{"id":30605,"date":"2017-05-09T10:00:07","date_gmt":"2017-05-09T08:00:07","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30605"},"modified":"2017-05-08T22:33:51","modified_gmt":"2017-05-08T20:33:51","slug":"cosa-ci-insegnano-le-presidenziali-francesi-sulleuropa-e-sullautonomia-della-sinistra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30605","title":{"rendered":"Cosa ci insegnano le presidenziali francesi sull\u2019Europa e sull\u2019autonomia della sinistra"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SINISTRA RETE (Domenico Moro)<\/strong><\/p>\n<p><strong>I risultati delle presidenziali<\/strong><\/p>\n<p>I risultati pi\u00f9 evidenti delle elezioni presidenziali francesi sono tre:<\/p>\n<p>1) La crisi del Partito popolare europeo e del Partito socialista europeo, gi\u00e0 evidente in tutta Europa, in Francia diventa crollo, come gi\u00e0 accadde in Grecia; il Partito socialista (Ps) e i repubblicani, per la prima volta, non accedono al ballottaggio. La crisi dei due principali partiti francesi, su cui si basava la tradizionale alternanza bipartitica e che sono stati espressione politica dell\u2019\u00e9lite francese, \u00e8 direttamente connessa con le politiche europeiste di austerity di cui sono stati esecutori bipartisan.<\/p>\n<p>La crisi del bipartitismo \u00e8 espressione della crisi dell\u2019integrazione europea, in particolare di quella valutaria, che aumenta le divergenze economiche. La Francia, nonostante altri paesi come la Grecia abbiano pagato un costo sociale molto pi\u00f9, alto, \u00e8 forse il paese che ha subito la decadenza relativa, sia politica sia economica, maggiore, specialmente rispetto alla Germania.<\/p>\n<p>2 ) Il settore di vertice della classe dominante francese, fortemente internazionalizzato, ha risposto in modo &#8220;gattopardesco&#8221; a questa &#8220;crisi di egemonia&#8221; del bipartitismo, che lo lasciava senza referenti politici diretti, con l&#8217;abile operazione &#8220;Macron&#8221;.<\/p>\n<p>Questi, gi\u00e0 funzionario della banca d\u2019affari Rothschild &amp; Co, pur provenendo dalle file del bipartitismo (dall\u2019area socialista per la precisione) \u00e8 riuscito a presentarsi come nuovo e &#8220;n\u00e9 di destra n\u00e9 di sinistra&#8221;. Nella prefazione all&#8217;edizione francese del mio libro sul Bilderberg1, Bernard Genet scrive che Macron nel 2013, all&#8217;epoca soltanto segretario generale aggiunto alla Presidenza francese, \u00e8 invitato alla riunione di una organizzazione dell&#8217;\u00e9lite transalpina, il Cercle de l&#8217;Union interalli\u00e9e, dove presenta la visione economica del governo: &#8220;Il successo dell&#8217;intervento mostra cheMacron ha convinto il suo uditorio della sua capacit\u00e0 a gestire i loro affari.<\/p>\n<p>Successivamente sar\u00e0 invitato a una riunione del gruppo Bilderberg. Ancora un esame riuscito!&#8221;. Infatti, nel 2014, dopo la sua partecipazione all&#8217;incontro annuale del Bilderberg, Macron \u00e8 nominato ministro dell&#8217;economia nel governo del premier socialista Valls e ora \u00e8 presidente della Francia. Del resto, molti sono i capi di stato o i premier, come Blair, Merkel, Romano Prodi, Monti e Letta, che, prima di diventare tali, sono passati per le riunioni di questa organizzazione ristretta.<\/p>\n<p>3) Date le condizioni di partenza e le tendenze guerrafondaie, accentuate proprio dalla decadenza economica politica, di quello che rimane il principale paese imperialista occidentale dopo gli Usa, il fronte di sinistra di Melanchon, cui partecipa il Partito comunista francese, ottiene quello che comunque \u00e8 un risultato pi\u00f9 che positivo (al primo turno appena 4 punti percentuali sotto Macron e 0,2 punti sotto Fillon). Certamente dobbiamo tenere conto che, in qualche modo, il risultato \u00e8 stato influenzato dal carattere specifico della competizione elettorale, una elezione diretta del Presidente, dove conta la personalit\u00e0 del candidato, che nel caso di Melanchon, \u00e8 particolarmente brillante.