{"id":30620,"date":"2017-05-09T12:25:23","date_gmt":"2017-05-09T10:25:23","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30620"},"modified":"2017-05-09T12:25:23","modified_gmt":"2017-05-09T10:25:23","slug":"la-francia-ha-scelto-il-suo-matteo-renzi-e-gia-sappiamo-che-fine-fara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30620","title":{"rendered":"La Francia ha scelto il suo Matteo Renzi (e gi\u00e0 sappiamo che fine far\u00e0)"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>FEDERICO DEZZANI<\/strong><\/p>\n<p><em>Il secondo turno delle presidenziali francesi non ha regalato l\u2019attesa rivoluzione politica: con il 66% delle preferenze, l\u2019ex-banchiere Rothschild, Emmanuel Macron, ha conquistato l\u2019Eliseo. Alla base della sconfitta di Marine Le Pen c\u2019\u00e8 un\u2019affluenza che, sebbene in calo, \u00e8 rimasta comunque sopra il 75% e, soprattutto, la tenuta del \u201cfronte repubblicano\u201d in ossequio alle vecchie logiche della Quinta Repubblica. Con il 39enne Emmmanuel Macron, rottamatore, liberale, europeista, la Francia rivive la stessa esperienza politica che l\u2019Italia ha sperimentato con Matteo Renzi: il tentativo di somministrare dosi di liberismo\/austerit\u00e0 ad un\u2019economia stagnante, uccider\u00e0 politicamente \u201cl\u2019ultima speranza delle \u00e9lite francesi\u201d in un triennio scarso. Sempre che il contesto economico non travolga lui, e la moneta unica, molto prima.<\/em><\/p>\n<h2>Il vecchio \u201cfronte repubblicano\u201d ha regalato la vittoria alla banca Rothschild<\/h2>\n<p>La dissoluzione dell\u2019Unione Europea \u00e8 <strong>come un pendolo<\/strong> che oscilla tra due estremit\u00e0:<b> la fine politica ed il collasso economico.<\/b> Subentrato il settimo di eurocrisi, erano elevate le probabilit\u00e0 che il pendolo avesse acquisito sufficiente slancio per toccare un estremit\u00e0, quella politica, grazie alla <b>marea montante dei populismi.<\/b> Il pendolo, per\u00f2, si \u00e8 fermato a pochi centimetri dalla meta ed ora ha ripreso a viaggiare verso la disgregazione della UE<b> per cause economiche\/finanziarie<\/b>.<strong> I<a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/le-enormi-ricadute-geopolitiche-dellimminente-voto-francese\/\">l potenziale rivoluzionario del 2017, la sua capacit\u00e0 di imprimere una frattura definitiva agli assetti occidentali consolidatisi negli ultimi 70 anni<\/a><\/strong>, era in gran parte legato <b>all\u2019esito delle presidenziali francesi<\/b>: sfumata quest\u2019occasione, non resta che affidarsi all\u2019inevitabile deflagrazione dell\u2019eurozona che seguir\u00e0 ad un rialzo dei tassi della BCE (2018-2019?), ad una recessione globale (gi\u00e0<i> in nuce<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/la-francia-ha-scelto-il-suo-matteo-renzi-e-gia-sappiamo-che-fine-fara\/#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a><\/i>), o all\u2019acuirsi della crisi economica\/politica\/sociale in Italia.<\/p>\n<p>Il secondo turno delle presidenziali francesi non ha, infatti, regalato l\u2019esito sorprendente che, sebbene statisticamente improbabile,<strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/presidenziali-francesi-anche-le-sorti-dellitalia-si-decideranno-domenica\/\"> era matematicamente possibile<\/a><\/strong>: la candidata anti-europeista Marine Le Pen ha perso il ballottaggio del 7 maggio ed \u00e8 stata sconfitta dal \u201ccentrista\u201d Emmanuel Macron in maniera chiara ed inequivocabile, <strong>incassando un secco 34-66%<\/strong>. Si pu\u00f2 tranquillamente affermare che le ragioni dell\u2019insuccesso lepenista siano le stesse per cui il nostro scenario (affluenza al 67% e vittoria del FN col 51%) \u00e8 andato in fumo:<b> il vecchio \u201cfronte repubblicano\u201d<\/b>, l\u2019unione di tutti i partiti per sbarrare la strada alla destra, <b>ha retto ancora una volta,<\/b> prendendo il sopravvento sull\u2019impostazione \u201csovranismo versus mondialismo\u201d, \u201cnazione versus \u00e9lite globalista\u201d, \u201cclasse media versus 1%\u201d, che Marine Le Pen ha adottato con buoni risultati (ha pur sempre raddoppiato i voti raccolti dal padre nel 2002)<b>, senza per\u00f2 sfondare.