{"id":3054,"date":"2011-06-20T06:24:50","date_gmt":"2011-06-20T06:24:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=3054"},"modified":"2011-06-20T06:24:50","modified_gmt":"2011-06-20T06:24:50","slug":"magris-e-schiller-dialogo-tra-un-professore-di-filosofia-e-una-studentessa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=3054","title":{"rendered":"Magris e Schiller. Dialogo tra un professore di filosofia e una studentessa"},"content":{"rendered":"<div>di <strong>Donato Salzarulo <\/strong><a href=\"http:\/\/www.poliscritture.it\">Poli<span style=\"color: #f00\">s<\/span>critture<\/a><\/div>\n<div class=\"texte\">\n\tGioved&igrave; 19 maggio 2005. Durante l&rsquo;intervallo, una studentessa liceale dell&rsquo;ultimo anno si avvicina al suo professore di filosofia, un sessantottino ultracinquantenne con occhiali e senza barba.<\/div>\n<div class=\"texte\">\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Prof., ha letto ieri l&rsquo;articolo di Magris su Schiller? &#8211; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;No, perch&eacute; me lo chiede? &#8211; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Era un articolo bello, ma tosto!&#8230;Tante cose non le ho capite. Mi piacerebbe parlarne con lei. &#8211; Il professore apprezza la studentessa. E&rsquo; una giovane sveglia, una delle poche che sfoglia le pagine di un giornale. Con gli studenti dialoga volentieri anche al di fuori dell&rsquo;orario di cattedra. Raggiungono subito un accordo: si vedranno luned&igrave; pomeriggio nella sala della Biblioteca scolastica. Intanto il professore si procurer&agrave; l&rsquo;articolo. Luned&igrave; 23 maggio.<\/div>\n<p><!--more--><\/p>\n<div class=\"texte\">\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Prof., come le &egrave; sembrato? &#8211; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;E&rsquo; un medaglione&#8230;- <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Cosa?&#8230;- <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;S&igrave;&#8230;medaglione significa semplicemente &ldquo;grossa medaglia&rdquo;. Come quelle che un tempo alcune vedove si appendevano al collo per conservarvi il ritratto del marito morto o di altra persona cara. Nel caso specifico, Magris ha buttato gi&ugrave; un profilo, partecipe direi, di Schiller. Ma lei cosa non ha capito? Cosa vuole discutere ?&#8230;-<\/div>\n<div class=\"texte\">\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Prof., le faccio una proposta. Mi faccia riassumere velocemente le cose che ho capito, poi rileggiamo insieme le frasi o i periodi oscuri. &#8211; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;D&rsquo;accordo.- A questo punto la studentessa ricapitola velocemente i dati della struttura superficiale del testo: a) luogo e data di nascita e morte di Schiller (Germania: 1759-1805); b) situazione politico-sociale della Germania del tempo: &laquo;ancora arcaicamente provinciale e frazionata in una miriade di staterelli quasi premoderni&raquo;; c) personaggi di cui fu contemporaneo (Kant, Hegel, Schlegel, Beethoven) e amico (Goethe); d) gli avvenimenti epocali vissuti (Rivoluzione francese e Napoleone) e le posizioni assunte (&laquo;linea illuminista-liberale-progressiva&raquo;); e) la sua attivit&agrave; di geniale drammaturgo e poeta-filosofo; f) le pi&ugrave; importanti opere scritte: I Masnadieri, Inno alla Gioia,Canzone della Campana, Don Carlos, Demetrius, Lettere sull&rsquo;educazione estetica, Della poesia ingenua e sentimentale; g) i suoi ideali di &laquo;altissima civilt&agrave;&raquo; e la sua utopia dell&rsquo;&laquo;anima bella&raquo;, cio&egrave;, come scrive Magris &#8211; e la studentessa legge&nbsp;-, &laquo;dell&rsquo;individuo formato cos&igrave; armoniosamente da non aver pi&ugrave; bisogno di dominare o reprimere impulsi malvagi, perch&eacute; la sua persona tende unitariamente e spontaneamente al bene &#8211; con la spontaneit&agrave; della grazia che non ha pi&ugrave; bisogno dello sforzo della dignit&agrave;&#8230; &raquo; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Ecco, prof., gi&agrave; qui qualcosa non mi quadra. &laquo;Anima bella&raquo; non &egrave; un&rsquo;espressione usata in senso dispregiativo?- <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;S&igrave;, soprattutto, da parte di chi si richiama a posizioni materialistiche o, in senso lato, realistiche. Difficile immaginare persone formate cos&igrave; armoniosamente da tendere spontaneamente al bene. Oggi pi&ugrave; che mai. Con le guerre in corso e dopo un secolo <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;il Novecento &#8211; apparso come uno dei pi&ugrave; violenti e feroci della Storia. Forse per questo Magris, all&rsquo;inizio dell&rsquo;articolo, definisce Schiller genio &laquo;tempestoso ma anche elusivo&#8230; di una sconcertante modernit&agrave;.