{"id":30492,"date":"2017-05-06T13:44:18","date_gmt":"2017-05-06T11:44:18","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30492"},"modified":"2017-05-07T16:59:16","modified_gmt":"2017-05-07T14:59:16","slug":"fine-di-campagna-e-secessioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30492","title":{"rendered":"Fine di campagna e secessioni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><em>In un articolo sconsolato Sapir, dando ormai per scontata la vittoria di Emmanuel Macron alle elezioni presidenziali francesi, deplora il cinismo dell&#8217;oligarchia neoliberale che ha proposto il suo candidato con tecniche di marketing e l&#8217;irresponsabilit\u00e0 di Marine Le Pen scettica sul suo stesso programma. Di qui il suo timore di una spirale di disgregazione sociale che potrebbe portare la Francia anche a una guerra civile.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 18pt\"><strong>Fine di campagna e secessioni<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di <em><strong>Jacques Sapir<\/strong><\/em><br \/>\n5 maggio 2017-05-05<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L&#8217;originale dell&#8217;articolo al seguente collegamento:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/russeurope.hypotheses.org\/5980\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/russeurope.hypotheses.org\/5980<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Traduzione di <em>Paolo Di Remigio<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa campagna elettorale si conclude. Nel comportamento di una certa stampa, essa \u00e8 stata rivelatrice di quello che la societ\u00e0 francese ha di pi\u00f9 orrendo. Il risultato delle elezioni presidenziali ormai non consente pi\u00f9 dubbi. Secondo ogni probabilit\u00e0 Emmanuel Macron sar\u00e0 eletto la sera del 7 maggio. Ma questa campagna lascer\u00e0 tracce profonde. Il paese \u00e8 profondamente diviso e non riuscir\u00e0 a unirsi sotto questo nuovo presidente. Intere aree della popolazione sono entrate o sono sul punto di entrare in secessione. Del resto Christophe Guilluy ha ben analizzato il disastro di questo pensiero corretto, sedicente antifascista, che serve soltanto di copertura agli interessi dei potenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L\u2019orrore Macron<\/strong><br \/>\nI due candidati hanno una responsabilit\u00e0 evidente in questa situazione. Innanzitutto Emmanuel Macron, che con la sua arroganza combinata alla sua insignificanza, si rivela un prodotto di ci\u00f2 che si chiama il \u201csistema\u201d, venduto agli elettori come si vende un pacchetto di detersivo (secondo Michel Onfrey) o un dolce troppo grasso e troppo zuccherato, ai consumatori in un supermercato. Egli ha portato molto in alto l&#8217;asticella dell\u2019indecenza in materia di recupero della memoria, e ha danneggiato durevolmente la memoria storica che occorre preservare. Il suo errore sulla disoccupazione di massa durante il dibattito del 3 maggio alla televisione \u00e8 in realt\u00e0 esemplare. Pretendendo che la Francia sia la sola colpita dalla disoccupazione di massa, dimenticando la situazione della Grecia, della Spagna, dell\u2019Italia, del Portogallo, egli svela in realt\u00e0 il suo pensiero. Questi paesi non sono pi\u00f9 considerati come colpiti dalla disoccupazione, perch\u00e9 hanno realizzato, volontariamente o costretti e forzati, politiche di riforma del mercato del lavoro. Che queste politiche aggravino in realt\u00e0 la situazione alla quale si ritiene che rimedino, costituisce l\u2019errore di fondo che questo errore di forma copre.<br \/>\nNel merito, dunque, tutto \u00e8 stato detto di quello che il progetto di Emmanuel Macron rappresenta, la sua sottomissione profonda al neo liberalismo e al culto dell\u2019Unione Europea, i suoi aspetti retrogradi sotto maschere falsamente moderne. Quest\u2019uomo \u00e8 veramente il prodotto, come lo ha chiamato Aude Lancelin, di un putsch silenzioso del CAC-40, anche se Aude Lancelin descrive molto imperfettamente i meccanismi e le molle di questo putsch. Attorno a lui si radunano tutti i politici che hanno fallito in questi 20 o 30 ultimi anni. \u00c8 stato incapace di ascoltare quello che gli dicevano i francesi che ha incontrato. Murato nelle sue certezze, dritto nei suoi stivali, come dice l\u2019espressione, questo presidente di d\u00e9fault che si annuncia sar\u00e0 un profondo fattore di divisione e una causa di secessioni tra i francesi. Come dice anche lo scrittore Fran\u00e7ois Ruffin, sar\u00e0 odiato appena eletto e non beneficer\u00e0 di nessun periodo di grazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La (ir)responsabilit\u00e0 di Marine Le Pen<\/strong><br \/>\nMa anche Marine Le Pen reca una grande parte di responsabilit\u00e0 in questa situazione. Ella si \u00e8 rivelata incapace di reggere il suo programma, qualunque fossero le critiche che vi si potevano appuntare. Questo programma aveva una coerenza e, con i suoi cambiamenti all&#8217;ultimo