<\/p>\n<p>Tuttavia, credo che l\u2019aspetto pi\u00f9 importante alla base del risultato della sinistra sia lo sforzo di chiarezza fatto su vari temi, in particolare sull&#8217;Europa e sull&#8217;euro, dimostrando che l\u2019unit\u00e0 \u00e8 s\u00ec importante, purch\u00e9, per\u00f2, sia fatta sulla base di un orientamento generale ben definito e capace di impattare sulle questioni centrali.<\/p>\n<p><strong>Marine Le Pen e la classe operaia francese<\/strong><\/p>\n<p>Secondo quanto riportato da alcuni quotidiani, ad Amiens, dinanzi allo stabilimento Whirlpool, mentre la Le Pen sarebbe stata acclamata dagli operai, Macron sarebbe stato accolto a fischi. Lo stabilimento Whirlpool verr\u00e0 spostato in Polonia con la perdita di 600 posti di lavoro in una zona gi\u00e0 colpita dalle delocalizzazioni. La Whirlpool non \u00e8 in crisi, la ragione dello spostamento \u00e8 la riduzione del costo del lavoro, che in Polonia \u00e8 pi\u00f9 basso.<\/p>\n<p>La crisi di egemonia del centro sinistra e del centro destra francesi, in particolare del Ps, affonda le sue radici nel processo di drastica ristrutturazione produttiva, accentuata dal combinato disposto della crisi di sovraccumulazione del capitale e dell&#8217;integrazione europea, che tra 2000 e 2016 ha condotto alla perdita in Francia di oltre 1,1 milioni di posti di lavoro nella manifattura (-25,5% in Francia contro il 16,7% dell\u2019Uem e il &#8220;solo&#8221; -14% in Italia), che in gran parte sono stati spostati nei paesi emergenti.<\/p>\n<p>Ora, \u00e8 vero che in Francia sono stati creati, in confronto all&#8217;Italia, pi\u00f9 posti di lavoro nel terziario, ma questi posti spesso sono precari e sono pagati con salari pi\u00f9 bassi della manifattura, e molto spesso vengono creati in aree metropolitane, diverse da quelle della provincia del Nord-est, dove la disoccupazione la fa da padrona e dove la Le Pen scorrazza indisturbata a caccia di consensi nelle ex roccaforti rosse del Pcf.<\/p>\n<p>Macron, esponente diretto del capitale multinazionale e europeista, ha cercato di convincere gli operai della Whirlpool che non ci si pu\u00f2 opporre alla societ\u00e0 &#8220;aperta&#8221;. In parole semplici, che non ci si pu\u00f2 opporre alle conseguenze della globalizzazione e dell&#8217;integrazione europea.<\/p>\n<p>Al contrario, Marine Le Pen sta cercando di farsi passare per la paladina degli operai, saccheggiando parole d&#8217;ordine di sinistra come la nazionalizzazione, proposta per lo stabilimento di Whirlpool, e assumendo una posizione chiara contro l&#8217;integrazione europea. Probabilmente le &#8220;acclamazioni&#8221; operaie per Le Pen alla Whirlpool erano costruite e preparate dai militanti del Fonte Nazionale.<\/p>\n<p>Ma, come dimostrano i risultati elettorali e le analisi della provenienza sociale del voto, rimane il fatto che, in Francia come in Italia, l&#8217;estrema destra si \u00e8 radicata in certi settori del lavoro salariato, perch\u00e9 la sinistra gli ha lasciato campo libero.