&raquo;. Detto questo, lei &egrave; giovane. Meglio sforzarsi di essere anima bella piuttosto che brutta. Non le pare? In fondo, coltivare ideali di armonia, di giustizia, di eguaglianza; avere belle utopie &egrave; meglio che essere cinici ed egoisti&#8230;- <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Prof., non mi faccia la predica. Piuttosto perch&eacute; Magris parla di &laquo;sconcertante modernit&agrave;&raquo;? <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;La modernit&agrave; appare sconcertante innanzi tutto a Schiller. Se legge con attenzione pi&ugrave; avanti nell&rsquo;articolo &egrave; scritto: &laquo;Schiller accetta in pieno il progresso e la modernit&agrave;, ma si rende conto che lo sviluppo generale della civilt&agrave; infligge pure limitazioni e ferite al singolo individuo, ferite profonde nascoste che peraltro solo la civilt&agrave; e il progresso possono curare, soprattutto grazie all&rsquo;arte.&raquo; E&rsquo; chiaro? &#8211; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;S&igrave;, ho capito che Schiller accetta il progresso e la modernit&agrave;. Ritiene, per&ograve;, che non tutto vada per il verso giusto. Un po&rsquo; come facciamo noi oggi. Utilizziamo, ad esempio, i risultati del progresso scientifico e, nello stesso tempo, abbiamo paura del potere distruttivo della scienza. Penso non soltanto ai missili cosiddetti intelligenti o alla bomba atomica. Penso agli OGM, alla clonazione, all&rsquo;inquinamento, alla distruzione degli equilibri terrestri&#8230;- <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;S&igrave;, lei sta pensando alla scienza non solo usata nelle industrie, ma diventata forza produttiva del capitale&#8230;- <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Prof.! &#8211; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Guardi che non ho bestemmiato. Il capitale esiste. E&rsquo; un rapporto sociale. Comunque, lasciamo perdere&#8230; Il &ldquo;progresso&rdquo; di cui ha esperienza e parla Schiller non &egrave; ovviamente questo. E&rsquo; quello indotto dalla Rivoluzione industriale inglese (divisione sociale del lavoro, macchinismo, costruzione dei mercati nazionali, ecc.) e quello prodotto dalla Rivoluzione francese nel campo dei diritti individuali: di pensiero, di stampa, di associazione, ecc. Un progresso, per altro, che in Germania era in forte ritardo. Magris, a questo proposito, &egrave; limpido. Leggiamo: Schiller &laquo;assiste con entusiasmo alla Rivoluzione francese per ritrarsi inorridito dal Terrore ma senza cadere &#8211; a differenza dei romantici &#8211; nelle braccia di alcuna reazione, bens&igrave; continuando lungo la linea illuminista-liberale-progressiva della sua giovinezza&#8230; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Insomma, prof., fu una persona sostanzialmente coerente. Aggiorn&ograve; le sue posizioni col mutare delle situazioni, ma rest&ograve; fedele ai suoi ideali giovanili. Non si comport&ograve; come certi nostri politici o certi intellettuali. Prof., penso a Sgarbi. In questi giorni ho letto che vuole salire sul carro di Prodi&#8230;- <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Lei mi sta stuzzicando. Torniamo al nostro poetafilosofo e mi faccia continuare a leggere: &laquo;Insieme a Goethe, crea a Weimar il Classicismo tedesco <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;meglio sarebbe dire classicit&agrave;, come suggeriva Lupi -&#8230; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Chi &egrave; questo Lupi? &#8211; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Sicuramente uno studioso. Al momento, non saprei dirle altro. Per&ograve;, non mi interrompa sempre&#8230;- <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Mi scusi, ma questo Magris che pure &egrave; assai bravo, non pu&ograve; pensare che ogni lettore sappia chi &egrave; Lupi &#8211; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Ha ragione. Forse avrebbe dovuto aggiungere in fondo all&rsquo;articolo, per chi avesse avuto voglia di approfondire, dei cenni bibliografici, almeno degli autori citati. Adesso, per&ograve;, continuiamo a leggere: &laquo;&#8230; come suggeriva Lupi &#8211; utopia di un&rsquo;armonia di vita politica, cultura ed arte che poteva essere realizzata solo in un piccolo staterello come Weimar, in cui tutto era a portata d&rsquo;occhio e di mano come nell&rsquo;antica Polis greca&#8230; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Vede, prof., piccolo &egrave; bello! Le piccole patrie sono migliori delle grandi&#8230;- <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Ma no, lei non pu&ograve; continuare a interrompermi cos&igrave;! Non pu&ograve; tirar fuori tutto quello che le viene in testa! Prima il trasformismo, adesso le piccole patrie&#8230; Vuole capire l&rsquo;articolo o divagare a suo piacimento?&#8230; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Prof., non si arrabbi! E&rsquo; che certe frasi me ne suggeriscono altre&#8230;Andiamo avanti: &#8211; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;&#8230; come nell&rsquo;antica Polis greca, e che, se non riusc&igrave; nel sogno di salvare stabilmente l&rsquo;umanesimo evitando rivoluzione e reazione, costituisce l&rsquo;ultima stagione universale-umana della civilt&agrave; occidentale, incredibilmente feconda di capolavori e capace di trasmettere il senso integrale della totalit&agrave;, del rapporto armonioso fra l&rsquo;individuo e il Tutto.