{"id":30441,"date":"2017-05-02T18:00:27","date_gmt":"2017-05-02T16:00:27","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30441"},"modified":"2017-05-02T11:44:22","modified_gmt":"2017-05-02T09:44:22","slug":"lettera-a-un-trentacinquenne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30441","title":{"rendered":"Lettera a un trentacinquenne"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di <strong>GIANLUCA BALDINI (FSI Pescara)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Amico mio, affermi con sicurezza di essere \u201ceuropeista convinto\u201d e che l\u2019UE e l\u2019eurozona non hanno nulla a che vedere con la tua condizione di disoccupato. Aggiungi che se ti sei visto passare avanti persone meno dotate, sveglie, qualificate e\/o titolate di te \u00e8 perch\u00e9 viviamo in un paese inquinato dalla corruzione, dal nepotismo, dalle clientele e dagli affari sporchi e che pertanto l\u2019unico problema dell\u2019Italia \u00e8 che non esiste meritocrazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nutro una stima illimitata nei tuoi riguardi, per le tue doti umane e le tue capacit\u00e0. Diciamo pure che ti considero senza mezzi termini un \u201cgenio\u201d. Sei uno studioso, hai una memoria formidabile e un\u2019abilit\u00e0 straordinaria nella rapida risoluzione di problemi matematici complessi. Proprio in ragione del fatto che ti reputo una persona mediamente pi\u00f9 intelligente e capace di me, mi risparmier\u00f2 gli improperi che sarei tentato di rivolgerti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 evidente, per\u00f2, che tu non abbia la minima cognizione circa le cause del perdurare di questa crisi, perch\u00e9 se solo avessi la voglia e la pazienza di aprire un testo a caso di un autore a caso di politica economica &#8211; visto che saresti dotato degli strumenti culturali per farlo senza grande sforzo &#8211; capiresti che il fatto che tu ti stia girando i pollici ha molto a che fare con l\u2019UE e con l\u2019euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Capiresti che ha certamente a che fare con il trade-off tra inflazione e disoccupazione e con la priorit\u00e0 che l\u2019Unione Europea assegna alla stabilit\u00e0 dei prezzi a scapito dell\u2019occupazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Capiresti che ha indubbiamente a che fare con l\u2019ideologia liberale su cui si fonda l\u2019edificio istituzionale europeo e con l\u2019idea che la flessibilit\u00e0 salariale e la mobilit\u00e0 del lavoro siano gli unici strumenti di riequilibrio degli shock asimmetrici di domanda. In altri termini, amico mio, l\u2019UE vuole che tu vada in Germania se desideri un lavoro oggi o, al limite, che ti accontenti di fare lo schiavo qui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Capiresti che ha indiscutibilmente a che fare con l\u2019insostenibilit\u00e0 dell\u2019eurozona, posizione sostenuta da un numero crescente di pubblicazioni che ormai hanno inondato la letteratura scientifica di settore, e che l&#8217;unica speranza di farla funzionare risiede nel convincere la Germania e i suoi satelliti a socializzare le perdite di quelli che sono considerati da gran parte della classe dirigente e dei media (e di riflesso della popolazione) tedeschi degli untermenschen (leggi &#8220;PIIGS&#8221;) che hanno scialacquato per troppo tempo e adesso vanno puniti col rigore e la disciplina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Capiresti che ha enormemente a che fare con i costi che devono sostenere i paesi aderenti all\u2019unione monetaria che, <em>rebus sic stantibus,<\/em> superano di gran lunga i benefici. Quello che scrivo \u00e8 sostenuto, lo ripeto di nuovo, da tutti gli economisti che hanno dedicato la loro vita allo studio dei fenomeni monetari e molti di loro ammonivano riguardo questa scelta gi\u00e0 prima dell\u2019adozione dell\u2019euro in effetti, cio\u00e8 in tempi non sospetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E capiresti soprattutto che ha spudoratamente a che fare con la questione centrale, che non \u00e8 economica ma prettamente politica, e afferisce la cessione della sovranit\u00e0 nazionale e la rinuncia di un popolo all\u2019esercizio della libert\u00e0 di decidere per le sorti del proprio futuro per mezzo degli strumenti di partecipazione che la democrazia ci fornisce. Decidere per il proprio futuro senza subire le continue ingerenze esterne di organismi sovranazionali che non godono di alcuna legittimazione elettorale o le pressioni di soggetti terzi, espressione del potere economico, che vorrebbero conformare le istituzioni che regolano la vita di una collettivit\u00e0 alle esigenze di profitto delle imprese di riferimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In effetti sarebbe stato sufficiente per te leggere o ascoltare le dichiarazioni degli attori che hanno guidato questo processo, perch\u00e9 \u00e8 stato chiarito con una franchezza disarmante in pi\u00f9 di un\u2019occasione, anche se abbiamo fatto finta di non sentire, quello che ci aspettava. Aprire le orecchie di fronte a queste confessioni spudorate ti risparmierebbe molte ore di studio sull\u2019argomento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 necessario che tu comprenda che siamo una generazione sacrificata alla storia. Giovani &#8211; ormai ex &#8211; di buone speranze, tradite da un mondo che ruota al contrario rispetto alle aspettative alimentate dalle nostre famiglie d&#8217;origine e rispetto alla narrazione entusiastico-lisergica dei media.