{"id":30519,"date":"2017-05-07T10:00:28","date_gmt":"2017-05-07T08:00:28","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30519"},"modified":"2017-05-06T16:20:29","modified_gmt":"2017-05-06T14:20:29","slug":"colpa-dei-bamboccioni-o-della-classe-dirigente-se-si-assumono-pochi-giovani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30519","title":{"rendered":"Colpa dei bamboccioni o della classe dirigente se si assumono pochi giovani?"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ECONOPOLY<\/strong><\/p>\n<p>La recente pubblicazione delle statistiche sulle percentuali di laureati dei Paesi europei offre l\u2019occasione per mettere a sistema un po\u2019 di dati sulla situazione dei giovani italiani. Molti numeri che seguiranno non sono nuovi all\u2019opinione pubblica, anzi sono ampiamente conosciuti, almeno a livello disaggregato. Ma \u00e8 la loro combinazione, oltre al confronto degli stessi con quelli dei nostri \u201cvicini di casa\u201d, ad incupire un quadro gi\u00e0 di per s\u00e9 buio, in cui su condizioni e prospettive dei venti-trentenni italiani pesa un\u2019anomalia di sistema dalle vaste responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Diamo i numeri\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Per comporre questo quadro, partiamo proprio dal dato di pi\u00f9 \u201cfresca\u201d diffusione. Come si pu\u00f2 vedere dal grafico sottostante, l\u2019Italia vanta, se si pu\u00f2 dir cos\u00ec, la seconda peggiore percentuale di persone tra i 30 e i 34 anni in possesso di una laurea (il 26%; solo la Romania ha una quota minore).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-30520\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/grafico1Degidio-600x296-300x148.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"148\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/grafico1Degidio-600x296-300x148.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/grafico1Degidio-600x296.png 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><em>Fonte: Eurostat<\/em><\/p>\n<p>In questa fascia di et\u00e0 si trovano oggi i giovani che hanno verosimilmente terminato gli studi universitari tra 5 e 10 anni fa (senza contare gli immatricolati tardivi e i laureati fuoricorso, che certo non sono pochi ma di cui si tralascia una stima). Cio\u00e8 sono i giovani che hanno iniziato l\u2019universit\u00e0 prima che la crisi economica scoppiasse, ovvero che non avevano ancora ragione di essere scoraggiati pi\u00f9 di quanto non avessero motivo di esserlo a causa di un\u2019Italia stagnante com\u2019era quella dei primi anni Duemila.<\/p>\n<p>Che tale percentuale, riferita al 2016, sia comunque la pi\u00f9 alta degli ultimi anni per il nostro Paese potrebbe essere dovuto proprio al fatto che si tratta di un dato sostanzialmente \u201cpre-crisi\u201d. Se per il futuro non \u00e8 possibile fare previsioni attendibili, \u00e8 comunque pi\u00f9 che lecito dubitare che il numero di giovani laureati possa crescere significativamente nel corso dei prossimi dieci anni.<\/p>\n<p>Guardiamo un\u2019altra statistica, che come e pi\u00f9 della precedente getta ombre inquietanti: quella sui cosiddetti NEET (persone che non lavorano, n\u00e9 studiano, n\u00e9 in alcun modo si formano).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-30521\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/grafico2Degidio-600x298-300x149.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"149\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/grafico2Degidio-600x298-300x149.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/grafico2Degidio-600x298.png 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><em>Fonte: Eurostat<\/em><\/p>\n<p>In questa fascia di et\u00e0 si trovano oggi i giovani che hanno verosimilmente terminato gli studi universitari tra 5 e 10 anni fa (senza contare gli immatricolati tardivi e i laureati fuoricorso, che certo non sono pochi ma di cui si tralascia una stima). Cio\u00e8 sono i giovani che hanno iniziato l\u2019universit\u00e0 prima che la crisi economica scoppiasse, ovvero che non avevano ancora ragione di essere scoraggiati pi\u00f9 di quanto non avessero motivo di esserlo a causa di un\u2019Italia stagnante com\u2019era quella dei primi anni Duemila.<\/p>\n<p>Che tale percentuale, riferita al 2016, sia comunque la pi\u00f9 alta degli ultimi anni per il nostro Paese potrebbe essere dovuto proprio al fatto che si tratta di un dato sostanzialmente \u201cpre-crisi\u201d. Se per il futuro non \u00e8 possibile fare previsioni attendibili, \u00e8 comunque pi\u00f9 che lecito dubitare che il numero di giovani laureati possa crescere significativamente nel corso dei prossimi dieci anni.<\/p>\n<p>Guardiamo un\u2019altra statistica, che come e pi\u00f9 della precedente getta ombre inquietanti: quella sui cosiddetti NEET (persone che non lavorano, n\u00e9 studiano, n\u00e9 in alcun modo si formano).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-30522\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/grafico3Degidio-600x288-300x144.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"144\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/grafico3Degidio-600x288-300x144.