&raquo; &#8211; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Non so perch&eacute;, prof., ma mi fa venire in mente gli hippies. Quelli non volevano l&rsquo;armonia? Anche certe filosofie new age o certe religioni orientali. &#8211; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Pu&ograve; darsi. L&rsquo;armonia alla quale pensa Schiller &egrave; per&ograve; quella classica, quella greca &#8211; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;S&igrave;, prof. Questo Schiller, comunque, l&rsquo;ho capito. I contenuti sociali e politici della Rivoluzione li accettava, il Terrore non gli andava a genio. Di fronte alle teste tagliate, cominci&ograve; a propugnare, mi passi il termine, un &ldquo;imborghesimento&rdquo; graduale della Germania, sbandierando &ldquo;armonia&rdquo; a tutto andare. <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Non semplifichi eccessivamente e, soprattutto, non dimentichi che il nostro poeta era un idealista, una persona, cio&egrave;, che credeva nella forza delle idee. Questo Magris lo dice sin dall&rsquo;inizio. &laquo;Un&rsquo;idea, per essere efficace ed agire sulla realt&agrave;, deve diventare un&rsquo;energia. Infatti a un agorafobo non basta sapere, razionalmente, per sfatare la sua angoscia e attraversare una piazza, che in essa non ci sono pericoli, ma ha bisogno che questa conoscenza sia divenuto sentimento spontaneo, vissuto con tutta la sua persona, anche con il corpo, e non solo nella sua mente. Questo vale per tutte le convinzioni, pensieri, stati d&rsquo;animi e affetti di un individuo o di una collettivit&agrave;. &raquo; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Lei vuol dire che se uno crede all&rsquo;armonia, la nostra vita pu&ograve; diventare pi&ugrave; armonica&#8230; &#8211; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Non mi faccia dire pensieri che non ho detto. Ho precisato soltanto che Schiller era un idealista. Era, quindi, una persona che attribuiva alle idee un ruolo attivo per l&rsquo;individuo, per la societ&agrave; e per la storia&#8230;- <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Se &egrave; per questo, anch&rsquo;io penso che avere delle idee sia importante e che bisogna battersi per le proprie idee. Mi fanno schifo, infatti, certe persone che si comportano come se le idee fossero vestiti acquistati ad un supermercato. Oggi ne indossi una, domani un&rsquo;altra&#8230;- <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Ha ragione, per&ograve;, non esageri. Formarsi idee giuste e corrette, non &egrave; facile. Comunque, va bene il lavoro che lei fa, va bene questo nostro dialogare, questo cercare di costruirsi piano piano una concezione organica e coerente del mondo, sulla base della propria esperienza, delle letture, dei confronti con gli altri. Va bene anche la consapevolezza che non basta possedere idee pi&ugrave; o meno giuste. E&rsquo; necessario incarnarle, farle diventare sangue, fegato, cuore, energia pulsionale. &#8211; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Per&ograve;, prof. quell&rsquo;idea sul &laquo;rapporto armonioso fra l&rsquo;individuo e il Tutto&raquo;, oggi mi sembra impossibile. Dappertutto vedo guerre, conflitti, contraddizioni. Perch&eacute; non torniamo al discorso sulle ferite nascoste e sulle lacerazioni prodotte sull&rsquo;individuo dallo sviluppo della civilt&agrave;? &#8211; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;D&rsquo;accordo. Prima un&rsquo;annotazione, per&ograve;: proprio perch&eacute; gli individui subiscono ferite, sono costretti a molteplici limitazioni, presentano mancanze, proprio per questo nasce in loro il desiderio di &ldquo;armonia&rdquo;. Torniamo, comunque, a Schiller. Dicevamo che accetta il progresso e la modernit&agrave;, ma capisce subito che tutto ci&ograve; non &egrave; senza conseguenze per gli individui; che questi, anzi, pagano un prezzo in termine di sofferenze e di limitazioni alla loro realizzazione. Gli abitanti dell&rsquo;Olimpo vengono mandati in esilio a favore di un unico dio (quello dello sviluppo e del profitto), che non &egrave; detto sia meno inflessibile e capriccioso. Il singolo uomo si presenta scisso: ora come borghese (attento, quindi, al suo privato), ora come cittadino (attento, quindi, al pubblico). Senza dire dello sviluppo di quelle che venivano chiamate &ldquo;facolt&agrave;&rdquo;: il sentire &egrave; scisso dal pensiero, la vita dalla poesia, e cos&igrave; via di seguito. &#8211; A questo punto il professore tira fuori dalla cartella un libro e legge una citazione dalle Lettere sull&rsquo;educazione estetica: &laquo;&#8230;il godimento &egrave; separato dal lavoro, i mezzi dal fine, lo sforzo dalla ricompensa. Eternamente incatenato soltanto a un piccolo frammento del tutto, l&rsquo;uomo foggia se stesso soltanto come un frammento; sentendo sempre soltanto il giro monotono della ruota che gli sta girando, egli non sviluppa mai l&rsquo;armonia del suo essere, e invece di dar forma all&rsquo;umanit&agrave; che sta nella sua natura, egli diventa un puro e semplice calco della sua occupazione, della sua scienza.&raquo; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Quindi, Schiller ritiene che vi sia una relazione tra il modo di essere di un singolo individuo, la sua psicologia profonda e la divisione sociale del lavoro&#8230; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Brava!