<\/p>\n<p>Infatti, non pochi a sinistra, intendendo anche alcuni all&#8217;interno delle forze politiche a sinistra della tradizionale socialdemocrazia (Ps e Pd) e certi quotati ma\u00eetre \u00e0 penser &#8220;marxisti&#8221;, hanno ritenuto per anni che la globalizzazione e l&#8217;integrazione europea fossero fenomeni che contenevano anche elementi positivi e che opporsi al \u201cmovimento reale\u201d del capitale fosse antistorico o persino nazionalistico. Si \u00e8 arrivati persino a giustificare tali posizioni con una interpretazione semplicistica e meccanicistica di Marx, visto come fautore della globalizzazione, semi-automatica anticamera del socialismo.<\/p>\n<p><strong>Scegliere l\u2019albero cui impiccarsi o prepararsi la strada per il futuro?<\/strong><\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 ha impedito di prendere posizioni chiare programmatiche e di indirizzo politico generale. Dinanzi allo stravolgimento del tessuto sociale di intere regioni francesi e italiane non basta la pur necessaria denuncia e la altrettanto necessaria lotta contro il fascismo e la xenofobia della Lega e del Front national. \u00c8 necessario avere un orientamento generale propositivo, in particolare sul problema pi\u00f9 importante, il lavoro, o meglio la mancanza di un lavoro decente.<\/p>\n<p>Bisogna, quindi, dare risposte sul lavoro e queste non possono essere date se non si parte almeno dall&#8217;eliminazione dei vincoli europei al deficit e al debito pubblici e della gabbia costituita dall&#8217;euro. In Francia a sinistra del Ps almeno c&#8217;\u00e8 Melanchon. Questi si \u00e8 caratterizzato per un posizionamento politico chiaro e definito, che si \u00e8 concretizzato, sull&#8217;integrazione europea e sull&#8217;euro, nella decisione coraggiosa di parlare chiaramente di piano B, cio\u00e8 di uscita dall&#8217;euro.<\/p>\n<p>I risultati in termini di voti si sono visti. Molto importante \u00e8 stata la capacit\u00e0 da parte di Melanchon di praticare una necessaria autonomia politica, prima rifiutando ogni alleanza con il Ps e successivamente sottraendosi alle tentazioni neofrontiste, dando indicazione di non votare per Le Pen ma rifiutandosi, al contempo, di dare indicazione di voto per Macron.<\/p>\n<p>L\u2019indicazione di voto della sinistra a Macron sarebbe stato come darsi definitivamente la zappa sui piedi. In primo luogo, votare Macron sarebbe stato come voler curare la febbre favorendo il propagarsi dell\u2019infezione. Infatti, Marine Le Pen, la febbre, \u00e8 la conseguenza delle scelte del capitale transnazionale e europeista, l\u2019infezione, di cui Macron \u00e8 espressione diretta. In secondo luogo, oggi la scelta strategica del capitale, dei settori che contano e che sono vincenti, non \u00e8 certo quella fascista, nazionalista e di estrema destra, ma quella europeista e globalista.<\/p>\n<p>L\u2019appoggio a Macron dei principali gruppi multinazionali francesi, le reazioni catastrofiste delle borse europee alla possibilit\u00e0 di un ballottaggio tra Le Pen e Melanchon, e gli attacchi alla Le Pen, per il pericolo che questa avrebbe rappresentato per l\u2019Europa e soprattutto per l\u2019euro, sono pi\u00f9 che significative.<\/p>\n<p>Chi non capisce questo e adotta un atteggiamento di neofrontismo antifascista confonde l\u2019epoca attuale con gli anni \u201920 e \u201930, quando il fascismo si afferm\u00f2 in Italia e Germania. Alla base di tale confusione c\u2019\u00e8 l\u2019ignoranza di quali sono le caratteristiche del modo di produzione capitalistico attuale, globalizzato e transnazionale. Caratteristiche che sono molto diverse da quelle che il modo di produzione aveva prima della Seconda guerra mondiale, incentrato su imprese nazionali e imperi nazionali commercialmente chiusi.