordo di diversi partiti. Data l\u2019allergia a qualsiasi alleanza del M5S (ma ci si pu\u00f2 scommettere anche per il futuro?), una maggioranza potr\u00e0 coagularsi solo intorno al Pd, che \u2013 qualunque possa essere il risultato dei 5S \u2013 sar\u00e0 il maggiore rispetto a tutti gli altri. Naturalmente pu\u00f2 funzionare solo se rimane l\u2019autoesclusione da qualsiasi accordo dei 5S, o la sua esclusione da parte di tutti gli altri: un po\u2019 come il \u201cfronte repubblicano\u201d contro Marine Le Pen. E\u2019 una scommessa, ma abbiamo imparato che l\u2019uomo \u00e8 un giocatore d\u2019azzardo, e non sembra che dalla batosta del referendum abbia tratto alcuna lezione.<\/p>\n<p>Un governo del Pd con (o appoggiato da) alfaniani, berlusconiani e altre formazioni che la fantasia poltronistica degli attuali politici metter\u00e0 in campo sarebbe un\u2019\u201dammucchiata\u201d? Meno di quanto potrebbe sembrare a prima vista. Al di l\u00e0 delle differenze di facciata, fra tutte quelle forze c\u2019\u00e8 una sostanziale condivisione dei principi politici di base: riduzione del perimetro statale, riduzione delle garanzie per il lavoro, privatizzazione dei servizi di welfare e altre piacevolezze del genere. Potremmo definirla un\u2019accettazione dell\u2019\u201dideologia\u201d tedesca, se non ci si aggiungesse la cialtronaggine e l\u2019incapacit\u00e0 tecnica di cui negli ultimi anni sono state date ampie prove.<\/p>\n<p>Una legge elettorale che porti all\u2019\u201dammucchiata\u201d, dunque, va benissimo. O meglio, andr\u00e0 benissimo finch\u00e9 con quel tipo di ammucchiata si riuscir\u00e0 comunque a mettere insieme una qualche maggioranza. E poi? Poi forse il diluvio, ma sar\u00e0 un problema di chi ci sar\u00e0 allora.<\/p>\n<p>Un\u2019altra caratteristica che accomuna gli attuali progetti di leggi elettorali su cui si sta discutendo \u00e8 l\u2019obiettivo di rafforzare il governo e ridurre a un ruolo residuale il Parlamento, un ruolo \u2013 sostanzialmente \u2013 di \u201capprovificio\u201d. Il governo elabora le strategie e le leggi, al Parlamento \u00e8 concesso al massimo di apportare qualche modifica non di sostanza. Basta che lo faccia in fretta, senza perdere troppo tempo a discutere, perch\u00e9 la velocit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 importante della qualit\u00e0. Le originarie denominazioni (\u201clegislativo\u201d, \u201cesecutivo\u201d) restano nell\u2019uso, ma svuotate di significato e di fatto addirittura rovesciate: \u00e8 il governo che legifera, e il Parlamento esegue approvando.<\/p>\n<p>Lo svuotamento del ruolo delle assemblee elettive \u00e8 stato recentemente sottolineato da un autorevole costituzionalista, Michele Ainis, <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2017\/04\/28\/news\/come_salvare_il_parlamento-164114983\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">che ha formulato una serie di proposte<\/a> sull\u2019introduzione di istituti in vigore in altri paesi che frenerebbero il progressivo svilimento della democrazia rappresentativa. Idee interessanti e sostanzialmente condivisibili,\u00a0 che propongono di \u201ccontaminarsi con elementi di democrazia diretta\u201d, ma che non affrontano in modo specifico n\u00e9 la questione della (di una) legge elettorale, n\u00e9 quella del governo.