&#8230;Ha capito benissimo &#8211; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;In realt&agrave;, egli ritiene che vi sia anche un nesso fra arte e societ&agrave;. Ecco, ad esempio, su questo legame il suo pensiero in una lettera a Goethe: Poliscritture\/Zibaldone Pag. 65 &laquo;Purtroppo ogni tanto anche noi moderni nasciamo poeti, e ci arrovelliamo fra i vari generi senza sapere a che punto ci troviamo; perch&eacute; le determinazioni specifiche, se non sbaglio dovrebbero venire dall&rsquo;esterno, e l&rsquo;occasione determinare il talento. Perch&eacute; scriviamo cos&igrave; di rado un epigramma nel senso greco? perch&eacute; vediamo ben poche cose degne di un epigramma. Perch&eacute; l&rsquo;epica ci riesce cos&igrave; di rado? perch&eacute; non abbiamo ascoltatori. E perch&eacute; il teatro fa tanto rumore? perch&eacute; da noi il dramma &egrave; l&rsquo;unico genere maturo nella sua consistenza sensibile, l&rsquo;unico in grado di comunicare un qualche godimento attuale.&raquo; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Prof., l&rsquo;avevo intuito che era un grande questo Schiller! Mi spieghi meglio la storia delle ferite da curare &laquo;soprattutto grazie all&rsquo;arte&raquo;. Per stare meglio dobbiamo diventare tutti artisti? &#8211; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Sul punto conviene forse leggere la sintesi offerta dallo scrittore e saggista triestino: &laquo; Nascono cos&igrave; le mirabili Lettere sull&rsquo;educazione estetica (1795), in cui l&rsquo;arte diviene la maestra dell&rsquo;umanit&agrave;, non gi&agrave; tramite una deleteria estetizzazione della vita, concezione decadente del tutto estranea a Schiller, bens&igrave; perch&eacute; l&rsquo;arte, gioco molto serio come quello dei bambini, libera dalla servile soggezione al peso della realt&agrave; e insegna quella creativit&agrave; che &egrave; anzitutto libera costruzione della propria persona.&raquo; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;L&rsquo;arte maestra dell&rsquo;umanit&agrave;? E&rsquo; come la frase sulla storia maestra di vita! Poi continuiamo a fare guerre &#8211; Indubbiamente l&rsquo;arte maestra dell&rsquo;umanit&agrave; &egrave; frase generica. Serve, comunque, a sottolineare una funzione educativa attribuita, forse da sempre, alle arti e alle belle lettere. Quanto proficua &egrave; da discutere. I gruppi dirigenti e la stragrande maggioranza di soldati e cittadini tedeschi, con tutta la loro bell&rsquo;arte a disposizione, non si sono sottratti all&rsquo;ingrato compito di infornare milioni di ebrei. Magari, dopo aver svolto il loro &ldquo;dovere&rdquo;, leggevano una poesia di Goethe, di Schiller o ascoltavano l&rsquo;Inno alla gioia. Non sono i soli. Noi italiani siamo loro ottimi fratelli e l&rsquo;elenco delle ferocie e degli stermini perpetrati da altri popoli potrebbe riempire pagine e pagine. Questo per dire che la poesia &egrave; una cosa, la vita (quotidiana, sociale, militare) un&rsquo;altra. La soluzione, allora, &egrave; quella proposta nei salotti romantici, del fondere e confondere poesia e vita? No. In questo caso il rischio &egrave; quello che Magris chiama &laquo;deleteria estetizzazione della vita&raquo;. Oggi, che la societ&agrave; &egrave; uno spettacolo, ne siamo stracolmi. In che senso, quindi, l&rsquo;arte &egrave; maestra dell&rsquo;umanit&agrave;? <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;In se stessa, forse&#8230; &#8211; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Infatti, &egrave;&rsquo; maestra tramite se stessa, tramite il suo impulso fondamentale, che &egrave; quello ludico. E&rsquo; il discorso dell&rsquo;&laquo;arte, gioco molto serio come quello dei bambini&raquo;. Questa analogia dell&rsquo;arte col gioco e dell&rsquo;artista col bambino &egrave; stata affermata e riaffermata da varie parti. Oltre al famoso &ldquo;fanciullino&rdquo; di Pascoli, che lei avr&agrave; sicuramente studiato con la professoressa di lettere, Saba, un autore a me caro, in una delle sue Scorciatoie &#8211; per la precisione, la numero 14 &#8211; scrive: &laquo;Per fare, come per comprendere, l&rsquo;arte, una cosa &egrave;, prima di ogni altra, necessaria: avere conservata in noi la nostra infanzia; che tutto il processo della vita tende, d&rsquo;altra parte, a distruggere. Il poeta &egrave; un bambino che si meraviglia delle cose che accadono a lui stesso, diventato adulto. Ma fino a che punto adulto? Tocchiamo qui una delle differenze che corrono fra la piccola e la grande poesia. Solo l&agrave; dove il bambino e l&rsquo;uomo coesistono, in forme il pi&ugrave; possibile estreme, nella stessa persona, nasce &#8211; molte altre circostanze aiutando &#8211; il miracolo: nasce Dante. Dante &egrave; un piccolo bambino, continuamente stupito di quel lo che avviene a un uomo, grandissimo; sono veramente &ldquo;due in uno&rdquo;. Guardate come il piccolo Dante trasale, grida, si illumina di gioia, trema di collera e di (simulato) spavento, si esalta, si esibisce, si umilia per civetteria, si erge alle stelle davanti alle cose straordinarie che, attraverso di lui, nascono a Dante in lucco e colla barba al mento! E