<\/b><\/p>\n<p>L\u2019astensione tra il primo ed il secondo turno \u00e8 scesa solo marginalmente, pur toccando il record dal 1969 (dal 77% al 75%), e molti elettori che al primo turno si erano espressi per il centro-destra di Fran\u00e7ois Fillon e la <i>\u201cFrance insoumise\u201d<\/i> del populista rosso Jean-Luc M\u00e9lenchon hanno\u00a0raccolto l\u2019appello al\u00a0<em>\u201cbarrage r\u00e9publicain\u201d,\u00a0<\/em>votando\u00a0Macron oppure<b>\u00a0scheda bianca<\/b> (12%, record assoluto). Pochissimi hanno rotto gli schemi, affidandosi\u00a0al Front National. Stabilire con esattezza come sia avvenuto il \u201ctravaso\u201d di voti \u00e8 impossibile, ma \u00e8 ipotizzabile che<b> solo il <\/b><b>15<\/b><b>% dei voti di Fillon<\/b> sia andato al FN e <b>nessuno sia provenuto da M\u00e9lenchon<\/b>, i cui elettori hanno quasi certamente preferito ripiegare sulla scheda bianca (presumibilmente con una percentuale del 35%). Il FN ha cos\u00ec incamerato <b>solo i voti del sovranista Nicolas Dupont-Aignan ed una manciata di voti in uscita dal centro-destra<\/b>: troppo poco per lambire anche soltanto la soglia del 40%.<\/p>\n<p><b>Il <\/b><b>datato, ma <\/b><b>sempre funzionante,<\/b><b> \u201cfronte repubblicano\u201d,<\/b> la cui tenuta \u00e8 stata sottostimata sia da noi che probabilmente dalla stessa Le Pen, \u00e8 stato quindi abilmente sfruttato all\u2019oligarchia finanziaria per raggiungere il proprio obiettivo: superato lo scoglio del primo turno, \u00e8\u00a0stato facile espugnare l\u2019Eliseo appellandosi <strong>alla classica \u201cminaccia fascista\u201d<\/strong> rappresentata dal FN. La parte complessa dell\u2019operazione \u00e8 stata<b>\u00a0conquistare il ballottaggio del 7 maggio<\/b> ed ha richiesto, non a caso, <strong>i<\/strong><b>l maggior sforzo:<\/b><\/p>\n<ul>\n<li>si \u00e8 obbligato <strong>Fran\u00e7ois Hollande<\/strong> a non presentarsi per un secondo mandato;<\/li>\n<li><strong>si \u00e8 frantumata la sinistra<\/strong> (che unita avrebbe conquistato il secondo turno), scindendola tra socialisti di Hamon e \u201cFrance Insoumise\u201d di M\u00e9lenchon;<\/li>\n<li>si \u00e8 lanciato<strong> il partito<i> \u201cEn Marche!\u201d<\/i><\/strong>, scegliendo come candidato Emmanuel Macron, 39enne ex-banchiere Rothschild, gi\u00e0 ministro socialista dell\u2019economia sotto la presidenza Hollande. La neonata formazione si \u00e8 affermata<strong> nel volgere di pochi mesi<\/strong> (novembre 2016-aprile 2017), grazie <strong>alla martellante opera dei media francesi e della politica internazionale<\/strong>, nonch\u00e9 <strong>all\u2019illimitata disponibilit\u00e0 di risorse finanziarie;<\/strong><\/li>\n<li>si \u00e8 affossato il principale ostacolo che separava Macron dal ballottaggio con il FN, il candidato repubblicano<strong> Fran\u00e7ois Fillon<\/strong>,<strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/lunione-europea-saggrappa-alle-procure\/\"> con uno spietato scandalo mediatico-giudiziario;<\/a><\/strong><\/li>\n<li>si \u00e8 lambita Marine Le Pen con le inchieste della magistratura, cos\u00ec da indebolirla ma da consentirle comunque l\u2019accesso al ballottaggio: ad attenderla c\u2019era, infatti, il candidato della banca Rothschild ed il \u201cfronte repubblicano\u201d pronto <strong>a scattare come una tagliola.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Emmanuel Macron \u00e8 stato per\u00f2 cosi fulmineo nella sua avanzata da lasciarsi alle spalle pericolosi vuoti, primo tra tutti il<strong> radicamento quasi nullo del partito <i>\u201cEn Marche!