{"id":30612,"date":"2017-05-09T11:12:36","date_gmt":"2017-05-09T09:12:36","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30612"},"modified":"2017-05-08T23:12:15","modified_gmt":"2017-05-08T21:12:15","slug":"ordoliberalismo-legemonia-culturale-tedesca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30612","title":{"rendered":"Ordoliberalismo: l\u2019egemonia culturale tedesca"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Nicolas Fabiano)<\/strong><\/p>\n<p><em>La forza delle idee ordoliberali della Germania viene concepita negli anni trenta del Novecento, viene implementata nel sistema tedesco del dopo-guerra e infine attualizzata nell\u2019 odierno ordine europeo, con l\u2019inserimento nelle costituzioni nazionali degli altri stati di una cultura giuridica ed economica che \u00e8 al tempo stesso egemonica e autoritaria.<\/em><\/p>\n<p>In Europa bisognerebbe cambiare la politica economica\u201d Quante volte ci \u00e8 stato ripetuto che il vero problema \u00e8 l\u2019austerit\u00e0, le linee guida che fanno comodo alla Germania e un po\u2019 meno agli altri paesi membri? Eppure, se la questione stesse esclusivamente in questi termini ci sarebbe gi\u00e0 stato un autentico cambio di rotta perch\u00e9 ad ogni modo la Germania e gli altri paesi del Nord numericamente non rappresentano l\u2019intera Unione Europa. Ma \u00e8 <strong>l\u2019egemonia culturale teutonica<\/strong> alla quale gli altri paesi si sono inevitabilmente subordinati e affidati che ha permesso proprio allo stato tedesco di fare il salto di qualit\u00e0. Pragmaticamente poi, questa egemonia culturale si caratterizza per essere anche, se non soprattutto, <strong>un\u2019egemonia giuridica<\/strong>, ben rintracciabile nei trattati europei. Questo \u00e8 <strong>l\u2019ordoliberalismo<\/strong>, una tradizione economica che nei suoi effetti \u00e8 anche una teoria dello stato, di uno stato: quello tedesco. Non \u00e8 un caso se la teorizzazione di questa scuola di pensiero nasce negli anni Trenta, in pieno regime nazista con il <em>Manifesto di Ordo<\/em>, <em>Il nostro compito<\/em> del 1936 e il fondamentale libro dell\u2019economista <strong>Walter Eucken <\/strong><i>Die Nationale Oekonomie<\/i> la cui prima edizione \u00e8 del 1939. L\u2019atteggiamento di questa particolare scuola dell\u2019economia (dalla quale proviene l\u2019attuale ministro delle finanze tedesco, <strong>Wolfgang Sch\u00e4uble<\/strong>) consiste in una sorta di <strong>regolamentazione ex-ante<\/strong> dei precetti che danno forma al sistema economico. L\u2019economia di mercato di tipo capitalista e i suoi caposaldi sono inseriti in via rafforzata nelle carte costituzionali, rendendo tale meccanismo talvolta eccessivamente rigido e forzato, alle volte con tratti di <strong>malcelato autoritarismo<\/strong>.<\/p>\n<div id=\"attachment_86098\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-86098 size-full\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/walter-eucken.jpg\" alt=\"walter-eucken\" width=\"940\" height=\"1158\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Walter Eucken (1891-1950), economista tedesco e fondatore della rivista Ordo, padre della corrente tedesca del neoliberalismo.<\/p>\n<\/div>\n<p>Questo ordine conforme ai principi della <strong>concorrenza perfetta<\/strong> e di un <strong>sistema monetarista anti-inflazionistico<\/strong> \u00e8 stato poi immesso sul piano degli attuali trattati europei secondo la formula dell\u2019<strong>economia sociale di mercato<\/strong> con cui in origine si intendeva una scuola economica a s\u00e9 stante, facente capo a <strong>Wilhelm R\u00f6pke<\/strong> e alla sua <i>civitas humana, <\/i>la quale subordina i valori giuridici ed economici del mercato all\u2019etica cristiana, in particolare alla posizione della dottrina sociale cattolica. Il modello economico tedesco ha quindi prevalso nelle due visioni intra-europee che si sono fronteggiate, quella francese e appunto quella teutonica. Questa matrice interna, connaturata alla cultura di un popolo che ha sempre avuto paura \u2013 fin dalla Repubblica di Weimar \u2013 di un\u2019eccessiva inflazione e dell\u2019indebitamento pubblico, \u00e8 giunta fino a noi, ai cosiddetti stati della periferia europea, conformandoci a regole che gli italiani, gli spagnoli, i greci o gli stessi francesi non hanno mai avuto e neppure capito sino in fondo.