come lo divertono quei premi e quei castighi (quei castighi soprattutto), quei diavoli e quegli angeli, quei &ldquo;cortesi portinai&rdquo;, quei vivi e quei morti pi&ugrave; vivi dei vivi! Che inverosimile viaggio! Come sperare una festa, una luminaria pi&ugrave; grande? E contro a lui, unito a lui, Dante; Dante uomo intero, marito, padre, guerriero, uomo di parte, esule infelice e glorioso; Dante con tutte le tremende passioni dei suoi tempi e dell&rsquo;et&agrave; matura, in lotta con gli altri e (meno) con se stesso, ai quali i fatti davano sempre torto, tanto pi&ugrave; sicuro d&rsquo;aver sempre ragione, e quindi sempre con gli occhi fuori della testa, allucinato d&rsquo;odio e d&rsquo;amore. Se l&rsquo;uomo prevale troppo sul bambino (Montale ci sugger&igrave;, per questo caso, il venerato nome di Goethe), il poeta (in quanto poeta) ci lascia freddi. Se quasi solo il bambino esiste, se sul suo stelo si &egrave; formato appena un embrione d&rsquo;uomo, abbiamo il &ldquo;poeta puer&rdquo; (Pascoli); ne proviamo insoddisfazione e un po&rsquo; di vergogna.&raquo; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Bella pagina questa di Saba, prof. Gliela suggerir&ograve; alla prof. di Lettere. &#8211; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Non si permetta!&#8230;Figurarsi se la professoressa non conosce questa pagina. Saba, per&ograve;, qui parla soltanto d&rsquo;infanzia e non di gioco. Ma cosa sarebbe un bambino senza gioco? Converrebbe, quindi, riflettere meglio sul significato della tesi che l&rsquo;arte &egrave; un gioco molto serio. Bisognerebbe capire, innanzi tutto, cosa &egrave; il gioco: a) non &egrave; il lavoro; b) si presenta in forme variate: dall&rsquo;arrampicarsi su un albero e spingersi avanti e indietro su un altalena a &ldquo;fingere&rdquo; di essere mamma o pap&agrave;, re o ferroviere. Una maestra d&rsquo;asilo o di scuola d&rsquo;infanzia definirebbe quest&rsquo;ultimo &ldquo;gioco simbolico&rdquo; e ne scruterebbe con emozione la nascita nelle attivit&agrave; verbali e non verbali del bambino. <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Come ha detto?&#8230;- <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Gioco simbolico. &ldquo;Fingere di&#8230;&rdquo;. Stare a cavallo di una sedia e diventare cavaliere, avere una bambola tra le mani e coccolarla come fosse una figlia&#8230;Insomma, il poeta &egrave; un fingitore. <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Questa frase l&rsquo;ho gi&agrave; sentita! Chi la diceva?&#8230;- <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Pessoa. Comunque, il fatto importante &egrave; questo: oltre che toccare, gustare, vedere, udire, odorare, sentire; oltre che riconoscere, nominare classificare, seriare, confrontare, pensare, giudicare, ragionare, gli esseri umani provano piacere a immaginare e fantasticare. Alcuni hanno addirittura delle &lsquo;visioni&rsquo; e viaggiano per l&rsquo;Inferno, il Purgatorio e il Paradiso. Sono proprie queste facolt&agrave; a liberare ognuno di noi &laquo;dalla servile soggezione al peso della realt&agrave;&raquo;. <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;E certo! Se una persona si mette a fantasticare o a immaginare, pu&ograve; girarsi il mondo seduto su una poltrona!- <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Infatti, una persona potrebbe finire in carcere o in catene, potrebbe finire a letto debilitata da una malattia o sentirsi minacciata dall&rsquo;ingiustizia o dalla povert&agrave;, ma nessuno potr&agrave; vietarle di fantasticare o di immaginare; nessuno potr&agrave; mai impedirle di sognare di diventare presto un mago per annientare coi suoi prodigi gli ostacoli e i malefici che bloccano la sua realizzazione.- <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Prof, sbaglio o uno psicanalista direbbe che &egrave; &ldquo;compensazione&rdquo;? Fantasticherie. Evasioni&#8230;Roba da Madame Bovary! &#8211; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;E sia! Ma l&rsquo;obiettivo di questo impulso ludico &egrave; un mondo pi&ugrave; bello e armonioso, la sua met&agrave; &egrave; la libert&agrave;, la libera costruzione della propria persona&#8230;- <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Allora, prof. dobbiamo metterci tutti a scrivere poesie, a disegnare, a comporre suonate?- <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Beh, che male ci sarebbe?&#8230;Quello che aveva capito Schiller, sulla scorta di Kant, e l&rsquo;aveva capito cos&igrave; bene da farne una proposta di riforma della civilt&agrave;, &egrave; che l&rsquo;immaginazione e, in generale, la dimensione estetica occupa una posizione centrale, nel senso proprio che sta al centro, tra i due poli dell&rsquo;esistenza umana rappresentati dalla sensoriet&agrave; e dalla moralit&agrave;. E&rsquo; la dimensione nella quale natura e libert&agrave;, sensi e intelletto si incontrano. E&rsquo; esperienza percettiva accompagnata dal piacere originato dalla pura forma di un oggetto, indipendentemente dalla sua materia e dal suo scopo. &laquo;Finalit&agrave; senza un fine&raquo; e &laquo;legalit&agrave; senza legge&raquo; queste le due principali categorie kantiane alla base dell&rsquo;esperienza estetica&#8230; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Prof., la interrompo&#8230;Sta diventando difficile. Capisco che &egrave; professore di filosofia, ma non esageri!