\u201d<\/i> sul territorio<\/strong>: \u00e8 quindi probabile che le imminenti elezioni legislative obbligheranno il candidato \u201ccentrista\u201d ad imbarcare spezzoni del partito socialista e del centro-destra per formare l\u2019esecutivo, creando cos\u00ec <b>un\u2019inusuale Grande Coalizione<\/b> in un sistema, quello francese, concepito\u00a0per ruotare attorno all\u2019Eliseo come in una monarchia. \u00c8 l\u2019ennesimo sintomo di <strong>un\u2019architettura politica<\/strong> che, dopo le disastrose esperienze di Nicolas Sarkozy e Fran\u00e7ois Hollande,<b> si sta velocemente deteriorando,<\/b> divorata da un lenta ma costante azione delle forze centrifughe e della crisi economica. Si noti come, su un corpo elettorale di 47 milioni di persone, Macron ha raccolto al ballottaggio 19 milioni di voti: <b>solo quattro aventi diritto su dieci,<\/b> hanno scelto al ballottaggio di affidarsi al nuovo presidente della Repubblica.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 soprattutto il compito affidato a Macron dall\u2019oligarchia euro-atlantica a lasciare presagire una veloce \u201crottura dell\u2019incantesimo\u201d: il pi\u00f9 giovane presidente della V Repubblica, il suo sorriso accattivante, il \u201cnuovismo\u201d del partito, la retoric<i>a \u00e0 la <\/i>Tony Blair o <i>\u00e0 la <\/i>Barack Obama, non sono altro che zucchero per addolcire l\u2019amara pillola delle<b> \u201criforme strutturali\u201d. <\/b>Sono le politiche neoliberiste di cui l\u2019Esagono ha disperatamente bisogno <b>per svalutare il costo del lavoro<\/b> e <b>deprimere i consumi interni,<\/b> cos\u00ec da rimanere agganciato<b> al regime a cambi fisso detto \u201ceuro\u201d.<\/b> La Francia ereditata da Macron \u00e8 la stessa, infatti,<strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/turbolences-en-france-danger-mortel-pour-leuro\/\"> che ha visto il debito pubblico esplodere a partire dall\u2019introduzione dell\u2019euro (superer\u00e0 il 100% del PIL sotto il primo anno della nuova presidenza), la bilancia commerciale sprofondare in un cronico disavanzo, la disoccupazione raggiungere la cifra record di sei milioni di persone<\/a><\/strong>. I primi tentativi di somministrare un po\u2019 di \u201cliberismo\u201d alla societ\u00e0 francese (vedi legge El-Khromi) sfociarono in prolungate ed accese tensioni sociali, <strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/il-nuovo-maggio-francese\/\">soffocate dall\u2019establishment ricorrendo alla classica strategia della tensione a base di bombe ed attentati<\/a><\/strong>. \u00c8 facilmente prevedibile che gli \u201csforzi riformatori\u201d di Macron (contratti aziendali, tagli del personale pubblico, austerit\u00e0 di bilancio, giro di vite sulle pensioni, etc. etc.) si tradurranno in analoghe proteste, allungando parallelamente<strong> l<\/strong><b>a lunga scia degli \u201cattentati islamici\u201d.<\/b><\/p>\n<p>Riuscir\u00e0 l\u2019ex-Rothschild nell\u2019immane impresa di \u201cmodernizzare\u201d la Francia secondo<strong> i criteri della Troika<\/strong>oppure, come il suo predecessore Fran\u00e7ois Hollande, \u00e8 destinato a sprofondare nei consensi entro la fine del terzo anno di presidenza? Stimare<b> in 1.000 giorni <\/b>il lasso di tempo necessario perch\u00e9 Macron bruci tutto il suo capitale politico sembrerebbe ragionevole: \u00e8 la stessa durata politica di un l\u2019altro <i>enfant prodige<\/i> cullato dall\u2019oligarchia euro-atlantica. <b>Matteo Renzi.<\/b><\/p>\n<div class=\"banner-wrapper\">\n<div id=\"content_middle_banner\"><\/div>\n<\/div>\n<h2>Perch\u00e9 \u00e8 Macron che deve guardare a Renzi e non l\u2019opposto\u2026<\/h2>\n<p>Durante la campagna elettorale francese e nelle ore successiva alla vittoria di Emmanuel Macron, i media nostrani hanno tessuto paragoni, molto innocenti, tra il candidato di<i> \u201cEn Marche!