<\/p>\n<div id=\"attachment_86099\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-86099 size-full\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Wilhelm-Roepke-cropped.jpg\" alt=\"Wilhelm-Roepke-cropped\" width=\"900\" height=\"600\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Wilhelm Ropke (1899-1966), economista svizzero-tedesco formatosi nella tradizione della Scuola Austriaca, fautore di un liberalismo stemperato.<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>La rivincita del pensiero tedesco<\/strong>, da un quarto di secolo a questa parte, quando la Germania si \u00e8 riunificata ha segnato anche un definitivo spostamento di potere tra i due stati continentali pi\u00f9 importanti nell\u2019ordine europeo. La Francia a partire gi\u00e0 dall\u2019ultimo settennato di Mitterand ha ceduto alle sirene neoliberali dell\u2019ordoliberalismo. Sirene che seducono, almeno sul breve periodo, perch\u00e9 l\u2019ordoliberalismo si caratterizza per essere prima di tutto un metodo, <strong>un controllo di legalit\u00e0 costituzionale sull\u2019economia<\/strong>. La soluzione dei problemi economici sarebbe quindi passata \u2013 come poi \u00e8 avvenuto \u2013 per le vie giuridiche, sancite nelle rispettive carte costituzionali, attraverso decisioni difficilmente modificabili dagli altri paesi europei, se non rivedendo con un consenso unanime i trattati stessi. Di qui l\u2019implicita contraddizione per cui senza il supporto di Berlino le regole attuali sono immodificabili, almeno restando all\u2019interno del sistema europeo.<\/p>\n<p>Se si decidono disposizioni come per esempio un obiettivo di inflazione al 2% per quanto riguarda lo statuto della Banca Centrale Europea sulla gestione dell\u2019offerta di moneta o parametri fiscali come quelli sanciti a Maastricht ( 3% di deficit su Pil o un debito pubblico che deve avvicinarsi alla soglia del 60% su Pil), <strong>l\u2019ordine dell\u2019economia diventa regolato preventivamente<\/strong>. A questa idea che ha fatto grande la Germania e che l\u2019ha rivitalizzata negli anni del secondo dopoguerra, si \u00e8 inizialmente contrapposta l\u2019attitudine dell\u2019altro stato continentale europeo, ovvero la Francia, con il suo sistema fortemente centralizzatore e che interviene <em>ex-post<\/em>, con le regole della <strong>discrezionalit\u00e0<\/strong> che poi sono quelle della politica. Le procedure che sono andate nella direzione di estendere in tutta l\u2019Europa il pensiero tedesco hanno fatto prevalere l\u2019idea di una neutralit\u00e0 di fondo delle regole europee. <strong>Niente di pi\u00f9 sbagliato<\/strong>. L\u2019ordine legale pensato dai precetti ordoliberali tendono ad <strong>inibire la politica<\/strong>, sostituendola con un controllo preventivo che non \u00e8 n\u00e9 razionale n\u00e9 logico. Non \u00e8 razionale perch\u00e9 le differenze restano in termini di crescita economica, di struttura economica e di produttivit\u00e0 tra gli stati appartenenti a quest\u2019area di integrazione non cooperativa, ma competitiva. E non \u00e8 logico perch\u00e9 tutto ci\u00f2 non passa da un procedimento esclusivamente parlamentare, ma dagli <em>input<\/em> o dell\u2019esecutivo tedesco (la Merkel) o di organi europei come la Commissione Europea (di nuovo, la Merkel).<\/p>\n<p>Ingenuamente si potrebbe pensare ad una <strong>battaglia culturale<\/strong> per rimettere in discussione queste regole, tarate sull\u2019economia <em>leader<\/em>. Ma come detto servirebbe l\u2019unanimit\u00e0, il consenso da parte di tutti i paesi interessati per poter cambiare i trattati. Pertanto, con queste regole, la Germania si trova in una botte di ferro. Si dir\u00e0 che forse l\u2019unica speranza \u00e8 andare avanti, completare l\u2019integrazione europea in senso federale. Ma il vero federalismo \u00e8 quello da intendersi in senso orizzontale, fra regioni e territori autonomi dal punto di vista delle tasse e del fisco, con controlli ravvicinati e democratici fra le decisioni della politica e quelle dei cittadini. Ecco perch\u00e9 non convince la recente proposta di <strong>Emmanuel Macron<\/strong> sull\u2019istituzione di un <strong>Ministero del tesoro europeo<\/strong>: <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/euro-limbo\/\">un federalismo di tipo fiscale passa necessariamente per una componente federale di tipo politico<\/a>, quale il controllo parlamentare sulle tasse.