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/grafico3Degidio-600x288.png 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><em>Fonte: Eurostat<\/em><\/p>\n<p>Inutile dire che l\u2019Italia \u00e8 ancora penultima, seguita solo dalla Grecia, con la Spagna che la sorpassa di circa 15 punti percentuali. Delle tre statistiche, questa \u00e8 la pi\u00f9 preoccupante, in quanto dimostra che nei primi tre anni dal conseguimento del titolo di studio (purtroppo Eurostat non distingue tra diplomati e laureati), l\u2019Italia non riesce a valorizzare lavorativamente il proprio capitale umano. Beninteso: il tasso di occupazione non \u00e8 indicativo come quello di disoccupazione, ma il confronto con gli altri Paesi lo \u00e8, eccome. O siamo troppo \u201cteorici\u201d (quindi proseguiamo gli studi o la formazione, ma il dato sui NEET non sembra suggerirlo), oppure \u201cRoma, abbiamo un problema\u201d.<\/p>\n<p>Per concludere (amaramente), vediamo l\u2019ultima statistica, questa tutta italiana. La \u201cXVIII Indagine sulla condizione occupazionale dei laureati\u201d del Consorzio Interuniversitario Almalaurea mostra, tra i tantissimi dati, la seguente tabella:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-30523\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/grafico4Degidio-300x293.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"293\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/grafico4Degidio-300x293.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/grafico4Degidio.png 442w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><em>Fonte: Consorzio Almalaurea<\/em><\/p>\n<p>Qui si vede come i laureati magistrali del 2010 (molti dei quali rientreranno nel 26% di laureati 30-34enni oggi), a cinque anni dalla laurea sono disoccupati al 12,8%. Che non \u00e8 tanto, ma non \u00e8 neanche poco, dal momento che \u00e8 comunque superiore al tasso di disoccupazione nazionale generale, attestatosi all\u201911,9 nel 2015. Cinque anni non sono \u201cl\u2019indomani della laurea\u201d, semmai il \u201cdopodomani\u201d, o anche di pi\u00f9.<\/p>\n<p>E\u2019 una riprova del fatto che la pergamena, oggi, \u00e8 un investimento che vale la pena fare (soprattutto in certe materie), ma i cui frutti in termini di occupazione si manifestano soltanto a medio-lungo termine. E non \u00e8 neppure vero che \u201csforniamo\u201d pochi ingegneri: chi vuole rielaborare le rilevazioni del MIUR (in questa pagina) scoprir\u00e0 che negli ultimi anni il gruppo delle lauree ingegneristiche, dopo quelle economiche, \u00e8 stabilmente quello che produce pi\u00f9 dottori, con percentuali tra il 12% e il 13% (circa 35mila laureati l\u2019anno).<\/p>\n<p><strong>Veniamo alle conclusioni (finalmente)\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Il quadro a tinte fosche \u00e8 compiuto; potrebbe intitolarsi \u201cLa scoperta dell\u2019Italia\u201d, invece che dell\u2019America. Il nostro Paese \u00e8 un cane che si strapazza la coda, non si limita solo a morderla. Da una parte si studia poco (meno che negli altri Paesi europei), ma dall\u2019altra, le statistiche confermano l\u2019incapacit\u00e0 strutturale di integrare le forze pi\u00f9 fresche e qualificate, da parte del sistema industriale e produttivo. Da dove cominciamo ad aggredire il problema?<\/p>\n<p>Dei giovani si \u00e8 detto gi\u00e0 molto, da \u201cbamboccioni\u201d a \u201cchoosy\u201d, tranne una cosa importante: che non sono classe dirigente, quindi non hanno n\u00e9 gli strumenti n\u00e9 i luoghi per ragionare in un\u2019ottica di sistema; n\u00e9 \u2013 diciamolo \u2013 sono tenuti a farlo. Anche della classe dirigente si \u00e8 detto molto (sempre meno che dei giovani), tranne una cosa: che gli strumenti e i luoghi per ragionare in un\u2019ottica di sistema ce li avrebbe. Per questo forse conviene partire dal lato dell\u2019offerta di lavoro, con una spietata analisi del perch\u00e9, anche quando un buon capitale umano di venti-trentenni c\u2019\u00e8, esso viene sottoutilizzato se non del tutto snobbato. Pochi laureati e troppi NEET sono un problema, ma non possono essere un alibi per chi assume.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/2017\/05\/06\/colpa-dei-bamboccioni-o-della-classe-dirigente-se-si-assumono-pochi-giovani\/?uuid=96_KEnXg9kz\">http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/2017\/05\/06\/colpa-dei-bamboccioni-o-della-classe-dirigente-se-si-assumono-pochi-giovani\/?uuid=96_KEnXg9kz<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ECONOPOLY La recente pubblicazione delle statistiche sulle percentuali di laureati dei Paesi europei offre l\u2019occasione per mettere a sistema un po\u2019 di dati sulla situazione dei giovani italiani. Molti numeri che seguiranno non sono nuovi all\u2019opinione pubblica, anzi sono ampiamente conosciuti, almeno a livello disaggregato. Ma \u00e8 la loro combinazione, oltre al confronto degli stessi con quelli dei nostri \u201cvicini di casa\u201d, ad incupire un quadro gi\u00e0 di per s\u00e9 buio, in cui su&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":77,"featured_media":17317,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/econopoly.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-7Wf","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30519"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/77"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=30519"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30519\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30524,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30519\/revisions\/30524"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17317"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=30519"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=30519"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=30519"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}