{"id":30444,"date":"2017-05-03T08:00:31","date_gmt":"2017-05-03T06:00:31","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30444"},"modified":"2017-05-02T17:37:57","modified_gmt":"2017-05-02T15:37:57","slug":"la-commissione-europea-avvia-procedura-dinfrazione-contro-laustria-per-le-misure-anti-dumping-sociale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30444","title":{"rendered":"La Commissione europea avvia procedura d\u2019infrazione contro l\u2019Austria per le misure anti-dumping sociale"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>VOCI DALL&#8217;ESTERO<\/strong><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/ruptures-presse.fr\/actu\/commission-europeenne-autriche-transport-routier-dumping-social\/\">Come riporta il sito francese eurocritico Ruptures<\/a>, perfino i paesi \u201ccore\u201d come l\u2019Austria e la Germania subiscono le procedure d\u2019infrazione della Commissione Europea se cercano di applicare leggi nazionali per la tutela dei lavoratori \u2013 in questo caso, protezione dal dumping che avvantaggia i paesi dell\u2019est Europa nel settore dei trasporti. Le professioni di fede eurofila non ripagano. In tutti i casi il percorso dell\u2019Unione Europea \u00e8 a senso unico: verso il neoliberalismo e la sempre maggiore svalutazione del lavoro. Cosa pensano di fare, i presunti riformatori di \u201cun\u2019altra Europa\u201d, per poterne cambiarne la sostanza?<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>di Laurent Daur\u00e9, 29 aprile 2017<\/em><\/p>\n<p>In un <a href=\"http:\/\/europa.eu\/rapid\/press-release_IP-17-1053_fr.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">comunicato stampa<\/a> del 27 aprile la Commissione Europea ha annunciato di avere avviato una \u201c<em>procedura d\u2019infrazione contro l\u2019Austria per\u00a0l\u2019applicazione della legge austriaca sulla lotta contro il dumping sociale e salariale nel settore dei trasporti stradali<\/em>\u201c.<\/p>\n<p>Avete capito bene, Vienna continua ad adottare delle misure di protezione e la Commissione Europea stima che \u201c<em>queste pratiche costituiscano un limite al mercato interno dell\u2019Unione Europea in modo sproporzionato<\/em>\u201c.<\/p>\n<p>Ecco come la Commissione Europea, la massima istituzione della UE, giustifica la procedura d\u2019infrazione: \u201c<em>Pur sostenendo appieno il principio del salario minimo nazionale, la Commissione Europea ritiene che l\u2019applicazione della legge austriaca a tutti i settori di trasporto internazionale che comportano un carico e\/o uno scarico sul territorio austriaco rappresenti una restrizione spropositata al libero esercizio dei servizi e alla libera circolazione delle merci<\/em>\u201c.<\/p>\n<p>Lo scorso 31 gennaio i ministri dei trasporti di nove paesi (Germania, Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Italia, Lussemburgo, Norvegia e Svezia) avevano firmato una \u201cAlleanza per l\u2019Autotrasporto\u201d per lottare contro la concorrenza sleale nel settore dei trasporti. Nel mirino c\u2019erano paesi come la Polonia, la Bulgaria e la Lituania, i cui bassi standard sociali e e salariali comportano una pressione al ribasso sulle retribuzioni e le condizioni di lavoro anche per gli autisti occidentali (specialmente per quanto riguarda i tempi alla guida e i tempi di riposo). Varsavia, sostenuta da altri dieci paesi, aveva protestato contro la \u201cregolamentazione spropositata\u201d imposta dalla Francia e dalla Germania in materia di salario minimo. La Commissione le aveva dato ragione.<\/p>\n<p>Alain Vidalies, Segretario di Stato per i trasporti, aveva motivato cos\u00ec l\u2019iniziativa comune contro il dumping: \u201c<em>Se non facciamo nulla ci saranno delle reazioni a livello nazionale, e non \u00e8 ci\u00f2 che vogliamo. L\u2019Europa non \u00e8 basata sulla legge della giungla e sul dumping sociale. Queste cose alimentano il populismo<\/em>\u201c. Ecco di nuovo l\u2019argomento dell\u2019ascesa del \u201c<em>populismo<\/em>\u201d e dei rischi che\u00a0porrebbe alla preziosa costruzione europea\u2026<\/p>\n<p>Nel giugno 2016 la Commissione Europea aveva aperto una procedura d\u2019infrazione contro la Francia, cos\u00ec come gi\u00e0 fatto contro la Germania nel 2015. Le due procedure sono tuttora in corso. Le professioni di fede europea decisamente non ripagano. Il Ministro tedesco dei trasporti, Alexander Dobrindt, aveva dichiarato: \u201c<em>Ci hanno accusato di protezionismo. Questo \u00e8 infondato.