{"id":30551,"date":"2017-05-08T10:00:41","date_gmt":"2017-05-08T08:00:41","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30551"},"modified":"2017-05-08T01:57:51","modified_gmt":"2017-05-07T23:57:51","slug":"giacche-perche-ho-cambiato-idea-sulla-moneta-unica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30551","title":{"rendered":"Giacch\u00e9: &#8220;Perch\u00e9 ho cambiato idea sulla moneta unica&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SINISTRA RETE (Alessandro Giorgiutti)<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Alessandro Giorgiutti intervista Vladimiro Giacch\u00e9<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Chiunque decida di approfondire le tesi euro-critiche si imbatter\u00e0 prima o poi nel suo Anschluss. L\u2019annessione. L\u2019unificazione della Germania e il futuro dell\u2019Europa (Imprimatur). In quel testo Vladimiro Giacch\u00e9, presidente del Cer (Centro Europa Ricerche), racconta le ricadute economiche e sociali dell\u2019unione monetaria tedesca del 1990, col marco orientale rivalutatosi del 350% in una notte. In un primo tempo i tedeschi dell\u2019Est si sentirono pi\u00f9 ricchi (il loro potere d\u2019acquisto era aumentato). Poi per\u00f2 si accorsero che i prodotti delle loro fabbriche non avevano pi\u00f9 mercato e in breve tempo molti persero il lavoro. La loro economia, che pure era la pi\u00f9 avanzata tra quelle del blocco comunista, collass\u00f2.<\/p>\n<p>Quella vecchia storia c\u2019entra molto con gli attuali problemi dell\u2019euro, non solo perch\u00e9 alcuni protagonisti sono gli stessi (Sch\u00e4uble, per esempio), ma perch\u00e9 insegna che la moneta non \u00e8 un fatto neutro, anzi. \u00abPu\u00f2 alterare in maniera drammatica i rapporti di forza tra le parti che la abbracciano, soprattutto quando tra loro c\u2019\u00e8 un notevole differenziale di produttivit\u00e0\u00bb, spiega Giacch\u00e9.<\/p>\n<p><strong>* * * *<\/strong><\/p>\n<p><strong>In un primo tempo lei aveva guardato all\u2019euro con speranza\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMi sono ricreduto riflettendo su due aspetti. Anzitutto, sulla crisi europea: a differenza di quel che \u00e8 stato detto, non nasce dall\u2019eccesso di debito pubblico, ma da squilibri di bilancia commerciale. E questi squilibri, come la letteratura scientifica a dir la verit\u00e0 aveva previsto, sono un effetto della moneta unica\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il secondo motivo di ripensamento?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abL\u2019incompatibilit\u00e0 tra i valori che ispirano la nostra Costituzione (il primato del diritto al lavoro) e quelli che ispirano i Trattati europei, che danno priorit\u00e0 alla stabilit\u00e0 dei prezzi, intesa in senso anti-inflazionistico. In base ai Trattati io posso considerare \u201cnormale\u201d un tasso di disoccupazione dell\u201911%, in base alla Costituzione no\u00bb.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 chi sostiene che il problema non \u00e8 l\u2019euro, ma l\u2019architettura europea lasciata incompleta.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSe ho costruito una casa su fondamenta fragili, non \u00e8 una buona idea pensare di risolvere il problema costruendo un altro piano. Se l\u2019euro avesse favorito la convergenza economica, passare a una unione pi\u00f9 stretta avrebbe senso. Ma della convergenza noi abbiamo avuto solo l\u2019illusione. Ricorda il miracolo spagnolo? Abbiamo scoperto che poggiava su una bolla immobiliare che poi \u00e8 esplosa. La crescita era finanziata con debito privato, a fronte di un saldo delle partite correnti cronicamente in rosso. Costruire una sovrastruttura politica su questi squilibri \u00e8 pericoloso\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Per i teorici dell\u2019Europa a pi\u00f9 velocit\u00e0 una unione fiscale favorirebbe quella convergenza che l\u2019euro non ha realizzato.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abC\u2019\u00e8 anzitutto un problema di metodo: non si possono aumentare i terreni di condivisione senza consultare gli elettori\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quanto al merito?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCosa si intende per unione fiscale? Non aliquote fiscali uguali per tutti (l\u2019Irlanda non rinuncer\u00e0 mai alla tassazione delle imprese al 12,5 per cento) bens\u00ec un controllo a senso unico (inutile precisare chi controllerebbe chi) sulle leggi finanziarie degli Stati. Un ministero delle finanze Europeo con potere di veto sui bilanci degli Stati membri introdurrebbe un ulteriore elemento di rigidit\u00e0 oltre alla moneta unica, rendendo ancora pi\u00f9 stringenti i vincoli del fiscal compact, che gi\u00e0 impedisce investimenti pubblici a Paesi come il nostro\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E l\u2019unione bancaria?