{"id":30486,"date":"2017-05-05T10:00:53","date_gmt":"2017-05-05T08:00:53","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30486"},"modified":"2017-05-04T17:40:05","modified_gmt":"2017-05-04T15:40:05","slug":"italia-dal-1945-al-servizio-degli-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30486","title":{"rendered":"Italia, dal 1945 al servizio degli Usa"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Flaminia Camilletti)<\/strong><\/p>\n<p>Come ogni anno, da circa 70 anni, si festeggia la liberazione dal nazifascismo nella penisola italica, eppure poco e niente si celebra, per cos\u00ec dire, il principio dell\u2019asservimento nei confronti di uno degli stati alleati che vinsero la seconda guerra mondiale: gli Stati Uniti d\u2019America. In questa sede non si discuter\u00e0 in quale modo \u00e8 iniziato questo rapporto di dipendenza, ma come in questi anni continua a rendersi tale.<\/p>\n<div class=\"postcontent\">\n<p>Nei giorni che precedevano la festa della \u201cLiberazione italiana\u201d, il premier Gentiloni si \u00e8 recato alla Casa Bianca per incontrare il nuovo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.\u00a0Il tycoon statunitense ha avuto modo, in queste ultime settimane, <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/editoriale\/il-tradimento-di-trump\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">di rivelare la sua vera natura<\/a>. \u00c8 infatti con gli ultimi avvenimenti che ha dimostrato il suo doppiogiochismo e opportunismo, tipico di tutti i magnati e grandi imprenditori. Trump dal millantato isolazionismo, si \u00e8 mosso verso posizioni decisamente pi\u00f9 belligeranti,<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/la-fine-della-propaganda-occidentale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong> sganciando bombe fra le pi\u00f9 pericolose in Siria<\/strong><\/a>, per poi muoversi con le sue flotte nei pressi di Pyongyang. Proprio in quei giorni continuavano gli attentati terroristici in Europa, Parigi per ultima.\u00a0L\u2019incontro tra i due leader si \u00e8 tenuto il 20 Aprile scorso, ma mentre i giornali nostrani avevano riportato solo alcuni contenuti come il comune appoggio contro il terrorismo e per\u00f2 anche contro la Siria di Assad, si \u00e8 invece dato <strong>poco peso al rifiuto garbato di Trump nel soccorrere l\u2019Italia dalla crisi dei migranti<\/strong> provenienti dalla Libia. Rifiuto che \u00e8 stato poi giustificato dall\u2019impegno militare Usa profuso gi\u00e0 in Iraq e Siria. In poche parole secondo il Presidente degli Usa la crisi dei migranti \u00e8 un problema italiano, non globale, non necessita quindi di essere sottomesso all\u2019attenzione del Dipartimento di Difesa americano n\u00e9 tantomeno dalla Nato.\u00a0Il tema Nato \u00e8 stato preso ancora pi\u00f9 sottogamba dalle penne italiane. Pochi giorni a seguire Donald Trump ha rivelato di aver chiesto esplicitamente a Gentiloni di \u201cpagare. <strong>E l\u2019Italia dar\u00e0 pi\u00f9 soldi alla Nato<\/strong>.\u201d In effetti il premier italiano ha risposto che \u201cl\u2019impegno \u00e8 stato preso\u201d e che quindi anche l\u2019Italia aumenter\u00e0 fino al 2% le spese per la difesa, come previsto dal Patto Atlantico.\u00a0La Nato, prima Patto Atlantico, si fondava sull\u2019idea di difesa collettiva dei Paesi \u201coccidentali\u201d ovvero Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Francia, Norvegia e Italia, da qualsiasi attacco esterno. Di fatto nel passato costitu\u00ec un\u2019alleanza di difesa e prevenzione della guerra fredda, e quindi di un possibile attacco dell\u2019Unione Sovietica in Europa o America.<\/p>\n<div id=\"attachment_86035\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-86035\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Nato.png\" alt=\"\u201cNATO flexes its muscle memory\u201d, in The Economist, 30 August 2014\" width=\"1190\" height=\"880\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 10pt\"><em>\u201cNATO flexes its muscle memory\u201d, in The Economist, 30 August 2014<\/em><\/span><\/p>\n<\/div>\n<p>Oggi i membri della Nato sono aumentati fino ad arrivare a 28 e gli scopi iniziale di questa organizzazione militare sono palesemente superati. <strong>Negli anni infatti la Nato ha assunto il ruolo di agente di politica estera<\/strong>, anche attraverso lo strumento delle missioni. Famoso fu l\u2019intervento Nato in Kosovo, e poi pi\u00f9 avanti quello in Afghanistan.