momento, ella ha contribuito a imbrogliarlo. Dice di aver ascoltato gli economisti su numerose questioni, dall\u2019euro alla mondializzazione, ma evidentemente non li ha intesi n\u00e9 compresi. I suoi diversi cambiamenti di passo a fine campagna, dall\u2019euro all\u2019et\u00e0 della pensione, sono stati disastrosi. Questo mostra, al meglio, un enorme dilettantismo nel trattare questi temi che sono tuttavia questioni essenziali per la Francia e i francesi. Al peggio, questo rivela un atteggiamento strumentale su questi temi e pi\u00f9 globalmente sulla questione economica e sociale. Il suo stile pugnace si \u00e8 trasformato in un&#8217;aggressivit\u00e0 senza limite. Tutto ci\u00f2 non ne fa, contrariamente a quello che pretende un&#8217;imbecille benpensante, una \u00abfascista\u00bb, e non giustifica affatto l\u2019appello a creare uno sbarramento contro di lei. In una precedente nota ho detto quello che bisognava pensare di tutto ci\u00f2. Nondimeno, ella si \u00e8 rivelata il miglior nemico delle idee che pretendeva portare. Se non riflette su questo e se non ne trae delle lezioni ella \u00e8 perduta. Ora, la disperazione che questo potrebbe indurre \u00e8 suscettibile di fare il gioco di politiche che sarebbero apertamente condannabili e ben pi\u00f9 radicali e pericolose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Secessioni politiche<\/strong><br \/>\nTutto ci\u00f2 attua una segmentazione politica e culturale profonda dei francesi. Si vede bene che i partigiani di Emmanuel Macron e quelli di Marine Le Pen non abitano pi\u00f9 lo stesso paese. Abitano paesi differenti innanzitutto sul piano geografico, con la distinzione tra Francia \u00abperiferica\u00bb e Francia delle metropoli. Ma abitano anche paesi differenti in materia di riferimenti culturali e sociali. Questa secessione \u00e8 di una gravit\u00e0 straordinaria. Quando non si hanno pi\u00f9 parole in comune, la porta \u00e8 aperta alla guerra civile.<br \/>\nQuesta non \u00e8 l\u2019unica secessione. Gli elettori di Jean-Luc M\u00e9lenchon, perlomeno una loro ampia frazione che si pronuncia contro il voto a Macron, si orientano verso un\u2019altra forma di secessione. Il modo in cui questo elettorato \u00e8 stato disprezzato, diffamato, minacciato perch\u00e9 si congiunga alla coalizione macronista rester\u00e0 uno dei grandi scandali e una delle grandi vergogne di queste elezioni. Soprattutto, questa campagna isterica e odiosa, questa campagna che avevo denunciato su questo stesso blog, spinger\u00e0 quelli che si definiscono\u00a0 \u00abribelli\u00bb verso la secessione dal sistema politico. Non sono le ridicole manovre dell\u2019undicesima ora di un PCF agonizzante, manovre denunciate da M\u00e9lenchon stesso, che potranno impedirlo. \u00c8 probabile che queste manovre, e altre, si moltiplichino durante la campagna per le elezioni legislative di giugno. Se ne comprende l\u2019obiettivo: privare i \u00abribelli\u00bb del numero di deputati a cui la loro quantit\u00e0 numerica darebbe loro diritto. Se questo scenario si attuasse, allora la secessione dei ribelli diventerebbe una realt\u00e0 insieme a tutto ci\u00f2 che tale processo, aggiungendosi alle secessioni precedenti, porterebbe con s\u00e9 in termini di minacce di un aumento della violenza, ma anche <em>nella<\/em> violenza. Le frasi finali di Fran\u00e7ois Ruffin nel suo intervento per il giornale <em>Le Mond<\/em>e sono chiarissime su questo punto.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"padding-left: 60px;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">\u00c8 su questa base miserevole, su questa legittimit\u00e0 fragile che contate di attuare i vostri arretramenti a marce forzate? La va o la spacca? Voi siete odioso, signor Macron, e io sono inquieto per il mio paese, meno per questa domenica sera che per pi\u00f9 tardi, per i cinque anni o prima: che tutto questo precipiti veramente, che la &#8220;<em>frattura sociale<\/em>&#8221; non diventi lacerazione. Portate in voi la guerra sociale come la nuvola porta l\u2019uragano. A buon intenditore.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt\"> Fran\u00e7ois Ruffin (Candidato di \u00abPicardie debout!\u00bb nella Somme, schierato con Jean-Luc M\u00e9lanchon, realizzatore di Merci patron!)<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">La disperazione di essersi visti scippare l\u2019elezione dal sistema che nei fatti impone un presidente che molti non vogliono \u00e8 gravida di rotture future. La probabile arroganza che ci si deve aspettare se Emmanuel Macron fosse eletto moltiplicher\u00e0 questa disperazione. \u00c8 sempre pericoloso spingere due frazioni francesi alla disperazione, cosa che Emmanuel Macron e i suoi sostenitori, tra i quali il calamitoso Fran\u00e7ois Hollande, ignorano superbamente. Questa gente porta potenzialmente la responsabilit\u00e0 di aprire le porte alla guerra civile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La secessione silenziosa<\/strong><br \/>\nMa c&#8217;\u00e8 una quarta secessione, silenziosa, che si produce nello stesso tempo. Sempre pi\u00f9 giovani francesi nati dall\u2019immigrazione e di confessione musulmana respingono i principi di uguaglianza che fondano la Repubblica. Anche qui siamo di fronte a un processo di secessione, tanto pi\u00f9 grave perch\u00e9 \u00e8 tollerato da politici di tutte le sponde per clientelismo elettorale o per la volont\u00e0 di far regnare la calma. Questa secessione si manifesta nella sempre maggiore esclusione delle donne dalla sfera pubblica, nella descolarizzazione dei bambini e nella costituzione di reti di insegnamento alternative e non controllate.