\u201d<\/i> e l\u2019ex-premier Matteo Renzi. Utilizziamo l\u2019aggettivo \u201cinnocente\u201d perch\u00e9, ovviamente, ci si \u00e8 guardati dall\u2019evidenziare<b> le incredibili analogie tra le carriere di due 39enni<\/b> che, con stucchevole celerit\u00e0, hanno scalato (o addirittura fondato) un partito, per poi essere catapultati nella stanza dei bottoni <strong>saltando a pi\u00e8 pari il classico <i>cursus honomurum<\/i>della politica<\/strong>. Entrambi sponsorizzati da<strong> una grande banca d\u2019affari<\/strong> (la Rothschild per Macron e la JP Morgan per Renzi), entrambi aiutati<strong> da scandali giudiziari<\/strong> (il Penelopegate che affossa Fillon e \u201cl\u2019affare stadio\u201d che spiana la strada di Renzi verso il Comune di Firenze), entrambi benedetti <strong>da Washington e dal \u201cluogotenente\u201d Angela Merkel,<\/strong> entrambi <strong>incensati dal milieu intellettuale-mediatico<\/strong>, entrambi aiutati <strong>dalla \u201cfortuna\u201d<\/strong> nella loro conquista del potere (la scissione tra socialisti e <i>France Insoumise <\/i>nel caso Macron, la defenestrazione tutta extra-parlamentare di Enrico Letta nel caso di Renzi).<\/p>\n<p>No, non era interesse dei media soffermarsi su questi curiosi, ma scomodi, particolari: la loro volont\u00e0 \u00e8 era piuttosto evidenziare come entrambi incarnino<strong> il rinnovamento, la modernit\u00e0, l\u2019europeismo, l\u2019apertura agli ideali liberali<\/strong>. Soprattutto, si \u00e8 tentato in Italia di sfruttare la vittoria di Emmanuel Macron <b>per rilanciare Renzi<\/b>, quasi che l\u2019ex-premier potesse ricevere in dono dal nuovo inquilino dell\u2019Eliseo <b>una seconda vita politica<\/b>. L\u2019Espresso di Carlo De Debenetti \u00e8 arrivato addirittura a scrivere lo scorso 5 aprile: <i>\u201cLa nuova sfida di Renzi: diventare Macron. L\u2019ex premier guarda al candidato centrista francese. Perch\u00e9 una sua vittoria avrebbe effetti anche in Italia. E gli lancerebbe la volata verso la riconquista di partito e governo<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/la-francia-ha-scelto-il-suo-matteo-renzi-e-gia-sappiamo-che-fine-fara\/#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a>\u201d<\/i>. Viviamo, si sa, un\u2019epoca in cui cadono<strong> le illusioni sulla democraticit\u00e0 delle nostre istituzioni,<\/strong> un\u2019epoca di <strong>massiccia e costante guerra psicologica<\/strong>, un\u2019epoca in cui<strong> la razionalit\u00e0 \u00e8 una merce sempre pi\u00f9 rara.<\/strong> Sono tempi in cui si potrebbe leggere sul giornale: <i>\u201cla nuova sfida della frittata: diventare uovo\u201d.<\/i><\/p>\n<p>Gi\u00e0. Non c\u2019\u00e8 alcun dubbio che la narrazione dei media su\u00a0Macron e Renzi sia deliberatamente<b> invertita dal punto di vista cronologico.<\/b> Non \u00e8 l\u2019ex-premier italiano che pu\u00f2 diventare Macron (perch\u00e9 il momento magico che\u00a0quest\u2019ultimo ora vive, Renzi lo ebbe nella lontana primavera del 2014), quanto piuttosto \u00e8 il nuovo presidente francese ad essere probabilmente<b>\u00a0ossessionato dal triste epilogo <\/b>dell\u2019ex-presidente del Consiglio. L\u2019Italia, infatti, si colloca rispetto alla Francia <b>un passo in avanti in termini di crisi economica\/politica<\/b>: l\u2019esperienza del giovane \u201crottamatore\u201d appartiene non al nostro presente, ma al nostro passato, ed\u00a0\u00e8 stata brutalmente archiviata il 4 dicembre scorso con la bocciatura del referendum costituzionale.