\u00a0Tuttavia nonostante siano superati i tempi della guerra fredda i rapporti tra Nato e Russia si sono nuovamente inaspriti con la <strong>crisi in Ucraina e la guerra che ne \u00e8 conseguita<\/strong>. Questo oggi non favorisce l\u2019Italia che \u00e8 legata alla Russia da rapporti economici che riguardano anche altri settori: l\u2019Italia \u00e8 il quarto partner commerciale della Russia, ed il valore degli scambi tra i due paesi ha raggiunto i 31 miliardi di euro nel 2013. Proprio per questi scambi intensi si parla spesso di un rapporto \u201cprivilegiato\u201d tra i due paesi, e ne \u00e8 una dimostrazione anche la sottoscrizione di accordi in 28 punti \u2013 riguardanti finanza, energia e industria \u2013 tra l\u2019allora primo ministro italiano Enrico Letta e il presidente russo Vladimir Putin, al Business Forum promosso dal Foro di dialogo italo-russo, a novembre 2013.<strong>\u00a0Le divergenze di interessi tra Italia e Stati Uniti e quindi Nato, sono diventate negli ultimi anni sempre pi\u00f9 profonde<\/strong>. Uno studio dell\u2019Ispi approfondisce bene la situazione durante il governo Renzi.<\/p>\n<p><em>\u201cLe relazioni italo-statunitensi, sono segnate da alcune differenze di vedute su alcuni dei principali dossier internazionali, come l\u2019Ucraina e le sanzioni alla Russia, il caos libico e il possibile re-engagement iraniano nella comunit\u00e0 internazionale. A divergere sono soprattutto gli interessi specifici dei due paesi nei temi in questione e il ruolo che la Nato \u2013 che rimane ancora oggi la principale piattaforma di cooperazione bilaterale \u2013 potrebbe assumere, in particolare nel quadrante russo e libico. A questi fattori di contrasto si aggiungono alcune criticit\u00e0 italiane dettate anche dall\u2019esistenza di un complesso di fattori interni ed esterni, come la scarsit\u00e0 di risorse da destinare al comparto Difesa (si veda la quasi certa riduzione degli F-35 richiesti dall\u2019Italia rispetto agli ordini originali) e alle missioni internazionali all\u2019interno della Nato, oppure i limiti politici nell\u2019elaborare un disegno strategico autonomo e chiaro sempre all\u2019interno dell\u2019Alleanza atlantica. Queste divergenze, tuttavia, sembrano essere parte di un problema pi\u00f9 profondo comune a tutta l\u2019alleanza euro-atlantica e concernente la ridefinizione dei rapporti transatlantici. Al di l\u00e0 delle divergenze tattiche, la relazione tra Italia e Stati Uniti, intesa nella sua accezione pi\u00f9 ampia, continuer\u00e0 a rimanere un\u00a0asset\u00a0irrinunciabile, ma meno solido che in passato, per la politica estera del paese.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Nonostante le reali e concrete divergenze, l\u2019Italia non ha la forza <strong>n\u00e9 politica, n\u00e9 economica, n\u00e9 tantomeno militare<\/strong> per potersi opporre al volere di Nato e Stati Uniti e l\u2019ultima visita del premier Gentiloni lo ha dimostrato perfettamente. Infatti, ad un secco no da parte degli Usa per la crisi dei migranti, l\u2019Italia risponde s\u00ec ad un aumento delle spese destinate alla Nato, organizzazione di cui gli Stati Uniti detengono il quasi pieno controllo, foraggiandone per tre quarti l\u2019intero budget.<\/p>\n<div id=\"attachment_86036\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-86036 size-full\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Gentiloni-Trump.jpg\" alt=\"Immagine incontro Trump Gentiloni Trump riceve Gentiloni il 20 Aprile scorso alla Casa Bianca.\" width=\"1500\" height=\"1020\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 10pt\"><em>Trump riceve Gentiloni il 20 Aprile scorso alla Casa Bianca.<\/em><\/span><\/p>\n<\/div>\n<p>Eppure l\u2019opinione pubblica italiana non si sconvolge nell\u2019ascoltare queste notizie, qualora venissero ascoltate, <strong>perch\u00e9 sono ben 70 e pi\u00f9 anni, che l\u2019Italia si sottomette alle richieste degli Usa a proprio discapito<\/strong>.