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giovani-vecchi che stanno dimostrando di non avere la minima consapevolezza della propria condizione di schiavit\u00f9 psicologica. \u00c8 l\u2019effetto dell\u2019indottrinamento, subito per troppi anni, che ha generato un\u2019adesione acritica a questo modello di societ\u00e0 e che ti impedisce di mettere in discussione assunti che non sono leggi divine immutabili o assiomi, n\u00e9 espressioni ineluttabili del corso imperioso della Storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tua condizione di miseria \u00e8 strettamente legata a fattori ambientali che non riesci a interpretare o addirittura vedere. Non ti interroghi su cosa non vada, al di l\u00e0 di ci\u00f2 che ti viene somministrato per via parenterale da chi ha tutto l\u2019interesse acch\u00e9 le cose continuino a non andare e che tu non muova un dito per cambiarle. La focalizzazione sui fattori terzi, che sfuggono al controllo dell\u2019azione individuale, \u00e8 funzionale alla deresponsabilizzazione circa gli accadimenti che incidono sull\u2019ambiente che ci circonda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attenzione, non ti sto dicendo che non hai ragione a provare rabbia quando subisci un&#8217;ingiustizia perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 sempre il figlio di qualche potente che ti ruba il posto. Dico solo che i figli dei potenti rubano i posti in ogni luogo, anche nella virtuosa Germania, ma il problema centrale \u00e8 che qui i posti sono sempre meno e per una scelta ben precisa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per te \u00e8 come se questi eventi non ci riguardassero perch\u00e9 fuori dalla nostra sfera di azione potenziale. Non ti interessi neanche lontanamente della rivoluzione che ha subito negli ultimi anni la disciplina che regola l\u2019ambito lavorativo nel quale vorresti inserirti, n\u00e9 la liquefazione del diritto del lavoro, n\u00e9 la distruzione del sistema previdenziale pubblico o la contrazione della spesa che ha generato io blocco delle assunzioni in tutti i comparti. \u201cNeanche lavoro, posso pensare all\u2019impiego fisso o alla pensione?\u201d mi ripeti. Sei molle, apatico, tendenzialmente depresso. Galleggi nell&#8217;inconsapevolezza di essere attore protagonista del futuro di questo paese e ti accontenti del ruolo di comparsa nello spettacolo che mette in scena la tua stessa vita. Pensi che soggetto e sceneggiatura siano gi\u00e0 scritti e che la regia sia nelle mani di forze oscure.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Amico mio, scambieresti un ruolo da comparsa nella guerra con un ruolo da protagonista in una gabbia? Io no.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io sono italiano, mi sento italiano. Ricordi i valori risorgimentali che hanno animato le gesta dei giovani patrioti che hanno fatto l\u2019Italia e che hanno dato la vita per questo nobile scopo? Ecco, loro avevano da perdere pi\u00f9 di noi, ma l\u2019hanno fatto. \u201cSiam pronti alla morte\u201d, dicevano. E hanno dato la vita per una bandiera. Per un popolo. Per un&#8217;identit\u00e0. Sono gli stessi ideali che hanno nutrito lo spirito degli eroi della Resistenza, che hanno liberato il paese dall\u2019occupazione nazifascista, senza temere la morte. Oggi siamo chiamati ancora una volta a combattere per la libert\u00e0, per l\u2019unit\u00e0 nazionale, per i valori che nel 1948 abbiamo messo nero su bianco e che questo Moloch chiamato UE vorrebbe cancellare. Non ci \u00e8 chiesto di dare la vita, almeno non nel senso letterale dell\u2019espressione, ma di donare del tempo allo studio, alla comprensione di ci\u00f2 che ci circonda e alla profusione di energie in un progetto di cambiamento vero, che non \u00e8 quello che propone chi contribuisce da anni a distruggere l\u2019esistente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tu sei pronto? Sei pronto a uscire dalla caverna? Sei pronto per squarciare il velo di Maya? Sei pronto per essere &#8220;scollegato&#8221;? Sei pronto per aprire gli occhi e vedere? Forse no, forse i tuoi occhi non sono ancora pronti per vedere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma con te, o senza di te, ci libereremo!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIANLUCA BALDINI (FSI Pescara) Amico mio, affermi con sicurezza di essere \u201ceuropeista convinto\u201d e che l\u2019UE e l\u2019eurozona non hanno nulla a che vedere con la tua condizione di disoccupato. 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