<\/p>\n<p>Eppure un altro modo di affrontare questa deriva della democrazia ci sarebbe (e le proposte di Ainis resterebbero comunque valide). Ormai da molti anni la nostra classe dirigente ha tentato di orientare verso il bipolarismo il nostro sistema politico. Non solo senza successo, ma con un esito opposto a quello desiderato. Anche quando le varie forze politiche si sono raggruppate quasi tutte in due schieramenti, perch\u00e9 costrette dalla regole elettorali, le varie componenti sono tutt\u2019altro che scomparse e si sono comportate esattamente come i vari partiti della Prima repubblica, e anzi peggio. A nulla sono valse le correzioni sempre pi\u00f9 in senso maggioritario. L\u2019obiettivo dichiarato di costruire un meccanismo elettorale che evitasse gli \u201cinciuci\u201d tra partiti dopo le elezioni si \u00e8 rivelato per quel che \u00e8, un\u2019illusione a voler dar credito di buona fede, un imbroglio se si vuol essere un po\u2019 pi\u00f9 cattivi: gli \u201cinciuci\u201d ci sono lo stesso, sia prima del voto, quando si tratta di mettere insieme la coalizione, sia dopo, quando in Parlamento le coalizioni si sgretolano. Alle ultime consultazioni per la formazione del governo sono saliti al Quirinale ben 23 gruppi, e un altro paio sono nati successivamente. Il fatto poi di chiamare spregiativamente \u201cinciucio\u201d qualsiasi trattativa per concordare un programma di governo, come avviene quando si deve formare una maggioranza dopo che si \u00e8 votato, \u00e8 semplicemente pura propaganda.<\/p>\n<p>Se si prendesse atto che la complessit\u00e0 delle opzioni politiche \u2013 o se si vuole degli interessi \u2013 non \u00e8 riconducibile a due soli schieramenti contrapposti, si sarebbe fatto un primo importante passo. Il secondo passo \u00e8 individuare un sistema che garantisca sia la rappresentanza che la governabilit\u00e0. Questo sistema esiste, e si chiama governo di minoranza. L\u2019evoluzione degli ultimi anni ci dice che dar vita a uno schieramento parlamentare che disponga del 51% in entrambe le Camere \u00e8 quasi impossibile: e allora se ne faccia a meno. Per farlo basta introdurre uno strumento che in altri paesi esiste e opera con efficacia: la \u201csfiducia costruttiva\u201d. Chi cio\u00e8 vuole sfiduciare il governo pu\u00f2 farlo solo se ha l\u2019accordo e i numeri per andare al suo posto. Si eviterebbe cos\u00ec qualsiasi crisi provocata dalla convergenza delle opposizioni, che, unite contro il governo, sono per\u00f2 divise come programma politici, e a governare sarebbe il partito (o la coalizione) in grado di mettere insieme la maggioranza relativa dei parlamentari.<\/p>\n<p>In questo modo il Parlamento riacquisterebbe la sua centralit\u00e0. A seconda delle leggi in esame, si formerebbero maggioranze variabili senza che questo provochi una crisi, cosa che peraltro non \u00e8 una novit\u00e0: \u00e8 quello che \u00e8 successo, per esempio, proprio di recente sul testamento biologico. Naturalmente bisognerebbe prevedere alcuni casi, ben delimitati, in cui le proposte del governo entrano comunque in vigore, come per le leggi di bilancio. Questo meccanismo permetterebbe la stabilit\u00e0 dei governi anche con una legge elettorale proporzionale, temperata solo da soglie di sbarramento non elevatissime per l\u2019ingresso in Parlamento (al massimo il 5%, come in Germania).<\/p>\n<p>I governi di minoranza sono frequenti in Europa e anche <a href=\"http:\/\/nuke.carloclericetti.it\/Minoranzadigoverno\/tabid\/479\/Default.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">i costituzionalisti non ci trovano nulla di male<\/a>. Invece di intestardirsi ad escogitare meccanismi che mortificano un numero crescente di elettori, come l\u2019impennata dell\u2019astensionismo negli ultimi anni testimonia, sarebbe ora di orientarsi anche in Italia su questa strada, visto che quella seguita finora non ha fatto altro che collezionare fallimenti.<\/p>\n<p class=\"postmetadata\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/2017\/04\/30\/il-maggioritario-ha-fallito-proviamo-il-minoritario\/\">http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/2017\/04\/30\/il-maggioritario-ha-fallito-proviamo-il-minoritario\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CARLO CLERICETTI Pressati dal presidente Sergio Mattarella, i politici sono tornati ad occuparsi della riforma elettorale. 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