- <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Mi ascolti, allora. Un po&rsquo; di tempo fa ho letto un libro di poesie: Ritorno a Planaval di Stefano Dal Bianco. L&rsquo;ultima &egrave; intitolata &ldquo;Poesia che ha bisogno di un gesto&rdquo;. Peccato non averla con me, altrimenti gliela avrei letta. &#8211; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Di cosa parla, comunque? &#8211; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Lo sa che in poesia l&rsquo;attenzione non deve mai concentrarsi soltanto sul cosa, ma anche sul come. &#8211; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Ho capito, per&ograve;, in questo momento il testo non c&rsquo;&egrave;&#8230;- <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;D&rsquo;accordo. La poesia parla di una ciotola di sassi che il poeta ha posato sul pavimento e vorrebbe che tutta l&rsquo;attenzione si concentrasse sui sassi perch&eacute; sono una cosa come un&rsquo;altra, con delle qualit&agrave;: sono visibili, toccabili, sono tanti e separati tra di loro. Sono una cosa del mondo, dati in quel momento alla nostra percezione nella loro &ldquo;libera&rdquo; esistenza. Si tratta, quindi, di percepire il sasso come sasso, &ldquo;libero&rdquo;, cio&egrave;, da finalit&agrave; di ordine pratico o teorico. Se intendo bene Del Bianco con questa poesia &ldquo;che ha bisogno di un gesto&rdquo; ci propone proprio un&rsquo;esperienza estetica di stampo schilleriano e\/o kantiano. Il gesto chiede a noi un mutamento radicale del nostro atteggiamento verso i sassi, verso il mondo, verso l&rsquo;esistenza. <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Adesso ho capito. Lei vuol dire che quella estetica &egrave; un&rsquo;esperienza completamente diversa sia da quella quotidiana che da quella scientifica. <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Esatto. Il fatto importante &egrave; che Schiller fa dello sviluppo di questa esperienza un problema politico. E&rsquo; in questo senso, tra l&rsquo;altro, che viene ripreso da Marcuse. &#8211; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Chi?- <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Herbert Marcuse, un autore letto in giovent&ugrave; e molto celebrato nel &rsquo;68. Ma forse, come molti altri, poco capito.Bisognerebbe riprendere in mano alcuni suoi testi come Eros e civilt&agrave;, L&rsquo;uomo a una dimensione, o come La dimensione estetica e confrontarli con l&rsquo;odierno degrado. Un fatto &egrave; certo: attraverso questo gioco molto serio dell&rsquo;immaginazione e della fantasia, l&rsquo;arte insegna ad ognuno di noi &laquo;quella creativit&agrave; che &egrave; anzitutto libera costruzione della propria persona.&raquo; Morso non &egrave;. Se una societ&agrave; tratta molti suoi membri come se fossero esuberi o rifiuti, se non assicura loro neanche di che vivere decentemente, se preferisce impegnare le proprie risorse finanziarie in guerre preventive piuttosto che in ricerca scientifica e salute per i suoi cittadini, un poema bellissimo e sublime (qualunque ne sia il contenuto) non avr&agrave; la forza di modificare tali orientamenti. Per queste cose ci vuole la politica, la lotta politica. Chi avr&agrave; scritto il poema avr&agrave;, tuttavia, attivato sul suo corpo-mente un processo che non lo render&agrave; libero, ma gli permetter&agrave; di godere sprazzi di felicit&agrave; (sia pure illusoria) e, almeno per un po&rsquo;, si sentir&agrave; &ldquo;finalizzato&rdquo;, &ldquo;progettato&rdquo;, &ldquo;costruito&rdquo;, impegnato in un&rsquo;attivit&agrave; libera e sensata. <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Bravo, prof., bel pistolotto! &#8211; Ci voleva. Mi scusi, ma non sono proprio riuscito a trattenermi. &#8211; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Quindi, da giovane leggeva Marcuse? &#8211; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;S&igrave;&#8230;Per quel che riuscivo a capire!&#8230;- <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Mi tolga una curiosit&agrave;, perch&eacute; Magris scrive che Schiller era &laquo;sospetto ai seguaci della poesia pura come Benedetto Croce&raquo;, era oggetto di sarcasmo da parte di Nietzsche e non dice che era valutato positivamente dal suo Marcuse? &#8211; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;E che ne so! Bisognerebbe chiederlo a Magris. Forse perch&eacute; il pubblico di quel giornale non ama certi autori. Comunque che Schiller fosse sospetto a Benedetto Croce, torna a suo merito. La poesia di Schiller non &egrave; come quella di Goethe, ma merita riletture &#8211; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Me ne legge qualcuna? &#8211; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Ad averle con me s&igrave;. Qui ho solo qualche frammen To. Questa composizione, ad esempio sul BELLO E SUBLIME &laquo;Due sono, e diversi, i geni, che lungo la vita ti guidano, te felice, se essi uniti, vigileranno al tuo fianco! Con il suo lieto agire abbrevier&agrave; l&rsquo;uno il tuo viaggio e pi&ugrave; lievi in sua compagnia saranno il destino e il dovere. E tra celie e favole ti scorter&agrave; sino all&rsquo;abisso l&agrave; dove al tremante mortale il mare dell&rsquo;eternit&agrave; si presenta. Qui ti accoglier&agrave; il secondo, fermo e grave e taciturno, e con il suo braccio gigantesco ti trasporter&agrave; al di l&agrave; del baratro. Giammai dovrai onorare uno soltanto. E giammai affidare al primo la tua dignit&agrave;, al secondo la tua felicit&agrave;&raquo; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Bella! Ha un respiro ampio, arioso.