<\/em>\u201d Oggi \u00e8 venuto il turno dell\u2019Austria di assaggiare il bastone di Bruxelles.<\/p>\n<p>La Commissione Europea, come consentito dai trattati, interferisce dunque negli affari interni di un paese e pretende un cambiamento della legge. Vienna, che sta solo cercando di proteggere i propri camionisti (austriaci e non solo) dalla pressione salariale e sociale al ribasso imposta dalla libera circolazione dei servizi e delle merci, si vede rapidamente richiamata all\u2019ordine da Bruxelles.<\/p>\n<p>I padroni richiamano all\u2019ordine i propri sottoposti con una simbolica violenza che nel linguaggio burocratico si veste di eufemismi: \u201c<em>Dopo uno scambio di informazioni con le autorit\u00e0 austriache e un\u2019approfondita analisi giuridica delle misure adottate dall\u2019Austria, oggi la Commissione Europea ha deciso di inviare una lettera di diffida. Le autorit\u00e0 austriache hanno da oggi due mesi di tempo per rispondere agli argomenti presentati dalla Commissione nella sua lettera<\/em>\u201c.<\/p>\n<p>Il comunicato stampa ha il pregio di esporre la dura realt\u00e0 del funzionamento della UE: \u201c<em>in quanto custode dei trattati, [la Commissione] deve [\u2026] vigilare affinch\u00e9 le misure legislative nazionali siano pienamente compatibili con il diritto dell\u2019Unione Europea, e in particolare con la direttiva sul distacco dei lavoratori (direttiva 96\/71\/CE), con le prerogative in materia di trasporti, le libert\u00e0 garantite dai trattati e specialmente il principio di libera circolazione dei servizi e delle merci, nonch\u00e9 con il principio di proporzionalit\u00e0<\/em>\u201c.<\/p>\n<p>I quattro pilastri della libera circolazione (capitali, merci, servizi e manodopera) non sono negoziabili dal momento in cui si fa parte dell\u2019Unione Europea. Di fatto essi sono l\u2019Unione Europea stessa. Fanno parte di quelle che si definiscono \u201c<em>prerogative comunitarie<\/em>\u201c, quel percorso a senso unico sul quale \u00e8 diretta la costruzione europea fin dall\u2019inizio, che garantisce che non ci possa essere alcuna deviazione rilevante dal dogma neoliberale. Se si accetta di restare dentro il quadro dell\u2019Unione Europea si accettano necessariamente i quattro pilastri della libera circolazione e le loro conseguenze sociali.<\/p>\n<p>Una qualsiasi modifica significativa dei trattati europei richiede l\u2019unanimit\u00e0 dei paesi membri (secondo l\u2019articolo 48 del Trattato di Maastricht), per cui si pu\u00f2 facilmente capire che tutti i progetti per \u201c<em>un\u2019altra Europa<\/em>\u201d sono destinati al fallimento. E dunque in questo caso i riformatori \u2013 pi\u00f9 o meno sinceri \u2013 come sperano di poter costringere undici paesi UE, sostenuti dalla Commissione Europea, a rinunciare ai benefici della liberalizzazione nel settore dei trasporti su strada?<\/p>\n<p><strong>fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/05\/01\/la-commissione-europea-avvia-procedura-dinfrazione-contro-laustria-per-le-misure-anti-dumping-sociale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/05\/01\/la-commissione-europea-avvia-procedura-dinfrazione-contro-laustria-per-le-misure-anti-dumping-sociale\/<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCI DALL&#8217;ESTERO Come riporta il sito francese eurocritico Ruptures, perfino i paesi \u201ccore\u201d come l\u2019Austria e la Germania subiscono le procedure d\u2019infrazione della Commissione Europea se cercano di applicare leggi nazionali per la tutela dei lavoratori \u2013 in questo caso, protezione dal dumping che avvantaggia i paesi dell\u2019est Europa nel settore dei trasporti. 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