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 una unione asimmetrica, che ci penalizza. Anzitutto, manca la garanzia europea sui depositi. Quanto alla vigilanza centralizzata, il sistema creditizio tedesco \u00e8 riuscito a tenersene per gran parte fuori: delle 420 Sparkassen (casse di risparmio, ndr), solo una \u00e8 controllata dalla Bce. E la normativa sui salvataggi, il cosiddetto bail-in, vieta gli interventi di Stato dopo che in Europa li hanno fatti tutti tranne noi\u2026 Cos\u00ec quando Dani\u00e8le Nouy, responsabile della vigilanza della Bce, invita a procedere con concentrazioni bancarie transfrontaliere, \u00e8 evidente chi comprer\u00e0 chi. Gli istituti che in Germania e altrove, dal 2008 al 2012, sono stati aiutati con fondi pubblici e forse hanno messo a posto i conti (dico forse perch\u00e9 la trasparenza dei bilanci non \u00e8 massima) acquisiranno quelli che ora non possono pi\u00f9 essere aiutati\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Roland Berger, tra l\u2019altro consigliere della Merkel, afferma che uscire dall\u2019euro converrebbe proprio alla Germania\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon \u00e8 un\u2019idea solo di Berger, altri in Germania ne parlano. I loro ragionamenti sono rivelatori. Berger dice: la Germania ha una moneta troppo debole rispetto alle condizioni della sua economia; questa debolezza disincentiva a investire per aumentare la produttivit\u00e0; di qui, il rischio di perdere competitivit\u00e0. Questo cosa ci dice? Che l\u2019euro ha permesso alla Germania di accumulare un consistente avanzo commerciale senza fare investimenti, ma semplicemente tenendo bassi i salari nei settori esposti alla concorrenza internazionale. E infatti Peter Bofinger, esperto economico del governo tedesco, ha mostrato come, in questi settori, tra il 1999 e il 2008 il costo del lavoro per unit\u00e0 di prodotto sia sceso del 9%. Se oggi la Germania uscisse, perderebbe il vantaggio competitivo che la partecipazione alla moneta unica le d\u00e0: il neo-marco si rivaluterebbe, l\u2019export calerebbe e per molte imprese diventerebbe pi\u00f9 conveniente produrre altrove\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ma il mercantilismo \u00e8 una via inevitabile per la Germania? Anche con i socialdemocratici al governo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIn un suo recente libro Sergio Cesaratto dimostra che \u00e8 dagli anni \u201950 che la Germania segue questo modello: la crescita si basa sull\u2019esportazione pi\u00f9 che sulla domanda interna; per sostenere l\u2019esportazione, si mantiene un tasso d\u2019inflazione inferiore a quello dei competitori; per tenere sotto controllo l\u2019inflazione si tengono bassi i salari. Con l\u2019euro intervengono due novit\u00e0: anzitutto l\u2019impossibilit\u00e0 di riaggiustamenti del cambio rende questa politica pi\u00f9 efficace per la Germania (e pi\u00f9 devastante per gli altri), e ci\u00f2 si vede nell\u2019enorme surplus commerciale. L\u2019altra novit\u00e0 \u00e8 che questa concezione viene interamente fatta propria dal socialdemocratico Schr\u00f6der con le sue riforme del lavoro. E Schulz non si \u00e8 mai discostato da questa impostazione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il fattore che pu\u00f2 rompere l\u2019euro? La guerra commerciale con l\u2019America di Trump? La Francia che si scioglie dall\u2019abbraccio con Berlino?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAi due fattori aggiungerei la Brexit, che ha un forte potenziale di disgregazione, anche alla luce della risposta di Bruxelles, che sembra puntare al muro contro muro nonostante abbia tanto da perdere, esportando in Gran Bretagna molto pi\u00f9 di quanto importa da Londra. Ma c\u2019\u00e8 un altro potenziale elemento di crisi: la divaricazione nell\u2019andamento delle economie. Quando per molto tempo le economie procedono in direzioni diverse, diventa insostenibile avere un tasso di interesse unico, cosa inevitabile se si condivide la moneta. Oggi per la Germania il tasso fissato dalla Bce \u00e8 eccessivamente espansivo. Questo crea fibrillazioni che, a un dato momento, potrebbero risultare ingovernabili\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Altre unioni monetarie hanno esacerbato le divergenze economiche di chi vi ha aderito, ma sono sopravvissute. \u00c8 il caso della Germania nel 1990 ma anche dell\u2019Italia nel 1861\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMa in quei casi l\u2019elemento determinante \u00e8 stata la statualit\u00e0. La Germania est non ha adottato solo il marco occidentale ma, in soli 4 mesi, l\u2019intero corpus giuridico che regolava i rapporti economici a Ovest. Nel caso del nostro Mezzogiorno, l\u2019unione monetaria \u00e8 avvenuta contestualmente a quella politica ed \u00e8 stata seguita da una guerra civile con migliaia di morti. \u00c8 stata, diciamo cos\u00ec, cementata dall\u2019esercito. Oggi le cose non stanno in questi termini. Anche se forse chi si oppone ai progetti di esercito europeo pensa anche a questo\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonti:<\/strong><a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/articoli-brevi\/9716-vladimiro-giacche-perche-ho-cambiato-idea-sulla-moneta-unica.html\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/articoli-brevi\/9716-vladimiro-giacche-perche-ho-cambiato-idea-sulla-moneta-unica.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINISTRA RETE (Alessandro Giorgiutti) Alessandro Giorgiutti intervista Vladimiro Giacch\u00e9 Chiunque decida di approfondire le tesi euro-critiche si imbatter\u00e0 prima o poi nel suo Anschluss. L\u2019annessione. L\u2019unificazione della Germania e il futuro dell\u2019Europa (Imprimatur). In quel testo Vladimiro Giacch\u00e9, presidente del Cer (Centro Europa Ricerche), racconta le ricadute economiche e sociali dell\u2019unione monetaria tedesca del 1990, col marco orientale rivalutatosi del 350% in una notte. 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