{"id":30572,"date":"2017-05-12T00:20:32","date_gmt":"2017-05-11T22:20:32","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30572"},"modified":"2017-05-08T22:29:28","modified_gmt":"2017-05-08T20:29:28","slug":"senso-di-superiorita-e-di-inferiorita-dei-popoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30572","title":{"rendered":"Senso di superiorit\u00e0 e di inferiorit\u00e0 dei popoli"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di ILIO BARONTINI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora vi racconto alcune cose a cui ripensavo questa mattina, e visto che tante persone che leggono quello che scrivo vivono in Russia da tanto tempo o sono Russi mi smentiranno se esagero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine degli anni \u201990 andavo gi\u00e0 avanti e indietro dalla Russia ed ho conosciuto alcuni Italiani che ci andavano pi\u00f9 spesso di me per lavoro o addirittura ci vivevano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo spirito di queste persone, con rarissime eccezioni, era in niente diverso da quello del governatore britannico della Tanzania. L\u2019opinione comune era che i Russi non valessero niente, non sapessero fare niente e non avessero nemmeno voglia di provarci e potessero quindi avere una remota utilit\u00e0 solo mettendoli in quindici a fare il lavoro che avrebbe fatto un Italiano per aiutarci a prendere roba dal loro paese (perch\u00e9 loro, ovviamente non erano neanche capaci di raccogliere le pepite nel loro cortile) e portarla da noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi pu\u00f2 sembrare una cosa folle, ma non dimentichiamo che negli anni Novanta noi avevamo il boom delle PMI e dei distretti industriali e loro erano nella crisi pi\u00f9 nera. Un operaio in Italia guadagnava cinque volte quello che guadagnava un professore universitario in Russia (quando, e non era certo, veniva pagato).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non parliamo poi di come venivano considerate le donne dai nostri baldi connazionali in trasferta. Mi ricordo ancora un pranzo al ristorante in cui, nel tavolo vicino al nostro, un commesso viaggiatore di Ferrara teneva una lezione magistrale sul tema \u201cla prima regola \u00e8 che qui gli uomini sono tutti ladri e le donne sono tutte troie\u201d. La preoccupazione di dimostrare questo teorema era pari solo a quella di convincere un cameriere prevedibilmente perplesso a organizzargli il conto in modo che sembrasse che le portate dei suoi sei commensali fossero state consumate da una sola persona, per il rimborso dalla ditta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo, pur essendo abbastanza vergognoso, non era la cosa pi\u00f9 vergognosa. La cosa pi\u00f9 vergognosa \u00e8 che tanti Russi sembravano, a tutti gli effetti, essere d\u2019accordo con noi nel considerarci oro e nel considerarsi merda. C\u2019\u00e8 stato un periodo in cui pareva non ci fosse un limite al livello di umiliazione che la maggioranza della popolazione era disposta ad accettare ed al livello di presunzione che gli italiani in Russia riuscivano ad esprimere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa mattina ero in coda sulla via Toscana, e ricordavo tutto questo riflettendo sul fatto che la bretella fra Pianoro e San Lazzaro di Savena \u00e8 una priorit\u00e0 regionale ed ha gli stanziamenti dal 2011 (se non ricordo male) e a quanto pare sar\u00e0 pronta pi\u00f9 o meno nel 2019, ovvero grosso modo assieme al Ponte di Kerch, un ponte autostradale e ferroviario di 19 chilometri che i Russi hanno iniziato a progettare nel 2014 e di cui stanno completando il terzo ponte tecnico di costruzione da 5 chilometri in questi giorni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma da quella volta, come ampiamente noto, alcune cosette si sono messe a posto. E non \u00e8 tutto. Credo che quella riserva di umiliazione bruciante sia il propellente che ha tirato fuori la Russia dal buco in cui era sprofondata e che la spinger\u00e0 verso vette degne di lei e le consentir\u00e0 di stupire il mondo respingendo qualsiasi tentativo occidentale di riaffondarla in quel pozzo nero attraverso le solite manfrine colorate. Di quegli anni loro non parlano volentieri. Ma se li ricordano. Oh, se se li ricordano&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma lo spettacolo di come \u00e8 cambiata la considerazione di s\u00e9 stessi degli Italiani e dei Russi negli ultimi 20 anni, spettacolo che si riflette nei reciproci rapporti, \u00e8 importante anche perch\u00e9 illumina il meccanismo attraverso il quale si sviluppa in una nazione presunzione, arroganza, razzismo e mentalit\u00e0 coloniale, e attraverso il quale ci si adatta a subirli. E ci dice che questi meccanismi sono reversibili in relativamente pochi anni attraverso una azione politica consapevole e potente, anche in situazioni di partenza quasi disperate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se per l\u2019Italiano la Russia negli anni Novanta era \u201cil Congo con la bomba atomica\u201d (non \u00e8 mia, mi ricordo ancora questo titolo su un giornale), un paese da sfruttare e colonizzare abitato da una umanit\u00e0 sottosviluppata, mentre oggi \u00e8 qualcosa da temere o da ammirare (a seconda dei gusti) ma comunque certamente in nessun caso da disprezzare\u2026 Se per i Russi gli Italiani negli anni novanta erano intelligenza, estro, ricchezza, cultura (questa \u00e8 particolarmente spassosa) ed ora sono dei poveri presuntuosi che abitano una colonia insignificante e cercano di vendere paccottiglia pi\u00f9 scadente di quella dei cinesi a cento volte il prezzo di mercato\u2026 Questo significa che tutto pu\u00f2 cambiare in pochi anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 una lezione che ci dobbiamo ricordare e che dobbiamo conservare per quando saremo (manca poco) una grande Grecia ridotta alla fame ed alla disperazione, tradita dalla politica di ogni colore, con i giovani che sperano di poter scappare in Inghilterra in Germania o in Australia e con il complesso di inferiorit\u00e0 generosamente inculcatoci dal Prof. Monti (gli Italiani devono cambiare), che deriva dalla coscienza di essere incapaci, pigri, corrotti, in sostanza di meritare tutto quello che ci accadr\u00e0 per il fatto di essere peggiori di tutti gli altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutta la boria di Americani, Tedeschi, Inglesi ed Eurosatrapi assortiti \u00e8 comprensibile e naturale, perch\u00e9 nessuno pu\u00f2 resistere alle lusinghe di una lunga fortuna e di una lunga ricchezza senza pensare di essere migliore (e noi dovremmo ricordarcelo). Quanto al nostro senso di inferiorit\u00e0, esso \u00e8 il piedistallo su cui si eleva la presunzione dei nostri padroni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sta e star\u00e0 sempre pi\u00f9 a noi decidere quando basta, quando alzarci sulle nostre gambe e guardare negli occhi chi si crede migliore di noi. Come per la Russia degli anni Novanta, dipende dalle circostanze esterne, ma dipende tanto anche da noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spero che pi\u00f9 aspetteremo, pi\u00f9 accetteremo umiliazioni, pi\u00f9 sar\u00e0 irresistibile la ribellione quando alla fine si scatener\u00e0. Dibattito sulle unioni civili permettendo.<\/p>\n<p><em>Fonte: pagina personale Facebook<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ILIO BARONTINI Ora vi racconto alcune cose a cui ripensavo questa mattina, e visto che tante persone che leggono quello che scrivo vivono in Russia da tanto tempo o sono Russi mi smentiranno se esagero. 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