\u00a0Tutti gli anni di piombo e poi quelli di tangentopoli e in generale tutti i misteri che l\u2019Italia non ha ancora chiarito nel suo passato vedono l\u2019ombra degli Stati Uniti sempre presenti con i loro uomini. Un rapporto inviato dall\u2019ambasciata americana in Italia al Dipartimento di Stato Usa nel febbraio del 1993, rivela che uno dei protagonisti di Mani Pulite era \u00abun pupazzo manovrato dagli Stati Uniti\u00bb. Il documento, riportato dalla Stampa e firmato da Daniel Serwer, allora capo della diplomazia statunitense, non svela il nome del \u00abpupazzo\u00bb. Eppure questo basta a rendere la cifra della situazione in Italia allora, ma anche oggi.\u00a0Nel mondo islamico, ma non solo, questo servilismo \u00e8 soggetto anche di ironia, come nel caso <a href=\"http:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/mondo\/siria-senza-assad-farebbe-fine-dellitalia-25-aprile-1390219.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">dell\u2019hojatoleslam\u00a0Mostafa Milani Amin, intervistato da Elena Barlozzari per il Giornale <\/a>che dichiara:<\/p>\n<blockquote><p><strong>\u201cLa Siria senza Assad? Farebbe la fine dell\u2019Italia dopo il 25 aprile\u201d<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Per andare pi\u00f9 nel concreto basti pensare alle basi Usa e Nato presenti in tutto il territorio italiano, usato come rampa di lancio per missili e arsenale nella guerra contro la Siria oggi, Iraq ieri e tante altre ancora. <strong>Sigonella su tutte, terza base al mondo per tutti i controlli dei droni Usa.<\/strong> Il 14 Novembre 2015 il <em>Naval Facilities Engineering Command Office<\/em> per l\u2019Europa e l\u2019Asia sud-occidentale della Marina militare Usa, ha pubblicato il bando di gara per la realizzazione nella stazione aeronavale n. 2 di Sigonella (NAS 2) dell\u2019<em>UAS SATCOM Relay Pads and Facility<\/em>, un sito fornito di tutte le attrezzature necessarie a supportare le telecomunicazioni via satellite del Sistema degli aerei senza pilota ed <em>\u201cassicurare lo spazio per la gestione delle operazioni e delle attivit\u00e0 di manutenzione\u201d<\/em> dei droni in dotazione all\u2019<em>US Air Force<\/em> e all\u2019<em>US Navy<\/em> per un importo tra i 10 ed i 25 milioni di dollari.\u00a0Ma questa \u00e8 solo la punta dell\u2019iceberg. Le basi militari controllate dagli Usa in Italia sono ben 113, di cui: 2 in Trentino Alto Adige, 5 in Friuli Venezia Giulia, 19 in Veneto, 4 in Lombardia, 2 in Piemonte, 3 in Liguria, 6 in Emilia Romagna, 1 nelle Marche, 7 in Toscana, 16 in Sardegna, 6 nel Lazio, 13 in Campania, 2 in Basilicata, 8 in Puglia, 3 in Calabria, e 15 in Sicilia. <a href=\"http:\/\/www.kelebekler.com\/occ\/busa.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">L\u2019elenco completo si trova qui<\/a>, ma la fonte originale e la mappa vengono da un sito che ormai \u00e8 stato chiuso inspiegabilmente il cui dominio era iraqlibero.at<\/p>\n<div id=\"attachment_86037\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-86037\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/mappa-stazioni-Usa.gif\" alt=\"Carta geografica che mostra le stazioni militari Usa nel territorio Italiano\" width=\"400\" height=\"518\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 10pt\"><em>Carta geografica che mostra le stazioni militari Usa nel territorio Italiano<\/em><\/span><\/p>\n<\/div>\n<p>Gli analisti ci hanno dimostrato che prevedere quali saranno le mosse del nuovo Presidente americano \u00e8 impossibile. <strong>I fatti ci dimostrano che per quanto si voglia o si tenti di cambiarla, la politica militare degli Usa non cambier\u00e0 mai, chiunque sieder\u00e0 alla Casa Bianca.<\/strong> E con loro, non cambier\u00e0 mai anche il rapporto di sudditanza verso gli Stati Uniti a cui l\u2019Italia ci ha abituato in questi decenni. Il mondo si de-americanizza, il Washington Consensus subisce un declino sempre pi\u00f9 inesorabile, eppure in Italia non abbiamo la forza di ribellarci. Mai. Sempre in attesa del prossimo \u201cliberatore\u201d.<\/p>\n<p><strong>fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/italia-dal-1945-al-servizio-degli-usa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/italia-dal-1945-al-servizio-degli-usa\/<\/em><\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Flaminia Camilletti) Come ogni anno, da circa 70 anni, si festeggia la liberazione dal nazifascismo nella penisola italica, eppure poco e niente si celebra, per cos\u00ec dire, il principio dell\u2019asservimento nei confronti di uno degli stati alleati che vinsero la seconda guerra mondiale: gli Stati Uniti d\u2019America. 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