<\/p>\n<div id=\"attachment_86101\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-86101 size-full\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/merkel-macron-2.jpg\" alt=\"merkel macron 2\" width=\"900\" height=\"473\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Emmanuel Macron in visita da Angela Merkel durante la campagna presidenziale francese.<\/p>\n<\/div>\n<p>Gli attuali problemi di integrazione europea non sono quindi esclusivamente di tipo economico; vi sono dei <strong>fattori degenerativi<\/strong> sia dal punto di vista politico e istituzionale che sono poi all\u2019origine dell\u2019insostenibilit\u00e0 dell\u2019Europa e della sua moneta unica. L\u2019euro \u2013 esattamente come i parametri fiscali sul deficit, sul debito, sulla spesa pubblica e sugli equilibri di bilancio introdotti con il Fiscal Compact \u2013 per essere cambiato, riformato o semplicemente modificato necessita del consenso e dell\u2019unanimit\u00e0 di tutti i 19 stati membri che vi aderiscono. A questo serviva il pensiero ordoliberale, a costruire una cattedrale perfetta con uno Zollverein che stavolta al suo centro ha come stato leader, anzich\u00e9 la Prussia, la Germania, con controlli rafforzati sugli altri paesi in vista di un\u2019integrazione monetaria che non \u00e8 mai avvenuta con una vera e propria moneta internazionale, ma con un bel <em>maquillage<\/em> del vecchio marco. Quando il presidente della BCE, Mario Draghi, nel tentativo di superare la crisi dell\u2019euro ha pronunciato nel 2012 il famoso \u201cwhatever it takes\u201d ha esplicitamente esibito la debolezza e le manchevolezze di questo castello giuridico, svelando uno stato d\u2019eccezione che non era stato neppure immaginato da chi pensava di essersi ormai assicurato il controllo e l\u2019autorit\u00e0 su un continente attraverso le proprie regole finanziarie. Sfortunatamente Draghi per conservare l\u2019esistente ha salvato l\u2019euro, condannando gli europei alla volont\u00e0 di potenza pi\u00f9 insidiosa di tutte: quella che non passa per le armi, ma dalle <strong>decisioni normative di un unico paese sullo stato di diritto di tutti gli altri<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/lordoliberalismo-legemonia-culturale-tedesca-germania\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/lordoliberalismo-legemonia-culturale-tedesca-germania\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Nicolas Fabiano) La forza delle idee ordoliberali della Germania viene concepita negli anni trenta del Novecento, viene implementata nel sistema tedesco del dopo-guerra e infine attualizzata nell\u2019 odierno ordine europeo, con l\u2019inserimento nelle costituzioni nazionali degli altri stati di una cultura giuridica ed economica che \u00e8 al tempo stesso egemonica e autoritaria. In Europa bisognerebbe cambiare la politica economica\u201d Quante volte ci \u00e8 stato ripetuto che il vero problema \u00e8 l\u2019austerit\u00e0, le&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":17413,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/intellettuale-dissidente-e1474974730908.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-7XK","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30612"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=30612"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30612\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30613,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30612\/revisions\/30613"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17413"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=30612"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=30612"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=30612"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}