<br \/>\nQuesto \u00e8 di una gravit\u00e0 estrema, che sorpassa il pericolo diretto del terrorismo e del salafismo. La lenta e silenziosa erosione della laicit\u00e0 da parte delle organizzazioni prestanome o vicine ai Fratelli Musulmani pone un problema grave per la sfera politica francese. Su questo argomento qualche settimana fa si \u00e8 pubblicato il testo di J\u00e9r\u00f4me Maucourant. Il problema \u00e8 di ben altra gravit\u00e0 dell&#8217;isteria detta \u00abantifascista\u00bb che si \u00e8 impadronita di una parte degli spiriti e della quasi totalit\u00e0 della stampa in occasione di queste elezioni presidenziali. Eccoci dunque di fronte a un\u2019altra forma di secessione e questa, c&#8217;\u00e8 da temere, ancora pi\u00f9 irreconciliabile delle altre tre.<br \/>\nSe si vuole parlare di popolo, e senza il popolo non si pu\u00f2 avere sovranit\u00e0, allora si impone l\u2019importante distinzione che si deve fare tra popolo \u00abetnico\u00bb e popolo \u00abpolitico\u00bb. Le ho dedicato pagine intere nel libro pubblicato nel 2016, <em>Sovranit\u00e0, democrazia laicit\u00e0<\/em>, un libro del cui tema l\u2019attualit\u00e0 si incarica, ahim\u00e8, di ricordarci l\u2019importanza. Non si pu\u00f2 pensare la Democrazia senza insieme pensare la Sovranit\u00e0 e che quest\u2019ultima implica e impone la Laicit\u00e0. Nel libro recente che abbiamo pubblicato non diciamo cose diverse da Bernard Bourdin. Non ci possono essere individui liberi se non in una societ\u00e0 libera. La sovranit\u00e0 definisce <em>anche<\/em> questa libert\u00e0 di decidere che caratterizza le comunit\u00e0 politiche che i popoli sono attraverso il quadro della Nazione e dello Stato. Ancora bisogna sapere ci\u00f2 che crea societ\u00e0. Ancora bisogna comprendere ci\u00f2 che costituisce un \u00abpopolo\u00bb, e bisogna comprendere che quando parliamo di \u00abpopolo\u00bb non parliamo di una comunit\u00e0 che sia etnica o religiosa ma di questa comunit\u00e0 politica di individui riuniti che prende nelle sue mani il suo avvenire. Tale \u00e8 il popolo al quale parlano i politici che fanno realmente il loro lavoro, e non quelli che, come Emmanuel Macron, sono promossi come un pacchetto di detersivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa elezione sembra finita. Questa elezione \u00e8 stata soprattutto scippata agli elettori, per la combinazione dell\u2019unit\u00e0 consapevole e organizzata degli uni, per l\u2019irresponsabilit\u00e0 degli altri. Ma essa non regoler\u00e0 niente, non decider\u00e0 niente. Al contrario, il suo risultato probabile, precipitando precedenti fratture, rischia \u2013 e qui si spera di tutto cuore di ingannarsi \u2013 di far scivolare la Francia in un avvenire molto cupo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un articolo sconsolato Sapir, dando ormai per scontata la vittoria di Emmanuel Macron alle elezioni presidenziali francesi, deplora il cinismo dell&#8217;oligarchia neoliberale che ha proposto il suo candidato con tecniche di marketing e l&#8217;irresponsabilit\u00e0 di Marine Le Pen scettica sul suo stesso programma. Di qui il suo timore di una spirale di disgregazione sociale che potrebbe portare la Francia anche a una guerra civile. Fine di campagna e secessioni Di Jacques Sapir 5 maggio&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":65,"featured_media":30512,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":true,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[5101,6],"tags":[5672,5671,27,133,4041,5673,2979,135],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Macron-La-politique-c-est-mystique.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-7VO","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30492"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/65"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=30492"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30492\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30553,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30492\/revisions\/30553"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/30512"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=30492"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=30492"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=30492"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}