<\/p>\n<p>Sono bastati <b>mille giorni <\/b>(Job Acts, privatizzazioni, inasprimenti fiscali, immigrazione incontrollata, disoccupazione a due cifre, stagnazione economica) perch\u00e9 l\u2019indice di gradimento di Renzi <strong>scivolasse sotto il 30%<\/strong> e gli italiani decidessero di sbarazzarsi di lui, ricordando l\u2019infausta promessa <i>\u201cse perdo il referendum, lascio la politica<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/la-francia-ha-scelto-il-suo-matteo-renzi-e-gia-sappiamo-che-fine-fara\/#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a>\u201d<\/i>. Constata l\u2019identit\u00e0 tra l\u2019agenda di Renzi e quella di Macron, \u00e8 facile prevedere che<strong> lo stesso tempo<\/strong> sia sufficiente per annichilire politicamente l\u2019ex-Rothschild: data la maggiore dose di \u201cmercato\u201d che Macron deve introdurre in Francia, l\u2019assenza di un saldo partito di riferimento e la bellicosit\u00e0 della societ\u00e0 francese, \u00e8 addirittura ipotizzabile che <i>l\u2019enfant prodige<\/i> della politica francese entri in crisi addirittura <b>nel secondo anno di presidenza.<\/b><\/p>\n<p>Il Financial Times a suo tempo descrisse Renzi come<i> \u201cthe last hope for the italian \u00e9lite\u201d<\/i>: noi possiamo senza alcun indugio descrivere Macron come<i> \u201cl\u2019ultima speranza dell\u2019establishment francese\u201d. <\/i>Dopo il quinquennio dell\u2019ex-Rothschild, non ci sar\u00e0 pi\u00f9 nessuna presidenza socialista, n\u00e9 centrista, n\u00e9 repubblicana: <b>sar\u00e0 l\u2019ora delle forze anti-sistema<\/b>, che si chiamino Front National o con un altro nome, che a guidarle sia ancora Marine Le Pen od un\u2019altra figura.<\/p>\n<p><strong>Tutto rimandato al 2022<\/strong>, quindi? Bisogna attendere le prossime presidenziali francesi perch\u00e9 il continente possa finalmente liberarsi dalle catene di Bruxelles e di Francoforte? Fortunatamente (cinque anni non sono pochi nella vita di un uomo), <strong>no<\/strong>. Il pendolo, come dicevamo in apertura, ha ripreso il suo viaggio verso la dissoluzione economica dell\u2019Unione Europea e,\u00a0in ordine cronologico, sono tre le prossime tappe salienti:<\/p>\n<ul>\n<li>il precipitare della situazione italiana, complice anche la prossima instabilit\u00e0 politica;<\/li>\n<li>una nuova recessione globale che cova sotto le ceneri;<\/li>\n<li>il rialzo dei tassi da parte dalla FED e\/o della BCE.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ne parleremo nel prossimo articolo. Come direbbero in Francia:<i> <\/i><i>nous avons perdu une bataille,<strong> on gagnera la guerre!<\/strong><\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/la-francia-ha-scelto-il-suo-matteo-renzi-e-gia-sappiamo-che-fine-fara\/#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a>http:\/\/www.cnbc.com\/2017\/04\/10\/theres-more-than-60-chance-of-a-global-recession-within-the-next-18-months-economist-says.html<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/la-francia-ha-scelto-il-suo-matteo-renzi-e-gia-sappiamo-che-fine-fara\/#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a>http:\/\/espresso.repubblica.it\/attualita\/2017\/03\/30\/news\/la-sfida-di-renzi-diventare-macron-1.298360<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/la-francia-ha-scelto-il-suo-matteo-renzi-e-gia-sappiamo-che-fine-fara\/#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a>http:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica\/quando-renzi-senato-disse-se-perdo-referendum-lascio-1298340.html<\/p>\n<p class=\"sdfootnote\"><strong>fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/la-francia-ha-scelto-il-suo-matteo-renzi-e-gia-sappiamo-che-fine-fara\/\">http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/la-francia-ha-scelto-il-suo-matteo-renzi-e-gia-sappiamo-che-fine-fara\/<\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FEDERICO DEZZANI Il secondo turno delle presidenziali francesi non ha regalato l\u2019attesa rivoluzione politica: con il 66% delle preferenze, l\u2019ex-banchiere Rothschild, Emmanuel Macron, ha conquistato l\u2019Eliseo. 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