- <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;S&igrave;. &#8211; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Ascolti, prof., so che &egrave; tardi. Mi interessa un&rsquo;ultima cosa e poi andiamo via. Vorrei capire meglio la storia della &ldquo;poesia ingenua&rdquo; e di quella &ldquo;sentimentale&rdquo;. Magris sostiene che il libro di Schiller su quest&rsquo;argomento &egrave; un &laquo;capolavoro saggistico che sarebbe sufficiente , da solo, a comprendere quello che sta ancor oggi accadendo nell&rsquo;arte.&raquo; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Ha ragione. Ma cerchiamo di capire la tesi di Schiller&#8230;- <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Scusi, prof., posso provare a dirla io?&#8230;- <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Provi &#8211; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Per Schiller si d&agrave; una &ldquo;poesia ingenua&rdquo; ed una &ldquo;sentimentale&rdquo;. Nella prima il poeta &egrave; talmente unito con la natura che &egrave; quasi coincidente con essa. Allora la sua poesia si presenta con immediatezza, con sensibilit&agrave; aperta, piena. Nella seconda, invece, questa unit&agrave; non esiste pi&ugrave;; il poeta ne &egrave; cosciente e soffre per questa distanza o scissione che avverte tra lui e la natura. Nel tentativo di recuperarla e colmarla diventa o nostalgico oppure riflessivo, sentimentale&#8230;- <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Esatto. Ha capito benissimo. Bisogna evitare, per&ograve;, lo schematismo. Il saggio di Schiller &egrave; quel che si dice un work in progress ed &egrave; dominato da due esigenze: la prima &egrave; quella di confrontare, sia pure indirettamente, la propria poesia con quella di Goethe; la seconda &egrave; quella di capire in cosa la poesia moderna &egrave; diversa dall&rsquo;antica. &#8211; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Esigenze legittime &#8211; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Pi&ugrave; che legittime. Rispetto al confronto col suo amico inizialmente Schiller propende per un giudizio che attribuisce alla sua poesia la qualifica di &ldquo;sentimentale&rdquo;, mentre quella di Goethe sarebbe &ldquo;ingenua&rdquo; cos&igrave; come &ldquo;ingenua&rdquo; sarebbe la poesia antica, mentre &ldquo;sentimentale&rdquo; quella moderna. Ma questa classificazione iniziale viene in corso d&rsquo;opera complicata: e allora troviamo Euripide e Virgilio indicati come &ldquo;sentimentali&rdquo;, mentre Dante, Shakespeare, Cervantes, Sterne vengono considerati poeti &ldquo;ingenui&rdquo;&#8230;- <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;A che serve allora questo schema? Piuttosto che chiarirci le idee, prof., mi sembra che ce le confonda!..- <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;In realt&agrave; le idee aveva bisogno di chiarirsele Schiller per prima. &ldquo;Ingenuo&rdquo; e &ldquo;sentimentale&rdquo; sono due categorie che cerca di manovrare per cogliere differenze di autori e di epoche. Alla fine sembrano usate per indicare modi di sentire: l&rsquo;uno pi&ugrave; immediato, l&rsquo;altro pi&ugrave; mediato, riflessivo e sembra che tra l&rsquo;uno e l&rsquo;altro ci sia una progressione evolutiva. Insomma, &egrave; la situazione descritta da Saba nella sua &ldquo;scorciatoia&rdquo;: il poeta &egrave; un bambino (quindi immediatezza, ingenuit&agrave;, naturalezza&#8230;), ma il processo della vita distrugge l&rsquo; infanzia di tutti a favore della consapevolezza, riflessione, maturit&agrave;; la grande poesia nasce l&agrave; dove il bimbo (ingenuo) e l&rsquo;uomo (sentimentale) coesistono. Questo pensa Saba. Schiller crede, invece, che questi due modi di sentire vadano ambedue superati a favore di un terzo, al momento, ideale che la situazione storica produrr&agrave;. Perch&eacute; il punto nodale &egrave; proprio questo: a Schiller preme sempre mettere in rapporto la pratica e la psicologia profonda dell&rsquo;artista con le caratteristiche fondamentali di una situazione storica o di un&rsquo;epoca. &#8211; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Questo punto l&rsquo;ho capito, me l&rsquo;ha gi&agrave; detto.