<\/p>\n<p>Inoltre, considerato che due delle principali caratteristiche storiche del fascismo sono l\u2019imperialismo e la guerra, appare bizzarro un fonte antifascista che si incentri su di un Macron che aumenta le spese militari, ribadisce l\u2019appartenenza alla Nato e soprattutto che \u00e8 in continuit\u00e0 con la linea imperialista delle presidenze precedenti di Sarkozy e Hollande. Queste, in modo bipartisan e mediante una serie di azioni belliche aggressive, hanno precipitato ampie aree dell\u2019Africa del nord e sub-sahariana e il Medio oriente nel caos di una guerra endemica, che ha favorito lo sviluppo del jihadismo e di imponenti flussi di emigrazione, su cui l\u2019estrema destra fonda le sue fortune elettorali.<\/p>\n<p>Se ci fosse stato un endorsement di Melanchon a favore di Macron, Le Pen si sarebbe potuta fregiare dell\u2019aureola di unico \u201cvero\u201d oppositore del capitale europeo, mentre la sinistra avrebbe perso credibilit\u00e0 per il prosieguo della sua lotta futura contro il capitale e l\u2019integrazione europea. A quel punto, contendere spazi sociali e elettorali alla Le Pen sarebbe stata molto pi\u00f9 complicato. Su questo aspetto Melanchon \u00e8 stato molto pi\u00f9 avveduto e lungimirante del Pcf, che invece ha finito per appoggiare Macron.<\/p>\n<p>Anche l\u2019affermazione di Tsipras, secondo il quale \u201cla vittoria di Macron \u00e8 una ispirazione per l\u2019Europa\u201d, appare quantomeno poco opportuna, considerato che Macron \u00e8 espressione del capitale finanziario francese, che, insieme a quello tedesco, \u00e8 il principale responsabile dello strangolamento della Grecia. \u00c8 ora che in tutta Europa la sinistra (intendo la sinistra che voglia rappresentare il lavoro salariato) si smarchi dal ricatto elettorale, che lascia soltanto la scelta del ramo a cui impiccarsi.<\/p>\n<p>Del resto, se la sinistra di classe e i comunisti in alcuni paesi europei sono ridotti ai minimi termini non dipende soltanto da sistemi elettorali maggioritari che li penalizzano e da sistemi mass-mediatici che li escludono, ma anche dalla partecipazione a coalizioni e governi di centro-sinistra che ne hanno compromesso la credibilit\u00e0. Una partecipazione che, all\u2019interno di un capitalismo globalizzato e in crisi strutturale, \u00e8 stata e non poteva che essere del tutto subalterna.<\/p>\n<p>In Italia il percorso da fare per costruire una coalizione di sinistra adeguata alla situazione \u00e8 ancora molto lungo. Non penso che dobbiamo copiare i francesi pi\u00f9 di quanto non dovessimo copiare i greci e ritengo che dobbiamo trovare le soluzioni adatte alle condizioni italiane. Tuttavia, credo che quanto avvenuto in Francia, un Paese con alcune importanti somiglianze con l&#8217;Italia, dia importanti indicazioni di cui bisogna tenere conto.<\/p>\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p>1 Domenico Moro, Il Gruppo Bilberberg, l\u2019\u00e9lite del potere mondiale, Imprimatur, 2014.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/2-non-categorizzato\/9743-domenico-moro-cosa-ci-insegnano-le-presidenziali-francesi-sull-europa-e-sull-autonomia-della-sinistra.html\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/2-non-categorizzato\/9743-domenico-moro-cosa-ci-insegnano-le-presidenziali-francesi-sull-europa-e-sull-autonomia-della-sinistra.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINISTRA RETE (Domenico Moro) I risultati delle presidenziali I risultati pi\u00f9 evidenti delle elezioni presidenziali francesi sono tre: 1) La crisi del Partito popolare europeo e del Partito socialista europeo, gi\u00e0 evidente in tutta Europa, in Francia diventa crollo, come gi\u00e0 accadde in Grecia; il Partito socialista (Ps) e i repubblicani, per la prima volta, non accedono al ballottaggio. 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