- <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;S&igrave;, ma ripetere non fa male, come dicevano gli antichi <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Comunque, ho capito: il poeta &ldquo;ingenuo&rdquo; vive di sensazioni, emozioni, immediatezza, identificazione con la natura e gli oggetti del mondo; quello &ldquo;sentimentale&rdquo; avverte una scissione profonda fra s&eacute; e gli oggetti, una scissione che cerca di colmare. Tutti e due sono prodotti da una situazione storica. Scusi, prof., ma se c&rsquo;&egrave; questa relazione cos&igrave; stretta fra arte e storia, un poeta &egrave; davvero libero di scegliere le forme espressive che vuole? &#8211; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;E&rsquo; indubbio che c&rsquo;&egrave; un profondo condizionamento. Anche i sostenitori dell&rsquo;&rdquo;arte per l&rsquo;arte&rdquo; ammettono, sia pure per via negativa, questo condizionamento. Infatti, che bisogno ci sarebbe di predicare tanta autonomia se la situazione fosse effettivamente autonoma?&#8230; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Ho capito&#8230;Io, per&ograve;, le avevo chiesto delle forme espressive &#8230;- <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Per Schiller i generi o, se preferisce, le forme tipiche del poeta moderno sono la Satira, l&rsquo;Elegia, l&rsquo;Idillio &#8211; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Grazie. Prof., ora davvero l&rsquo;ultima domanda. Cos&rsquo;&egrave; questo discorso di Magris sulla differenza fra Schiller e Schlegel? &#8211; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Mi faccia leggere, non ricordo: &laquo;A pochi mesi da questo saggio classico, Friederich Schlegel, inventore e teorico del Romanticismo, ne scrive un altro che invita invece l&rsquo;arte moderna a farsi sempre pi&ugrave; sentimentale, eccentrica e stravagante, ad allontanarsi sempre pi&ugrave; da ogni centralit&agrave; classica e ad accentuare la disarmonia. Sono le due vie dell&rsquo;arte contemporanea, entrambe coscienti della frattura epocale della civilt&agrave;.&raquo; Dopo tutto quello che abbiamo detto, non mi sembra particolarmente difficile. Il libro scritto da Schlegel &egrave; Dialogo sulla poesia, un vero e proprio manifesto dell&rsquo;estetica romantica. Semplificando moltissimo, si potrebbe dire che da un lato abbiamo lo &ldquo;spirito d&rsquo;avanguardia&rdquo;, dall&rsquo;altro lo &ldquo;spirito classico&rdquo;. &#8211; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Per concludere, prof., ma lei ritiene attuale la riflessione di Schiller? Potrei diventare una schilleriana? <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Quello che potrebbe diventare &egrave; un problema suo. Quanto all&rsquo;attualit&agrave; di Schiller, non &egrave; facile rispondere su due piedi. Un confronto con le sue tesi, mi appare indispensabile. Anche perch&eacute;, l&rsquo;avr&agrave; notato, chiarisce alcuni problemi della situazione odierna. Questa, tuttavia, &egrave; abbastanza mutata rispetto ai suoi tempi. Oggi il rapporto poesia-storia mi sembra molto in crisi. Lo stesso dicasi del rapporto poesia-utopia. La tesi dell&rsquo;arte- &ldquo;gioco molto serio&rdquo; &egrave; stata ridotta a giochetti formali incapaci di drenare, testimoniare e rispecchiare le contraddizioni e le lacerazioni della nostra epoca. Se non va bene l&rsquo;&rdquo;impegno&rdquo; o la politicizzazione estrinseca non penso che possa andar bene questa &laquo;dissoluzione <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;come qualcuno l&rsquo;ha definita &#8211; dell&rsquo;autonomia estetica per via estetica&raquo;&#8230; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Chi? &#8211; <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;Alfonso Berardinelli in un libro di qualche anno fa che ti consiglierei di leggere: &ldquo;La poesia verso la prosa&rdquo;. Ha un capitolo intitolato L&rsquo;arcaica modernit&agrave; di Schiller.- <br \/>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"-\" class=\"spip_puce\" src=\"http:\/\/www.poliscritture.it\/puce.gif\" \/>&nbsp;&nbsp;E&rsquo; difficile? Prof., sa che per me leggere &egrave; un problema? Lo faccio volentieri, ma se non ho dialoghi come questi la comprensione &egrave; una fatica boia. E soprattutto con chi discuto? E se non posso discutere a che serve leggere? &#8211;<\/div>\n<p>\n\t<i>gioved&igrave; 8 marzo 2007.<\/i> <br \/>\n\t&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Donato Salzarulo Poliscritture Gioved&igrave; 19 maggio 2005. Durante l&rsquo;intervallo, una studentessa liceale dell&rsquo;ultimo anno si avvicina al suo professore di filosofia, un sessantottino ultracinquantenne con occhiali e senza barba. &nbsp;&nbsp;Prof., ha letto ieri l&rsquo;articolo di Magris su Schiller? &#8211; &nbsp;&nbsp;No, perch&eacute; me lo chiede? &#8211; &nbsp;&nbsp;Era un articolo bello, ma tosto!&#8230;Tante cose non le ho capite. Mi piacerebbe parlarne con lei. &#8211; Il professore apprezza la studentessa. E&rsquo; una giovane sveglia, una delle poche&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[91,100,6],"tags":[967,968,134,969,970,418,238,810,971,972],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-Ng","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3054"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3054"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3054\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3054"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3054"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3054"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}